Dunque, non disponendo al momento di uno schema del sistema in questione e scrivendo da un telefono dal quale non riesco a vedere foto/disegni quindi tanto meno a proporre foto o disegni, azzardo uno spunto di riflessione sperando di aver almeno capito la domanda...
Immaginiamo di prendere una buca violentemente, per reazione applichiamo una forte sollecitazione sulla piega diretta verso il basso. Tale sollecitazione viene trasmessa dall'attacco, attraverso il tubo forcella, al telaio.
Ne risulta una sollecitazione a flessione verso l'anteriore impressa sul tubo forcella.
Assumiamo il telaio come rigido in questa zona, assumiamo l'attacco come rigido, nel sistema, assumiamo come elastico, a almeno, come meno rigido il tubo forcella.
Immaginiamo il sistema senza spessori.
In questo caso il punto di applicazione della sollecitazione si trova nel punto di contatto tra punto basso dell'attacco e bordo superiore del cono che consideriamo solidale con il telaio, quindi rigido.
Definiamo la sollecitazione risultante in tale punto come "F".
Inseriamo uno spessore.
La sollecitazione si applica in prima battuta al punto di contatto tra parte bassa dell'attacco e bordo superiore dello spessore.
Questo risulterà sollecitato a compressione. Una volta esaurita la sua fase elastica esso comincerà a sollecitare a sua volta il tubo forcella nel punto di contatto tra la parte bassa dello spessore ed il bordo superiore del cono.
In questo modo si ottiene che la sollecitazione viene ripartita su due punti del tubo forcella determinando quindi un valore necessariamente più basso e sensibilmente minore di "F" in ciascuno dei punti stessi rispetto al valore che di avrebbe su un punto solo, come nel caso di assenza di spessori.
Si tratta di una ipotesi.
Spero si capisca qualcosa.