un, due, Trek...stella (parte nona)

bicimix

Ammiraglia
6 Agosto 2009
23.064
2.902
ABRUZZO all’ombra del Blockhaus
www.strava.com
Bici
7 Tour de France consecutivi!
No, non credo tu abbia ragione.
Per l'elettronico prima effettivamente c'è stata diffidenza (come per OGNI innovazione sostanziale introdotta nell'ingessato mondo BDC), ormai invece è "solo" una questione di soldi.
I resistenti per principio o preconcetto sono pochissimi, e sono in buona percentuale sul Forum... :mrgreen:
Il mercato non c'entra niente con noi invasati che circoliamo qui dentro, i numeri non li facciamo noi, ma clienti molto più "normali".

Nonostante gli auspici del povero @Don Perigon il disco è già oggi complessivamente troppo migliore dei vecchi sistemi e, per fortuna, non si tornerà indietro.
Che poi, per me, le bicilette a disco sono molto più carine delle altre, più moderne, non se ne poteva più di vedere quelle vecchie sempre uguali a se stesse da mille anni.

Comunque si trovano ancora ricambi per le leve sull'obliquo, figuriamoci per quanto tempo se ne troveranno per roba meno vecchia, anzi, al momento a causa dei noti problemi si trova molta più roba vecchia che roba nuova.

Non capisco tutto questo nervosismo, basta non comprare quello che non piace, mica nessuno viene obbligato ad andare nei negozi, se si ha già quello che si ritiene migliore non c'è nessuna ragione per buttarlo alle ortiche per comprare una cosa ritenuta peggiore.

Per la cronaca io uso i Di2 dall'aprile 2010 ed i dischi idraulici dal novembre 2016, quindi diciamo che non sono andato appresso alle mode, visto che quando ho iniziato ad usarla, questa roba non la voleva nessuno, ma proprio nessuno.

Sono in trepida attesa del Dura Ace 9370, il 9270 mi è parso in effetti troppo conservativo, speravo in un poco di coraggio in più, ma come noto i Jap ci vanno sempre con i piedi piombo perché lo sanno benissimo che i loro polli, mediamente, sono spaventati a morte dal realmente nuovo.
Pur non essendo un fan del disc non si può continuare a sostenere che oggi ci sia un dualismo che nella realtà non esiste.
Oggi c’è il disc, il rim è il passato.
Poi ci saranno sempre gli aficionados del rim, ma come per il titanio, alluminiò, acciaio, gruppo meccanico ecc ecc, ma con il passare del tempo diventerà una nicchia di mercato che verrà soddisfatta da piccole aziende o realtà artigianali.
E mi viene da ridere quando leggo di qualche amatore che si vuole convincere che pocagar usi la Bdc a rim non solo per il peso, nonostante ci sia una intervista a Colnago che lo conferma, ma anche per qualche altro motivo.
 
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Apprendista Cronoman
24 Giugno 2009
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No, non credo tu abbia ragione.
Per l'elettronico prima effettivamente c'è stata diffidenza (come per OGNI innovazione sostanziale introdotta nell'ingessato mondo BDC), ormai invece è "solo" una questione di soldi.
I resistenti per principio o preconcetto sono pochissimi, e sono in buona percentuale sul Forum... :mrgreen:
Il mercato non c'entra niente con noi invasati che circoliamo qui dentro, i numeri non li facciamo noi, ma clienti molto più "normali".

Nonostante gli auspici del povero @Don Perigon il disco è già oggi complessivamente troppo migliore dei vecchi sistemi e, per fortuna, non si tornerà indietro.
Che poi, per me, le bicilette a disco sono molto più carine delle altre, più moderne, non se ne poteva più di vedere quelle vecchie sempre uguali a se stesse da mille anni.

Comunque si trovano ancora ricambi per le leve sull'obliquo, figuriamoci per quanto tempo se ne troveranno per roba meno vecchia, anzi, al momento a causa dei noti problemi si trova molta più roba vecchia che roba nuova.

Non capisco tutto questo nervosismo, basta non comprare quello che non piace, mica nessuno viene obbligato ad andare nei negozi, se si ha già quello che si ritiene migliore non c'è nessuna ragione per buttarlo alle ortiche per comprare una cosa ritenuta peggiore.

