Canyon riduce il personale del 20%

458

Canyon reagisce in modo drastico alla crisi del settore ciclo. Come annunciato oggi dall’azienda, nelle sedi principali verrà ridotto il personale di circa il 20%. L’obiettivo è quello di snellire la struttura dopo anni di crescita estrema.

[Comunicato stampa] Canyon è uno dei marchi leader mondiali nel settore delle biciclette e influenza in modo determinante il segmento premium. Dopo anni di rapida crescita, l’azienda sta ora reagendo a un contesto di mercato profondamente mutato e sta adeguando in modo mirato la propria struttura organizzativa e i propri costi per garantire a lungo termine la propria forza innovativa e competitività.


Il settore delle biciclette sta attraversando una fase di consolidamento, mentre fattori globali quali i dazi statunitensi, le tensioni geopolitiche e le previsioni economiche moderate creano ulteriori sfide.

Dopo anni di forte crescita, in particolare durante il boom causato dalla pandemia tra il 2020 e il 2023, è necessario ridurre la complessità e semplificare i processi. Roman Arnold, fondatore e presidente esecutivo di Canyon: “Nel ciclismo non si vince una gara solo con la forza, ma con la velocità, la precisione e l’agilità. Ora stiamo gettando le basi per riconquistare la nostra forza operativa e difendere la nostra posizione di leader mondiale”, afferma Roman Arnold.

Canyon prevede di tagliare fino a 320 dei circa 1.600 posti di lavoro nelle sedi principali.

Roman Arnold  sottolinea quanto sia difficile per lui personalmente compiere questo passo: “Canyon è una comunità consolidata, unita dalla passione per il ciclismo. È quindi particolarmente doloroso dover separarci da colleghi stimati. Per me è quindi ancora più importante affrontare questo percorso nel modo più responsabile possibile”. Canyon ha già informato i sindacati e avviato le trattative. “Per i prossimi negoziati vogliamo creare fin dall’inizio un clima aperto tra tutte le parti coinvolte”, afferma Roman Arnold.

L’obiettivo è quello di rendere il processo trasparente, equo e con il massimo rispetto possibile per il lavoro dei dipendenti interessati. Il riorientamento è legato al rafforzamento del DNA di Canyon e al potenziamento sostenibile della forza innovativa, delle prestazioni sportive, del servizio e della vicinanza alla comunità ciclistica. Per questo motivo Canyon continua a concentrarsi su settori di crescita strategici, come ad esempio il nuovo E-Bike Center nella sede di Coblenza, che aprirà nel 2026.

Canyon

Commenti

  1. infatti ho usato gli avverbi effettivamente o comunque etc etc, perche poi vedendo sul sito, ma solo e grazie ai fori sconti i prezzi sono ragionevoli...
  2. motogpdesmo16:

    Se l'attuale campione di tutto non pedalasse su una Colnago, il marchio sarebbe nell'oblio. Nonostante tutto, è dovuto intervenire un fondo della penisola arabica (emirati/arabia, non ricordo) per salvarlo.
    10 anni fa Sagan, campione di tutto dell'epoca, pedalava su s-works e Specialized era evidentemente al suo zenit.
    Se ho ben capito cosa intendi dire, il campione aiuta eccome il marchio. E sono più che d'accordo.
    Probabilmente però, il contrario, colnago nonostante l'immensa storicità del marchio aveva i suoi problemi, molto probabilmente sono le classiche aziende dove comandava Ernesto 90enne con tutti i pro e i contro della cosa, e forse aveva un dirigente che si occupava di qualcos'altro, perché poi se non ricordo male sono 50 dipendenti circa, quindi più o meno la classica piccola azienda.
    POI un fondo arabo ha acquistato il marchio, questo fondo arabo probabilmente avrà uno staff di addetti al marketing di primissimo livello e allora si è iniziata la storia con Pogacar, il fatturato in questi ultimi anni è aumentato mostruosamente, poi sempre il solito discorso, il fatturato è un indicatore ma alla fine quello che conta in un'azienda sono i dividendi e gli utili netti, può avere un fatturato decuplicato e fallire.

    Combinazione l'esplosione definitiva di Poga è avvenuta nel 2020 l'anno del passaggio della proprietà di Colnago.

    [LIST]
    [*]2019: ~21,3 milioni di €
    [*]2020: ~20,5 milioni di €
    [*]2021: ~23,1 milioni di €
    [*]2023: ~55,7 milioni di € (con un incremento del 33% rispetto all'anno precedente)
    [*]2024: >60 milioni di €
    [*]2025 stima di 72-75 milioni di euro
    [/LIST]
  3. WNC2:

    È inevitabile, un conto è starsene nella fabbrichetta in Cina e spedire da lì, un conto è organizzare una struttura a livello nazionale in vari paesi che aumenta mostruosamente i costi.

    e poi pensi che Francesconi si accontenti ti di 10€ a pezzo? magari se sta fallendo si accontenta, se invece è un imprenditore che lavora ti dice:
    "guarda io, quando vendo quel prodotto di quell'azienda guadagno tot, se vuoi che spingo il tuo mi devi dare lo stesso guadagno altrimenti vendere il tuo al posto del suo per me è una perdita, oppure se mi ci fai guadagnare meno mi dai il prodotto in conto vendita, io non ho costi di magazzino, non rischio di avere dell'invenduto, non devo fare saldi pazzeschi a fine stagione e allora in questo caso mi accontento di guadagnare meno"
    può essere, però anche Francesconi magari gli conviene vendere 10 bici a 8000 euro di Seka che 1 a 15.000 s-works. e se non vendi semplicemente ti tolgono il marchio
Articolo precedente

Look Cycle presenta le nuove tacchette Keo Grip

Articolo successivo

Paris-Roubaix 1930: l’affaire Maréchal

Gli ultimi articoli in News