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Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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In particolare per la problematica di spalle a diversa altezza (e rotazione del busto) quale potrebbe essere il rimedio in pratica?

dipende se il problema è di tipo "ascendente" dal bacino o se è un problema di disallineamento "funzionale" dato per esempio da arti di differente misura.
Nel primo caso va corretta, nel possibile, la rotazione e quindi coinvolge anche gli arti inferiori, nel secondo caso se non ci sono problematiche particolari l'asimmetria è e rimane funzionale e, non pregiudicando nè prestazione nè comfort, può essere lasciata così. Il corpo umano è particolarmente asimmetrico, le correzioni sono da applicare come accomodamento (entro certi limiti) e non forzature al fine di migliorare l'efficienza

Beh, questo dovrebbe essere biomeccanicamente un pregio no?? ;nonzo%

dipende da cosa è necessario/utile al soggetto, > libertà non significa sempre > accomodamento biomeccanico perchè in questo caso ciò che teoricamente dovrebbe essere utile per compensare una dismetria degli arti (Time è esplicita nel descrivere questo come punto di forza) potrebbe per esempio innescare una rotazione di bacino o un diverso punto d'appoggio reale tra piede e pedale portando ad una differente relazione tra arto sx e dx nel piano frontale. L'asimmetria "esteriore" sarebbe (ed è) il problema minore ma una "libertà" non necessaria può portare solo ad accentuare diversità di spinta.
 

andrea1978

Novellino
3 Giugno 2012
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BMC Teammachine
- a livello puramente biomeccanico gli Speedplay lasciano un ampio margine di lavoro e possibilità di soddisfare le esigenze di postura di molti, considerando anche l'opzione di usare perni di differente lunghezza; il punto debole è l'usura tacchetta e conseguente gioco laterale; ottimo pedale ma se trattato con cura e/o si ha ampia disponibilità nel cambiare le (non economiche) tacchette


Scusate l'ignoranza ma le tacchette Speedplay non sono in materiale ferroso?
 
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andrea1978

Novellino
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BMC Teammachine
- a livello puramente biomeccanico gli Speedplay lasciano un ampio margine di lavoro e possibilità di soddisfare le esigenze di postura di molti, considerando anche l'opzione di usare perni di differente lunghezza; il punto debole è l'usura tacchetta e conseguente gioco laterale; ottimo pedale ma se trattato con cura e/o si ha ampia disponibilità nel cambiare le (non economiche) tacchette.

Scusate l'ignoranza ma le tacchette speedplay non sono in materiale ferroso?
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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solo la placchetta protettiva e la molla,
il resto (in giallo) è in materiale plastico
speedplay-zero-cleat-med-300x300.jpg


e quando la tacchetta prende gioco è facile notare come la parte più interna vada a sfregare sul perno pedale, specie in assenza di supporto adeguato del piede, esempio:
192770d1267645959-speedplay-zeros-cromoly-vs-stainless-spdzro.jpg
 

andrea1978

Novellino
3 Giugno 2012
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BMC Teammachine
solo la placchetta protettiva e la molla,
il resto (in giallo) è in materiale plastico
speedplay-zero-cleat-med-300x300.jpg


e quando la tacchetta prende gioco è facile notare come la parte più interna vada a sfregare sul perno pedale, specie in assenza di supporto adeguato del piede, esempio:
192770d1267645959-speedplay-zeros-cromoly-vs-stainless-spdzro.jpg

Ma la causa è da attribuire al semplice uso(cioè pedalando)oppure si verifica quando si scende dalla bici e quindi si cammina?Sempre molto chiaro,grazie
 

epicJM

Novellino
16 Dicembre 2012
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Garfagnana
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Specialized Tarmac, Specialized Enduro 29er
dipende se il problema è di tipo "ascendente" dal bacino o se è un problema di disallineamento "funzionale" dato per esempio da arti di differente misura.
Nel primo caso va corretta, nel possibile, la rotazione e quindi coinvolge anche gli arti inferiori, nel secondo caso se non ci sono problematiche particolari l'asimmetria è e rimane funzionale e, non pregiudicando nè prestazione nè comfort, può essere lasciata così. Il corpo umano è particolarmente asimmetrico, le correzioni sono da applicare come accomodamento (entro certi limiti) e non forzature al fine di migliorare l'efficienza



dipende da cosa è necessario/utile al soggetto, > libertà non significa sempre > accomodamento biomeccanico perchè in questo caso ciò che teoricamente dovrebbe essere utile per compensare una dismetria degli arti (Time è esplicita nel descrivere questo come punto di forza) potrebbe per esempio innescare una rotazione di bacino o un diverso punto d'appoggio reale tra piede e pedale portando ad una differente relazione tra arto sx e dx nel piano frontale. L'asimmetria "esteriore" sarebbe (ed è) il problema minore ma una "libertà" non necessaria può portare solo ad accentuare diversità di spinta.