Per la cronaca io uso i Di2 dall'aprile 2010 ed i dischi idraulici dal novembre 2016, quindi diciamo che non sono andato appresso alle mode, visto che quando ho iniziato ad usarla, questa roba non la voleva nessuno, ma proprio nessuno.

Sono in trepida attesa del Dura Ace 9370, il 9270 mi è parso in effetti troppo conservativo, speravo in un poco di coraggio in più, ma come noto i Jap ci vanno sempre con i piedi piombo perché lo sanno benissimo che i loro polli, mediamente, sono spaventati a morte dal realmente nuovo.
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barce

Passista
9 Ottobre 2007
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Trek varie....
No, non credo tu abbia ragione.
Per l'elettronico prima effettivamente c'è stata diffidenza (come per OGNI innovazione sostanziale introdotta nell'ingessato mondo BDC), ormai invece è "solo" una questione di soldi.
I resistenti per principio o preconcetto sono pochissimi, e sono in buona percentuale sul Forum... :mrgreen:
Il mercato non c'entra niente con noi invasati che circoliamo qui dentro, i numeri non li facciamo noi, ma clienti molto più "normali".

Nonostante gli auspici del povero @Don Perigon il disco è già oggi complessivamente troppo migliore dei vecchi sistemi e, per fortuna, non si tornerà indietro.
Che poi, per me, le bicilette a disco sono molto più carine delle altre, più moderne, non se ne poteva più di vedere quelle vecchie sempre uguali a se stesse da mille anni.

Comunque si trovano ancora ricambi per le leve sull'obliquo, figuriamoci per quanto tempo se ne troveranno per roba meno vecchia, anzi, al momento a causa dei noti problemi si trova molta più roba vecchia che roba nuova.

Non capisco tutto questo nervosismo, basta non comprare quello che non piace, mica nessuno viene obbligato ad andare nei negozi, se si ha già quello che si ritiene migliore non c'è nessuna ragione per buttarlo alle ortiche per comprare una cosa ritenuta peggiore.

Per la cronaca io uso i Di2 dall'aprile 2010 ed i dischi idraulici dal novembre 2016, quindi diciamo che non sono andato appresso alle mode, visto che quando ho iniziato ad usarla, questa roba non la voleva nessuno, ma proprio nessuno.

Sono in trepida attesa del Dura Ace 9370, il 9270 mi è parso in effetti troppo conservativo, speravo in un poco di coraggio in più, ma come noto i Jap ci vanno sempre con i piedi piombo perché lo sanno benissimo che i loro polli, mediamente, sono spaventati a morte dal realmente nuovo.
Mah concedimi il beneficio del dubbio con le due opzioni ribadisco che i volumi di vendita delle disco sarebbero molto ridimensionati. Poi nulla contro il sistema frenante a disco sicuramente superiore in tutti i frangenti. A livello estetico a me piacciono meno anzi le vedo tutte fatte con lo stampino.
 

Striker

Pignone
1 Maggio 2012
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Roma
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Trek Madone Slr Project One 2019
Provo sempre un certo prurito quando l'assunto iniziale è 'questo è il presente, questo è il passato' invece che 'questa è la mia preferenza o esigenza specifica', cioè quando si sposta il peso da una soggettività inevitabile a un'oggettività indimostrabile. Io personalmente in questo momento sto pedalando su una Emonda rim e su una Madone disc, ma già per esempio le mie esigenze e le mie abitudini sono cambiate spostandomi da Roma al monte Amiata in Toscana. Quassù o è salita o è discesa, la pianura non esiste, ma soprattutto non esiste il traffico. Il disc è superiore in termini di sistema? Sì. Ha una manutenzione più laboriosa? Sì. Mi serve in assoluto? No. Ho pedalato sotto la pioggia battente con entrambe ma non avendo macchine intorno ho margine di frenata, se piove comunque la mia priorità è arrivare a casa e non battere i miei PR, è una differenza talmente marginale che non ci spenderei soldi, mentre invece la differenza di peso tra la Madone disc e quella rim che avevo prima (e che riavrò tra poco) la avverto in salita. Sarebbe differente se facessi granfondo con obiettivi di classifica o se vivessi ancora a Roma? Sì, e anche una differenza sensibile. Per esempio secondo me non si può nemmeno fare un paragone con la transizione tra il cambio meccanico e elettronico. Il cambio elettronico è più preciso, non richiede regolazioni e manutenzione, in un contesto che è praticamente identico per tutti, quello della cambiata. Ogni ciclista invece frena in modo diverso. Dai la mia bici rim a uno che non ha la mia esperienza e la mia attitudine nel frenare in discesa o che fa la metà dei km che faccio io ogni anno o che abita in una zona particolarmente trafficata e probabilmente ti dirà che gli fa schifo, se può in alternative sceglire una bici disc. Poi che il mercato e gli investimenti dei costruttori vadano esclusivamente in una direzione è un fatto incontrovertibile, ma è un discorso diverso. Ma non riguarda 'meglio' o 'peggio'.
 

