Imbrogli e positivi al giro di Guadalupa

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Quale contrasto più grande di una paradisiaca isola caraibica delle Antille francesi ed una corsa minore con imbrogli e dopati? E’ quanto ha riservato però il giro di Guadalupa, gara 2.2, che terminerà oggi con la probabile vittoria di Andrés Camilo Ardila (Nu Colombia), ma che nei giorni scorsi ha riservato prima due casi di comico imbroglio e poi due positività al doping.


Cominciamo con l’episodio grottesco che ha visto protagonisti Niels Tenniglo (21 anni) e Huub Van Kapel (19 anni), corridori olandesi della RC Jan Van Arckel, i quali hanno abbandonato il percorso di gara, tagliatolo prendendo una scorciatoia, e poi, nascosti dietro alcuni auto ferme proprio per il passaggio del gruppo si sono re-infilati nello stesso. Peccato che i due abbiano fatto il tutto sotto gli occhi (ed i telefonini) dei giudici di gara, fermi anche loro in auto. Squalifica inevitabile e figura di palta annessa.

 

Prima della 7^tappa della corsa caraibica sono stati anche sospesi due corridori francesi: Yannis André-Lubin (24 anni)  della Madras Capesterre Belle-Eau, e Lionel Miny (33 anni) della Jeunesse Cycliste des Abymes (foto di copertina). Non è stata specificata la sostanza ed ora sono in attesa delle analisi sul campione B. La positività è stata riscontrata un mese fa ad un’altra gara caraibica, il Tour de Marie-Galante.

Miny era già stato sospeso 4 anni nel 2018 per una positività all’EPO.

Come bonus per la gara della Guadalupa, il comico bidon collé prolungato di Benjamin Le Ny (26 anni) del Team Cama CCD, che è stato penalizzato di 1′ e vari punti nelle classifiche durante la 2^tappa, dopo che era rientrato in gruppo dopo una foratura per essersi attaccato ad un’ammiraglia per un po’ troppo tempo.

Le Ny era 2° in classifica generale. Anche qui fatale fu il video col telefonino…

Commenti

  1. 33 anni, di cui gia' quattro passati in squalifica per EPO ed ora pizzicato di nuovo, che milita nella Jeunesse Cycliste des Abymes, senza dubbio una squadra dei DROM francesi che si vende agli sponsor come percorso per i giovani della citta'. Forse potrebbero considerare un cambio di nome appena percettibile: Jeunesse Cycliste des abîmés.
  2. Tra uno sterzo troppo stretto e un calzino troppo lungo non sarebbe male se chi governa il ciclismo pensasse di radiare a vita già al primo caso di doping
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