Roberto cosa consigli a chi ha una rotazione del bacino data da dismetria degli arti? nel mio caso non so se pregiudica la prestazione ma sicuramente di molto il confort... nel mio caso anni di esercizi di rafforzamento sui muscoli di schiena e addominali vari non servono purtroppo..
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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se la postura è influenzata da retrazioni muscolari un rafforzamento anche dei distretti coinvolti non necessariamente è ottimale allo scopo anzi può dirigere il problema verso una sua esacerbazione; meglio puntare su allungamento e posture "correttive" per cercare di riequilibrare l'assetto muscolare e poi in un secondo momento, se necessario, andare a rafforzare questi distretti muscolari. E' un processo che richiede mesi di lavoro quotidiano.
 

gx2

via col vento
29 Ottobre 2008
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Dove non ci sono troll, frustrati e rosiconi
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Gigiant
Ciao Roberto,

In un ottica di miglioramento a lungo termine, ha senso dare il 110% (quasi) ogni domenica in gara? Essendo al primo anno di gare, mi trovo spesso a partire dietro, il che significa dare tutto (con punte in z8 :mrgreen:) dal primo all'ultimo metro della gara (faccio sempre i lunghi). Ho la sensazione che spremendomi totalmente in gara, non riesca a rispettare completamente il lavoro che programmo per la settimana, che dunque risulta sovrastimato. Nell'unica gara dove partivo con griglie scaglionate quindi senza possibilità di recuperare ho fatto una prestazione ed una settimana di allenamento con ottime sensazioni. Da qui la considerazione che fare i cagnacci la domenica si un po' fine a se stesso, valido se la gara è un obbiettivo, meno se l'obbiettivo è crescere.
 

mormar02

Apprendista Scalatore
14 Febbraio 2008
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concordo bene o male su tutto aggiungo che
- a livello puramente biomeccanico gli Speedplay lasciano un ampio margine di lavoro e possibilità di soddisfare le esigenze di postura di molti, considerando anche l'opzione di usare perni di differente lunghezza; il punto debole è l'usura tacchetta e conseguente gioco laterale; ottimo pedale ma se trattato con cura e/o si ha ampia disponibilità nel cambiare le (non economiche) tacchette
- i Look permettono una libertà di regolazione, specie in senso laterale, inferiore rispetto ad altri concorrenti, compensano però con 3 tipologie di tacchette; quest'ultima è il grosso punto debole del sistema perché la più alta tra le opzioni su mercato e non eccellono per durata pur essendo economiche e di facilissima reinstallazione; i cuscinetti sono meno solidi di quelli Shimano
- Shimano è un pedale quasi indistruttibile ma nelle versioni "top" la superficie d'appoggio reale non è così ampia come potrebbe apparire dall'esterno, tutto un pò sovradimensionato rispetto al reale risultato, corpo pedale (nelle versioni metalliche) e cuscinetti praticamente indistruttibili
- i Time sono un buon compromesso, riduzione distanza piede-perno pedale quasi come gli Speedplay ma con una tacchetta su cui poter camminare e con un buon peso, struttura e peso simile ai Look; la libertà laterale (così come Shimano con tachetta gialla) può risultare fastidiosa.

Gli Exustar hanno corpi pedale Look-compatibile con perno e cuscinetti forse un pò più ridefiniti e duraturi, in proporzione al prezzo sono i più leggeri e/o in linea con gli entry level xpresso.