Don Perigon

Maglia Iridata
1 Agosto 2013
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Trecase (NA) sotto il Vesuvio collinetta sul mare
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Trek madone RSL /Trek madone 9 H2 /Madfiber /DT Swiss RRC dicut 46T /Spada oxygeno, breva 30 e 38
Provo sempre un certo prurito quando l'assunto iniziale è 'questo è il presente, questo è il passato' invece che 'questa è la mia preferenza o esigenza specifica', cioè quando si sposta il peso da una soggettività inevitabile a un'oggettività indimostrabile. Io personalmente in questo momento sto pedalando su una Emonda rim e su una Madone disc, ma già per esempio le mie esigenze e le mie abitudini sono cambiate spostandomi da Roma al monte Amiata in Toscana. Quassù o è salita o è discesa, la pianura non esiste, ma soprattutto non esiste il traffico. Il disc è superiore in termini di sistema? Sì. Ha una manutenzione più laboriosa? Sì. Mi serve in assoluto? No. Ho pedalato sotto la pioggia battente con entrambe ma non avendo macchine intorno ho margine di frenata, se piove comunque la mia priorità è arrivare a casa e non battere i miei PR, è una differenza talmente marginale che non ci spenderei soldi, mentre invece la differenza di peso tra la Madone disc e quella rim che avevo prima (e che riavrò tra poco) la avverto in salita. Sarebbe differente se facessi granfondo con obiettivi di classifica o se vivessi ancora a Roma? Sì, e anche una differenza sensibile. Per esempio secondo me non si può nemmeno fare un paragone con la transizione tra il cambio meccanico e elettronico. Il cambio elettronico è più preciso, non richiede regolazioni e manutenzione, in un contesto che è praticamente identico per tutti, quello della cambiata. Ogni ciclista invece frena in modo diverso. Dai la mia bici rim a uno che non ha la mia esperienza e la mia attitudine nel frenare in discesa o che fa la metà dei km che faccio io ogni anno o che abita in una zona particolarmente trafficata e probabilmente ti dirà che gli fa schifo, se può in alternative sceglire una bici disc. Poi che il mercato e gli investimenti dei costruttori vadano esclusivamente in una direzione è un fatto incontrovertibile, ma è un discorso diverso. Ma non riguarda 'meglio' o 'peggio'.
Quoto
 
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Ciociaro
13 Agosto 2012
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Trek (alcune)
Provo sempre un certo prurito quando l'assunto iniziale è 'questo è il presente, questo è il passato' invece che 'questa è la mia preferenza o esigenza specifica', cioè quando si sposta il peso da una soggettività inevitabile a un'oggettività indimostrabile. Io personalmente in questo momento sto pedalando su una Emonda rim e su una Madone disc, ma già per esempio le mie esigenze e le mie abitudini sono cambiate spostandomi da Roma al monte Amiata in Toscana. Quassù o è salita o è discesa, la pianura non esiste, ma soprattutto non esiste il traffico. Il disc è superiore in termini di sistema? Sì. Ha una manutenzione più laboriosa? Sì. Mi serve in assoluto? No. Ho pedalato sotto la pioggia battente con entrambe ma non avendo macchine intorno ho margine di frenata, se piove comunque la mia priorità è arrivare a casa e non battere i miei PR, è una differenza talmente marginale che non ci spenderei soldi, mentre invece la differenza di peso tra la Madone disc e quella rim che avevo prima (e che riavrò tra poco) la avverto in salita. Sarebbe differente se facessi granfondo con obiettivi di classifica o se vivessi ancora a Roma? Sì, e anche una differenza sensibile. Per esempio secondo me non si può nemmeno fare un paragone con la transizione tra il cambio meccanico e elettronico. Il cambio elettronico è più preciso, non richiede regolazioni e manutenzione, in un contesto che è praticamente identico per tutti, quello della cambiata. Ogni ciclista invece frena in modo diverso. Dai la mia bici rim a uno che non ha la mia esperienza e la mia attitudine nel frenare in discesa o che fa la metà dei km che faccio io ogni anno o che abita in una zona particolarmente trafficata e probabilmente ti dirà che gli fa schifo, se può in alternative sceglire una bici disc. Poi che il mercato e gli investimenti dei costruttori vadano esclusivamente in una direzione è un fatto incontrovertibile, ma è un discorso diverso. Ma non riguarda 'meglio' o 'peggio'.

