Ormai di questo si tratta, del “contratto del secolo”, come è stato definito quello che firmerà, prima o poi, Paul Seixas, il talento da tutti ricercato e su cui ogni giorno ci sono indiscrezioni diverse.
Il 19enne prodigio francese, arrivato 2° alla recente Strade Bianche, ha un contratto con la sua attuale squadra, la Decathlon-CMA CGM, sino al 31 dicembre 2027, ma tutto il ciclomercato sembra muoversi attorno al suo passaggio ad altra squadra, che sia a scadenza di contratto o prima, come non raramente è successo in tempi recenti. Un passaggio quello di Seixas che potrebbe portare a tanti movimenti collaterali.
La squadra più attiva nel cercare i servizi del giovane di Lione è la UAE-Emirates, che a quanto pare vede in lui il possibile sostituto di Tadej Pogačar, che nonostante macini vittorie e record implacabilmente non potrà continuare a farlo all’infinito. Non sono sfuggite le belle parole che il campione sloveno ha avuto nei confronti di Seixas proprio dopo la Strade Bianche, né la stretta di mano tra Mauro Gianetti, Team Manager della squadra emiratina e Seixas dopo l’arrivo in piazza del Campo. A questo si aggiunge la scoperta da parte dell’internet di un post social di Nino Seixas, 17enne fratello di Paul, che lo scorso settembre (quando era ancora 16enne) ha postato durante uno stage della UAE, a cui era, tatticamente, secondo alcuni, stato invitato.
Lo stesso agente di Seixas, il finnico Joona Lauka, ex pro che ha militato nella Festina (dove è arrivato proprio nell’anno in cui Gianetti se n’è andato), ha confermato che ci sono delle trattative in corso, ma che per ora le ha messe in pausa sino alla fine della campagna delle Ardenne.
Il potere contrattuale (leggasi budget) della UAE, nonché il fatto che sia una macchina da vittorie, non può che far pensare che sia quello il lido privilegiato di destinazione per Seixas, ma negli ultimi giorni sono spuntate altre piste. La più curiosa, riportata dal quotidiano svizzero Le Temps, riguarderebbe un incrocio tra Ineos e Visma. Secondo le loro fonti la Ineos (che prossimamente dovrebbe chiamarsi Netcompany-TotalEnergies) sarebbe interessata a Jonas Vingegaard, in particolare per sfruttarne la popolarità in terra danese da parte del nuovo main-sponsor, danese anche lui. Questo porterebbe nelle casse della Visma un bel bottino, visto che il contratto di Vingegaard, in scadenza a fine 2028, dovrebbe essere sciolto e compensato. La squadra olandese avrebbe così la possibilità (e lo spazio in squadra) per accaparrarsi il nuovo super-campione, Seixas, e rimanere competitiva per i GT nel futuro.
In tutto questo manca ovviamente la parola della sua attuale squadra, la Decathlon, ma in un’intervista a France Presse, il suo Team Manager, Dominique Serieys, è sembrato più fatalista che altro:
“È normale che ci siano queste ipotesi. Sarebbe anomalo che altre squadre non fossero interessate a Paul. Io mi interesso anche ad altri corridori. È la vita in questo business. Noi abbiamo la convinzione di poter dare a Paul quello che gli serve per vincere. Poi sugli elementi contrattuali risponderemo presente. Perché abbiamo una struttura solida e partner che si chiamano Decathlon e CMA CGM” (che per la cronaca è una delle più grandi compagnie navali a livello mondiale, con un fatturato di 55 miliardi di dollari nel 2024- 5 volte Decathlon- NDR-).
Ad ogni modo, proprio le varie interviste fatte a Team Manager vari da parte degli svizzeri, concordano nel prospettare il valore del contratto di Seixas attorno ai 10 milioni l’anno, una cifra che quindi sarebbe sostenibile solo da pochissimi Top Team.
Una cifra congrua per Seixas? Che il 19enne francese abbia numeri, e testa Hors Catégorie, pare evidente a tutti, ma un po’ di acqua sul fuoco l’ha gettata proprio un corridore della UAE: Domen Novak, il quale ha recentemente affermato in un’intervista:
“Paul Seixas è davvero forte. Tutti vogliono paragonarlo a Tadej. A questa età è addirittura più avanti di quanto fosse Tadej. Ma quando Tadej aveva l’età di Seixas non partecipava a ritiri in altitudine. Correva ancora per la squadra Gusto Rog Ljubljana. Ha vinto il suo primo Tour mangiando pizza, bevendo birra e giocando alla PlayStation”.
“Pogačar è un talento naturale, mentre i giovani corridori di oggi sono preparati in modo molto professionale. Trascorrono un mese in altitudine e tutto è pianificato alla perfezione. Va tutto bene, ma la domanda è: per quanto tempo riusciranno a reggere mentalmente? A 19 o 20 anni stanno già dando il massimo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non so se correranno ancora quando avranno 30 anni.”
Sicuramente le squadre che possono permetterselo non fanno di questi conti. Intanto l’importante è prenderlo. In attesa del nuovo fenomeno.







e per la 5° legge della traslazione della termodinamica, il francese ha subito avuto 15 watt in più in z2
:==:clown:bella cumpa:-x