Negli shimano che grado di mobilità hanno le tacchette gialle? 4° come le grige dei look o più come le rosse?o-o
 

eocman

Apprendista Velocista
22 Novembre 2009
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Savona
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Trek Madone 7.s 2^series H2 - Red 22 - Enve - Garmin Vector
Solo per dare un contributo a chi lamenta dismetria segnalo che dopo innumerevoli visite biomeccaniche per bacino ruotato quindi spalla sn più avanti e ipotesi dismetria, ho scoperto in autonomia che tutto ciò nel mio caso dipende dalle ossa ischiatiche. Ne ho una più pronunciata e quindi gli scompensi sopra detti sono portati da un appoggio in sella non corretto.
Sembra molto semplice ma, ripeto, non c'è mai arrivato nessuno dei biomecc cui mi sono rivolto.;nonzo%
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Ciao Roberto,

In un ottica di miglioramento a lungo termine, ha senso dare il 110% (quasi) ogni domenica in gara? Essendo al primo anno di gare, mi trovo spesso a partire dietro, il che significa dare tutto (con punte in z8 :mrgreen:) dal primo all'ultimo metro della gara (faccio sempre i lunghi). Ho la sensazione che spremendomi totalmente in gara, non riesca a rispettare completamente il lavoro che programmo per la settimana, che dunque risulta sovrastimato. Nell'unica gara dove partivo con griglie scaglionate quindi senza possibilità di recuperare ho fatto una prestazione ed una settimana di allenamento con ottime sensazioni. Da qui la considerazione che fare i cagnacci la domenica si un po' fine a se stesso, valido se la gara è un obbiettivo, meno se l'obbiettivo è crescere.

ci sono gare A e gare B, nella scelta della calendarizzazione gare questo principio va rispettato pena la mediocrità indistinta in tutte le gare dovuta a 1) poco recupero 2) poca possibilità di incremento carico , cosa fattibile tra gare B

Negli shimano che grado di mobilità hanno le tacchette gialle? 4° come le grige dei look o più come le rosse?o-o

6°+libertà laterale di qualche mm

Solo per dare un contributo a chi lamenta dismetria segnalo che dopo innumerevoli visite biomeccaniche per bacino ruotato quindi spalla sn più avanti e ipotesi dismetria, ho scoperto in autonomia che tutto ciò nel mio caso dipende dalle ossa ischiatiche. Ne ho una più pronunciata e quindi gli scompensi sopra detti sono portati da un appoggio in sella non corretto.
Sembra molto semplice ma, ripeto, non c'è mai arrivato nessuno dei biomecc cui mi sono rivolto.;nonzo%
motivo per cui un BIOmeccanico non può essere solo un... MECCANICO.
Dove opero (ma sono in sospeso fino a luglio per eccesso di lavoro scolastico/progetto università/preparazione atletica) infatti collaboro con un collega con specializzazione diversa dalla mia per una valutazione e diagnosi PRIMA della messa in sella, questo può sicuramente essere utile per avere un quadro generale e posturale dell'atleta. Sottolineo poi l'aspetto che la messa in sella è solo un aspetto finale e molto limitato di un processo che dovrebbe essere a più ampio spettro: la bici come mezzo perfettamente simmetrico è una "spina irritativa" contro la nostra più o meno variegata -ma sempre presente- asimmetria posturale funzionale e/o come atteggiamenti scorretti fino ad una strutturazione e difficile correzione della postura cronicamente perpetrata e raggiunta. Motivo per cui il BIOmeccanico non può dare un grande apporto correttivo intervenendo solo ed unicamente sul mezzo*, ma, nel possibile, deve fornire indicazioni su esercizi e correzioni che possono e devono portare ad un riequilibrio funzionale più generale. Non è e non può essere un "geometra" della bicicletta...

*trucchetto da biomeccanici "sgamati", ovviamente in senso negativo, è il cambiare +/- radicalmente l'assetto in sella per far lavorare diversamente gruppi muscolari e dare per un buon numero di settimane di riassetto posturale/schemi motori una percezione di cambiamento e maggior brillantezza senza però arrivare ad una vera soluzione dell'eventuale problema...
 

senzasosta

Maglia Amarillo
19 Luglio 2011
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Lecco
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Cervelo r5 Specialized Roubaix
Roberto a questo punto vorrei chiederti un consiglio, ho una gamba più corta di quasi 2 cm, e porto degli spessori per compensare su pedali look, leggendo i tuoi interventi mi sembra di capire che forse sarebbe meglio passare ai speedplay, giusto?

