premetto che non ho letto tutta la discussione ma captato alcuni punti qua e là (il lunedì è sempre critico per la mia attività!) però posso darti il mio parere visto che gentilmente chiedi un riscontro: saper partire ad un ritmo spesso MOLTO sostenuto in una GF è un elemento spesso determinante, in maniera tanto proporzionale al percorso+posizione di griglia: se faccio una MF e parto arretrato sono più penalizzato rispetto al fatto di scegliere una distanza maggiore e quindi poter gestire in recupero l'evento di gara.
Considerando poi che per tempi superiori ai 20-30' di permanenza statica (per di più in ortostatismo) in griglia ogni effetto di riscaldamento viene vanificato, poter partire ai ritmi imposti dai primi se non addirittura saper esprimere ritmi superiori (= scalare posizioni) diviene necessario.
E' un fattore allenabile? sì se svolto con criterio. Come? inserendo una tantum delle partenze a ritmo sostenuto NON necessariamente partendo solo da zero ma anche abituandosi a fasi di riscaldamento sempre più ridotte.
Altro elemento su cui punto molto è poi la risposta cardiaca al carico, quando consiglio delle ripetizioni in salita, in genere il recupero avviene in discesa (+eventuale pianura per coprire i tempi ottimali di recupero/carico in funzione dell'obiettivo previsto) e quindi la risposta elastica cardiaca a questa richiesta di carico comporta già un adattamento di questo tipo; tipologia di carico che poi allena anche la capacità di sostenere il carico...non è sufficiente partire "forte", è necessario saper poi protrarre le intensità al livello degli atleti con cui ci si trova, senza flessioni. Qui però entra in discorso la distribuzione dello sforzo, tema tangente a questo e strettamente correlato.
Chi partecipa o ha nel proprio curriculum sportivo anche attività MTB/ciclocross in genere è notevolmente avvezzo a questo tipo di partenze.
Un altro fattore è legato all'età, tendenzialmente e proporzionalmente atleti più giovani tendono a subire meno (migliori capacità sia aerobiche che muscolari) partenze fulminee rispetto ad atleti con età superiori.