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iroma2009

Apprendista Velocista
12 Febbraio 2011
1.309
33
FlorenceForFun
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Bici
Una bionda e una mora,cerco la rossa.
La prossima stagione oltre ad un circuito di Marathon e uno di Gf di MTB vorrei unirci due Gf:Sportful e Oetzy

Possibile conciliare le due discipline con allenamenti mirati o dovrei sceglierne una?Sono così lontani i due metodi di lavoro?
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
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Bici
n+1
non c'è incompatibilità visto che non rappresetnano 2 estremi per necessità di prestazione, anzi la polivalenza richiesta (più nel mezzo che negli allenamenti in sè) può essere un buon stimolo anche dal punto di vista motivazionale nel riuscire e poter coniugare carichi allenanti svolti in ambiti specifici diversi (= non solo allenandosi su strada anche se rimane prevalente come mezzo di allenamento anche per la preparazione Marathon/GF in MTB).
 

looping

Scalatore
7 Settembre 2007
6.483
149
Tuscany
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Bici
in costruzione ...
Durante un giro lungo io ed un amico biker stavamo pedalando di buona lena, con le bici da strada, un tratto dall'asfalto pessimo ( quasi paragonabile al pave' ), che trasmetteva forti sollecitazioni/vibrazioni . Praticamente all'unisono ci siamo detti che tratti di questo tipo , pur non aumentando i watt espressi , ci indolenzivano quasi immediatamente le gambe. Tali indolenzimenti poi spariscono poche centinaia di metri dopo che l'asfalto torna liscio.
Caratteristica nostra muscolare ? oppure effettivamente ,con vibrazioni di questo tipo , avviene qualcosa a livello muscolare ? ;nonzo% o-o
 

iroma2009

Apprendista Velocista
12 Febbraio 2011
1.309
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FlorenceForFun
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Una bionda e una mora,cerco la rossa.
Durante un giro lungo io ed un amico biker stavamo pedalando di buona lena, con le bici da strada, un tratto dall'asfalto pessimo ( quasi paragonabile al pave' ), che trasmetteva forti sollecitazioni/vibrazioni . Praticamente all'unisono ci siamo detti che tratti di questo tipo , pur non aumentando i watt espressi , ci indolenzivano quasi immediatamente le gambe. Tali indolenzimenti poi spariscono poche centinaia di metri dopo che l'asfalto torna liscio.
Caratteristica nostra muscolare ? oppure effettivamente ,con vibrazioni di questo tipo , avviene qualcosa a livello muscolare ? ;nonzo% o-o

A livello cardiovascolare c'è un aumento dei battiti del cuore,il muscolo è sottoposto a sollecitazioni diverse dalla strada quindi non credo sia una caratteristica singola ma comune.

Per quanto mi riguarda duro la metà della fatica su strada che in mtb,competizioni comprese.

Interessante domanda attendiamo una risposta più professionale della mia.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
nell'azione di pedalata il muscolo lavora in contrazione concentrica in assenza (generalmente su strada) di impatti o necessità di fasi di ammortizzamento: queste sollecitazioni creano inevitabilmente il sommarsi di vibrazioni+fase di contrazione instaurando un meccanismo di disturbo se non addirittura anche di una (minima) perdita di controllo della fase di contrazione/spinta stessa. Quest'ultimo aspetto può essere acuito da impostazioni biomeccaniche che esasperano l'altezza sella sommando un'instabilità nel passaggio nel punto morto inferiore...a cui si può sommare la componente di vibrazione descritta.

Una prova (empirica) sarebbe quella di provare materiali/prodotti compressivi (in questo caso calze, gambali corti o lunghi) perché uno degli effetti meccanici proposti con tali prodotti è la riduzione delle vibrazioni muscolari (ovviamente più evidenti nel podismo dove oltre alla fase concentrica c'è anche un'azione eccentrica muscolare).
Se tali prodotti non fossero banditi dall'UCI penso che avrebbero impiego in prove dove si potrebbe intervenire su una riduzione di queste vibrazioni.

