Quattro squadre femminili che partecipavano al giro di Romandia in partenza oggi con la prima tappa sono state squalificate perché si sono rifiutate di aderire al programma di localizzazione tramite GPS per migliorare la sicurezza in gara, per un totale di 24 corridori.
L’UCI ha rilasciato un comunicato in merito:
L’Union Cycliste Internationale (UCI) si rammarica che alcune squadre iscritte al Tour de Romandie Féminin abbiano rifiutato di rispettare le regole della gara relative all’implementazione dei localizzatori GPS come test per un nuovo sistema di sicurezza. Il test viene effettuato nel corso delle tre tappe dell’evento UCI Women’s WorldTour.
La decisione di queste squadre di opporsi alle regole specifiche dell’evento è sorprendente e compromette gli sforzi della famiglia del ciclismo volti a garantire la sicurezza di tutti i corridori nel ciclismo su strada attraverso lo sviluppo di questa nuova tecnologia.
Come comunicato nelle regole specifiche dell’evento e in conformità con gli articoli 1.3.073 e 2.12.007/3.5.3 del Regolamento UCI, le squadre erano tenute a designare una ciclista sulla cui bicicletta sarebbe stato fissato il localizzatore GPS. Alle squadre sono state fornite ulteriori spiegazioni durante la riunione pre-evento dei direttori sportivi. L’UCI si rammarica che alcune squadre si siano opposte al test non nominando un corridore che portasse il dispositivo di localizzazione e abbiano quindi scelto di essere escluse dal Tour de Romandie Féminin. Alla luce di questa situazione, l’UCI valuterà se siano necessarie altre misure in conformità con il Regolamento UCI.
I dettagli del test sono stati comunicati il 7 agosto e in un comunicato dettagliato prima della gara. Si ricorda che questo test prevede che una ciclista per squadra porti un dispositivo di localizzazione GPS, del peso di 63 grammi, durante le tre tappe (15-17 agosto) della gara a tappe svizzera UCI Women’s WorldTour. La stessa tecnologia sarà utilizzata anche durante le tre tappe (15-17 agosto) della gara a tappe femminile Swiss UCI Women’s WorldTour. La stessa tecnologia sarà utilizzata ai Campionati mondiali di ciclismo su strada UCI 2025 a Kigali, in Ruanda, dove tutti i corridori porteranno con sé il dispositivo.
La decisione di implementare questo test della tecnologia di localizzazione GPS per la sicurezza è stata presa da SafeR, la struttura dedicata alla sicurezza nel ciclismo su strada femminile e maschile, che riunisce i rappresentanti di tutte le parti interessate del ciclismo su strada: organizzatori (Association Internationale des Organisateurs de Courses Cyclistes – AIOCC), squadre (Association Internationale des Groupes Cyclistes Professionnels – AIGCP), corridori (Cyclistes Professionnels Associés – CPA e CPA Women).
L’obiettivo del test è quello di perfezionare il software di localizzazione di sicurezza dell’UCI e stabilire protocolli per fornire dati in tempo reale al controllo di gara, alle squadre mediche e ai commissari UCI. Questo sistema rafforzerà il monitoraggio della sicurezza dei corridori durante le gare e consentirà una risposta rapida in caso di incidenti. L’iniziativa fa parte degli sforzi continui dell’UCI per proteggere la sicurezza dei corridori e si prevede una più ampia implementazione di questa tecnologia nelle prossime stagioni.
I tre diversi formati di tappa del Tour de Romandie Féminin – cronometro individuale, punto a punto e circuito – rendono l’evento ideale per testare il sistema sviluppato dal suo partner di cronometraggio, Swiss Timing, che è anche il fornitore del Tour de Romandie Féminin. L’UCI ha collaborato con gli organizzatori per garantire il regolare svolgimento e l’efficienza del test e li ringrazia per il loro impegno nel garantire la sicurezza dei corridori. È deplorevole che le azioni di alcune squadre abbiano un impatto su questo importante evento internazionale.
Le squadre che hanno rifiutato di partecipare al test della tecnologia di localizzazione GPS – e che sono quindi escluse dal Tour de Romandie Féminin – sono:
Canyon//Sram zondacrypto
EF Education – Oatly
Lidl –Trek
Team Picnic PostNL
Team Visma | Lease a Bike
Va notato che la maggior parte di queste squadre fa parte dell’organizzazione Velon, proprietaria di un proprio sistema di trasmissione dati e impegnata nello sviluppo di un proprio sistema di localizzazione GPS.
La priorità dell’UCI è garantire la sicurezza dei corridori. A tal fine, collabora con l’intera famiglia del ciclismo e la collaborazione con la maggior parte delle parti interessate è positiva e costruttiva. È deplorevole assistere al rifiuto di alcune squadre di collaborare per proteggere la sicurezza dei corridori e l’UCI condanna la loro mancata cooperazione.
La squalifica non è stata quindi comminata per aver rifiutato di installare i localizzatori GPS sulle bici, ma per non aver nominato il corridore che avrebbe dovuto averlo sulla bici chiedendo che fosse l’UCI a nominarlo. Un Team Manager delle squadre squalificate, Jonathan Vaughters della EF Education -Oatly, ha spiegato la propria posizione via social:
Usare un evento World Tour come banco di prova è sbagliato. Oltre a ciò, una volta che hai deciso di imporre la tua volontà, rifiutarti di selezionare quali corridori saranno le vittime e lasciare questa decisione alle squadre? Non è giusto. E poi squalificare le squadre per non aver scelto la vittima?
Non si sa perché si riferisca al corridore da selezionare come una “vittima”…
Informalmente, le squadre si sono lamentate che l’UCI abbia imposto questo sistema senza installarlo sulle bici, ma lasciandone la responsabilità ai meccanici delle squadre di occuparsene. Ma anche qui sembra abbastanza surreale come spiegazione, visto che si tratta di 1 Tracker per squadra da installare sotto la sella…cosa che un meccanico di una squadra Pro può fare in quanto? 1 minuto?
In attesa di chiarimenti ulteriori sembra di assistere ad un pretesto per un braccio di ferro tra squadre, Velon (come nemmeno troppo velatamente insinuato nel comunicato) e UCI.





- Secondo me e' assolutamente normale che l'UCI si occupi del protocollo di trasmissione e di sicurezza come meglio crede. Poi in caso potra' accordare, dietro sponsorizzazione, di delegare la gestione (ma non il protocollo di base) a terzi, per esempio Velon. Non seguo motori, ma penso che ad esempio i rilevamenti cronometrici in F1 funzionano cosi'. TAG Heuer paga una somma, ed in cambio si occupa del timing, con tanto di logo, servizi aggiuntivi, e si fregia del titolo di cronometro ufficiale delle F1. Fatte le dovute proporzioni sulle cifre che girano, ho sempre pensato che dovesse funzionare cosi' anche nel ciclismo. C'e' un piccolo mondo da sfruttare, con letture molto piu' frequenti nei settori a cronometro, rilevazioni e grafiche molto piu' informative su fughe e via dicendo, magari tempi di percorrenza di alcune curve particolari...
- A me Velon gia' stava moderatamente antipaca per il suo modo di fare...