Capita anche a me nei periodi in cui pedalo solo una volta a settimana di avere FC innalzata... Non ho un misuratore per il momento ma ci vuole poco ad accorgersi di avere la FC alta rispetto al periodo estivo (in cui pedalo di più)
In questo caso però, per chi ha un misuratore ovviamente (prima o poi

) se si prevede chessò un uscita di 90 minuti in Z2 (parlo di potenza) con ogni tanto 3-4 minuti in Z3 sarebbe meglio far fede al misuratore, alla FC, o in medio stat virtus??
Perchè in questo caso se si fà fede al misuratore si rischia di fare 90 minuti
col cuore in Z3/Z3 basso con ogni tanto 3-4 minuti in Z4!!
Su questo aspetto sono un pò perplesso, cioè, la FC è una risposta al carico, ok, però se attraverso periodi durante i quali per una serie di motivi pedalo solo una volta a settimana dando fede solo al misuratore non rischio di far girare sempre il cuore molto/troppo in alto??...
Il duo dubbio è lecito ma mal posto (non per colpa tua) me par la deformazione che è stata data al valore/riferimento FC.
FC è una variabile notevole che, proprio per variabilità e latenza non è sufficiente come parametro e non è neppure un valore oggettivo.
Premessa: è un vero peccato che i cardiofrequenzimetri abbiano preceduto i misuratori di potenza (la storia dice che sarebbe potuto avvenire il contrario, vedi=>
http://www.bdc-forum.it/showpost.php?p=2396717&postcount=13 se solo...ci avessero creduto di più...) perchè ora è radicato nella concezione comune che FC misuri cosa sta compiendo IL CORPO.
FC misura cosa sta avvenendo come risposta ad uno stimolo, ma andare in bicicletta non è allenare un solo muscolo (appunto il cuore) ma tutto un sistema (e spesso questo viene trascurato, ci si limita per convenienza e visione ristretta a valutare tutto a compartimenti stagni (FC, forza, ecc ecc).
Un'intensità è valutabile, in ordine gerarchico per utilità/precisione/oggettività da 1) carico stesso (potenza) 2) percezione dello sforzo (e qui abbiamo già uno strumento superiore a qualsiasi valore FC, il nostro SNC) 3) risposta la carico mediante valori fisiologici/metabolici (fc, lattato).
FC è un parametro correlato al carico solo in determinate situazioni: basse intensità e situazioni in cui il carico è particolarmente costante e non vi sono latenze (in genere di 10-25'' a seconda dell'allenamento del soggetto).
La correlazione tra potenza e risposta ad essa è lineare solo fino al 75% di FTP (potenza sostenibile per 60'); all'aumentare dell'intensità diventa sempre più aleatoria ed imprevedibile anche perchè quotidianamente condizionata da notevoli variabili, ne cito alcune: pressione barometrica, altitudine, calore ambientale, stato di dis/idratazione, drift FC, mancanza/scarsa qualità di sonno, momento della giornata, farmaci, malattie/infezioni, dieta, agenti ergogeni (ad esempio, la caffeina), fattori psicogeni (ad esempio, nervosismo), posizione sulla bicicletta, ecc.
L'uso del parametro oggettivo di carico (potenza) non preclude l'uso -rivisto e secondario- di FC: l'analisi del rapporto tra i due è un indice utile per predire e valutare l'adattamento al carico.
Inoltre la tua domanda parte dal presupposto che sia FC che potenza siano sempre uguali: è ovvio e banale che con un decadimento della forma si ha 1)un aumento fc spesso anche basale e massimale, oltre che ovviamente a parità di carico MA conseguentemente anche una diminuzione della potenza sostenibile per unità di tempo (e quindi le zone di riferimento variano, in genere con una perdita statistica del 10% dopo 2-3 settimane di stop della potenza espressa prima dello stop).
Potenza è quantitativamente ed oggettivamente misurabile, FC non è una grandezza fisica e non va usata come tale.
E' poi normale che pur rivalutando zone Watt e FC ad inizio preparazione ci sia un'eventuale discrepanza tra carico e risposta (es in Z2 watt la risposta fc è Z3), ma diversamente allinearsi su un valore fc derivante da un cuore/sistema cardiocircolatorio "deallenato" ti porterebbe a limitare più o meno drasticamente il carico oggettivo (anche se non puoi misurarlo).
L'uso scorretto di FC porta a situazioni spesso di "limitazione" involontarie del carico e quindi ad allenamenti spesso ingiustificatamente insufficienti per stimolo.
Più di FC, uno strumento (gratuito e sopraffino) ma "allenabile" e che può notevolmente migliorare ANCHE E SOPRATTUTTO paragonando/accostando un valore oggettivo (potenza) nel comprendere ed avere un feedback: è la percezione dello sforzo (SNC).
Ho atleti che istruiti e resi consapevoli del carico oggettivo (analisi dati) che svolgono hanno raggiunto una percezione netta del carico (oggettivo) raggiunto (potenza) senza alcun bisogno di riferimenti o "limitazioni involontarie" indotte dal singolo e variabile valore FC e molte volte anche senza bisogno di avere un riferimento potenza sott'occhio.
Lo scopo di FC è quindi uno (o duplice):
-parametro di miglioramento nel corso della stagione, meglio se affiancato a valore di potenza
-parametro di economia: conosco e/o seguo atleti che hanno necessità di raggiungere un metabolismo estremamente economico (randonneur, extradistanze): in tal senso un lavoro incentrato sull'abbassamento di FC a parità di percezione/potenza/tempi di riferimento è utile. In tutti gli altri casi può potenzialmente infligge solo una limitazione al carico. Proprio come nel tuo esempio.