Osservazioni, raffronti e “spunti” biomeccanici dal Tour

Osservazioni, raffronti e “spunti” biomeccanici dal Tour

21/07/2014
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21/07/2014

Nell’esperienza quotidiana è prassi più o meno comune per ognuno di noi osservare come persone, amici, atleti di differenti morfologie e caratteristiche fisiche vadano poi ad acuire posture e posizioni in sella spesso in modo più marcato, ed in certi casi peculiare/caratteristico, rispetto ad il semplice ortostatismo statico o alla deambulazione. Questo perché la bicicletta, in quanto mezzo simmetrico, impone un vincolo ed un posizionamento che va a forzare un grado di simmetria superiore spesso alla fisiologica e normale asimmetria che ognuno di noi, in misura più o meno accentuata, possiede. Questo porta ad estremi per cui si possono anche avere atleti con uno stile ed un’impostazione in sella esteticamente “gradevole” ma una bassa efficienza e prestazione…e all’estremo opposto atleti particolarmente disarmonici, almeno dal punto di vista stilistico e visivo, ma estremamente efficaci ed efficienti nell’espressione del proprio potenziale. Oltre a fattori di fisiologica asimmetria la posizione in sella è poi ovviamente influenzata da scelte e impostazioni spesso legate anche ad altri fattori come comfort e guidabilità del mezzo.

E’ interessante notare come all’apice del ciclismo e quindi osservando i primi atleti in vetta alla classifica generale si possano riscontrare differenze e caratteristiche biomeccaniche che caratterizzano in modo più o meno accentuato ognuno di questi atleti. Il tutto in uno spettro di espressione di prestazione – andando a valutare W/Kg  espressi in salita- che divergono di pochi decimali (0,x W/Kg, immagine di seguito) e quindi in un ristretto (e di elite) spettro di prestazione.

nW/Kg, stima ultime salite tappe 10,13 e 14, fonte VELOCLINIC

Scorrendo la classifica generale attuale del Tour 2014, oggi (21/7) secondo giorno di riposo, ecco alcune osservazioni sulla posizione e postura in sella dei primi 6 atleti:

1       Vincenzo Nibali (Ita) Astana Pro Team         61:52:54

2       Alejandro Valverde Belmonte (Spa) Movistar Team        0:04:37

3       Romain Bardet (Fra) AG2R La Mondiale       0:04:50

4       Thibaut Pinot (Fra) FDJ.fr        0:05:06

5       Tejay Van Garderen (USA) BMC Racing Team       0:05:49

6       Jean-Christophe Péraud (Fra) AG2R La Mondiale 0:06:08

Link a video con tutti questi atleti in azione, in salita: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b1d8bb0a-a907-4786-a274-808102162ea6.html

Nibali

E’ l’atleta sicuramente più performante sul campo e lo è indubitabilmente anche grazie ad una posizione in sella migliorata negli anni. Il “cambio” materiali (in particolare pedali e scarpe) ha permesso un miglioramento nell’allineamento dell’arto inferiore. In particolare, rispetto agli anni in Liquigas, ha ridotto la distanza piede-pedivella, ridotto l’angolo di apertura/rotazione esterna del piede ma soprattutto ridotto e quasi annullato la tendenza ad un cedimento interno del piede rispetto al pedale che portava come conseguenza diretta ad un accentuato valgismo e conseguente perdita appunto di allineamento tra gamba (anatomicamente tratto ginocchio-caviglia) e coscia. Come conseguenza diretta vi è stato anche un miglioramento del “tracking” del ginocchio: in visione frontale, ipotizzando un riferimento sul ginocchio/rotula, è ora ridotto l’andamento a “8” del ginocchio. Una certa instabilità è presente nel PMS (punto morto superiore) in particolare nell’arto che probabilmente non è dominante. Salendo in senso ascendente è interessante notare un arretramento sella tendenzialmente superiore rispetto alla media (e/o atleti di similare statura) dei colleghi ma soprattutto un dislivello sella-manubrio non esasperato come spesso nella norma nel mondo professionistico (foto). Molto probabilmente è una scelta dettata anche dall’esigenza e volontà di accentuare e dar risalto alle proprie doti di guida, evidentemente superiori alla media dei colleghi. Un assetto tale permette ad un atleta con tale morfologia a proporzioni dei segmenti corporei di 1) massimizzare l’effetto leva del femore, si evidenzia questo nelle fasi in salita con una posizione in sella ben centrata e un efficienza di spinta notevole tra PMS e PMI (punto morto inferiore) con una bilanciata mobilità di caviglia e angolo del piede né accentuatamente positivo (es. come Valverde) o negativo/piatto (Froome o Contador in salita da seduto nel PMI); 2) in pianura riesce, con un dislivello manubrio-sella non così marcato, a mantenere una posizione comoda sia in presa bassa che con le mani sulle leve ed i polsi in appoggio sul manubrio. E’ questa una posizione anche aerodinamicamente molto efficace in quanto l’arto superiore flesso ha una minor area frontale…oltre a permettere una maggior guidabilità e controllo del mezzo. Tra gli atleti professionisti Nibali è quindi uno dei pochi atleti che riesce a coniugare un’efficace posizione in molteplici situazioni differenti.

