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Ludobal

Passista
5 Giugno 2011
4.701
104
Belgio
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Bici
Quattro
incrementi anche di soli punti decimali nella colonna FTP delle "schede" linkate richiedono tempo (ovviamente in funzione del livello di partenza) e dedizione.
Porsi degli obiettivi è sempre stimolante.
in bocca al lupo o-o
Ti ringrazio molto. Senza andare troppo dietro ai numeri ma più che altro alla ricerca di una buona forma che mi permetta di divertirmi anzichè soffrire come un cane, mi piace basare sia i miei allenamenti che le mie discussioni sui dati obiettivi e statistici che permettono di fare delle ipotesi di partenze che ovviamente poi verrano confermate o smentite dai risultati! Alla fine contano i risultati e il divertimento... In mio lavoro è un altro!
 

zippi80

Gregario
10 Giugno 2009
512
22
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domanda xkè dopo i 50km in bici vado più forte????? sarà questione di alimentazione di abitudine allo sforzo nella prima ora o cosa?????nn riesco a capire appena esco dopo il riscaldamento 10m in agilità cammino sui 36 38 orari con freguenza cardiaca sui 160 ma sento la fatica.....mentre dopo passati i 50km nn sento piùn la catena riesco a camminare sui 40 45 orari con la stessa freguenza cardiaca ma il senso di fatica diminuisce......capita a qualcuno....potreste darmi una risp?????grazie
 

ROMBA

Apprendista Cronoman
18 Settembre 2007
3.657
228
Everest
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Bici
1 mtb 29er + 1 strada + 1 passeggio
domanda xkè dopo i 50km in bici vado più forte????? sarà questione di alimentazione di abitudine allo sforzo nella prima ora o cosa?????nn riesco a capire appena esco dopo il riscaldamento 10m in agilità cammino sui 36 38 orari con freguenza cardiaca sui 160 ma sento la fatica.....mentre dopo passati i 50km nn sento piùn la catena riesco a camminare sui 40 45 orari con la stessa freguenza cardiaca ma il senso di fatica diminuisce......capita a qualcuno....potreste darmi una risp?????grazie

Capita anche a me o-o
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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Bici
n+1
premetto che non ho letto tutta la discussione ma captato alcuni punti qua e là (il lunedì è sempre critico per la mia attività!) però posso darti il mio parere visto che gentilmente chiedi un riscontro: saper partire ad un ritmo spesso MOLTO sostenuto in una GF è un elemento spesso determinante, in maniera tanto proporzionale al percorso+posizione di griglia: se faccio una MF e parto arretrato sono più penalizzato rispetto al fatto di scegliere una distanza maggiore e quindi poter gestire in recupero l'evento di gara.
Considerando poi che per tempi superiori ai 20-30' di permanenza statica (per di più in ortostatismo) in griglia ogni effetto di riscaldamento viene vanificato, poter partire ai ritmi imposti dai primi se non addirittura saper esprimere ritmi superiori (= scalare posizioni) diviene necessario.
E' un fattore allenabile? sì se svolto con criterio. Come? inserendo una tantum delle partenze a ritmo sostenuto NON necessariamente partendo solo da zero ma anche abituandosi a fasi di riscaldamento sempre più ridotte.
Altro elemento su cui punto molto è poi la risposta cardiaca al carico, quando consiglio delle ripetizioni in salita, in genere il recupero avviene in discesa (+eventuale pianura per coprire i tempi ottimali di recupero/carico in funzione dell'obiettivo previsto) e quindi la risposta elastica cardiaca a questa richiesta di carico comporta già un adattamento di questo tipo; tipologia di carico che poi allena anche la capacità di sostenere il carico...non è sufficiente partire "forte", è necessario saper poi protrarre le intensità al livello degli atleti con cui ci si trova, senza flessioni. Qui però entra in discorso la distribuzione dello sforzo, tema tangente a questo e strettamente correlato.
Chi partecipa o ha nel proprio curriculum sportivo anche attività MTB/ciclocross in genere è notevolmente avvezzo a questo tipo di partenze.
Un altro fattore è legato all'età, tendenzialmente e proporzionalmente atleti più giovani tendono a subire meno (migliori capacità sia aerobiche che muscolari) partenze fulminee rispetto ad atleti con età superiori.
 