Aneddoticamente è interessante come nel ciclocross negli ultimi anni, anche in situazioni non meteorologicamente avverse, la maggior parte degli atleti utilizzi gambali o prodotti lunghi coprenti (e/o anche con compressione?) gli arti inferiori.
 

Castyo

Apprendista Velocista
22 Aprile 2011
1.476
52
Verona
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Bici
Canyon Ultimate CF
Ha senso, al fine di aumentare la potenza senza ricorrere ad esercizi specifici, fare uscite diciamo di 40km 2/3 volte a settimana su percorsi misti, alternando cadenze "di crociera" di circa 90-100 pedalate a cadenze di 75-80 pedalate?
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
carico (intensità) non sufficiente, utile solo per migliorare la performance in tale intensità e ben lontana dallo stimolare effettivi miglioramenti/reclutamento fibre muscolari/vo2max.
 

looping

Scalatore
7 Settembre 2007
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in costruzione ...
nell'azione di pedalata il muscolo lavora in contrazione concentrica in assenza (generalmente su strada) di impatti o necessità di fasi di ammortizzamento: queste sollecitazioni creano inevitabilmente il sommarsi di vibrazioni+fase di contrazione instaurando un meccanismo di disturbo se non addirittura anche di una (minima) perdita di controllo della fase di contrazione/spinta stessa. Quest'ultimo aspetto può essere acuito da impostazioni biomeccaniche che esasperano l'altezza sella sommando un'instabilità nel passaggio nel punto morto inferiore...a cui si può sommare la componente di vibrazione descritta.

Una prova (empirica) sarebbe quella di provare materiali/prodotti compressivi (in questo caso calze, gambali corti o lunghi) perché uno degli effetti meccanici proposti con tali prodotti è la riduzione delle vibrazioni muscolari (ovviamente più evidenti nel podismo dove oltre alla fase concentrica c'è anche un'azione eccentrica muscolare).
Se tali prodotti non fossero banditi dall'UCI penso che avrebbero impiego in prove dove si potrebbe intervenire su una riduzione di queste vibrazioni.

Aneddoticamente è interessante come nel ciclocross negli ultimi anni, anche in situazioni non meteorologicamente avverse, la maggior parte degli atleti utilizzi gambali o prodotti lunghi coprenti (e/o anche con compressione?) gli arti inferiori.

grz o-oo-o
 

gx2

via col vento
29 Ottobre 2008
11.681
932
Dove non ci sono troll, frustrati e rosiconi
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Gigiant
Ciao Roberto, ho 2 domandine, ma sono così facili che ne valgono una :mrgreen: o-o
la prima:
per me ormai gli obbiettivi della stagione sono stati raggiunti,
ha senso iniziare a pensare per l'anno prossimo già da ora?
Non per esigenza di fare chissà cosa, ma per il semplice gusto di porsi degli obbiettivi.

Se ha senso, ci sono delle linee di principio che si possono adottare per programmare questo periodo?
Lo stacco lo farò quando inizierà il periodo dei "monsoni", fine ottobre-novembre

la seconda:
Come molti, venendo dalle ferie ho sentito molto il passaggio dal fare molta attività fisica (bici la mattina e/o nuoto il pomeriggio) tutti i giorni (con il giusto grado di intensità ovviamente), al fare i soliti 4 allenamenti a settimana ed 9 ore seduti in ufficio.
Nei giorndi di riposo, l'organismo sente proprio il bisogno di muoversi, ma il tempo per inforcare la bici non c'è.

Una corsetta blanda di circa 30-45 minuti in tali giorni, può essere un buon compromesso o è comunque affaticante per la muscolatura a lungo andare?
Ovviamente per riadattare le gambe ad un po' di corsa ci vogliono almeno 2 settimane di "dolori", ma al netto dell'adattamento, si può avere giovamento anche fisico (psicologico, dopo ore di ufficio, è fuori di dubbio :mrgreen:) o faccio solo danni?
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
la prima:
per me ormai gli obbiettivi della stagione sono stati raggiunti,
ha senso iniziare a pensare per l'anno prossimo già da ora?
Non per esigenza di fare chissà cosa, ma per il semplice gusto di porsi degli obbiettivi.

