Il Fiandre di Mathieu van der Poel

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Mathieu van der Poel (Alpecin-Fenix) ha vinto il secondo giro delle Fiandre in carriera, vendicando il secondo posto dello scorso anno che tanto amaro in bocca gli aveva lasciato. Per farlo ha dovuto battere non uno specialista del pavé e dei muri fiamminghi, ma un debuttante su questa corsa, il quale però di nome fa Tadej Pogačar, un nome che oramai fa paura ovunque ed a chiunque.

È lo stesso MvdP che lo ha confermato, in particolare per stare dietro allo sloveno durante i brutali attacchi che questo ha portato sui muri: “sul Paterberg ero sul punto di mollare e lasciarlo andare, ma sapevo che non era finita perché c’è un piccolo pezzo prima della cima che è meno duro e dove ci si può riprendere. È la che ho rimesso tutto in ordine nella mia testa anche se avevo male alle gambe“. Per la cronaca, MvdP ha fatto il Paterberg a 649w medi…

In effetti Pogačar è sembrato veramente in controllo totale della corsa sino al Paterberg, facendo il bello e cattivo tempo come un consumato veterano dei muri. Ed è Eddie Merckx in persona a confermarlo: “Pogačar è stato imperiale sui muri, ha fatto veramente una dimostrazione di forza. Non sono stupito, ormai si sa che può vincere dappertutto. È un super atleta: è potente, e l’ha già dimostrato al Tour, alla Liegi, etc. ma era la sua prima volta qui….ma nel secondo passaggio al vecchio Kwaremont ha fatto capire a tutti…quando è partito gli altri sembravano fermi, è stato incredibile. Ha fatto tutto il Kwaremont (2,4km -ndr-) sulla corona grande ad ogni passaggio. Volava. Ha fatto vedere che poteva vincere il Fiandre ed ha dato un bel colpo al morale degli altri, credo“.

Nonostante MvdP fosse al gancio però poi è riuscito a stare con lo sloveno e nel finale la situazione gli era decisamente favorevole, in quanto, almeno sulla carta è più veloce allo sprint di Pogačar, ma nel finale di un Fiandre, con le gambe al limite e contro un cagnaccio come il talento sloveno era tutto fuorché sicuro. Pogačar è parso talmente sicuro e lucido come al suo solito che ha impostato la volata come se fosse in controllo di quello che stava per fare, non curandosi del ritorno di Dylan van Baarle (Ineos) e Valentin Madouas (Groupama). MvdP però si trovava per la terza volta in carriera in quella situazione ed ha saputo fare le cose al meglio, al contrario di Pogačar che invece ha commesso vari errori, riassunti ancora da Eddie Merckx: “...avrebbe dovuto dare un cambio nell’ultimo chilometro a van der Poel, in modo da non far rientrare gli inseguitori, e poi non capisco come si sia fatto chiudere in quel modo perché ha guardato indietro ed ha visto che van Baarle e Madouas stavano arrivando ed avrebbe dovuto posizionarsi meglio, e per ultimo è partito con un rapporto troppo duro che l’ha svantaggiato. Forse, dopo tutto, ha fatto un po’ troppi sforzi lungo tutta la gara, non risparmiandosi mai, e questo gli è costato un po’ nello sprint in termini di potenza e lucidità“.

Pogačar non sembrava poi però così opaco, ma sembra essere stato piuttosto vittima della scelta mal ponderata di aspettare sino all’ultimo di lanciare lo sprint, forse per prendere in controtempo MvdP, ed invece finendo chiuso con i due che rientravano da dietro. Oltre ad aver permesso di sprintare praticamente da fermo a MvdP, un esercizio in cui l’olandese ha sempre dimostrato di essere quasi imbattibile grazie alla sua esplosività (al contrario invece che nelle volate lanciate).

Il disappunto dello sloveno pare confermare. Fatto sta che quello che sembrava almeno un 2° posto sicuro si è trasformato in un 4° posto (Pogacar è finito per essere chiuso da Madouas vittima di crampi che si è seduto). Come qualcuno ha scritto pungentemente: “Pogačar è il primo corridore della storia ad essere arrivato 4° in uno sprint a due”.

Molto elegantemente MvdP ha dichiarato di “essere dispiaciuto che Pogačar non sia salito sul podio, lo meritava”. In effetti se la vittoria di MvdP è cristallina, sia per perseveranza nel momento di difficoltà che per lo sprint perfetto nel finale, la dimostrazione di Pogačar al suo debutto nella Ronde fa pensare che in futuro anche questo monumento potrà entrare nella sua già ben nutrita bacheca. Era dal 1986, con Sean Kelly, che un corridore non centrava la Top5 in 5 monumento consecutive. Van der Poel è il secondo olandese della storia a vincere due Fiandre dopo Jan Raas.

Per quanto riguarda i numeri, eccone un po’ di MvdP: 285w medi per 6h30′ di gara

e soprattutto il picco di 1406W per lo sprint finale, con la sua classica sparata quasi da fermo

 

 

 

Commenti

  1. Magari sbaglio. Riguardando la volata.
    Mvdp guarda indietro, lancia la volata, fa tre pedalate, riguarda indietro, sembra smettere di spingere per qualche attimo, quasi ad aspettare quelli che risalivano, poi parte e arriva.se lo ha fatto per chiudere pogacar è un genio del male con la classe del campione e la freddezza di un sicario
  2. gilvaganudo:

    Magari sbaglio. Riguardando la volata.
    Mvdp guarda indietro, lancia la volata, fa tre pedalate, riguarda indietro, sembra smettere di spingere per qualche attimo, quasi ad aspettare quelli che risalivano, poi parte e arriva.se lo ha fatto per chiudere pogacar è un genio del male con la classe del campione e la freddezza di un sicario
    non credo sia arrivato a tanto,voleva che anticipasse Pogacar...quello si
  3. Ser pecora:

    Lui ha detto che aveva deciso di partire ai -200mt qualunque cosa succedesse.
    Anche perchè sa che più di tanto non riesce a tirare la sua massima potenza.. non ricordo ma aveva perso una volata proprio perchè l'aveva anticipata troppo.. sbaglio ?
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