Io pruriti non ne provo, leggendo però quello che hai scritto dimostri inequivocabilmente che il sistema a disco è complessivamente migliore del precedente, infatti argomenti sostenendo che ora il nuovo sistema non ti serva grazie a mutate condizioni ambientali, ma non che non ti possa far comodo in assoluto. Se la macchina imprevista ti capita una volta l'anno perché rinunciare ad una sicurezza in più? Oltretutto se non devi neanche inseguire i kom in salita per i quali gli ormai celeberrimi tre etti potrebbero avere psicologicamente una valenza...
Quindi la tua argomentazione parrebbe sviluppare il concetto in una certa direzione pur volendo sostenere una diversa conclusione.

Che un sistema sia il presente ed uno il passato non è una supposizione, è una constatazione della realtà, se fa stare meglio tutti i nostalgici basta pensare che non sia un fatto tecnologico ma semplicemente temporale ed amen.

Poi mi pare ovvio che il paragone di una Emonda rim con una Madone disc non possa che restituire sensazioni diverse, troverei strano il contrario, già tra due Emonda sarebbe tutto molto più sfumato.

E' quello che scrivevo prima, tra i resistenti (a torto o a ragione) c'è sempre nervosismo, nel ciclismo su strada è stato così per ogni transizione, poi, ingoiato il rospo e trascorso il tempo necessario, si è sempre verificato che il diavolo di turno non era poi così cattivo come lo si dipingeva, anche se in molti casi la nostalgia rimane sia pure per semplice puntiglio e senza un'ammissione di gradimento della nuova soluzione se non in rari casi. :mrgreen:
 

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Passista
23 Ottobre 2020
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Sarebbe un grande passo ritornare sui propri passi lasciando scelta ai propri clienti, è una questione solo di tempo
Non so dirti quali saranno le scelte dei produttori.
Sopratutto le due major Americane.., dire che seguono mercato è una ovvietà.. Il mercato va dove si creano opportunità..
Posso dirti che nel Marketing ( termine che per molti è indigesto) La identificazione di una nicchia di prodotto è tra le cose più' difficili..
Con avvento dischi versione RIm una nicchia l'ha creata...
Mi aspetto delle versioni speciali dedicate solo ai rim... Logicamente più' costose...:==
Tipo una Limited Sagan Destroyed..:shock:
 

bicimix

Ammiraglia
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Il dato oggettivo è che oggi tutti i produttori, fatta eccezione per due/tre azienda, offrono solo Bdc a disc quindi dire che oggi il disc è il presente ed il rim è il passato è pertinente.
Mentre per il tuo prurito posso solo suggerirti una buona crema lenitiva.
A me onestamente poco interessa i pro e contro dei due tipi di impianti, tutte le tecnologie ne hanno, dato che questo dualismo nella realtà non esiste se non nella testa di qualche amatore.
 
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bicimix

Ammiraglia
6 Agosto 2009
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Non so dirti quali saranno le scelte dei produttori.
Sopratutto le due major Americane.., dire che seguono mercato è una ovvietà.. Il mercato va dove si creano opportunità..
Posso dirti che nel Marketing ( termine che per molti è indigesto) La identificazione di una nicchia di prodotto è tra le cose più' difficili..
Con avvento dischi versione RIm una nicchia l'ha creata...
Mi aspetto delle versioni speciali dedicate solo ai rim... Logicamente più' costose...:==
Tipo una Limited Sagan Destroyed..:shock:
Da noi si dice “chi vive sperando muore cagando” :mrgreen:

ps

senza offesa.
 