Se ha senso, ci sono delle linee di principio che si possono adottare per programmare questo periodo?
Lo stacco lo farò quando inizierà il periodo dei "monsoni", fine ottobre-novembre
sta arrivando indubbiamente il periodo per trarre "somme e conclusioni", fare le proprie analisi su quanto svolto nell'arco di questa stagione e da esse (o su consiglio di chi segue l'atleta perché comunque è sempre un'analisi oggettiva, diversamente da quella che possono fare altre figure nella nostra vita e quotidianità) cominciare a pensare ad obiettivi futuri.
Generalmente dopo la conclusione di una stagione e/o fase di preparazione che può sicuramente anche protrarsi fino a settembre/ottobre (meteo permettendo) consiglio una fase di pausa sia fisica che psicologica proprio per avere le giuste motivazioni e propositi per la stagione successiva.
Gli obiettivi devono essere raggiungibili e concreti, da essi poi, calendari alla mano, si deve pianificare una bozza/canovaccio di ciò che si vuole/cerca di raggiungere, senza fretta o senza assilli ma per il semplice motivo di avere un percorso di crescita e pianificazione già ben delineato.

la seconda:
Come molti, venendo dalle ferie ho sentito molto il passaggio dal fare molta attività fisica (bici la mattina e/o nuoto il pomeriggio) tutti i giorni (con il giusto grado di intensità ovviamente), al fare i soliti 4 allenamenti a settimana ed 9 ore seduti in ufficio.
Nei giorndi di riposo, l'organismo sente proprio il bisogno di muoversi, ma il tempo per inforcare la bici non c'è.

Una corsetta blanda di circa 30-45 minuti in tali giorni, può essere un buon compromesso o è comunque affaticante per la muscolatura a lungo andare?
Ovviamente per riadattare le gambe ad un po' di corsa ci vogliono almeno 2 settimane di "dolori", ma al netto dell'adattamento, si può avere giovamento anche fisico (psicologico, dopo ore di ufficio, è fuori di dubbio :mrgreen:) o faccio solo danni?

la corsa/podismo è un buon sostitutivo 1) perché la richiesta metabolica per unità di tempo è superiore=buon strumento di allenamento E controllo ponderale e 2) perché può essere svolta praticamente ovunque e a basso costo tecnico. Due però sono i problema principali della corsa (in pianura) per noi ciclisti:
1) è presente una fase di contrazione eccentrica+impatto al suolo e questo crea notevoli difficoltà di adattamento, specie in atleti con una scarsa dimestichezza/tecnica di corsa (= la stragrande maggioranza dei "normo" ciclisti!) e 2)vale il tempo di doversi adattare per poi sfruttare questo allenamento per x settimane? Se quest'attività di crosstraining sarà protratta nel tempo (per coprire per esempio i mesi invernali in toto) allora l'approccio alla corsa può essere utile; diversamente e per evitare i problemi esposti nel punto 1 (e con vantaggi notevoli nel controllo del carico/uso muscolatura) consiglio sempre la corsa in salita, ovviamente se la logistica lo permette.

Interessante e tangente al discorso questo studio: ciclisti elite norvegesi (studio basato evidentemente anche su motivazioni "climatiche") hanno eseguito una fase di preparazione invernale (cross-training) applicandosi nel podismo (con carichi submassimali) incrementando propri valori di vo2max.
 

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
22.486
3.419
Roma Eur
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BMC slr01 TREK Madone
Roberto vediamo se riesco a metterti in difficoltà, oppure vediamo se giochi in casa... :mrgreen:

Vorrei sapere se dato per acclarato che lo stato di forma di un atleta, si evidenzia con la crescita mitocondriale, che appunto sono il fattore che determina se un atleta e' allenato oopure no (giusto?).

