Archiviato anche l’ultimo GT dell’anno, una Vuelta España che sarà ricordata più per l’abbandono di Tadej Pogačar che altro, ma che dalla sua caduta si è aperta a nuovi scenari in cui vari corridori hanno potuto mettersi in mostra.
Enric Mas, voto 10. Il 31enne maiorchino, dopo una carriera in cui sono state sicuramente più le critiche che ha ricevuto che le soddisfazioni che si è preso, centra la vittoria della vita. Rimarrà una vittoria “in assenza di Pogačar”, ma Enriqueta se l’è meritata, mostrando di essere il migliore del lotto senza lasciare adito a dubbi. E prendendosi anche la soddisfazione di aver recuperato e passato in salita proprio Pogačar in cima a Puerto El Bartolo nella 6^tappa, con stupore di tutti, alieno sloveno compreso, che poi ha dovuto attendere addirittura lo sprint per vincere. Mas è sempre stato criticato non tanto per aver vinto poco (8 vittorie in 11 stagioni da pro), nonostante 3 secondi posti ed un terzo alla Vuelta, ma soprattutto per il suo modo di correre, da sempre definito poco spettacolare. In particolare per un pubblico di casa abituato alle sparate del Pistolero Contador. Lo stesso Mas ha sempre ammesso che “quando non attacco non è che non voglio, è che non posso“. Una cosa difficile da capire nell’epoca dei fenomeni che attaccano anche quando non vogliono. Insomma, seppur palesemente non un corridore da fuochi d’artificio, Mas ha vinto con autorevolezza, mostrando una grande maturità e riportando per una volta la classe operaia in paradiso. Supportato anche bene da una Movistar (voto 9) che per una volta non ha dovuto inventarsi cose strane, ma essere solida e compatta attorno al proprio capitano. Da ricordare che sono riusciti nell’impresa pur perdendo subito Ujitdebroeks.
Visma-LAB, voto 9. La squadra olandese nei GT raramente sbaglia, a meno di sfortune. Ed anche stavolta ha interpretato benissimo il proprio ruolo, che era quello di fare incetta di tappe coi due sprinter nettamente più forti del gruppo. Matthew Brennan (voto 10) si porta a casa 5 tappe, stabilendo anche vari record coi suoi 21 anni. Un vero diamante scovato e cresciuto dalla Visma che promette nuovi record in futuro. E non solo negli sprint puri, visto che l’inglese tiene bene anche negli strappi, e sta crescendo a fianco di un corridore di cui potrebbe seguire le orme: Wout van Aert (voto 10), il quale ha conquistato 2 tappe e la maglia verde, ma soprattutto ha pilotato Brennan con la solita generosità verso le varie vittorie. Un corridore esemplare. Ottimo anche Sepp Kuss (voto 8), che ha conquistato il 5° posto in classifica generale recuperando 4 posizioni alla penultima tappa. Cosa che però lascia anche il dubbio che avrebbe potuto osare un po’ di più precedentemente e puntare almeno al podio. E’ vero che aveva perso Tulett alla 12^tappa, ma il supporto di cui ha goduto è stato eccellente da parte dei vari Armirail, Kruijswijk e Nordhagen, ed è pur sempre un vincitore della Vuelta. Ma a volte sembra che non ci creda troppo.
Uno-X, voto 9. Una squadra che ha impressionato per qualità di condotta e risultati. Due tappe vinte con Leknessund e Johannessen ed una con doppietta. Johannessen poi è praticamente sempre in fuga nelle tappe di montagna, ed ha colto il secondo posto dietro Landa alla 20^tappa, ma il giorno dopo ci ha comunque riprovato pure in una tappa che sulla carta non sembrava la sua. Gran corridore.
Tudor, voto 9. Altra piccola squadra che ha fatto ottimo risultato. Marco Brenner ha vinto la 14^tappa, confermando l’ottimo stato di forma dopo la vittoria del Giro di Polonia. Mentre Stefan Küng è tornato alla vittoria nella cronometro dopo stagioni davvero sfortunate. Avevano cerchiato due occasioni per fare risultato e non hanno sbagliato.
Bahrain-Victorious, voto 9. Squadra spesso non “scenografica”, in questa Vuelta ha corso molto bene, conquistando una tappa con il goiellino Jakob Ormzel che ha colto anche il 7° posto in generale, e la maglia di miglior scalatore con Santiago Buitrago, il quale ha anche sfiorato la vittoria in due occasioni andando corto di poco. Hanno colto un secondo posto alla 2^ tappa con Miquel Pau.