Artur

Apprendista Velocista
6 Gennaio 2010
1.297
31
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Molte
premetto che non ho letto tutta la discussione ma captato alcuni punti qua e là (il lunedì è sempre critico per la mia attività!) però posso darti il mio parere visto che gentilmente chiedi un riscontro: saper partire ad un ritmo spesso MOLTO sostenuto in una GF è un elemento spesso determinante, in maniera tanto proporzionale al percorso+posizione di griglia: se faccio una MF e parto arretrato sono più penalizzato rispetto al fatto di scegliere una distanza maggiore e quindi poter gestire in recupero l'evento di gara.
Considerando poi che per tempi superiori ai 20-30' di permanenza statica (per di più in ortostatismo) in griglia ogni effetto di riscaldamento viene vanificato, poter partire ai ritmi imposti dai primi se non addirittura saper esprimere ritmi superiori (= scalare posizioni) diviene necessario.
E' un fattore allenabile? sì se svolto con criterio. Come? inserendo una tantum delle partenze a ritmo sostenuto NON necessariamente partendo solo da zero ma anche abituandosi a fasi di riscaldamento sempre più ridotte.
Altro elemento su cui punto molto è poi la risposta cardiaca al carico, quando consiglio delle ripetizioni in salita, in genere il recupero avviene in discesa (+eventuale pianura per coprire i tempi ottimali di recupero/carico in funzione dell'obiettivo previsto) e quindi la risposta elastica cardiaca a questa richiesta di carico comporta già un adattamento di questo tipo; tipologia di carico che poi allena anche la capacità di sostenere il carico...non è sufficiente partire "forte", è necessario saper poi protrarre le intensità al livello degli atleti con cui ci si trova, senza flessioni. Qui però entra in discorso la distribuzione dello sforzo, tema tangente a questo e strettamente correlato.
Chi partecipa o ha nel proprio curriculum sportivo anche attività MTB/ciclocross in genere è notevolmente avvezzo a questo tipo di partenze.
Un altro fattore è legato all'età, tendenzialmente e proporzionalmente atleti più giovani tendono a subire meno (migliori capacità sia aerobiche che muscolari) partenze fulminee rispetto ad atleti con età superiori.

Urka! Io che sono un vecchio diesel e non faccio piu' mtb
Quest'anno mi massacreranno in partenza!
 

Marcotto

Apprendista Passista
21 Marzo 2010
968
18
Monza e Brianza
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Giant
Ma quindi tu cosa consiglieresti di fare in una gf come la Coppi dove non ci sono le griglie e per partire nel primo quarto bisogna prendere posto quasi due ore prima della partenza (non è uno scherzo, l'anno scorso sono entrato in griglia un'ora prima del via ed ero oltre la metà)? Ovviamente non posso portarmi i rulli per riscaldarmi.
 

camoscio d'oro

Apprendista Scalatore
4 Novembre 2010
2.055
354
37
Pontedellolio (PC)
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Bianchi Specialissima Comp
Domanda SFR e metodi analoghi.

Ci sono alcuni metodologie di allenamento, ad esempio il metodo f&o di Camorani che prevedono tratti alternati e ripetuti ad intensità ed rpm diverse.
Ora, semplificando il metodo sopradetto e considerando altri analoghi per quanto riguarda le sfr, consigliano un primo tratto (ad es 3km o 5 min) tipico in sfr, ed un secondo tratto ad rpm molto più alte cercando di far salire il cuore anche alla soglia.

Per esperienza, però ho notato che una volta terminato il tratto in sfr, le gambe sono talmente "imballate/indurite" che difficilmente riesco ad avere nel tratto successsivo una pedalata agile redditizia, o comunque difficilmente riesco ad avvicinarmi ai miei valori di soglia.
Cosa ne pensi? (relativamente alle metodologia sopradette ed al mio "problema")

gracias
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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n+1
Ma quindi tu cosa consiglieresti di fare in una gf come la Coppi dove non ci sono le griglie e per partire nel primo quarto bisogna prendere posto quasi due ore prima della partenza (non è uno scherzo, l'anno scorso sono entrato in griglia un'ora prima del via ed ero oltre la metà)? Ovviamente non posso portarmi i rulli per riscaldarmi.

essere pronto con simulazioni in allenamento a partenze di questo tipo, poi che prevale è la gestione: inutile riportarsi su un gruppo che poi eventualmente ti stacca nella seconda parte di gara. Quanto si può eccedere ad inizio gara è inversamente proprozionale alla durata di gara.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
Domanda SFR e metodi analoghi.

