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Pois

Pignone
27 Dicembre 2011
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a questa domanda può rispondere solo MASSA

mi è stato consigliato di praticare palestra anche nel periodo
primaverile, una sola volta alla settimana per mantenere la forza ;nonzo%
ok! ma se io faccio forza con SFR, ecc. ecc. che bisogno c'è
della palestra, magari con fuori il sole :wacko:
in inverno posso capire in abbinamento coi rulli ci sta
alla grande ma in primavera? mah!!!

grazie

Aspetta la risposta di Roberto Massa, comunque dubito ti consiglierà di svolgere SFR, in quanto ha spiegato diverse volte sul forum che ci sono altri esercizi più utili da svolgere
 

texano999

Apprendista Velocista
27 Novembre 2009
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senigallia
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a questa domanda può rispondere solo MASSA

mi è stato consigliato di praticare palestra anche nel periodo
primaverile, una sola volta alla settimana per mantenere la forza ;nonzo%
ok! ma se io faccio forza con SFR, ecc. ecc. che bisogno c'è
della palestra, magari con fuori il sole :wacko:
in inverno posso capire in abbinamento coi rulli ci sta
alla grande ma in primavera? mah!!!

grazie

Palestra ed SFR sono due cose completamente diverse.
Con SFR fai forza resistente
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
Ciao Roberto, ti scrivo per cercare di capire meglio un paio di cosine.
Premesso che mi ritengo un amatore piuttosto scarso, con un fisico (183 cm x poco meno di 80kg, 78 nei periodi in cui son "tirato") che non va certo molto d'accordo con le salite ed un passato da sciatore agonista (per più di 20 anni) che ha quindi modellato il mio fisico nell'ottica della "sparata secca" di max 1 minuto e mezzo, da circa 4 anni mi dedico quasi esclusivamente al ciclismo con percorrenze annue attorno ai 6000 km (uscite nel week end e al max un paio in settimana nel periodo primavera-estate).

Quest'estate ho partecipato alla Maratona delle Dolomiti (percorso medio chiuso in 5.43.54) e proprio durante questa manifestazione si son verificate un paio di situazioni che fatico a comprendere.
Giornata molto calda, io bevo molto già di mio, quel giorno sono stato molto attento a bere ed alimentarmi regolarmente ...
Nel tratto in piano dopo Arabba in direzione Falzarego, piccole avvisaglie di crampi che sono spariti immediatamente spingendo un rapporto più duro ...
Sul Falzarego altre avvisagie di crampi, anche qui spariti salendo con un rapporto più duro (39x23-25) riuscendo a spingerlo senza problemi ...
Ultimo tratto verso Corvara, ancora inizi di crampi, spariti ancora spingendo più duro (53x19-21) ...
Arrivato al traguardo ancora abbastanza in spinta, assolutamente non del tutto scarico.

Alla luce di questo vorrei capire il perchè di questi lievi crampi, nel senso che le mie gambe hanno cmq avuto l'energia per spingere e i crampi han fatto capolino solo quando ho voluto andare più agile ...
E' da imputare al gran caldo o si può evidenziare qualche altra mia carenza, magari in fase di preparazione?

Spero di essere riuscito a farti capire il senso della mia curiosità ...

Ciao e grazie.

la causa di un crampo è circoscrivibile a 2 situazioni, ben distinte:
1) non abitudine alle intensità che nel breve o lungo termine comportano l'impossibilità di riutilizzare/smaltire l'acido lattico prodotto e quindi una riduzione/interruzione forzata della prestazione (una sintomatologia acuta)
2) una perdita di elettroliti, non necessariamente subentra uno stato di dolore acuto ma può insorgere gradualmente e/o cronicizzarsi, specie in situazioni di elevata temperatura esterna e/o umidità.
Dalla descrizione fornita propenderei per il secondo scenario, in tal senso va approfondito l'aspetto che descrivi: "io bevo molto già di mio".
Un messaggio che passa, specie negli ultimi anni (c'è stato interessante documentario sulla BBC "the truth about sport products") e che è mediato da interessi economici è che...si debba bere spesso e frequentemente (E indistintamente) per non avere eccessive perdite di elettroliti. Questo è parzialmente vero ma va sempre commisurato alla quantità di attività svolta, all'ambiente in cui ci si esercita e alle soggettive e differenti risposte a tali condizioni, cioè termoregolazione/sudorazione.
Un problema che può verificarsi infatti è quello dell'iperidratazione, frutto dell'errore che se una piccola quantità è benefica, un di più (in questo caso di acqua/liquidi) non può che fare bene.
Nel timore di incorrere in problematiche di disidratazione si può cadere nel pericolo opposto: un eccesso di ingestione di liquidi comporta 2 eventi principali, il primo, trascurabile, è un incremento dello stimolo di urinare anche durante l'attività, il secondo, più importante è la diluizione del sodio plasmatico che può indurre ad uno stato di iponatremia (<130mmoli per litro). Sfortunatamente i sintomi di questo stato sono del tutto simili a quello di uno stato di disidratazione.

