[Comunicato stampa]
E’ stata la sala riunioni della FSA Europe di Busnago (Mb) a ospitare, giovedì 20 marzo, la presentazione ufficiale del Team Cannondale Gobbi FSA, la formazione romagnola che nelle poche gare di inizio stagione ha già raccolto due successi.
A fare gli onori di casa Claudio Marra, general manager di FSA Europe, al quale si è affiancato Simone Maltagliati, marketing manager di Cannondale, che hanno illustrato questo nuovo progetto orientato al mondo amatoriale.
«Siamo ben presenti nel mondo professionistico, come dimostra la qui presenza di Davide Villella, neo professionista del Cannondale Pro Cycling Team, ma già da tempo avevamo compreso che entrare nello specifico del mondo amatoriale era ormai un passo dovuto – sono le parole di Maltagliati – Abbiamo quindi affidato a Marco Silvagni e a Maurizio Giardini il compito di costruire una squadra amatoriale che ci rappresentasse».
Ovviamente il supporto di FSA nell’allestimento della bicicletta Synapse data in dotazione alla squadra è indispensabile. «Sono anni che affianchiamo Cannondale e abbiamo ben accolto questo nuovo progetto – spiega Marra – attrezzando la bicicletta con i nostri componenti e le ruote Vision, con la stessa configurazione fornita alla squadra pro».
«Per noi tutti, dirigenza e atleti, è un immenso onore essere qui oggi – esordisce Marco Silvagni, team manager della struttura – Il progetto ci è subito piaciuto fin da quando Simone ce lo ha proposto e abbiamo lavorato subito per realizzare un team che ben rappresentasse l’immagine di queste due importanti aziende. Abbiamo già colto due vittorie in queste prime gare di stagione, ma ciò che più importa per noi è fornire la migliore immagine. Ringraziamo Marra per il supporto logistico avendoci messo a disposizione l’azienda per questa presentazione e, se consideriamo che abbiamo ricevuto lo stesso trattamento di Nibali, non possiamo che esserne riconoscenti».
I corridori del Team Cannondale Gobbi FSA gareggeranno sulle biciclette Cannondale Synapse, con le colorazioni del Cannondale Pro Cycling Team e con gli equipaggiamenti forniti da FSA e Vision. Le divise, targate Re Artù Tech Wear, sono state ideate e realizzate da Paolo Castellucci.
Saranno Gobbi Spare Parts, leader nei ricambi auto sia a livello nazionale che internazionale, e Polo Autotrasporti, azienda attiva nell’ambito della logistica e dei trasporti industriali, a sostenere la squadra per lo svolgimento dell’attività sportiva.
Sono sette gli elementi inseriti nel roster della nuova compagine: Mirko Antonioli, Joachim Blaas, Simone Boscaini, Mauro Gerarduzzi, Marco Morrone, Werner Weiss e Igor Zanetti.
Oltre a rispettare ovviamente le nuove normative del settore amatoriale, gli atleti del Team Cannondale Gobbi FSA saranno chiamati ad osservare un rigido codice etico comportamentale e di tutela sanitaria, monitorati dal medico di fiducia della squadra, il dottor Marco Magnani.
Il pomeriggio si è concluso con la sessione fotografica che ha immortalato atleti, dirigenti, sponsor e, ovviamente, la specialissima in dotazione.
Fitto il calendario del Team Cannondale Gobbi FSA, che sarà capace di essere presente in più manifestazioni, ma sempre ben compatto negli appuntamenti più importanti di stagione, tra cui il primo obiettivo nel mirino è la Granfondo Selle Italia – La via del sale, del prossimo 6 aprile.



Non vorrei alimentare le soliti sterili polemiche già trattate nel forum… però ne parlo lo stesso!
Per me questo non è più ciclismo AMATORIALE ma un ciclismo SEMI-PROFESSIONISTICO, è una specie di “dpoing legalizzato”. Cioè gente seguita da specialisti di settore che seguono anche il team professionistico, biciclette e componentistica all’ultimo grido, obbligo di ottenere risultato…
Io vado in bici e partecipo alle GFper divertimento e passione, questi vanno in bici per farsi il mazzo e per vincere… abbiamo toccato il fondo
Opinione personale ovvio!
Opinione rispettabile, ma cosa c’entra il doping?
Quella è l’opinione “in più” che potrebbe costare cara…
No infatti io non volevo intendere doping in senso di prestazioni, ma doping in senso di struttura che sta alle spalle di queste persone: ritengo che tutto lo staff e le infrastrutture dietro questi atleti (e per atleti intendo proprio atleti, non semplici appassionati della bici) sia sovradimensionata ed inopportuna rispetto al livello delle manifestazioni a cui loro partecipano, ovvero delle semplici GF amatoriali!
Mi scuso se qualcuno della squadra o addetti ai lavori, leggendo, abbiano travisato quanto da me scritto!
Poi e’ il secondo articolo su questa squadra, non e’ un po’ troppo?
