Sagan fa suo il Fiandre

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100^edizione del giro delle Fiandre e primo monumento per Peter Sagan (Tinkoff).

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A 26 anni Sagan vince il suo primo Fiandre con la maglia di campione del mondo, prima di lui solo Louison Bobet (1955), Rik van Looy (1962), Eddy Merckx (1975) e Tom Boonen (2006).

Le azioni decisive Sagan le ha portate a compimento sul vecchio Kwaremont, e sul Paterberg finale, mantenendo poi, e persino aumentando nel finale, il vantaggio sugli inseguitori. 25″ sul secondo, Fabian Cancellara (Trek), e 28″ su Sep Vanmarcke (Lotto-Jumbo.Nl).

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Primo degli italiani, 16°, Daniel Oss (BMC), la cui squadra è stata vittima di una sfortunata caduta in cui il capitano Greg Van Avermaet si è rotto una clavicola costringendolo al forfait per la Roubaix. Caduti, ma solo doloranti Tjesi Benoot (Lotto-Soudal) e Arnaud Démare (FdJ).

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10 Comments

  1. Finalmente Peto Sagan ha trovato la giusta dimensione e consapevolezza dei propri mezzi. Puo’ vincere parecchie classiche monumento .
    E se lo merita…e’ il nuovo cannibale in chiave moderna.
    Davvero complimenti!

  2. Se avete visto il Giro delle Fiandre, ieri, ma anche tante altre corse di questi ultimi mesi, non vi sarà sfuggita la posizione particolare di Peter Sagan quando esprime la massima potenza. Avambracci appoggiati sulla parte superiore del manubrio e mani che si uniscono davanti all’attacco manubrio. Una posizione decisamente aerodinamica, visto che è la stessa adottata nelle gare a cronometro. Con una differenza: non c’è la prolunga aerodinamica da afferrare con le mani. Peter Sagan fa tutto con gli avambracci. In sostanza il peso della spinta sui pedali si scarica completamente sulla schiena poiché non può spingere e tirare sul manubrio come sarebbe afferrandolo come si deve. Però c’è il guadagno aerodinamico, che pure ha un suo peso.
    Certo una posizione del genere non è tra le più comode e nemmeno tra le più stabili quando non si sta pedalaando rilassati. Come detto, è anche più faticosa di altre proprio perché non c’è un appoggio stabile. Per non dire che è certo più pericolosa dell’afferrare saldamente il manubrio.

    Peter Sagan e gli altri suoi colleghi non corrono rischi assoluti pedalando così. Sono professionisti e, oltre che saper andare bene in bicicletta (Sagan poi…) sanno anche perfettamente quando una cosa si possa fare oppure no. Ed eventualmente se ne assumono i rischi.
    Questo per dire: non fatelo anche voi, tanto più se vi trovate in una strada aperta al traffico.

    La domanda, allora, viene da sé: ma non sarebbe meglio reintrodurre le prolunghe aerodinamiche?
    Furono abbandonate frettolosamente dicendo che erano causa di tante cadute perché i corridori le utilizzavano pure in mezzo al gruppo e in caso di problemi e necessità di frenare bruscamente i tempi di reazione si allungavano.

    Ora, parlando sempre di professionisti e non di persone salite in bici da poco, risulta piuttosto discutibile questa affermazione: un corridore sa come pedalare in sicurezza (anche perché in mezzo al gruppo non ha poi molto senso essere più aerodinamici). È evidente che al tempo la decisione di vietare le prolunghe aerodinamiche nelle gare in linea fu il frutto di una serie di fattori.
    Ecco, visto il nuovo corso inaugurato con la nuova gestione UCI con la riammissione delle biciclette moderne per il Record dell’Ora (tanto per dire) forse potrebbe essere il caso di rivedere il regolamento che riguarda le prolunghe? Poi si possono stabilire regole, limitazioni e così via. Che non vuol dire stravolgere la bicicletta.

    E comunque chiariamo: le prolunghe aerodinamiche sono regolarmente in vendita e disponibili per tutti. A meno che non si facciano gare in linea che sottostanno al regolamento UCI (e conseguenti), non c’è alcuna limitazione. Quindi, anche se i professionisti non le usano, nessuno ci vieta di usarle nelle nostre uscite.

    In apertura, Peter Sagan in una bella immagine di Luca Bettini al Giro delle Fiandre 2016. È uno dei corridori che utilizza più spesso questa posizione.

  3. Penso che la giornata di ieri sia stata un regalo a tutti gli appassionati di ciclismo.forse un regalo per i suoi 100 anni di storia.abbiamo visto una gara tirata,abbiamo visto aimè le cadute,abbiamo visto un giovane campione e un “vecchio” leone mai domo,abbiamo visto il passaggio di testimone tra il passato e il futuro,abbiamo visto un gesto di sportività assoluta con vanmarke che lascia la passerella dei tifosi tutta per Cancellara,abbiamo visto Cancellara stupirsi del fatto che vanmarke non cercasse la volata.mi son venute le lacrime agli occhi nel vedere Fabian inseguire l’inseguibile ma senza mollare una pedalata.questo è il ciclismo che piace perché emoziona

      • perché è stato avvisato dal suo team (di Sagan)

        Guardi bene questo video https://www.youtube.com/watch?v=WXqibIXINcM

        Da 0:21 quando inizio in salita, Cancellara è partito subito, poi verso 1:01 Sagan la testa ha svoltato per vedere dietro perché (auricolari) dal suo team (come l’avvertito “scappa” scappa” “arriva Cancellara” “ho visto la TV che ti stai vicino a Cancellara” ), ecco a questo punto Sagan è partito in fuga e veloce da 1:07.

  4. Cari ragazzi,
    la corsa del centenario non poteva avere quindi finale migliore, con un campione del mondo che taglia per primo il traguardo ed un pubblico in visibilio, nonostante fino all’ultimo avesse sperato in un recupero del belga Sep Vanmarcke, che nel finale ha dato vita assieme a Fabian Cancellara ad un inseguimento non andato a buon fine. Vanmarcke si era ritrovato in testa assieme a Sagan nell’ultimo durissimo muro, il Patenberg, ma ha dovuto alzare bandiera bianca non riuscendo a tenere il ritmo dello scatenato slovacco. Poi raggiunto da Cancellara, Vanmarcke è stato di fatto trainato dalla “Locomotiva Berna”. Al traguardo lo svizzero è arrivato dopo 25″, con Vanmarcke stremato alle sue spalle, mentre Alexander Kristof ha regolato il gruppo.

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