Noakes & co hanno nel recente passato (2007) svolto ricerche in questo campo e il loro suggerimento, che mi sento di condividere è 1) non eccedere forzatamente con l'idratazione, anche durante l'attività 2) affidarsi alla propria sensazione di sete durante l'attività 3) curare l'idratazione POST esercizio, non eccedere in quella PRE esercizio 4) ognuno di noi ha una risposta e termoregolazione diversa, livelli di sudorazione diversa, espelle elettroliti in quantità e quantità differenti (es atleti con aloni di "sali" sulle maglie, altri no) ed in base ad essa vanno impostate proprie strategie di integrazione di elettroliti monitorando 5) eventuali carenze di elettroliti tramite esami ematici, non per tentativi. Una volta raggiunti questi punti si potranno limitare/contrastare problemi di ipo/iper idratazione e con essi raggiungere un ottimale livello di integrazione elettroliti.
 
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Ser pecora

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Nel timore di incorrere in problematiche di disidratazione si può cadere nel pericolo opposto: un eccesso di ingestione di liquidi comporta 2 eventi principali, il primo, trascurabile, è un incremento dello stimolo di urinare anche durante l'attività, il secondo, più importante è la diluizione del sodio plasmatico che può indurre ad uno stato di iponatremia (<130mmoli per litro). Sfortunatamente i sintomi di questo stato sono del tutto simili a quello di uno stato di disidratazione.

Noakes & co hanno nel recente passato (2007) svolto ricerche in questo campo e il loro suggerimento, che mi sento di condividere è 1) non eccedere forzatamente con l'idratazione, anche durante l'attività 2) affidarsi alla propria sensazione di sete durante l'attività

Io in questo senso posso riportare la mia esperienza: soffro molto il caldo e mi è capitato almeno 4 volte di eccedere durante giri molto lunghi nel bere.
Bere non per sete, ma per soddisfare quella sensazione di "freschezza" in bocca quando fa molto caldo, che fa bere in continuazione (non so se mi spiego).
Ogni volta che ho fatto cosi' sono incorso in problemi, principalmente nausea e vomito.

Le volte in cui mi sono trattenuto nel bere solo proprio quando la sete si faceva forte non ho avuto alcun problema.
 

CHIAPPA

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Giant TCR Advanced SL ISP 2012
la causa di un crampo è circoscrivibile a 2 situazioni, ben distinte:
1) non abitudine alle intensità che nel breve o lungo termine comportano l'impossibilità di riutilizzare/smaltire l'acido lattico prodotto e quindi una riduzione/interruzione forzata della prestazione (una sintomatologia acuta)
2) una perdita di elettroliti, non necessariamente subentra uno stato di dolore acuto ma può insorgere gradualmente e/o cronicizzarsi, specie in situazioni di elevata temperatura esterna e/o umidità.
Dalla descrizione fornita propenderei per il secondo scenario, in tal senso va approfondito l'aspetto che descrivi: "io bevo molto già di mio".
Un messaggio che passa, specie negli ultimi anni (c'è stato interessante documentario sulla BBC "the truth about sport products") e che è mediato da interessi economici è che...si debba bere spesso e frequentemente (E indistintamente) per non avere eccessive perdite di elettroliti. Questo è parzialmente vero ma va sempre commisurato alla quantità di attività svolta, all'ambiente in cui ci si esercita e alle soggettive e differenti risposte a tali condizioni, cioè termoregolazione/sudorazione.
Un problema che può verificarsi infatti è quello dell'iperidratazione, frutto dell'errore che se una piccola quantità è benefica, un di più (in questo caso di acqua/liquidi) non può che fare bene.
Nel timore di incorrere in problematiche di disidratazione si può cadere nel pericolo opposto: un eccesso di ingestione di liquidi comporta 2 eventi principali, il primo, trascurabile, è un incremento dello stimolo di urinare anche durante l'attività, il secondo, più importante è la diluizione del sodio plasmatico che può indurre ad uno stato di iponatremia (<130mmoli per litro). Sfortunatamente i sintomi di questo stato sono del tutto simili a quello di uno stato di disidratazione.