Io sono un amatore che lavora, però a me questi “team” non danno fastidio, io corro per divertirmi e il fatto che uno più allenato di me, perché ha più tempo, arrivi prima di me non mi impedisce di divertirmi, mentre chi corre per la “sportina” chiaramente è infastidito….ma allora dove sta lo spirito amatoriale, in chi corre per divertirsi come me o in chi corre per la sportina?
Ammesso che volessimo fare una distinzione tra vero amatore e amatore “professionale”, dove la mettiamo l’asticella?…..se io facessi un lavoro che mi impegna poche ore al giorno e mi permette di allenarmi come un dilettante, non sono più una amatore? Se io lavoro e mi facendo dei sacrifici riesco ad allenarmi per diverse ore al giorno, non sono più un amatore?…..dove sta il confine?
Stiamo pur sempre parlando di agonismo, e l’agomismo porta l’atleta a migliorarsi per raggiungere il massimo, sia che si tratti di professionisti che di amatori, nel ciclismo amatoriale c’è chi lavora e fa sacrifici per ottenere il massimo e c’è chi cerca di farsi pagare per fare il ciclista e avere quindi il tempo di ottenere il massimo.
Se non si ha il tempo o la voglia di raggiungere il massimo c’è il cicloturismo….
Poi sul fatto che un’azienda come cannondale investa dei soldi per pagare dei 40 enni che vincono il prosciutto, quando il settore giovanile è senza investimenti, mi lascia un po’ perplesso….ma questa è un’altra storia…
…concordo con te su molti aspetti…ma se poi parte dei soldi della mia iscrizione servono per pagare i premi, che in molte GF non sono “sportine”, che spesso vincono questi atleti…se poi mi trovo questi atleti con l’ammiraglia al seguito in caso di intoppi meccanici e rifornimenti, cosa che noi non abbiamo…se magari tutti gli atleti di queste squadre hanno sempre e comunque le griglie di merito a qualsiasi manifestazione…e via dicendo…io non posso pensare di considerarli comunque amatori…
Stefano: personalmente non critico nella maniera più assoluta chi si allena con tanti sacrifici. Ritengo invece inconcepibile il fatto che ci siano squadre con ammiraglia al seguito. Non solo: non ti sembra altamente ingiusto nei confronti di chi non ha l’ammiraglia che cambia loro la ruota, fornisce acqua e da mangiare, la ventina, etc…? Tutto normale per uno sport da amatori?
La mia scelta sarà come una goccia nel mare ma intanto ho deciso di dire basta e godermi il ciclismo in altra maniera senza questi patetici teatrini.
questi sono lavoratori del ciclismo in un mondo amatoriale……quei pochi amatori che giovedì20 marzo erano a casa dal lavoro sicuramente si sono organizzati per farsi una sgambata in bici…oppure sono usciti nel dopo lavoro..prima che facesse buio…..mica un’ esibizione del genere…..
per queste squadre dovrebbero fare una classifica a parte…dato che sono loro i primi a voler essere diversi dall’ amatore comune…..
Non è questione di doping (ci mancherebbe), né tantomeno di invidia per chi ha più mezzi (ancora: ci mancherebbe)… solo che normalmente la presenza di questi team (non solo quello oggetto di questo articolo), rappresentano una chiara situazione di “vantaggio competitivo”, che in termini sportivi e agonistici potremmo indicare con termini più semplici “concorrenza sleale”.
Concetti che a molti di noi sembrano normalissimi dato che siamo cresciuti in un mondo che ci ha “educati” a vederli come tali.
Per tutti: facciamocene una ragione!
Il normale cicloamatore (come me) fa solo volume e porta danaro. Questa è la sua utilità. Punto e basta.
Partecipa UNICAMENTE per divertirsi sapendo bene che non potrà mai ambire a vincere (concetto che fa rabbrividire in ambito sportivo: vi immaginate se fosse così anche in altri sport? Tipo box, calcio, tennis…).
Ma proprio non avrà mai neppure una speranza nella vita…
Va bene divertirsi, è sicuramente la prima cosa, ma se deve essere l’unica, allora ci sono anche le cicloturistiche, non so se mi spiego…
…tanto poi a vincere ci pensano gli altri…
Ragazzi, che pollastri che siamo…
Concordo con quanto detto da Sapu: si tratta di una sorta di forma di “doping” non fatto di medicinali e gas vari. E questo sarebbe ciclismo amatoriale?
Grazie anche ad iniziative di questo genere ho deciso che quest’anno gli organizzatori delle granfondo avranno un pollo in meno da spennare.
Partenza alla francese per tutte le gran fondo !!e vedremo meno squadre con ammiraglie e griglie di merito ….
Ripeto un concetto: se io domani vinco al superenalotto sicuramente andrei in bici tutto il giorno e riprenderei ad allenarmi come quando ero dilettante, quindi secondo molti dei vostri ragionamenti io no sarei più un’amatore, e allora cosa sarei?
Oppure: mia moglie guadagna molto bene, potrei benissimo smettere di lavorare, fare il casalingo, e quindi avere il tempi di allenarmi molto seriamente….non sarei più un amatore? Cosa sarei?