Invece, in merito alla posizione in sella, ho sempre sofferto un dolore a tratti insopportabile sulla spalla sx, tanto vero che mi creava una sorta di "gomma" nel punto indolenzito. Dopo mille esami e visite, con l'ultimo biomeccanico c'era stato un buon miglioramento e da quando eseguo gli esercizi di stretching a fine allenamento e nei giorni di scarico non sento praticamente più nulla, si tratta di pura coincidenza o come immagino sia dovuto ad una maggior elasticità?

Ultima domanda, mi è capitato un paio di volte quando correvo a piedi, al termine dell'allenamento facevo qualche breve esercizio stretching, e purtroppo due volte mi ha causato due leggeri infortuni, quindi per deduzione, se l'esercizio non è correttamente svolto rischia di causare danni o magari non erano adatti alla corsa a piedi?

Grazie mille
 

eocman

Apprendista Velocista
22 Novembre 2009
1.797
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Savona
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Trek Madone 7.s 2^series H2 - Red 22 - Enve - Garmin Vector
Ciao, come hai fatto a scoprire il problema alle ossa ischiatiche?
Hai dovuto prendere qualche accorgimento?
Grazie.
Buona pedalata :)
Ho subito uno stop di tre mesi per la formazione e la successiva asportazione chirurgica di un foruncolo "incistato" laddove noi ciclisti sappiamo bene. Rimontato in sella, tra l'altro favorito anche da un cambio della stessa con una nuova e più rigida (specialized Toupè) e a mio avviso anatomicamente meno conformata al mio difetto della vecchia (SRL Carbon), avvertivo il normale dolore alle ossa ischiatiche soprattutto la dx. di chi riprende a pedalare, prima di fare "il callo".
Il problema è che dopo due mesi e 2000km avevo ancora dolori alla zona ischiatica dx tanto da trovare doloroso fare 2gg di seguito. Un giorno sul bidet mi sono palpato a fondo e a quel punto ho capito. Ho preso una vecchia radiografia del bacino e ho visto che l'osso ischiatico ds è più a punta mentre quello sn e più arrotondato. Stiamo probailmente parlando di 7/8mm però questo mi provoca uno scivolamento a sn con rotazione del bacino in senso orario e avanzamento della spalla sn. Ecco anche spiegato il perchè a basse velocità e senza mani avevo difficoltà a andare dritto. Al momento mi sono fatto fare dei pantaloncini con un fondello super spesso/ammortizzante nelle zone ischiatiche, ho rimesso la vecchia e sformata SRL e attendo di capire se posso agire con un diverso posizionamento delle tacchette.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Roberto a questo punto vorrei chiederti un consiglio, ho una gamba più corta di quasi 2 cm, e porto degli spessori per compensare su pedali look, leggendo i tuoi interventi mi sembra di capire che forse sarebbe meglio passare ai speedplay, giusto?
mai detto questo riguardo agli Speedplay, in senso di correzione verticale un pedale vale l'altro perchè si deve lavorare su eventuale spessoramento e/o altre modifiche extra pedale (cunei-distanziali); ho solamente detto che gli Speedplay permettono una maggior libertà di regolazione "standard" rispetto ad altri. Le dismetrie per essere effettivamente reali non devono essere affette da atteggiamenti (es misurazione in scarico).

Invece, in merito alla posizione in sella, ho sempre sofferto un dolore a tratti insopportabile sulla spalla sx, tanto vero che mi creava una sorta di "gomma" nel punto indolenzito. Dopo mille esami e visite, con l'ultimo biomeccanico c'era stato un buon miglioramento e da quando eseguo gli esercizi di stretching a fine allenamento e nei giorni di scarico non sento praticamente più nulla, si tratta di pura coincidenza o come immagino sia dovuto ad una maggior elasticità?

può essere come no, difficile da definire

Ultima domanda, mi è capitato un paio di volte quando correvo a piedi, al termine dell'allenamento facevo qualche breve esercizio stretching, e purtroppo due volte mi ha causato due leggeri infortuni, quindi per deduzione, se l'esercizio non è correttamente svolto rischia di causare danni o magari non erano adatti alla corsa a piedi?

lo stretching svolto in maniera erroneo (es. frettolosamente) è potenzialmente più dannoso che benefico. Non c'è relazione tra tipologia di attività e stretching svolto a patto che, banalmente, l'attività conclusiva di stretching riguardi distretti muscolari coinvolti nell'attività precedente; se così non fosse si va a stirare un/più muscolo/i non precedentemente utilizzati e più suscettibili a subire un leggero stiramento.
 
Stato
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