Ondata di controlli antidoping al Tour de France

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Dopo i discussi controlli antidoping effettuati nella notte dello scorso fine settimana su Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, anche i corridori di numerose altre squadre impegnate al Tour de France sono stati sottoposti a controlli ieri sera dagli ispettori dell’Agenzia Internazionale Antidoping (ITA), l’organismo competente.


Secondo quanto riportato, una serie di controlli antidoping sarebbe iniziata già alle 20.00 con il team Decathlon CMA-CGM, di cui fa parte Paul Seixas. I controlli sono proseguiti con la Groupama alle 21.00, seguiti da Picnic-PostNL e Red Bull-Bora-Hansgrohe alle 22.00. Quindi tutti i controlli sono stati effettuati prima delle 23, orario limite per i controlli. Controlli in orari successivi necessitano un mandato di un giudice secondo il codice sportivo francese, e questo deve essere giustificato da “fondati sospetti”.

Queste informazioni sono state confermate stamattina da Ralph Denk, team manager della Red Bull-Bora, in un’intervista alla ZDF. “Alcuni controllori sono arrivati ​​ieri sera. I nostri corridori dormivano già e hanno partecipato ai controlli”, ha spiegato il team manager della squadra che annovera tra le sue fila il belga Remco Evenepoel, attualmente secondo in classifica generale. dietro a Tadej Pogacar.

Oggi la cronometro (unica di questo Tour) a Evian.

Commenti

  1. Ser pecora:

    Ma sono cose diverse. Un conto è autorizzare il controllo, un conto sono le pene per la frode. Il doping in Francia è assimilato alla frode e per forza è integrato nel codice penale.
    Se coinvolgi un magistrato è perché c'è indizio di un reato penale, poi chiamalo come vuoi, reato sportivo, reato penale, reato penale sportivo, reato sportivo penale, non coinvolgi il magistrato per 2 o 4 anni di squalifica sportiva.
  2. Ser pecora:

    Nel senso di galera? non mi pare proprio. Non ricordo che sia nemmeno mai stato arrestato.
    no mai, denuncia a piede libero nel 2014 per lui e un altro ciclista, domiciliari invece per i 2 che gli vendettero il testo e l'epo
  3. gasht:

    sì i tecnici non arrestano. dicono questo si è fatto questo e questo. il magistrato dice che questo e questo secondo la legge x è reato o meno. fine.
    insomma non proprio, i tecnici dicono "secondo questi dati/indizi che abbiamo, PRESUMIAMO che si è fatto questo e quello" se i dati/indizi sono ritenuti sufficienti il magistrato da l'ok a procedere
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