Noakes & co hanno nel recente passato (2007) svolto ricerche in questo campo e il loro suggerimento, che mi sento di condividere è 1) non eccedere forzatamente con l'idratazione, anche durante l'attività 2) affidarsi alla propria sensazione di sete durante l'attività 3) curare l'idratazione POST esercizio, non eccedere in quella PRE esercizio 4) ognuno di noi ha una risposta e termoregolazione diversa, livelli di sudorazione diversa, espelle elettroliti in quantità e quantità differenti (es atleti con aloni di "sali" sulle maglie, altri no) ed in base ad essa vanno impostate proprie strategie di integrazione di elettroliti monitorando 5) eventuali carenze di elettroliti tramite esami ematici, non per tentativi. Una volta raggiunti questi punti si potranno limitare/contrastare problemi di ipo/iper idratazione e con essi raggiungere un ottimale livello di integrazione elettroliti.

Chiaro e preciso, grazie molte Roberto, davvero esaustivo ;-)

Ma mi rimane comunque un altro interrogativo irrisolto:
per quale motivo questi crampi sono in effetti cessati andando a spingere un rapporto più duro?
Il maggiore sforzo muscolare derivato dallo spingere qualche dente in meno non avrebbe dovuto concorrere ad incrementare le 'stilettate' dei crampi?
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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Il maggiore sforzo muscolare derivato dallo spingere qualche dente in meno non avrebbe dovuto concorrere ad incrementare le 'stilettate' dei crampi?

non necessariamente e questa è una strategia, spesso inconscia, che si applica per ridurre il picco di forza necessario andando ad applicare una coppia torcente più "piatta" (<cadenza >distribuzione della forza senza picco di spinta), generata dal reclutamento di altri distretti muscolari, nella maggioranza dei casi proprio per salvaguardare quadricipite (nel particolare retto femorale - perché più "piccolo= meno "resistente"- e vasto mediale).
 

CHIAPPA

Apprendista Cronoman
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non necessariamente e questa è una strategia, spesso inconscia, che si applica per ridurre il picco di forza necessario andando ad applicare una coppia torcente più "piatta" (<cadenza >distribuzione della forza senza picco di spinta), generata dal reclutamento di altri distretti muscolari, nella maggioranza dei casi proprio per salvaguardare quadricipite (nel particolare retto femorale - perché più "piccolo= meno "resistente"- e vasto mediale).

Ah ecco ... tutto chiaro allora ;-)

Grazie mille!!!!
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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mi è stato consigliato di praticare palestra anche nel periodo
primaverile, una sola volta alla settimana per mantenere la forza ;nonzo%
ok! ma se io faccio forza con SFR, ecc. ecc. che bisogno c'è
della palestra, magari con fuori il sole :wacko:
in inverno posso capire in abbinamento coi rulli ci sta
alla grande ma in primavera? mah!!!