Ci sono alcuni metodologie di allenamento, ad esempio il metodo f&o di Camorani che prevedono tratti alternati e ripetuti ad intensità ed rpm diverse.
Ora, semplificando il metodo sopradetto e considerando altri analoghi per quanto riguarda le sfr, consigliano un primo tratto (ad es 3km o 5 min) tipico in sfr, ed un secondo tratto ad rpm molto più alte cercando di far salire il cuore anche alla soglia.

Per esperienza, però ho notato che una volta terminato il tratto in sfr, le gambe sono talmente "imballate/indurite" che difficilmente riesco ad avere nel tratto successsivo una pedalata agile redditizia, o comunque difficilmente riesco ad avvicinarmi ai miei valori di soglia.
Cosa ne pensi? (relativamente alle metodologia sopradette ed al mio "problema")

non applico tipologie di carico tipo f&o perchè non c'è una rilvanza scientifica e metodologica che uno schema tale possa effettivamente portare agli eventuali obiettivi prefissati se non dando troppo accento alla cadenza, quando il fattore primario a cui dare importanza è la potenza/intensità espressa.
La capacità di lavorare a diverse coppie torcenti però va allenata per cercare di riuscire ad esprimere il massimo del proprio potenziale indipendentemente da cadenza mantenuta e non incorrere nei problemi che descrivi. Indubbiamente quello è uno degli effetti collaterali (comunque soggettivi) che rendono una tipologia di richiamo di forza <55 rpm (con limite di espressione di potenza senza limitazione a livello aerobico a ~60 rpm) poco adatta perchè solo parzialmente specifica alle esigenze effettive di prestazione e troppo sbilanciata su un apporto muscolare dell'azione, spesso con componenti di forza applicata molto divergenti per tipologia di arco/picco di spinta diverse dalla pedalata più tipica (generalmente con rpm >60).
 

dominguez

Novellino
8 Luglio 2009
79
2
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ciao ROberto, approfitto della tua competenza per porti un quesito:
Nel contesto di una preparazione basata principalmente sul faltrek, che spesso comprende Intervall training e HOP, sia con mtb che bdc, con carico infrassetimanale (domenica esclusa), che di rado supera le 7 ore, delle quali i due terzi fatte ad alta intensità.
Nella settimana che precede una gara di xc (in mtb) di durata massima di 90 minuti circa, é bene tenersi ''allenati'' facendo uscite con intensità non altissima ma buona? oppure eseguire uno scarico completo, facendo uscite a ritmo blando?
Ogni tuo spunto è preziosissimo per me.
grazie in anticipo.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
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Bici
n+1
considerando un limite orario settimanale, se ho ben capito, inferiore alle 10h
meglio attenersi solo ad una riduzione del carico (in genere del 30-40%) o inserimento di una maggior densità di gg di riposo attivo (es prevalenza di Z2) senza togliere richiami di intensità, diversamente con un volume settimanale di tale entità rischieresti di compromettere la continuità di carico se inserissi una settimana completamente blanda.
Il discorso poi è molto soggettivo ma in genere gli atleti con poco volume ma alta intensità d carico necessitano e/o prediligono una riduzione solo paraziale del carico nel microciclo.

PS sarò assente per stage con clienti stranieri (no pc, no internet) fino al 9 aprile
 

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
22.486
3.419
Roma Eur
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Bici
BMC slr01 TREK Madone
maledetto cuore !!!
Roberto perdonami io non lo capisco il mio cuore...
Aiutami a capire. io vedo che quando sono allenato il cuore non cresce piu del dovuto, durante gli allenamenti vedo che sale con fatica prevedendo di forzare per lavorare anche su alti BpM di poco riesco ad andare fuori soglia e solo se forzo volutamente fino ad esaurimento aerobico sale ma per pochi secondi o si stabilizza su valori poco sopra soglia, come se fosssi in overtraining.
La cosa ritorna quasi in normalità se mi fermo una settimana, riprendendo il cuore torna ad essere elastico con facilità ad andare ben oltre la soglia , ma senza raggingere il mio max .
la cosa puo sembrare normale , ma il mio appunto e' sul fatto che riprendendo appunto gli allenamenti (3 4 a settimana), torna subito ad essere pigro e poco elastico.
Spero di essere stato non confusionario nell anamnesi .
 

