Durante un giro lungo io ed un amico biker stavamo pedalando di buona lena, con le bici da strada, un tratto dall'asfalto pessimo ( quasi paragonabile al pave' ), che trasmetteva forti sollecitazioni/vibrazioni . Praticamente all'unisono ci siamo detti che tratti di questo tipo , pur non aumentando i watt espressi , ci indolenzivano quasi immediatamente le gambe. Tali indolenzimenti poi spariscono poche centinaia di metri dopo che l'asfalto torna liscio.
Caratteristica nostra muscolare ? oppure effettivamente ,con vibrazioni di questo tipo , avviene qualcosa a livello muscolare ?
La frequenza del fondo medio diciamo, la cadenza viene diminuita usando 1-2 denti di rapporto in più.dipende dall'intensità, la cadenza è un parametro secondario e non va (erroneamente) considerato come quello principale!
carico (intensità) non sufficiente, utile solo per migliorare la performance in tale intensità e ben lontana dallo stimolare effettivi miglioramenti/reclutamento fibre muscolari/vo2max.
nell'azione di pedalata il muscolo lavora in contrazione concentrica in assenza (generalmente su strada) di impatti o necessità di fasi di ammortizzamento: queste sollecitazioni creano inevitabilmente il sommarsi di vibrazioni+fase di contrazione instaurando un meccanismo di disturbo se non addirittura anche di una (minima) perdita di controllo della fase di contrazione/spinta stessa. Quest'ultimo aspetto può essere acuito da impostazioni biomeccaniche che esasperano l'altezza sella sommando un'instabilità nel passaggio nel punto morto inferiore...a cui si può sommare la componente di vibrazione descritta.
Una prova (empirica) sarebbe quella di provare materiali/prodotti compressivi (in questo caso calze, gambali corti o lunghi) perché uno degli effetti meccanici proposti con tali prodotti è la riduzione delle vibrazioni muscolari (ovviamente più evidenti nel podismo dove oltre alla fase concentrica c'è anche un'azione eccentrica muscolare).
Se tali prodotti non fossero banditi dall'UCI penso che avrebbero impiego in prove dove si potrebbe intervenire su una riduzione di queste vibrazioni.
Aneddoticamente è interessante come nel ciclocross negli ultimi anni, anche in situazioni non meteorologicamente avverse, la maggior parte degli atleti utilizzi gambali o prodotti lunghi coprenti (e/o anche con compressione?) gli arti inferiori.
sta arrivando indubbiamente il periodo per trarre "somme e conclusioni", fare le proprie analisi su quanto svolto nell'arco di questa stagione e da esse (o su consiglio di chi segue l'atleta perché comunque è sempre un'analisi oggettiva, diversamente da quella che possono fare altre figure nella nostra vita e quotidianità) cominciare a pensare ad obiettivi futuri.la prima:
per me ormai gli obbiettivi della stagione sono stati raggiunti,
ha senso iniziare a pensare per l'anno prossimo già da ora?
Non per esigenza di fare chissà cosa, ma per il semplice gusto di porsi degli obbiettivi.
Se ha senso, ci sono delle linee di principio che si possono adottare per programmare questo periodo?
Lo stacco lo farò quando inizierà il periodo dei "monsoni", fine ottobre-novembre
la seconda:
Come molti, venendo dalle ferie ho sentito molto il passaggio dal fare molta attività fisica (bici la mattina e/o nuoto il pomeriggio) tutti i giorni (con il giusto grado di intensità ovviamente), al fare i soliti 4 allenamenti a settimana ed 9 ore seduti in ufficio.
Nei giorndi di riposo, l'organismo sente proprio il bisogno di muoversi, ma il tempo per inforcare la bici non c'è.
Una corsetta blanda di circa 30-45 minuti in tali giorni, può essere un buon compromesso o è comunque affaticante per la muscolatura a lungo andare?
Ovviamente per riadattare le gambe ad un po' di corsa ci vogliono almeno 2 settimane di "dolori", ma al netto dell'adattamento, si può avere giovamento anche fisico (psicologico, dopo ore di ufficio, è fuori di dubbio) o faccio solo danni?
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