La triste storia di una corsa epica

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ChristianSmith

Christian Smith era un cicloturista che aveva deciso di mettersi in sella per una giusta causa, come tanti, o forse pochi, fanno.


Il suo obiettivo era coprire la distanza di 400km in 24h attraverso il Kent ed il Sussex, in Inghilterra, al fine di raccogliere fondi per la fondazione MIND che supporta persone con problemi mentali. Lui stesso era affetto da un leggero ritardo cognitivo.

Il 22 Marzo scorso però, alle 4 di mattina è stato investito ed ucciso da un automobile guidata da 2 persone di 18 e 19 anni in stato di ebbrezza, che ora sono state arrestate, e subito rilasciate in attesa di indagini, sino al 26 Luglio prossimo. La polizia è ancora alla ricerca di testimoni del fatto.

Christian Smith ha lasciato una moglie e tre figli.

Una triste storia di qualcuno per che per fare del bene perde tutto e così la sua famiglia. Un solo risvolto positivo: la pagina delle donazioni legata alla sua “Kent Epic” ha raccolto oltre 66.000 sterline fino ad ora, in larga parte sull’onda della notizia della sua morte.

9 Comments

  1. Oltre alla non giustizia, che mi pare una storia risentita anche qua da noi, fa rimanere di stucco il modo in cui è morto… facendo qualcosa di buono per lui e per gli altri ( come purtroppo spesso succede ).
    La cosa scandalosa, però, è l’ aver rilasciato i due criminali, con il processo rimandato al 20 di luglio

  2. un fiore all’ennesima vittima della strada e dell’alcool, un abbraccio alla famiglia, la speranza della giusta punizione per chi ha commesso il reato, ma soprattutto la speranza che capiscano quale grave azione hanno commesso…

  3. Una macchina è un’arma, non si rendono conto. Ogni tanto mi chiedo se la gente pensa al valore della vita… Pover’uomo, morto ingiustamente mentre faceva pure del bene…

  4. Si è complici almeno moralmente se non si ha il coraggio di punire con l’elemento del dolo chi guida in stato di ebbrezza e causa incidenti. Mi spiace dover constatare che su questo argomento ll’Italia non è sola .

  5. Una preghiera per lui e per i suoi cari.

    E una considerazione:

    Alle 4 del mattino io ho paura a muovermi anche in auto, avendo appurato di persona (da vigile del fuoco volontario) le condizioni della gente che trovi al volante a quello’ora (sopratutto nei weekend).
    Capisco la bellezza dell’impresa in questo caso, o il gusto della sfida in altri o tutto quanto ci volete aggiungere.

    Ma sulla strada a quell’ora, a meno che non si sia scortati in modo adeguato da qualcuno, è meglio non andarci. Per evitare di piangere poi.

    R.I.P.

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