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gabri7208

Pignone
23 Agosto 2017
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cannondale
Buonasera ragazzi, qualcuno di voi vende per caso un reggisella per emonda con offset 5mm da 175? Devo sostituire il mio con offset da 20mm. Grazie
Stai chiedendo uno dei componenti più ricercati e difficili da trovare del mondo Trek !!! non so come sia adesso ma quando nel 2020 in piena pandemia l'ho cercato nessuno lo aveva e per canali ufficiali c'erano 6 mesi di attesa.
Contiunado a cercare ogni giorno su google l'ho poi trovato qui

ti consiglio di tenere monitorato il web costantemente perchè quando si trovano vanno a ruba ce ne sono pochi
ciao ciao in bocca al lupo
 
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Pignone
1 Maggio 2012
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Trek Madone Slr Project One 2019
Io pruriti non ne provo, leggendo però quello che hai scritto dimostri inequivocabilmente che il sistema a disco è complessivamente migliore del precedente, infatti argomenti sostenendo che ora il nuovo sistema non ti serva grazie a mutate condizioni ambientali, ma non che non ti possa far comodo in assoluto. Se la macchina imprevista ti capita una volta l'anno perché rinunciare ad una sicurezza in più? Oltretutto se non devi neanche inseguire i kom in salita per i quali gli ormai celeberrimi tre etti potrebbero avere psicologicamente una valenza...
Quindi la tua argomentazione parrebbe sviluppare il concetto in una certa direzione pur volendo sostenere una diversa conclusione.

Che un sistema sia il presente ed uno il passato non è una supposizione, è una constatazione della realtà, se fa stare meglio tutti i nostalgici basta pensare che non sia un fatto tecnologico ma semplicemente temporale ed amen.

Poi mi pare ovvio che il paragone di una Emonda rim con una Madone disc non possa che restituire sensazioni diverse, troverei strano il contrario, già tra due Emonda sarebbe tutto molto più sfumato.

E' quello che scrivevo prima, tra i resistenti (a torto o a ragione) c'è sempre nervosismo, nel ciclismo su strada è stato così per ogni transizione, poi, ingoiato il rospo e trascorso il tempo necessario, si è sempre verificato che il diavolo di turno non era poi così cattivo come lo si dipingeva, anche se in molti casi la nostalgia rimane sia pure per semplice puntiglio e senza un'ammissione di gradimento della nuova soluzione se non in rari casi. :mrgreen:
Per essere precisi non facevo il paragone tra la Emonda rim e la Madone disc, ma tra la Madone disc e la Madone rim visto che per peripezie varie mi è capitato di averle entrambe e di poterle mettere a confronto pedalando e non leggendo o ascoltando opinioni di terzi. La constatazione della realtà non è in discussione e non è discutibile, quello che è ampiamente discutibile è il concetto di 'presente' e 'passato' almeno fino a quando ci sono disponibili due sistemi di frenata e non uno soltanto. E lo è perché, come scrivevo prima, si tende anche involontariamente a trasformare in oggettivo quello che sopra una bici è esclusivamente soggettivo, dal modo di frenare a tutto il resto. Personalmente vivo in un mondo in cui ogni mattina posso scegliere una bici rim e una disc e nel quale domani posso scegliere di averne due rim e zero disc (cosa che al momento sono propenso a fare) o due disc e zero rim, la scelta non riguarda quello che mi aspetto dal presente e dal futuro o dall'essere legato al passato ma semplicemente quello che ritengo migliore per le mie esigenze (peraltro influenzate come è inevitabile anche dalle mie esperienze). Il che dovrebbe essere semplicemente l'assunto di base di ogni ragionamento legato a ogni componente della bici.
 

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Per essere precisi non facevo il paragone tra la Emonda rim e la Madone disc, ma tra la Madone disc e la Madone rim visto che per peripezie varie mi è capitato di averle entrambe e di poterle mettere a confronto pedalando e non leggendo o ascoltando opinioni di terzi. La constatazione della realtà non è in discussione e non è discutibile, quello che è ampiamente discutibile è il concetto di 'presente' e 'passato' almeno fino a quando ci sono disponibili due sistemi di frenata e non uno soltanto. E lo è perché, come scrivevo prima, si tende anche involontariamente a trasformare in oggettivo quello che sopra una bici è esclusivamente soggettivo, dal modo di frenare a tutto il resto. Personalmente vivo in un mondo in cui ogni mattina posso scegliere una bici rim e una disc e nel quale domani posso scegliere di averne due rim e zero disc (cosa che al momento sono propenso a fare) o due disc e zero rim, la scelta non riguarda quello che mi aspetto dal presente e dal futuro o dall'essere legato al passato ma semplicemente quello che ritengo migliore per le mie esigenze (peraltro influenzate come è inevitabile anche dalle mie esperienze). Il che dovrebbe essere semplicemente l'assunto di base di ogni ragionamento legato a ogni componente della bici.

