Ciclomercato: Rohan Dennis alla Ineos

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L’Adelaide Advertiser lo da per certo (ma i vari like sui social a Pinarello da parte sa non erano sfuggiti ai più attenti): Rohan Dennis ha firmato un contratto biennale col Team Ineos.

L’ingresso dell’australiano, campione del mondo a cronometro, rafforza, se mai ce ne fosse stato bisogno, la squadra britannica ancora di più sia nel supporto ai capitani, dato che Dennis vanta anche un 16° posto al Giro d’Italia, ma soprattutto nelle cronometro e nelle corte gare a tappe. Anche se ovviamente per la prossima stagione gli obiettivi principali di Dennis sono i mondiali e le olimpiadi di Tokyo.

Per lui l’inizio della stagione è alle porte con il tentativo a gennaio di confermarsi campione nazionale a cronometro per la 4^ volta consecutiva.

Commenti

  1. bianco222:

    Ineos avrà ingaggiato il miglior avvocato del Regno Unito per fare un contratto con 234 clausule anti-Dennis.
    La "no denigration clause" è standard in ogni contratto pro.
    Non fosse cosi la Bahrain non avrebbe potuto terminargli il contratto al volo.
  2. samuelgol:

    Da loro nessuno fa quello che gli pare. Nemmeno Froome. E non credo a loro freghi molto che vinca la crono mondiale...in maglia Australia.
    Sul “fare quello che gli pare” non intendevo proprio l’estremo concetto anarchico :mrgreen: quanto magari, per fare un esempio, in un GT staccarsi quando vuole la tappa prima della crono, e cose simili (cose che si vedono in ogni squadra, insomma dubito che dicano a Dennis di fare la crono piano apposta perché il giorno dopo c’è una tappa di salita (come negli ultimi 2 anni hanno fatto con Castroviejo), perché la crono per lui è una potenziale vittoria per la Ineos).

    In merito al mondiale: non è tanto per la vittoria in se, quanto che mi sembra di capire che ogni squadra ci faccia parecchio “marketing” quando ha un campione del mondo in squadra (vedi Pedersen ora, ma anche GVA da quando ha vinto l’olimpiade (bici oro, ecc...), Cancellara ai tempi; tralascio Valverde e Sagan (sebbene siano considerabili) per motivi di “patriottismo” Movistar-Spagna da un lato e per il personaggio che si è creato a prescindere dalle multiple vittorie mondiali dall’altro).
  3. Ser pecora:

    Insomma, si è capito che per te sponsorizzare chiunque non abbia vinto almeno 3 grandi giri siano soldi buttati è che “i campioni “ siano stati 3-4 nella storia non di più :-)xxxx

    Ma non è così, fidati. Nemmeno lontanamente.
    Ho solo detto che un mondiale a crono non vale uno in linea, visto che sono stati citati Sagàn, Valverde e Pedersen, oltre a Cancellara che non deve la sua fama ai mondiali a crono ma a qualche altra vittoria, così come ho detto che la storia Sky/Ineos non è costellata della ricerca di vincere qualche tappa qui e lì.....oltre ad avere comunque già un bel prospetto a crono senza doverne cercare un altro. Null'altro.
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