l'incognita maggiore è identificare come e in che ambito di tempo (soggettivo e legato alla situazione) si ha piena disposizione di capacità di lavoro anaerobico e/o se ciò avviene in situazioni di solo parziale recupero come questo va ad influire sull'utilizzo di ciò che "è disponibile".
Inoltre se T1 è relativamente arbitrario ma costante per molti soggetti, lo stesso non si può dire per T2 o T3= avendo al momento a disposizione quasi 70 profili di potenza la variabilità nel tratto che per deflessione statistica e CP è identificato come Z5 è notevolmente variabile: in soggetti più performanti ed evoluti però tende ad avvicinarsi notevolmente a tempistiche e deflessioni descritti in letteratura e nel testo tema di questa discussione.
In ogni caso ogni approfondimento vale la pena!