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Bonus79

Maglia Amarillo
27 Gennaio 2010
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Romagna
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Bici
Cervélo R3
analisi ed anamnesi visto che il caso si è ri verificato dopo lungo tempo, o almeno così sembra. Le cause possono essere molteplici ma il consulto di uno specialista (non sono un cardiologo) è il primo passo.

(scherzosamente) però anche te non te ne fai mai mancare una....

Ovviamente ho già un appuntamento da un aritmologo la settimana prossima.....e immagino già (visto che non è la prima visita di controllo che faccio) cosa mi dirà......sicuramente di non smettere di andare in bicicletta....ma di farla con moderazione.....che vuol dire tutto e niente per certi versi.
Ti chiedevo più che altro se, in qualità di preparatore, ti sono già capitati casi simili e poi conoscendomi se ritenevi il caso di osservare un periodo di "tranquillità" oppure continuare con la tabella generale che mi hai preparato.

In quanto a sfighe/contrattempi lo sai che cerco sempre di non farmi mancare nulla.....altrimenti sarebbe troppo facile impostare una preparazione....:mrgreen:
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
se il medico specialista impone uno stop questa è l'unica prassi da seguire, diversamente e spero darà un ok definitivo; concordo che un'indicazione di moderazione sarebbe ambigua ma anche in tal senso comporterebbe la cessazione della programmazione prevista.
 

ROAD BIKE

Pignone
30 Gennaio 2012
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Napoli
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wilier
Ciao Roberto,
Ho un amico che al figlio di 15 anni gli ha fatto fare una randonnee di 300 KM!!!!.....:wacko: senza considerare gli allenamenti di avvicinamento all'evento.
Il ragazzo non è assolutamente costretto anzi di sua iniziativa si unisce a noi del gruppo e riesce a mantenere andature molto elevate sia in salita che in pianura..... praticamente un talento che riesce a spaziare del fondo estremo a "tirate" al cardiopalmo.
Considerando che il ragazzo non ha intenzione di intraprendere la "carriera" ma gli interessa il mondo delle granfondo, secondo te è opportuno seguirlo con metodo e scientificità, magari con powermeter, consolidando sin da adesso queste sue qualità, oppure conviene rispettare la sua fanciullezza facendogli vivere la sua età con spensieratezza e poi magari piu in là valutare il da farsi?
Grazie
o-o
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
che si diverta lasciando libertà all'esplorare proprie possibilità, fatica, divertimento, luoghi, in questo caso la vostra guida e supervisione sarà importante ma a quest'età più che schemi (tralasciando l'aspetto scientifico degli stessi) sono importanti delle guide/riferimenti, senza costrizioni e senza obblighi di tipo psicologico.
Poi magari nel volgere di pochissimi anni la passione e il divertimento (che vanno coltivate sempre come esperienza ludica, è ciò che inconsciamente ci orienta a questo sport, a qualsiasi livello, anche in età adulta, assieme alla libertà che nessun'altra attività motoria può darci in completa coesione con un mezzo che può portarci quasi dappertutto) il ragazzo potrà approfondire un approccio più mirato e scientifico sulla base però di quanto maturato (passione!) in questi anni.

A ben vedere il discorso è estendibile come generalizzazione: sempre più spesso si riscontra che un'iper specializzazione prematura in senso sia anagrafico che di età fisiologica/biologica del soggetto (specializzazione spesso neppure basata su fondamenti di progressione e metodologia scientifica) porta ad avere atleti che concludono il proprio iter formativo in età non ottimali per esprimere il proprio potenziale (genetico, talento, predisposizione).
 

ROAD BIKE

Pignone
30 Gennaio 2012
123
5
Napoli
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wilier
Giusto anche io la penso cosi.....
Infatti a mio figlio che ha la stessa età (escono insieme ma è meno forte) non mi è mai passato per la mente di "violentarlo" con test, ripetute, tabelle ecc ecc.
Il mio amico vuole che io alleni il figlio ma la richiesta mi ha lasciato perplesso e credo che in base ai presupposti di cui sopra mi rifiuterò....
Grazie, gentile come sempre....
o-o
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
@ andre.ritz, ho letto la discussione estrapolo i tuoi punti perché quella è la tua anamnesi e mi pare che spazi su molti fronti:

1) Ho solo bisogno di un pò di riposo (e di qualche massaggio magari)?
2) Potrei avere qualche carenza di vitamine/minerali (es. Mg- K..etc)?
3) Dovrei cambiare la mia dieta aumentando o diminuendo proteine/carbo?
4) E' un problema anche psicologico (cioè vado agile e non scatto per paura di contrarmi di nuovo)?
5) Devo cmq insistere e allenarmi di più su scatti e cambi di ritmo?