Queste le squadre che si sono particolarmente distinte. Ma bene hanno fatto anche Brian Coquard (Cofidis), voto 9, il quale ha colto due secondi posti ed una vittoria di tappa. Chiaramente un gradino sotto Brennan, ma a 34 anni chapeau. Tanto di cappello anche a Mikel Landa, che di anni ne ha ben 36, ed ha colto una bella vittoria di tappa pochi mesi dopo essersi fratturato il bacino, e salvando il GT spagnolo per la Soudal, altrimenti a secco, nonostante un 2° posto di Paret-Peintre e qualche tentativo di Vansevenant. Altro 30enne che è tornato alla vittoria è Eddie Dunbar (Pinarello-Q36.5), il quale aveva fatto proprio faville 2 anni fa nel GT spagnolo, ma da allora era a secco di vittorie. Vittoria in extremis tra l’altro, visto che il giorno seguente si è rotto la clavicola cadendo. Pure Bastien Tronchon (Groupama) ha regalato alla propria squadra una vittoria nel giorno degli uomini da classiche. Groupama che pur senza gli uomini migliori sulla carta ha portato anche Clement Berthet all’8° posto in CG. Molto positiva anche la Vuelta della RedBull, con il 2°posto di Primoz Roglic, che a 36 anni dimostra di saperci ancora fare, seppur non più ai suoi livelli migliori. Con il 2° posto del giovane talento Callum Thornley nella cronometro individuale e con Meeus due volte 2° e due volte 3° agli sprint.
Chi non ha vinto, ma ha comunque fatto bene è Felix Gall (Decathlon), voto 8 1/2, che ha conquistato il 3° posto in CG. Due podi in due GT in stagione non sono poca roba, anche se in questa Vuelta non era particolarmente brillante. Leo Bisiaux appena fuori dalla Top10. La squadra francese ha vinto anche la classifica a squadre. Molto molto bene la XDS-Astana, che ha piazzato Cristian Rodriguez e Harold Tejada al 9° e 10° posto in CG, oltre ad aver avuto in Alessandro Romele un protagonista in vari finali di tappa. Purtroppo per il giovane bresciano premiato solo da 2 secondi posti. Non male nemmeno la Intermarché, seppur in tono minore, con il talento Jarno Widar spesso in evidenza e Vito Braet che ha colto un 3° posto alla sprint. Buono Richard Carapaz che ha colto il 4° posto in generale, ma senza mai pungere particolarmente. Ci si aspettava di più da Georg Steinhauser, mentre Vincenzo Albanese ha colto un 3° posto. Sfortunata la EF a perdere Markel Beloki alla 6^tappa. Buone anche le prove delle due invitate Kern-Pharma e Burgos-BH. La prima ha piazzato al 19° posto Urko Berrade, anche 2° alla 12^tappa. La seconda ha colto il 14° posto in CG con Aparicio.
Venendo ai risultati meno brillanti si può considerare media la Vuelta della NetCompany-Ineos, voto 6. Che ha si colto il 6° posto e la maglia di miglior giovane con Oscar Onley, il quale ha colto anche il 2° poato dietro la vittoria di tappa di Mas. Però lo scozzese non ha poi dato l’impressione di poter far vedere molto di più, nonostante avesse un bel lotto di gregari di qualità. Tra questi sconcerta un po’ vedere l’involuzione di Oscar Rodriguez. Axel Laurance un po’ opaco. Menzione d’onore per Tarling che ha colto il 3° posto nel prologo. Negativo il bilancio della UAE-Emirates, ma difficile da valutare. Nel senso che nella parte pre-caduta di Pogačar hanno colto 3 vittorie di tappa e lo sloveno sembrava dover solo sbrigare la pratica fino a Granada, poi uscito l’alieno hanno perso anche Sivakov, Torres e Vine. Dei rimasti il migliore è stato Vermaerke, molto attivo, ma a secco di risultati; mentre Almeida, 3° posto nella crono a parte, sta vivendo una stagione travagliata. Tre vittorie di tappa non sono un bottino negativo, ma le aspettative e erano ben diverse.
Tra le insufficienze sicuramente la Jayco-AlUla, voto 4. La squadra australiana aveva una rosa di seconde scelte, ma sono stati invisibili. Appena insufficiente la NSN, voto 5, sfortunati a perdere Lutsenko che sembrava pure in buona forma; hanno lottato con l’inossidabile Jan Hirt 15° in generale, e il battagliero Hofstetter negli sprint, ma comunque non è stata certo una protagonista. Negativa anche la Vuelta della Lidl-Trek, voto 5-. Sfortunati a perdere Mads Pedersen alla 11^tappa, ma il resto della truppa non ha certo brillato. Se Thibau Nys ha colto due terzi posti (da lui si potrebbe cominciare ad aspettarsi anche di più) il comparto scalatori è stato mediocre, in particolare con Skjelmose. Catastrofico come d’abitudine il Team PicNic, voto 2, la quale ha finito con 3 corridori, ma tutta la truppa è stata inesistente.
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