Oppure: (questo è il mio caso), lavoro in proprio, posso gestirmi il tempo e il lavoro come voglio, facendo sacrifici potrei ricavarmi il tempo per allenarmi come un dilettante (ma non lo faccio)…se lo facessi cosa sarei, non sarei più un amatore?
Ci sono persone che non posso fare a meno dell’agonismo, e quindi anche nella scelta del lavoro prendono strade che consentano loro di allenarsi per ottenere il massimo….questi sono comunque sempre amatori, sono amatori agonisti. L’amatore agonista non è la persona che porta a spasso la bici nei ritagli di tempo e poi si cimenta in qualche gara, l’amatore agonista è un atleta che programma gli allenamenti in modo scrupoloso per ottenere il massimo dal proprio corpo e va in gara per misurarsi con i migliori amatori agonisti.
Io penso che le gare, siano esse granfondo o circuiti, sono fatte per gli amatori agonisti, per tutti gli altri c’è il cicloturismo….. In passato ho partecipato a diverse granfondo sempre con l’obiettivo di arrivare nei primi 10, e mi sono sempre chiesto cosa spingesse un cicloturista a partecipare ad una granfondo per classificarsi in 1000° posizione, pagando soldi di iscrizione, viaggio e pernottamento, quando potrebbe organizzare lo stesso giro in compagnia di un gruppo di amici senza spendere un euro, e senza rischiare cadute di gruppo.
Oggi le granfondo sono vere e proprie gare, e sinceramente quelli che si classificano oltre la 100° posizione no capisco che cosa vi partecipino a fare….
Stefano, ma se partissero solo i primi 100 che possono entrare nei 100, poi a quelo punto ci sarebbe da chiedersi: i 90 che non riescono ad entrare nei 10 cosa partirebbero a fare? E allora se partissero solo quelli che riescono a entrare nei 10, gli 8 che non possono giocarsi la vittoria cosa partirebbero a fare?
In realta’ si corre per divertirsi, per cercare di arrivare 350° quando l’anno scorso si arrivava 500°, e via cosi’. Nelle GF ognuno ha obiettivi diversi, io sarei contentissimo ad arrivare 200°, ma so anche che per adesso non posso arrivarci: cerco di averlo come obbiettivo futuro.
Esatto. Concordo.
Ok, allora non capisco che fastidio dia al 350° chi si allena professionalmente per vincere la granfondo
Concordo. Io sono un amatore agonista. Quando posso partecipare ad una corsa lo faccio, e anche se arrivo sempre nell’ultimo “quinto” della classifica mi diverto lo stesso. Se sei agonista combatti con quelli del tuo livello anche per l’ultimo o il penultimo posto.
E da tempo che leggo queste polemiche su il ciclismo amatoriale…. Io faccio a livello professionistico un altro sport (sci) , ma la mia vera passione e’ la bici, e questi team non mi danno per niente fastidio anzi!!! Dovrebbe essere uno stimolo per tutti!!!! Per chi come me e’ “favorevole” possono rivelarsi un sogno da raggiungere, e per chi come altri e’ contrario , una squadra da battere!!! Per chi predica che questo non e piu ciclismo amatoriale, cosa pensate che se non ci fossero queste squadre vincereste qualche granfondo???? Ma sapete che sacrificicbisogna fare solo per tener la ruota di buoni amatori??? E non parlo di sacrifici economici!!! Ci son tanti cicloamatori che lavorano poco ( chi per scelta propria, e chi per scelta della crisi economica) che si allenano e tutta questa gente ha tutta la mia stima, ma ancor di piu hanno la mia stima chi si fa il mazzo otto o piu ore al giorno e trova ancora il tempo e la forza di andare a pedalare!!! Pero’ ad un certo punto bisogna far i conti con la realta’, ad ognuno il suo chi lottera’ per vincere e chi invece lottera’ per battere l’amico o il proprio tempo personale e chi invece si accontentera’ di aver portato a termine la propria gara!!! Bisogna rispettare tutti perche’ tutti si impegnano, purtroppo chi si impegna di piu a volte vince meno o per niente( solo xke e costretto a lavorare) pero’ il mondo va cosi!!! Pedalate in serenita e lasciate che gli sponsor investano in queste squadrette che son tutti soldi investiti nel nostro mondo!!!!
Hai ragione. Semplicemente
che pena…
Anch’io concordo sul fatto che questo non sia più ciclismo amatoriale. Insomma, amatoriale significa “non professionale”, dunque chi fa l’amatore non può farlo… per professione!
Però mi sento di dire un’altra cosa: trovo molto inquietante che un atleta di quella squadra, di cui non mi sento di fare il nome (non so se per correttezza o per tutelarmi), sia molto, ma molto chiacchierato in termini di “etica” sportiva qui in Veneto… persino i medici sportivi ne parlano! Questo, secondo me, è ancora peggio.
Amatore professionale e per di più a rischio doping… il top!
Già…
…. saranno chiamati ad osservare un rigido codice etico comportamentale e di tutela sanitaria…..
……sicuri….?
paura