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Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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identificate potenze e/o intensità (non è chiaro da ciò che scrivi se superiori o inferiori @ 100% FTP) ed appurato che ci sia una flessione proprio in tali circostanze od in altri frangenti di gara (potrebbe anche essere una flessione alla distanza) ci si deve focalizzare su lavori che permettano un miglioramento a tali intensità, senza ovviamente poter tralasciare intensità rilevanti nel contesto della performance richiesta. Il principio di specializzazione nel carico è sempre primario.
 

pirata75

Novellino
30 Luglio 2008
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Lombardo Imola 4.0
Scusi Roberto, non riesco a capire cosa significa ED, come indicato precedentemente ho comprato da poco il powertap, se fosse possibile, per pura curiosità attuale avere indicazioni su come determinare le varie fasce di allenamento facendo un test su strada. Poi dalla prossima stagione prenderò contatti con Lei per la preparazione. Grazie

se necessario ED in funzione della programmazione fornisco indicazioni protocollo da utilizzare per test in funzione eventualmente di necessità logistiche specifiche
 
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1 Giugno 2012
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Trek madone
Scusi Roberto, non riesco a capire cosa significa ED, come indicato precedentemente ho comprato da poco il powertap, se fosse possibile, per pura curiosità attuale avere indicazioni su come determinare le varie fasce di allenamento facendo un test su strada. Poi dalla prossima stagione prenderò contatti con Lei per la preparazione. Grazie

se necessario ED in funzione della programmazione fornisco indicazioni protocollo da utilizzare per test in funzione eventualmente di necessità logistiche specifiche

Insomma, devi cacciare la cucuzza:mrgreen:
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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oppure più correttamente
programma e test pensato in funzione del primo
+
il test viene analizzato (da me) per ricavare i valori di riferimento
+
non lavoro gratis essendo appunto questo il mio lavoro e non semplice hobby
=
c'è un limite di divulgazione di informazioni, mi sembra di contribuire già sufficientemente a questo forum....
 

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
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BMC slr01 TREK Madone
Roberto , torno sul focus delle ultime discussioni , ovvero :
Gestione miglioramento in partenza in zona Z6 e Z7

Nel mio caso vedo che se ho una partenza (anche in allenmento) che va a lavorare su Z6 Z7, mi si compromette tutta la gara, anche su gare lunghe , non solo le classiche Crosscountry MTB ma anche le GF da 130 150 km.
A prescendere poi dai tempi di adeguato riscaldamento, se in aprtenza nei primi 10 20 minuti si da manetta alle proprie forze, la gara è pressoche compromessa, alemno dal punto di vista del piacere della stessa.
Stessa sensazione mi è capitata ieri in allenamento dove non uscenda da 4 gg ero "pieno di energie" e non ho fatto caso (sentito) al fatto che stavo dando fondo alle mie energie , ma a prescindere dai BpM espressi in quel momento (non ho nessun stumento x i watt) e ho pagato poi alla prima vera salita e a seguire poi tutta l'uscita.

Fatta questa premessa la mia domanda principale è, e possibile che sia cosi determinante il fuorigiri dei primi minuti tanto che non si riesca piu a smaltire questo overboost e a pagarlo e soiffrirlo x 3 4 ore ?
seconda domanda allora è, come si fa ad allenare questi primi 10 minuti a tutta ?? io nonostante sia , come piu volte evidenziato, un atleta che spesso va fuorisoglia e abituato a lavorare in acidosi, non riesco proprio invece a lavorae e gestire queste partenze "brucianti" (brucianti per il mio fisico), oltreutto come detto spesso non si parla di fuorisoglia cardiaca ma piuttosto di fuorisoglia di watt appunto Z6 Z7.
Roberto un infinite e ulteriore GRAZIE! per questo servizio che ci dai ... o-o
 
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pirata75

Novellino
30 Luglio 2008
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il test viene analizzato (da me) per ricavare i valori di riferimento
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non lavoro gratis essendo appunto questo il mio lavoro e non semplice hobby
=
c'è un limite di divulgazione di informazioni, mi sembra di contribuire già sufficientemente a questo forum....


Capisco perfettamente che questo è il Suo lavoro, infatti Le ho detto che per la prossima stagione vorrei affidarmi a Lei per gli allenamenti (logicamente a pagamento), ero solo curioso (visto che ho acquistato da poco il powertap) di sapere la mia attuale potenza alla soglia e le mie varie fasce di allenamento attuali in watt usando un test su strada eventualmente da Lei indicatomi. Sicuramente penso che anche se Lei mi da quest'informazione (anche in maniera privata) non credo che io ne possa giovare se non ho indicazione sugli allenamenti personalizzati creati da Lei appositamente per me dopo una sarie di valutazioni.
 