1)il riposo è l'elemento fondamentale dell'allenamento senza il quale non si può raggiungere un effetto supercompensativo tra stimolo e risposta: i segnali che anticipano un sovraccarico sono alterazione fc basale e sotto sforzo, riduzione della fc dopo un esercizio massimale o submassimale, cambiamenti in negativo di appetenza ed umore, fino poi ad insorgere in sintomatologie più gravi.
Ovviamente attività quotidiane specie se stagionalmente influenzate da fattori ambientali (temperatura, esposizione esterna) o da particolari periodi di incremento di stress piscofisico possono incrementare un carico stressante che non è certo allenante ma che non può essere trascurato.
Tra tutti i "prodotti" che un atleta può e deve sfruttare al meglio, anche perché economicamente poco incidente, il sonno/riposo è il migliore!
2) fino ad esame ematico questo è solo un ipotesi, anche in questo caso incide in maniera importante l'attività quotidiana del soggetto NON solo l'allenamento poichè esso ricopre, generalmente (in un amatore), una piccola porzione di tempo settimanale
3) vale il punto 2 ma in questo caso un consulto specialistico (= evitare il fai da te) anche SOLAMENTE per delle direttive e confronto rispetto alle tue abitudini alimentari è sicuramente una buona scelta
4) questo influisce molto, la teoria del "central governor" sembra confermare un limite che il nostro sistema nervoso (periferico+centrale) attua quando il sistema percepisce una situazione di pericolo per la propria omeostasi (e sopravvivenza). La barriera di sopportazione di (percezione di) fatica/disagio sotto sforzo è sicuramente un aspetto che crea differenza tra atleti dotati anche di caratteristiche simili. Nel tuo caso dopo un post infortunio (o anche dopo un incidente) sicuramente è necessario un pò di tempo per oltrepassare queste autolimitazioni, ed è un aspetto anche questo allenabile
5) dipende dalle necessità di performance: se quanto esprimi è lacunoso rispetto a I)esigenze nella tipologia di gara (e nel tuo caso specifico saper mantenere ritmi submassimali di Z5 e sovramassimali è fondamentale) e II) oggettivamente inferiori ad altre caratteristiche (esempio avere una notevole capacità di lavoro in Z3 è poco utile in un atleta che si cimenta in cronoscalate), certamente l'attenzione va focalizzata su queste mancanze.
 

andre.ritz

Pignone
12 Ottobre 2006
171
0
Lago Maggiore
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Bianchi Sempre Pro 2014
Ti ringrazio davvero molto per la tua risposta, come sempre seria, chiara ed esaustiva. Non potevo aspettarmi risposta più soddisfacente! o-o
Spero di non abusare della tua disponibilità se ti faccio ancora qualche domanda. Se così fosse, ti chiedo scusa e trascura pure il mio post.

1-2) Adesso mi concederò una settimana di relax e allenamento ma con mente sgombra e dopo 10ore di sonno a notte! :-) ..E vediamo come va! Non dovessi migliorare, mi consigli un esame del sangue?
Eventualmente, una integrazione "preventiva" con potassio e magnesio, può essere utile, dannosa o ininfluente?
Perchè ancora ieri sera, durante e a fine allenamento avvertivo una tensione, come se mi stesse per venire un crampo, nel posteriore delle coscie, specialmente quella "infortunata".

3) Per quanto riguarda la dieta, non avendo una traccia da parte di un medico, seguo una alimentazione il più possibile varia, con molta frutta e verdure. Forse sono un pò basso di proteine, per questo ogni tanto integro con le Whey.

4) Lavorerò su questo aspetto, sforzandomi di insistere anche se avverto leggere sensazioni negative.

5) E' proprio in Z5 (che da come ho capito è una zona di lavoro del cuore caretterizzata da fc alta) dove faccio più fatica a "rilanciare". Infatti mi è capitato di perdere un paio di volate alla fine di due cicloscalate.. Dopo una progressione, non ho avuto la forza per "tirare giù un dente"..

Grazie ancora di tutto, ciao,

Andrea
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
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Bici
n+1
1-2) esami ematici, nel dubbio è buona prassi perché magari la carenza non è nei micronutrienti indicati (es un incremento nella sudorazione comporta spesso anche una perdita di Fe).

4-5) sicuramente entrambe aspetti su cui insistere. Z5 rappresenta a livello di FC una rispsota al carico (appunto FC) superiore alla FC mantenibile per 45-60' con queste percentuali di riferimento, a livello di RPE in una scala di Borg CR 10 un valore di 6-7 su 10 (con 1 valore di carico intensità pressoché nullo e 9-10 valore sostenibile per brevissime durate 5-20'', come, es lavori neuromuscolari in Z7)

Approfitto del messaggio per comunicare la mia assenza fino in data 13/08
 

mototrr

Pedivella
30 Novembre 2009
416
10
Savignano sul Rubicone
3btraining.it
Bici
bianchi
sono solo 5 anni che pedalo e la mia intenzione sarebbe quella di grattar via minuti nelle mediofondo alle quali partecipo.
Premesso ciò, vorrei chiedere se è universale o mia precipua caratteristica il fatto che se esco 3 giorni di seguito, il terzo vado più forte, o comunque con prestazioni migliori in tempi e velocità.
Ho voluto fare la prova seguente:
Stesso percorso per tuti e tre i giorni;
60 km con 1000 mtdsl.
Morale della favola, il secondo giorno meglio del 1° ed il terzo da stupirmi!
Occorre anche dire che le sensazioni al mattino successivo al 1° giorno, non lasciavano assolutamente sperare in una performance migliore.
Figuriamoci poi la mattina del 3° giorno! Dolori da tutte le parti! Eppure, dopo 10 km, inspiegabilmente....forza, risposta cardiaca e brillantezza.
Suppongo da ignorante in materia, sia una specifica attitudine del mio organismo?
Infine, se la mia ipotesi risultasse veritiera, esiste una modus operandi da seguire per particolarità del genere?
 
