Leggere 240 post su questo argomento per me molto interessante, è da pazzi ma provo a condividere la mia esperienza.
....facilitazione neuromuscolare....è la parola che mi balzò all'occhio quando preparai l'esame di fisiologia dello sport (scienze motorie) che diede la risposta al dubbio amletico oggetto di questo 3d.
Anallizzando il gesto della pedalata nei suoi 360°, è facile immaginare che ci sono muscoli che si contraggono ed altri che si decontraggono ma NON con un meccanismo "tutto o niente" ma con andamento progressivo fino a raggiungere il massimo per poi decrescere. Volendo semplificare, tutti i muscoli devono in ogni istante imprimere sulla pedivella una FORZA COSTANTE tangente alla pedivella stessa che è la risultante delle forze in gioco di ogni muscolo della catena cinetica. Il tutto si esprime con un valore di POTENZA costante. La bicicletta DEVE muoversi a velocità costante e non a singhiozzi per non disperdere forze.
A livello neuromuscolare, per TUTTI i muscoli delle gambe questo discorso è più complesso di quello che si possa immaginare. Le fibre muscolari si attivano con un meccanismo "tutto o nulla" e modulare la forza in modo EFFICIENTE non è cosa da poco. Si richiede sinergia tra muscoli agonisti ed antagonisti della stessa gamba in CONTROFASE a quelli dell'arto controlaterale. Per farla breve mentre un muscolo DEVE contrarsi, un'altro deve DECONTRARSI completamente per abbattere le FORZE NEGATIVE.
Tutto questo non basta. Bisogna rendere il gesto della pedalata automatico. Un gesto motorio affinchè possa essere efficiente ed automatico deve essere ripetuto per diverse migliaia di volte (più di 300.000 Kurt Meinel: Teoria del movimento).
Fare lavori di agilità oltre le 110 rpm (in pista si raggiungono 150 rpm senza far sobbalzare il sedere dalla sella) EDUCA i muscoli ad ABBATTERE le forze negative ed a RIDURRE i tempi di apprendimento per il corretto automatismo del gesto motorio.
Molti ciclisti nel periodo invernale fanno dei lavori con pignone fisso. Non è un caso. Serve a costruire un "pattern motorio" ideale. Superare i punti critici: punto morto superiore ed infieriore ed infine a produrre una pedalata rotonda. Si deve avere la sensazione che le ginocchia hanno un effetto volano.
Pedalare su biciclette con guarniture identiche ai prof. è ERRATO. Bisognerebbe invece osservare i prof. e rilevare la loro frequenza di pedalata. Nele cronometro stanno intorno alle 100 rpm. Nelle salite chi "non sente la catena" sta intorno alle 80/90 rpm. SPETTACOLO!
.......
Potrei stare ore a parlare su questo argomento ma mi fermo qui.
Da quando il mio allenamento è basato per il 90% su lavori di agilità (riscaldamento, defaticamento, ripetute over rpm, salite,...) la mia velocità media continua a migliorare costantemente e se mi confrontassi uscendo in gruppo, andando in agilità ho sempre la gamba fresca per rispondere in modo efficace agli scatti.
....facilitazione neuromuscolare....è la parola che mi balzò all'occhio quando preparai l'esame di fisiologia dello sport (scienze motorie) che diede la risposta al dubbio amletico oggetto di questo 3d.
Anallizzando il gesto della pedalata nei suoi 360°, è facile immaginare che ci sono muscoli che si contraggono ed altri che si decontraggono ma NON con un meccanismo "tutto o niente" ma con andamento progressivo fino a raggiungere il massimo per poi decrescere. Volendo semplificare, tutti i muscoli devono in ogni istante imprimere sulla pedivella una FORZA COSTANTE tangente alla pedivella stessa che è la risultante delle forze in gioco di ogni muscolo della catena cinetica. Il tutto si esprime con un valore di POTENZA costante. La bicicletta DEVE muoversi a velocità costante e non a singhiozzi per non disperdere forze.
A livello neuromuscolare, per TUTTI i muscoli delle gambe questo discorso è più complesso di quello che si possa immaginare. Le fibre muscolari si attivano con un meccanismo "tutto o nulla" e modulare la forza in modo EFFICIENTE non è cosa da poco. Si richiede sinergia tra muscoli agonisti ed antagonisti della stessa gamba in CONTROFASE a quelli dell'arto controlaterale. Per farla breve mentre un muscolo DEVE contrarsi, un'altro deve DECONTRARSI completamente per abbattere le FORZE NEGATIVE.
Tutto questo non basta. Bisogna rendere il gesto della pedalata automatico. Un gesto motorio affinchè possa essere efficiente ed automatico deve essere ripetuto per diverse migliaia di volte (più di 300.000 Kurt Meinel: Teoria del movimento).
Fare lavori di agilità oltre le 110 rpm (in pista si raggiungono 150 rpm senza far sobbalzare il sedere dalla sella) EDUCA i muscoli ad ABBATTERE le forze negative ed a RIDURRE i tempi di apprendimento per il corretto automatismo del gesto motorio.
Molti ciclisti nel periodo invernale fanno dei lavori con pignone fisso. Non è un caso. Serve a costruire un "pattern motorio" ideale. Superare i punti critici: punto morto superiore ed infieriore ed infine a produrre una pedalata rotonda. Si deve avere la sensazione che le ginocchia hanno un effetto volano.
Pedalare su biciclette con guarniture identiche ai prof. è ERRATO. Bisognerebbe invece osservare i prof. e rilevare la loro frequenza di pedalata. Nele cronometro stanno intorno alle 100 rpm. Nelle salite chi "non sente la catena" sta intorno alle 80/90 rpm. SPETTACOLO!
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Potrei stare ore a parlare su questo argomento ma mi fermo qui.
Da quando il mio allenamento è basato per il 90% su lavori di agilità (riscaldamento, defaticamento, ripetute over rpm, salite,...) la mia velocità media continua a migliorare costantemente e se mi confrontassi uscendo in gruppo, andando in agilità ho sempre la gamba fresca per rispondere in modo efficace agli scatti.