probabilmente il programma che ti è stato indicato dovrebbe giustificare tale scelta, anche se questa combinazione è la norma per determinate, ma circoscritte, specialità (es tutte le specialità di velocità pista) dove la forza massimale e l'esplosività sono caratteristiche da mantenere ed incrementare durante la stagione e grandi sovraccarichi (opzionalmente in abbinamento ad altre tipologie di esercizio non specifico cioè non in bicicletta) possono introdurre un effetto allenante su forza massimale ed esplosiva.
SFR o esercizi più indicati per esercitare richiami su forza (o per maggior precisione) tensione muscolare sono differenti ed hanno finalità differenti rispetto ad un "classico" lavoro in palestra con pesi e/o macchine per arti inferiori.
Discorso diverso per quanto riguarda esercizi di core/stabilizzazione distretti e gruppi muscolari anche non interessati direttamente nel gesto specifico (es addominali, lombari): in questo caso i richiami stagionali, se è evidente una difficoltà/deficienza in tal senso -ed è un caso non infrequente- devono essere mantenuti per non avere elementi/anelli deboli sia a livello posturale che nella possibilità di mantenere un efficace punto di stabilità rispetto ai due arti in continua e ciclica spinta
(es l'inutilità di insistere su un sovraccarico su arti inferiori quando poi a livello di controllo e stabilità del bacino/busto si hanno difficoltà date da retrazioni e/o muscoli non sufficientemente allenati/tonificati).
 

Beppeturbo

Maglia Gialla
22 Agosto 2007
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Trek Emonda SLR 8
la causa di un crampo è circoscrivibile a 2 situazioni, ben distinte:
1) non abitudine alle intensità che nel breve o lungo termine comportano l'impossibilità di riutilizzare/smaltire l'acido lattico prodotto e quindi una riduzione/interruzione forzata della prestazione (una sintomatologia acuta)
2) una perdita di elettroliti, non necessariamente subentra uno stato di dolore acuto ma può insorgere gradualmente e/o cronicizzarsi, specie in situazioni di elevata temperatura esterna e/o umidità.
Dalla descrizione fornita propenderei per il secondo scenario, in tal senso va approfondito l'aspetto che descrivi: "io bevo molto già di mio".
Un messaggio che passa, specie negli ultimi anni (c'è stato interessante documentario sulla BBC "the truth about sport products") e che è mediato da interessi economici è che...si debba bere spesso e frequentemente (E indistintamente) per non avere eccessive perdite di elettroliti. Questo è parzialmente vero ma va sempre commisurato alla quantità di attività svolta, all'ambiente in cui ci si esercita e alle soggettive e differenti risposte a tali condizioni, cioè termoregolazione/sudorazione.
Un problema che può verificarsi infatti è quello dell'iperidratazione, frutto dell'errore che se una piccola quantità è benefica, un di più (in questo caso di acqua/liquidi) non può che fare bene.
Nel timore di incorrere in problematiche di disidratazione si può cadere nel pericolo opposto: un eccesso di ingestione di liquidi comporta 2 eventi principali, il primo, trascurabile, è un incremento dello stimolo di urinare anche durante l'attività, il secondo, più importante è la diluizione del sodio plasmatico che può indurre ad uno stato di iponatremia (<130mmoli per litro). Sfortunatamente i sintomi di questo stato sono del tutto simili a quello di uno stato di disidratazione.

Noakes & co hanno nel recente passato (2007) svolto ricerche in questo campo e il loro suggerimento, che mi sento di condividere è 1) non eccedere forzatamente con l'idratazione, anche durante l'attività 2) affidarsi alla propria sensazione di sete durante l'attività 3) curare l'idratazione POST esercizio, non eccedere in quella PRE esercizio 4) ognuno di noi ha una risposta e termoregolazione diversa, livelli di sudorazione diversa, espelle elettroliti in quantità e quantità differenti (es atleti con aloni di "sali" sulle maglie, altri no) ed in base ad essa vanno impostate proprie strategie di integrazione di elettroliti monitorando 5) eventuali carenze di elettroliti tramite esami ematici, non per tentativi. Una volta raggiunti questi punti si potranno limitare/contrastare problemi di ipo/iper idratazione e con essi raggiungere un ottimale livello di integrazione elettroliti.

Grazie Roberto per l'analisi articolata ed esaustiva o-o
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Ciao,

Facendo un test del genere, 2x20' su strada appunto, magari su una salita molto pedalabile spingendo al massimo delle proprie possibilità la frequenza cardiaca media che si ottiene nei due test dovrebbe essere più o meno la frequenza di soglia no??