Beh, ovvio, concordo che ciascuno faccia bene a rivolgersi verso ciò che ritiene essere meglio per lui, ove "meglio " debba necessariamente avere un significato molto ampio.

Riguardo le Madone, ne ho avute un certo numero sia disc che rim, anzi ho avuto tutte le Madone commercializzate negli ultimi 25 anni, da quando Trek in Italia non era neanche importata.

Devo dire che le ultime rim avevano i Tektro a tiraggio centrale i quali oltre che essere troppo rognosi da tenere in ordine erano anche una vera ciofeca come efficacia.
La M9 RSL, che quei freni proponeva, ha avuto il merito di rompere gli schemi e fare un reale passo in avanti, se non ti piace "avanti" diciamo un passo da un'altra parte rispetto a tutto il resto.
Per questo l'ho adorata, sono stato anche il primo "privato" a montarne una da zero, ma quando nella serie successiva gli hanno finalmente messo dei freni degni di questo nome sono passato oltre senza rimpianti.
 

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Passista
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Da noi si dice “chi vive sperando muore cagando” :mrgreen:

ps

senza offesa.
Nessuna offesa, del resto ognuno si esprime nel modo che il suo intelletto gli consente di esprimersi.

Ma il mio messaggio che tu hai quotato, non ne hai capito il senso.

La mia era solo una congettura sul mercato di questo prodotto. Congettura espressa da un utente non del settore, ma solo un consumatore.
 

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Nessuna offesa, del resto ognuno si esprime nel modo che il suo intelletto gli consente di esprimersi.

Ma il mio messaggio che tu hai quotato, non ne hai capito il senso.

La mia era solo una congettura sul mercato di questo prodotto. Congettura espressa da un utente non del settore, ma solo un consumatore.
Ammazza come siamo acidelli…
In realtà a me non interessa fare analisi di mercato dato che sono tutte opinabili, come non mi interessa stare a disquisire dei pro e contro dei disc e rim, dato che oggi c’è solo il disc.
Il mio messaggio era riferito al fatto che tu ti aspetti delle versioni speciali a rim, cosa che ritengo semplicemente assurda.
 

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Ammazza come siamo acidelli…
In realtà a me non interessa fare analisi di mercato dato che sono tutte opinabili, come non mi interessa stare a disquisire dei pro e contro dei disc e rim, dato che oggi c’è solo il disc.
Il mio messaggio era riferito al fatto che tu ti aspetti delle versioni speciali a rim, cosa che ritengo semplicemente assurda.
Probabilmente è un mio limite e te ne chiedo scusa,
ma se non sei interessato perché quoti?
 