1 Giugno 2012
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Trek madone
Capisco perfettamente che questo è il Suo lavoro, infatti Le ho detto che per la prossima stagione vorrei affidarmi a Lei per gli allenamenti (logicamente a pagamento), ero solo curioso (visto che ho acquistato da poco il powertap) di sapere la mia attuale potenza alla soglia e le mie varie fasce di allenamento attuali in watt usando un test su strada eventualmente da Lei indicatomi. Sicuramente penso che anche se Lei mi da quest'informazione (anche in maniera privata) non credo che io ne possa giovare se non ho indicazione sugli allenamenti personalizzati creati da Lei appositamente per me dopo una sarie di valutazioni.
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Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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per materie private...contattami/contattatemi in privato, mi pare assai semplice
Qui si parla di altro, possibilmente utile a tutti, se non è ben chiaro (e cortesemente senza bisogno di commenti come questo sopra, che invece non servono a nessuno) GRAZIE
 

pirata75

Novellino
30 Luglio 2008
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Lombardo Imola 4.0
per materie private...contattami/contattatemi in privato, mi pare assai semplice
Qui si parla di altro, possibilmente utile a tutti, se non è ben chiaro (e cortesemente senza bisogno di commenti come questo sopra, che invece non servono a nessuno) GRAZIE

Se per Lei non è un problema mi potrebbe aiutare a togliermi questo "sfizio" (soglie in watt riscontrate con un test da campo) dandomi indicazioni in un msg privato. Ormai la stagione agonistica è quasi finita. Poi prima dello stacco invernale programmeremo il da farsi per la prox stagione
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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bene, ribadisco che pirata75 ha ricevuto il materiale (poiché richiesto in forma privata, questa discussione non è materia di richieste, per quello ci sono i link in firma).
Se possibile la discussione dovrebbe andare avanti con le premesse del post iniziale.
GRAZIE

PS un appello a chi apprezza questa discussione: considerando che "qualcuno" ha voluto deliberatamente dare 1 sola stella vista l'impossibilità di agire in modo maturo...se gradite questa discussione date una valutazione che rialzi la quotazione di questo topic ;)
 
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iroma2009

Apprendista Velocista
12 Febbraio 2011
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FlorenceForFun
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Una bionda e una mora,cerco la rossa.
Roberto , torno sul focus delle ultime discussioni , ovvero :
Gestione miglioramento in partenza in zona Z6 e Z7

Nel mio caso vedo che se ho una partenza (anche in allenmento) che va a lavorare su Z6 Z7, mi si compromette tutta la gara, anche su gare lunghe , non solo le classiche Crosscountry MTB ma anche le GF da 130 150 km.
A prescendere poi dai tempi di adeguato riscaldamento, se in aprtenza nei primi 10 20 minuti si da manetta alle proprie forze, la gara è pressoche compromessa, alemno dal punto di vista del piacere della stessa.
Stessa sensazione mi è capitata ieri in allenamento dove non uscenda da 4 gg ero "pieno di energie" e non ho fatto caso (sentito) al fatto che stavo dando fondo alle mie energie , ma a prescindere dai BpM espressi in quel momento (non ho nessun stumento x i watt) e ho pagato poi alla prima vera salita e a seguire poi tutta l'uscita.

Fatta questa premessa la mia domanda principale è, e possibile che sia cosi determinante il fuorigiri dei primi minuti tanto che non si riesca piu a smaltire questo overboost e a pagarlo e soiffrirlo x 3 4 ore ?
seconda domanda allora è, come si fa ad allenare questi primi 10 minuti a tutta ?? io nonostante sia , come piu volte evidenziato, un atleta che spesso va fuorisoglia e abituato a lavorare in acidosi, non riesco proprio invece a lavorae e gestire queste partenze "brucianti" (brucianti per il mio fisico), oltreutto come detto spesso non si parla di fuorisoglia cardiaca ma piuttosto di fuorisoglia di watt appunto Z6 Z7.
Roberto un infinite e ulteriore GRAZIE! per questo servizio che ci dai ... o-o

Penso faccia al caso tuo la sua (R.M.)precedente risposta che riporto in parte:

