La genetica - come la chiami Tu - conta nella misura in cui consideriamo la costituzione fisica. Quindi tutte quelle variabili biologiche (struttura ossea, costituzione muscolare, capacità polmonare, etc.) che in qualche modo ci rendono più adatti a fare una cosa, piuttosto che un'altra.
Però esistono molte altre variabili: la condizione sociale, l'educazione, le scelte che facciamo ed anche il modo in cui facciamo esperienza di una cosa. Sono tutte variabili che hanno un'incidenza maggiore della "genetica". A maggior ragione per gli amatori. Perchè considero scontato il fatto che tra i professionisti ci sia una selezione orientata al meglio. Invece, tra gli amatori tutti lo fanno per scelta.. e per svago.
Nel ciclismo conta - forse più che in altri sport - il fatto di aver trascorso una vita da ciclista agonista. E' quello che fa il motore e che rende un pro differente anche a distanza di anni dalla cessata attività. E' la struttura costruita negli anni, oltre all'esperienza. Tra l'altro, non dimentichiamo che la stessa genetica crea delle differenze. Mica esiste soltanto il fisico dello scalatore. A Greipel non chiederanno mai di vincere su L'alpe d'Huez come a Quintana non chiederanno di vincere una volata.
Ed esistono diversi amatori in grado di staccare Greipel in salita :asd2:
Non ho parlato solo di salita, avevo usato Froome come esempio ma ieri avevo parlato anche dei 50 orari.
La condizione sociale, esperienze, ecc...non spingono il fisico a andare più forte...
Prima dei keniani si vinceva la maratona con 2 ore e venti...ora poco più di 2 ore e si allenano tutti x bene a alti livelli
In Giamaica hanno tanti velocisti non solo Bolt, tantissimi rispetto alla popolazione, perché?
Poi sono d'accordo che i cinesi nel Ping pong partono da bambini x ore e ore al giorno e sono i migliori ma non è uno sport di resistenza....

anche per i motivi che dice andrea
...e loro non si fanno ingarellare come molti fessi amatori, quando non devono, per cui meglio la pianura a scanso di tentazioni.
).
Volere è potere.