Fine di un’epoca: Tony Martin, il Panzerwagen tedesco 4 volte campione del mondo a cronometro si ritirerà a fine anno dopo 14 stagioni da professionista.
Uno dei più grandi specialisti a cronometro di ogni tempo, il tedesco 36 enne ha collezionato in carriera 67 vittorie, di cui 50 a cronometro. Ma ha anche vinto la classifica generale della Paris-Nice 2011 e portato la maglia gialla al Tour de France per 3 giorni nel 2015 dopo aver vinto la 4^ tappa a Cambrai con una fuga in cui ha resistito al ritorno del gruppo. Fuga epica e vincente (60km) anche l’anno prima sempre al Tour, alla 9^ tappa, al termine della quale era arrivato a braccia alzate.
Corridore anche sfortunato a volte, coinvolto in cadute memorabili, ma anche tostissimo nel rimettersi in sella in condizioni precarie. Un vero lottatore che ha segnato un’epoca.







Che poi Martin preferisse crono piatte non mi stupisce.
In carriera ha vinto circa 1/3 delle crono in cui ha preso parte.
Probabilmente lo sarebbe stato anche Rivière se non si fosse schiantato presto.
Coerentemente però non vedo perché per lui non si possa giudicarne le prestazioni in senso assoluto mentre per Indurain si. Quando Indurain ha palesemente corso nell'epoca più disgraziata del ciclismo, quella dell'Epo senza limiti (disgraziata perché ha mescolato i valori come mai prima di allora).
Lemond è sempre stato per la lotta al doping e probabilmente è stato LA vittima eccellente dell'introduzione del doping ematico.
Ma che non abbia mai fatto uso di doping in assoluto, amfetamine in primis, ma anche cortisone, non mi ci giocherei 50centesimi.
Certo, non facevano la differenza che fa il doping ematico, ma da un punto di vista etico non vedo differenza.