Una partenza spesso, anche in un evento MTB marathon, richiede ripetuti e a volte anche continuativi ingressi in Z6 (anaerobico) e Z7, una fase di mantenimento senza richiami a questa/e intensità può sicuramente aver messo in crisi la possibilità di esprimersi in esse ed aver intaccato da subito anche le possibilità di gestione dello sforzo aerobico (così come sovente osservo analizzando dati GF su strada); ciò comporta un debito nella prestazione che viene "pagato" tanto più onerosamente 1)tanto quanto è stato l'eccesso iniziale in quelle intensità e 2) lanto quanto è lacunoso il lavoro specifico.
Ovviamente è un elemento allenabile ma come tale va anche ben posizionato nell'arco della programmazione (es. generalmente Z6 va richiamata come rifinitura finale e/o ben si colloca come polarizzazione e mantenimento qualitativo all'interno di una fase di tapering).

o-o

Ben vengano discussioni costruttive *****
 

Little58

Gregario
6 Marzo 2011
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mi piacerebbe!
Domanda di carattere generale:
Pongo in esame la mia situazione ma cerchiamo di sfruttare l'argomento per una risposta generale.

Esco in bici "seriamente" (4-6 uscite settimanali) da 7 mesi, con agonisti anche "affermati" nell'ambito amatoriale. Fatte 8 gare di cui 6 contro il tempo

Sebbene il gap tra me e loro vada via via a diminuire, ancora è chiaramente ben presente.
Mi chiedevo, se un'attivita' invernale di MTB, senza alcuna ambizione particolare, ma solo per scopo ludico nel periodo di preparazione, possa essere una buona idea.
Altra domanda, collegata alla prima, quando ha senso specializzarsi in un tipo di "gare"? (quanto in tempo, "mesi" "anni" "livello")
 

sepica

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Penso faccia al caso tuo la sua (R.M.)precedente risposta che riporto in parte:

Una partenza spesso, anche in un evento MTB marathon, richiede ripetuti e a volte anche continuativi ingressi in Z6 (anaerobico) e Z7, una fase di mantenimento senza richiami a questa/e intensità può sicuramente aver messo in crisi la possibilità di esprimersi in esse ed aver intaccato da subito anche le possibilità di gestione dello sforzo aerobico (così come sovente osservo analizzando dati GF su strada); ciò comporta un debito nella prestazione che viene "pagato" tanto più onerosamente 1)tanto quanto è stato l'eccesso iniziale in quelle intensità e 2) lanto quanto è lacunoso il lavoro specifico.
Ovviamente è un elemento allenabile ma come tale va anche ben posizionato nell'arco della programmazione (es. generalmente Z6 va richiamata come rifinitura finale e/o ben si colloca come polarizzazione e mantenimento qualitativo all'interno di una fase di tapering).

o-o

Ben vengano discussioni costruttive *****
pensa l'avevo letta anche, ora rileggendola lho capita e calza quasi alla perfezione alla mia domanda, a volte abuso della gentilezza di roberto non accendendoo-o il mio cervello
 

stefano_81

Pignone
12 Gennaio 2012
223
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special
Dopo anni di allenamenti (15) basati su una classica programmazione stagionale, incentrata sulle gare da aprile a settembre, ho deciso di fermarmi un anno e dedicarmi solo all' allenamento facendo qualche gara per il puro piacere di partecipare, partendo spesso in coda (solitamente partivo sempre nei primi 100-150).
Quest'anno, e la fine dello scorso, sono stati divisi in cicli di un mese e mezzo, con volumi di allenamento molto più alti degli anni precedenti, anche di quando ero under23.
Volumi spesso distribuiti anche in più giorni consecutivi e scarichi ricorrenti abbastanza importanti (4/5 giorni ogni ciclo di un mese e mezzo).

Posso ora affermare a fine stagione, di avere avuto un notevole miglioramento, direi particolarmente significativo in salita, e soprattutto un grande miglioramento nei tempi di recupero fra una seduta allenante e la successiva.

Ora la domanda sorge spontanea :-), anzi due:
1. Molto potrebbe essere dipeso dalla mancanza di stress dovuta alle gare?
2.Ho notato che il fisico essendo mentalmente più libero da impegni con scadenza predefinita come appunto sono le gare, ti "suggerisce" spesso cosa è meglio fare, come è meglio allenarsi. Magari riesci a spingere più del previsto oppure capisci che devi rilassarti un attimo. Questo "ascoltare" le proprie sensazioni, ho visto che è una pratica non molto considerata dagli amatori di un certo livello, i quali cercano spesso con "artefizi" più o meno validi di forzare l'allenamento. Quanto appunto è giusto dare retta al proprio corpo, "rischiando" magari di forzare più del previsto sentendosi bene durante la sessione di allenamento?
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Mi chiedevo, se un'attivita' invernale di MTB, senza alcuna ambizione particolare, ma solo per scopo ludico nel periodo di preparazione, possa essere una buona idea.
Altra domanda, collegata alla prima, quando ha senso specializzarsi in un tipo di "gare"? (quanto in tempo, "mesi" "anni" "livello")