gx2

via col vento
29 Ottobre 2008
11.681
932
Dove non ci sono troll, frustrati e rosiconi
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Gigiant
maledetto cuore !!!
Roberto perdonami io non lo capisco il mio cuore...
Aiutami a capire. io vedo che quando sono allenato il cuore non cresce piu del dovuto, durante gli allenamenti vedo che sale con fatica prevedendo di forzare per lavorare anche su alti BpM di poco riesco ad andare fuori soglia e solo se forzo volutamente fino ad esaurimento aerobico sale ma per pochi secondi o si stabilizza su valori poco sopra soglia, come se fosssi in overtraining.
La cosa ritorna quasi in normalità se mi fermo una settimana, riprendendo il cuore torna ad essere elastico con facilità ad andare ben oltre la soglia , ma senza raggingere il mio max .
la cosa puo sembrare normale , ma il mio appunto e' sul fatto che riprendendo appunto gli allenamenti (3 4 a settimana), torna subito ad essere pigro e poco elastico.
Spero di essere stato non confusionario nell anamnesi .

Perchè non rinunci al cardio? dopo un po' di tempo impari ad ascoltarti in modo molto più affidabile di uno strumento elettronico. Tutto quello che puoi fare col cardio lo puoi fare pure senza.
 

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
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3.419
Roma Eur
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BMC slr01 TREK Madone
Perchè non rinunci al cardio? dopo un po' di tempo impari ad ascoltarti in modo molto più affidabile di uno strumento elettronico. Tutto quello che puoi fare col cardio lo puoi fare pure senza.

perche dovrei rinunciarci ? cioe se io non ho un monitor del mio corpo ho la sensazione di stare a mille invece magari sono "solo" in soglia . cos vuol dire nulla, pero appunto vorrei capire perche il mio cuore non sta al passo con il mio corpo o viceversa.....
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
3.143
300
varese
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perche dovrei rinunciarci ? cioe se io non ho un monitor del mio corpo ho la sensazione di stare a mille invece magari sono "solo" in soglia . cos vuol dire nulla, pero appunto vorrei capire perche il mio cuore non sta al passo con il mio corpo o viceversa.....
ti quoto,specialmente ora che sono di moda i powermeter,si sta perdendo la cognizione dell'importanza della fc,che e' il segnalatore del nostro stato fisico e quindi della propensione al carico.riguardo il tuo problema,niente di strano,probabilmente,come e' x tutti noi che oltre ad allenarci lavoriamo,la distribuzione tra carico e allenamento e' a sfavore del primo.premesso che dal periodo di stacco invernale a quello di forma,la fc non puo' cambiare di molto(in realta' cambia la resistenza a certi livelli di fc,in positivo ovviamente)la condizione migliore e' quando la fc non fa fatica a salire;x quanto riguarda il fuorisoglia comunque e' un'intensita' difficile da ottenere in allenamento quindi secondo me inutile piu' di tanto da ricercare,il lavoro anaerobico si puo' anche effettuare senza che ci sia la risposta di fc a visualizzarlo(qui il powermeter ci viene in aiuto :mrgreen: )morale della favola:probabilmente allenarsi meno e non tutti i giorni sicuramente sarebbe piu' produttivo che allenarsi spesso e troppo intensamente,poi ci sono sempre almeno le 10 ore che ci tengono in ballo x il lavoro che non sono a favore del recupero....nel mio caso,in tutte le gf dove ero cosciente di essere andato forte e spesso avvalorato dal risultato,la fc media era in media di 10 bpm piu' alta di quando le sensazioni erano opposte.x questo sono un po scettico quando le possibilita' di crescita vengono classificate in base alle ore di alllenamento settimanali(vedo spesso parlare di barriera delle 10-15 ore):questo x una persona che lavora 8 ore al giorno e' tutto da dimostrare...
 
Stato
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