Nell’unica situazione e circostanza in cui è stato effettivamente messo in difficoltà (arrivo dell’ottava tappa) ha dimostrato una certa asimmetria sia nel bacino che nella postura del capo, atteggiamento per altro molto accentuato nelle fasi di difficoltà nel recente giro del Delfinato. E’ normale e usuale infatti che le dismetrie e le asimmetrie vadano ad essere meno compensate ed evidenziarsi nelle fasi di maggior intensità e quando il grado di affaticamento è particolarmente elevato.

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=VIvULUklOfE

 

Valverde

Uno degli atleti che mantiene una posizione in sella, ed in particolare l’altezza sella, superiore alla media dei colleghi. Tale caratteristica è visibile nel PMI con un’estensione marcata dell’arto inferiore in aggiunta, come conseguenza, ad un angolo piede molto accentuato nel PMI con punta rivolta verso il terreno. A questo si aggiunge una posizione avanzata in sella ma senza arrivare ad appoggi in punta (come Contador, Péraud o Rolland). Questa posizione si tramuta in un incremento della leva effettiva che si riversa e si esprime nella tendenza in questo atleta ad utilizzare rapporti più lunghi rispetto ai colleghi. Ciò però spesso con andature poi molto altalenanti in assenza della brillantezza e continuità dei “giorni migliori”. Buono l’angolo e il controllo/stabilità posturale del tratto lombare.

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=jZbO07Nw5NA

 

Bardet

La fisionomia di un preadolescente, a rimarcare, se ve ne fosse bisogno, come in salita ed in assenza di ogni elemento/fattore tecnico (pianura, discesa, situazioni di gruppo)… a prevalere sia tra i vari fattori il rapporto W/Kg. Il giovane francese adotta una posizione in sella bassa con un marcato gioco di caviglia nel PMI. Il tutto è poi evidenziato da una posizione delle tacchette probabilmente più arretrata rispetto a quella di altri atleti. Nel PMI è infatti visibile come il tallone tenda a scendere anche se non raggiunge gli angoli tipici di altri atleti (es. Froome, Contador Wiggins) in salita. Decisamente migliorabile la stabilita nel tratto lombare che in spinta va a scomporsi in modo accentuato.

Pinot

Altro atleta che tende, all’estremo opposto di Valverde, a prediligere una posizione in sella marcatamente bassa in unione ad un dislivello sella-manubrio ridotto. Questa potrebbe essere probabilmente anche una scelta per privilegiare comfort e guidabilità dopo i problemi evidenziati in discesa nel 2013. La conseguenza di tale impostazione è un’instabilità del ginocchio nel PMS con accentuata chiusura della coscia rispetto al tronco sempre nel PMS. A questo si aggiunge una tendenza più accentuata rispetto ai colleghi ad una inversione della fisiologica retroversione del bacino e maggior curvatura della schiena nel tratto dorsale.

Van Garderen

Uno degli atleti di maggior statura che accentua notevolmente la “distensione” in sella andando ad adottare sia una pipa da -17° che un arretramento sella davvero elevato. Come prima ed evidente conseguenza ottiene un angolo busto molto piatto e parallelo rispetto al terreno, posizione che poi tende a mantenere anche nelle fasi in salita. Rispetto ad altri atleti, e sicuramente in proporzione anche a proprie caratteristiche (es. larghezza bacino e altezza) adotta una distanza scarpa-pedivella superiore alla media con una tendenza anche più marcata all’extra rotazione dei piedi, in particolare del sinistro

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=7J4YpiCYbug

Péraud

Biker di spessore, argento alle Olimpiadi del 2008, anche in salita fa affiorare il proprio passato con una posizione in sella tipica dell’affrontare pendenze in salita ma con poco grip e necessità di distribuzione del peso sull’avantreno. Il francese infatti tende ad avanzare sulla punta della sella. Appoggio che è impostato con un angolo positivo (punta sella che guarda leggermente verso l’alto) probabilmente per accomodare proprio questa postura. A ciò aggiunge un corretto angolo bacino accompagnato da una schiena particolarmente rettilinea ma alta rispetto ad altri atleti di similare statura. Tale posizione avanzata è accentuata da una chiusura dell’angolo omero-busto in associazione ad un corto attacco manubrio. Il tutto porta ad una certa riduzione degli ondeggiamenti di spalle, più marcati nell’azione di spinta in salita in altri colleghi. E’ questa una postura che sicuramente richiede anche un maggior tono ed utilizzo della muscolatura lombare. Posizione di busto e braccia per altro molto simile a quella del compagno di squadra Pozzovivo. Questa postura in salita molto più avanzata rispetto ad altri tende a ridurre la possibilità di mobilità della caviglia nella fase propulsiva, quando seduto.

Dott. Massa Roberto

 

operatore sportivo, allenatore, preparatore atletico, coach
Laureato in Scienze Motorie – Sport & personal trainer
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