ogni alternativa che mantenga uno stimolo aerobico è sempre utile (e in molti casi necessaria) per mantenere benefici e livello qualitativo di carico anche quello acquisito nei mesi precedenti(=non si riparte da zero, non si ripete uno schema ripetitivo attuato nell'anno precedente).
Altrettanto importante inserire una variabilità "stimolante" per evitare quanto più possibile una ripetitività che oltre ad essere deleteria a livello mentale (=noia, minor motivazione) può essere meno efficiente a livello di carico (=diversificare la/e attività di cross training di anno in anno, se possibile).

La specializzazione è in funzione di proprie caratteristiche e peculiarità: tanto più ci si allontana da quanto si è svolto e/o selettivamente si è scelto durante gli anni tanto più sarà difficile una specializzazione su altra tipologia di prestazione A MENO CHE la specializzazione iniziale sia stata particolarmente poco proficua e/o lontana dalle proprie reali caratteristiche. Per esempio conosco un'atleta che era stata indirizzata all'inseguimento su pista quando le sue caratteristiche (oggettivamente rilevate) propendevano per altre specialità. Ciò non toglie che sia importante una polivalenza, ma questa è utile come lavoro, scusate l'ossimoro, "specficatamente aspecifico" (es appunto attività ciclistica inserita nel cross-training: per uno stradista può essere ciclocross, MTB, pista) e di base per poi costruire una specializzazione mirata.
Multilateralità e polivalenza sono aspetti MOLTO trascurati purtroppo e soprattutto nel ciclismo agonistico giovanile con ricorso a specializzazioni troppo precoci sia in ambito tecnico che formativo, spesso non tenendo in considerazione l'età biologica dei singoli ragazzi.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Ora la domanda sorge spontanea :-), anzi due:
1. Molto potrebbe essere dipeso dalla mancanza di stress dovuta alle gare?
2.Ho notato che il fisico essendo mentalmente più libero da impegni con scadenza predefinita come appunto sono le gare, ti "suggerisce" spesso cosa è meglio fare, come è meglio allenarsi. Magari riesci a spingere più del previsto oppure capisci che devi rilassarti un attimo. Questo "ascoltare" le proprie sensazioni, ho visto che è una pratica non molto considerata dagli amatori di un certo livello, i quali cercano spesso con "artefizi" più o meno validi di forzare l'allenamento. Quanto appunto è giusto dare retta al proprio corpo, "rischiando" magari di forzare più del previsto sentendosi bene durante la sessione di allenamento?

1. sicuramente questo può aver influito soprattutto sulle possibilità di carico e recupero a livello settimanale e quindi a lungo raggio sui mesocicli. Collateralmente una cosa che noto spesso è il differente approccio e "tensione" pre-gara anche tra atleti con caratteristiche e potenzialità simili: spesso queste "tensioni" interne portano ad un approccio negativo che influisce negativamente ,e senza sorpresa, sull'esito della gara stessa.
2. partendo da una programmazione definita ma pur sempre pianificata su un percorso lineare e senza ostacoli (così come avviene nella normalità) le sensazioni (così come altri semplici parametri di "stress") sono l'ago della bilancia per impostare modificazioni in corso, anche immediate, più o meno importanti e vanno costantemente monitorate. Uno degli aspetti più importanti dell'analisi dati non è solo il fornire un riscontro oggettivo e "asettico" ma dare la possibilità all'atleta di confrontare se il suo feedback (richiesto e necessario) corrisponde con l'analisi oggettiva o è differente, e in tal caso su quali aspetti.
Una delle peculiarità che riscontro è che gli atleti con maggiori tassi di miglioramento/migliori performance dimostrano di possedere un'attinenza notevole tra valori oggettivi e proprio feedback/sensazioni; diversamente e/o in situazioni di difficoltà le sensazioni sono affette da "rumori", imprecisioni descrittive o molto spesso semplicemente eccessiva verbosità/mancanza di sintesi.
Le sole sensazioni non sono sufficienti, così come i soli dati a sé stanti, solo una corretta correlazione tra dati oggettivi e soggettivi crea i presupposti per un miglioramento e l'identificazione di carichi più mirati.
 
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