DEtto questo a tuo avviso esiste una zona di allenamento in cui c'e' un maggiore sviluppo mitocondriale rispetto invece al loro consumo ?

Sapevo che appunto durante un allenamneti mitocondri svolgono l'importante funzione di produzione energetica, ma conseguentemente all'attività sportiva questi si degradano anche, e appunto esiste un punto di equilibrio (zona di lavoro) o adirittura di sviluppo rispetto al loro consumo ?
e in tutto ciò ho detto stupidaggini ? o-o
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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Bici
n+1
fonte/i che correlano intensità con incremento macromitofagia/micromitofagia?
Gli studi sui mitocondri (organelli deputati alla produzione energetica per via aerobica) sono relativamente stati avviati di recente (~anni 50) se confrontati ad altri elementi cellulari. il tutto è nato anche simpaticamente nell'aver notato come le galline (che non volano) possiedono un minor numero di mitocondri nei muscoli alari rispetto ad altri volatili (fagiani, poi ci torno :mrgreen: ).
Gli studi relativi poi alla relazione tra mitocondri e prestazione sportiva si sono incentrati su 2 aspetti, durata ed intensità per accrescere il loro numero.
Durata
('Skeletal Muscle Respiratory Capacity, Endurance, and Glycogen Utilization,' American Journal of Physiology, 1975) all'aumentare di essa ad un'intensità del 50-70% di Vo2max aumentava la produzione di citocromo c (cyt c, enzima catalizzatore) all'aumentare del volume di allenamento.
Intensità ('Influence of Exercise Intensity and Duration on Biochemical Adaptations in Skeletal Muscle,' Journal of Applied Physiology, 1982): le intensità nello studio precedente non erano massimali e quindi a parità di volume era opportuno valutare come influisse l'incremento di intensità, sempre relazionato a Vo2max: nelle fibre veloci l'incremento di cyt c era massimale con carico @100% Vo2max, minore ad intensità inferiori con inversamente incremento di volume (85% vo2max: da qui le teorie per cui volume+intensità creassero un deficit a livello mitocondriale); fibre miste comportamento del tutto simile a quelle veloci (e queste sono le fibre più allenabili); fibre lente comportamento opposto, il massimo incremento di cyt c avvenne con carichi di 60' @ 70-75% Vo2max (~80-84% max FC).
Quindi che fare? Confrontando i rapporti tempo/benefico tra le varie intensità e durate in proporzione a effetto su tipologia di fibre muscolari, un’elevata intensità è l’unico stimolo che apporta benefici concreti e sostanziali a livello aerobico.
Il tutto va calibrato ovviamente sulle proprie disponibilità, ci sono studi che riportano benefici a livello aerobico anche con una prevalenza massiccia di carico a intensità medio basse (50-70% Vo2max) a patto di poter svolgere un elevato volume settimanale (>20h settimanali, non certo alla portata di tutti gli amatori o presunti tali…) così come appunto rimarcato dal primo studio.
La capacità dei mitocondri di resistere ad alterazioni è una risposta positiva e attuata.

Morale? Se si vuol essere fagiani e non galline….bisogna evitare di pensare (o applicare) carichi non sufficienti (“come incremento la mia potenza lavorando in SOLA Z3…”) ad apportare sostanziali incrementi nelle intensità requisito di gara, che molto spesso non si svolgono in Z3 (n=1 in 15 anni di gare mi sarebbe piaciuto poter gareggiare in un evento dove fosse necessario e sufficiente essersi allenati in SOLA Z3:mrgreen: )

PS Il DNA mitocondriale umano viene ereditato per via matrilineare, quindi se ambite ad avere un figlio/a con spiccate capacità aerobiche (almeno nel DNA mitocondriale)…dovete scegliere una donna/compagna/moglie con tali (o tali presunte) caratteristiche ;) noi ometti possiamo farci poco…
 
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