1 Giugno 2012
289
15
Visita sito
Bici
Trek madone
sono solo 5 anni che pedalo e la mia intenzione sarebbe quella di grattar via minuti nelle mediofondo alle quali partecipo.
Premesso ciò, vorrei chiedere se è universale o mia precipua caratteristica il fatto che se esco 3 giorni di seguito, il terzo vado più forte, o comunque con prestazioni migliori in tempi e velocità.
Ho voluto fare la prova seguente:
Stesso percorso per tuti e tre i giorni;
60 km con 1000 mtdsl.
Morale della favola, il secondo giorno meglio del 1° ed il terzo da stupirmi!
Occorre anche dire che le sensazioni al mattino successivo al 1° giorno, non lasciavano assolutamente sperare in una performance migliore.
Figuriamoci poi la mattina del 3° giorno! Dolori da tutte le parti! Eppure, dopo 10 km, inspiegabilmente....forza, risposta cardiaca e brillantezza.
Suppongo da ignorante in materia, sia una specifica attitudine del mio organismo?
Infine, se la mia ipotesi risultasse veritiera, esiste una modus operandi da seguire per particolarità del genere?

scusa se mi intrometto, secondo me devi specificare quanti km fai all'anno o al mese, e quante uscite durante la settimana
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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n+1
sono solo 5 anni che pedalo e la mia intenzione sarebbe quella di grattar via minuti nelle mediofondo alle quali partecipo.
Premesso ciò, vorrei chiedere se è universale o mia precipua caratteristica il fatto che se esco 3 giorni di seguito, il terzo vado più forte, o comunque con prestazioni migliori in tempi e velocità.
Ho voluto fare la prova seguente:
Stesso percorso per tuti e tre i giorni;
60 km con 1000 mtdsl.
Morale della favola, il secondo giorno meglio del 1° ed il terzo da stupirmi!
Occorre anche dire che le sensazioni al mattino successivo al 1° giorno, non lasciavano assolutamente sperare in una performance migliore.
Figuriamoci poi la mattina del 3° giorno! Dolori da tutte le parti! Eppure, dopo 10 km, inspiegabilmente....forza, risposta cardiaca e brillantezza.
Suppongo da ignorante in materia, sia una specifica attitudine del mio organismo?
Infine, se la mia ipotesi risultasse veritiera, esiste una modus operandi da seguire per particolarità del genere?

l'ipotesi più probabile è che nei primi 1 e/o 2 gg intensità e ritmi affrontati non siano sufficienti a comportare un sovraccarico allenante, tanto che poi all'inizio della 2^ e 3^ seduta consecutiva le sensazioni risultano in miglioramento con il passare del tempo IN allenamento e, a quanto riporti, sia tempi che velocità.
 

oldschool

Passista
17 Ottobre 2008
4.170
620
Prateria
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CAAD10, BSB9 RDO, BICE GRV, AllCity NatureBoy Disk, Cinelli VIGORELLI
Pongo la mia domanda.
In fase di riscaldamento è necessario/preferibile/utile/auspicabile tendere ad un livello minimo ottimale di Fq (in termini % sulla Fc di soglia o max...) oppure è sufficiente rimanere nel range di potenza Z1-Z2 senza curarsi d'altro?
Ed in fase di recupero la stessa Fq come è meglio vada gestita sia tra una ripetuta e l'altra (lavori in z3, z4 e z5) sia a fine protocollo (cool down)? E' corretto "accompagnarla" nell'arco del minutaggio di recupero previsto sino al valore di inizio lavoro? oppure a fine ripetuta si va semplicemente in OFF Z2/Z1 ?
spero di essere stato suff. chiaro
grazie in anticipo o-o
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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n+1
Sicuramente nel riscaldamento non è sufficiente Z1/2 ma le intensità superiori/protocollo di riscaldamento dipendono dal tipo di evento.
Pubblicherò link al riguardo, però esso riporta al mio sito e non sembra fatto gradito ai "moderatori" di questo forum quindi attendo riscontro su come procedere (ps pago concretamente 40€/mese per poter inserire link o argomenti che possano creare una "pubblicità" alla mia attività ma questo probabilmente avviene solo in teoria...ma i 40€ sono molto pratici ;) )
A presto....
 
Stato
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