Francisco Mancebo è il più anziano vincitore di una corsa UCI

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Vincendo la prima tappa del Tour du Sahel, una corsa classificata UCI 2.2, lo spagnolo Francisco Mancebo, (Al-Raed Saudi Club) è diventato il corridore più anziano (48 anni e 319 giorni) a vincere una corsa UCI. Secondo Pro Cycling Stats, un altro corridore spagnolo, Oscar Sevilla, deteneva questo primato grazie alla vittoria nella prima tappa del Tour dell’Ecuador nel novembre 2024.


Francisco Mancebo ha iniziato la sua carriera professionistica con la Banesto nel 1998 e ne ha raggiunto l’apice negli anni 2000, arrivando terzo assoluto alla Vuelta nel 2004 e quarto assoluto al Tour de France nel 2005. Ha partecipato a dodici Grandi Giri, tra cui 7 Tour de France. Nel 2006, quando era membro della squadra AG2R Prévoyance,è stato coinvolto in un caso di doping. Escluso dal Tour e poi dalla squadra francese, ha annunciato la fine della sua carriera, prima di ritornare sulla sua decisione. Da allora ha ottenuto numerosi risultati in corse a tappe di una settimana e ha corso per diverse squadre (sotto le bandiere americana, giapponese, dominicana ed emirati arabi).

Commenti

  1. Skardy:

    Per me un top rider è uno che vince. Top vuol dire top cioè vetta. Non un Pogacar chiaramente ma uno che vince qualche gara importante. A vedere il palmarès di Mancebo si è piazzato qui e lì ma non ha mai vinto nulla di importante. Nessun grande giro nessuna monumento nessuna gara di primo livello di una settimana (Delfinato Tirreno Nizza per capirci) nessuna gara di un giorno importante. Solo poche gare minori.
    Poi agli aggettivi (top buono discreto campione fuoriclasse) ognuno dà l'accezione che crede visto che non c'è una scala oggettiva di definizione quindi tu puoi considerare Mancebo un top rider e io no e non succede nulla.
    Visto che le gare importanti le vince solo uno ultimamente, non ci saranno top rider per un po', credo :mrgreen:
  2. uno che arriva nella top10 di uno dei 3 GT, più volte peraltro, è un top rider senza se e senza ma
    questo per quanto l'oggettività del termine
    poi a livello soggettivo uno può pensarla diversamente
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