m.buti

Apprendista Velocista
28 Maggio 2009
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Provo sempre un certo prurito quando l'assunto iniziale è 'questo è il presente, questo è il passato' invece che 'questa è la mia preferenza o esigenza specifica', cioè quando si sposta il peso da una soggettività inevitabile a un'oggettività indimostrabile. Io personalmente in questo momento sto pedalando su una Emonda rim e su una Madone disc, ma già per esempio le mie esigenze e le mie abitudini sono cambiate spostandomi da Roma al monte Amiata in Toscana. Quassù o è salita o è discesa, la pianura non esiste, ma soprattutto non esiste il traffico. Il disc è superiore in termini di sistema? Sì. Ha una manutenzione più laboriosa? Sì. Mi serve in assoluto? No. Ho pedalato sotto la pioggia battente con entrambe ma non avendo macchine intorno ho margine di frenata, se piove comunque la mia priorità è arrivare a casa e non battere i miei PR, è una differenza talmente marginale che non ci spenderei soldi, mentre invece la differenza di peso tra la Madone disc e quella rim che avevo prima (e che riavrò tra poco) la avverto in salita. Sarebbe differente se facessi granfondo con obiettivi di classifica o se vivessi ancora a Roma? Sì, e anche una differenza sensibile. Per esempio secondo me non si può nemmeno fare un paragone con la transizione tra il cambio meccanico e elettronico. Il cambio elettronico è più preciso, non richiede regolazioni e manutenzione, in un contesto che è praticamente identico per tutti, quello della cambiata. Ogni ciclista invece frena in modo diverso. Dai la mia bici rim a uno che non ha la mia esperienza e la mia attitudine nel frenare in discesa o che fa la metà dei km che faccio io ogni anno o che abita in una zona particolarmente trafficata e probabilmente ti dirà che gli fa schifo, se può in alternative sceglire una bici disc. Poi che il mercato e gli investimenti dei costruttori vadano esclusivamente in una direzione è un fatto incontrovertibile, ma è un discorso diverso. Ma non riguarda 'meglio' o 'peggio'.
Ammetterai che, se usi le ruote in carbonio, avere disc o rim per ciò che riguarda la durata non è proprio la stessa cosa.
Poi ci sarà immediatamente quello che dirà: io con ruote in carbonio e freni rim ho fatto 500.000 km di discesa al 15% e le piste frenanti sono come nuove ,anzi meglio perché ora sono gommate.
Ed io a questo punto mi cheto, tanto non vale la pena ribattere.
 

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Passista
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Ammetterai che, se usi le ruote in carbonio, avere disc o rim per ciò che riguarda la durata non è proprio la stessa cosa.
Poi ci sarà immediatamente quello che dirà: io con ruote in carbonio e freni rim ho fatto 500.000 km di discesa al 15% e le piste frenanti sono come nuove ,anzi meglio perché ora sono gommate.
Ed io a questo punto mi cheto, tanto non vale la pena ribattere.
La gestione della frenata in una bici da corsa e quindi di conseguenza anche il sistema frenante.
E' una cosa del tutto soggettiva, dipende in % maggiore certamente dalle abilita tecniche di conduce il mezzo, ma anche i luoghi in cui ti trovi a condurre la bici e le condizioni atmosferiche.
Quindi si troverai chi fa nnKm con una ruota in carbonio perché pinza poco in discesa o magari discesa proprio non ne fa
e chi invece all'opposto consuma in modo anomalo le ruote perché tiene sempre i freni tirati e fa tantissima discesa..

Quello che veramente desta interesse di tipo quasi antropologico.
Perché se un bipede mediamente istruito, mediamente capace di intendere e volere.
Afferma di trovarsi meglio con un sistema frenante più' tradizionale e meno pesante, in maggior ragiona se afferma di detenere entrambe le soluzioni.
Deve essere sbito tacciato di antimodernità e qualsivoglia altro aggettivo che lo possa far riflettere e portare sulla retta via.
 

Reiss

Gregario
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La gestione della frenata in una bici da corsa e quindi di conseguenza anche il sistema frenante.
E' una cosa del tutto soggettiva, dipende in % maggiore certamente dalle abilita tecniche di conduce il mezzo, ma anche i luoghi in cui ti trovi a condurre la bici e le condizioni atmosferiche.
Quindi si troverai chi fa nnKm con una ruota in carbonio perché pinza poco in discesa o magari discesa proprio non ne fa
e chi invece all'opposto consuma in modo anomalo le ruote perché tiene sempre i freni tirati e fa tantissima discesa..

Quello che veramente desta interesse di tipo quasi antropologico.
Perché se un bipede mediamente istruito, mediamente capace di intendere e volere.
Afferma di trovarsi meglio con un sistema frenante più' tradizionale e meno pesante, in maggior ragiona se afferma di detenere entrambe le soluzioni.
Deve essere sbito tacciato di antimodernità e qualsivoglia altro aggettivo che lo possa far riflettere e portare sulla retta via.
Per risultare credibili meglio tirare fuori la minore manutenzione perché la storia dei due/tre etti per la scelta di un freno che frena meno, sa solo di presa di posizione irrazionale.
Io le ho tutte e due le soluzioni, e questi discorsi li trovo semplicemente allucinanti e proprio ora che ho la disc dal meccanico in riparazione (per altri motivi, non per i freni) mi rendo conto di quanto pessimi siano i rim. Si gira lo stesso? Ovviamente si, ho fatto un giro da 3000 di dislivello sabato, ma il paragone resta impietoso e 3 etti me li prendo tutti volentieri