...Grazie... ;-)

non necessariamente la media aritmetica a meno che le 2 curve siano graficamente e quindi effettivamente quindi molto simili (= c'è stata estrema ripetibilità). Questo capita assai raramente poiché interviene una fase di recupero e questo aspetto (velocità fc recupero, latenza nella tendenza di ricrescita) rendono necessaria analisi per poter identificare un valore che poi rientra in un intervallo di lavoro (nella norma di una variazione circadiana fino a 4-5 bmp).
Delta tra i 2 valori medi, tra i valori massimi e sulla pendenza di crescita sui 2 tratti possono dare quindi delle (piccole) ma significative variazioni e indicazioni sul valore ottenuto rispetto alla pura media (fc.I 20'+ fc.II 20')/2
 

stalker

Apprendista Passista
19 Agosto 2008
834
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Brescia e dintorni....
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probabilmente il programma che ti è stato indicato dovrebbe giustificare tale scelta, anche se questa combinazione è la norma per determinate, ma circoscritte, specialità (es tutte le specialità di velocità pista) dove la forza massimale e l'esplosività sono caratteristiche da mantenere ed incrementare durante la stagione e grandi sovraccarichi (opzionalmente in abbinamento ad altre tipologie di esercizio non specifico cioè non in bicicletta) possono introdurre un effetto allenante su forza massimale ed esplosiva.
SFR o esercizi più indicati per esercitare richiami su forza (o per maggior precisione) tensione muscolare sono differenti ed hanno finalità differenti rispetto ad un "classico" lavoro in palestra con pesi e/o macchine per arti inferiori.
Discorso diverso per quanto riguarda esercizi di core/stabilizzazione distretti e gruppi muscolari anche non interessati direttamente nel gesto specifico (es addominali, lombari): in questo caso i richiami stagionali, se è evidente una difficoltà/deficienza in tal senso -ed è un caso non infrequente- devono essere mantenuti per non avere elementi/anelli deboli sia a livello posturale che nella possibilità di mantenere un efficace punto di stabilità rispetto ai due arti in continua e ciclica spinta
(es l'inutilità di insistere su un sovraccarico su arti inferiori quando poi a livello di controllo e stabilità del bacino/busto si hanno difficoltà date da retrazioni e/o muscoli non sufficientemente allenati/tonificati).

grazie! o-o
 

ValeXX

Passista
15 Luglio 2009
3.706
2.624
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non necessariamente la media aritmetica a meno che le 2 curve siano graficamente e quindi effettivamente quindi molto simili (= c'è stata estrema ripetibilità). Questo capita assai raramente poiché interviene una fase di recupero e questo aspetto (velocità fc recupero, latenza nella tendenza di ricrescita) rendono necessaria analisi per poter identificare un valore che poi rientra in un intervallo di lavoro (nella norma di una variazione circadiana fino a 4-5 bmp).
Delta tra i 2 valori medi, tra i valori massimi e sulla pendenza di crescita sui 2 tratti possono dare quindi delle (piccole) ma significative variazioni e indicazioni sul valore ottenuto rispetto alla pura media (fc.I 20'+ fc.II 20')/2

Grazie... ;-)

Si può fare anche un test singolo per ipotizzare la soglia o meglio appunto il 2x 20' ??
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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in sede svolgo test MAP (massima potenza aerobica)
"sul campo" indirizzo per tipologie di test per identificazione diretta FTP (e/o relativo riferimento fc) con modalità 2x20'. Con acquisizione dati da misuratore di potenza individuare le zone di intensità e gli obiettivi di carico non necessariamente richiede test.
 

andregio

Novellino
1 Dicembre 2011
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cogoleto
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scott
salve
io da circa 2 anni vado in bdc...l anno scorso in inverno in media uscivo 3 volte a settimana, facevo dei gran km, in settimana 3h ,la domenica anche 5 o 6.a ritmi subito bassi poi sempre piu intensi..avevo/ho resistenza .le lunghe distanze non mi fann paura.il mio problema e' stato che nelle prime gf di marzo aprile in salita ero fermo come un chiodo!!mentre in pianura mi difendevo...sino a maggio /giugno poi le gambe hanno cominciato a girare meglio anche in salita tanto da arrivare intorno al 50/60' assoluto ...ora volevo chiedere siccome vicino casa ho una salita di circa 2km al 10...12% con punte anche al 17..come potrei "utilizzarla"??pensavo.. magari una volta a settimana invece di farmi 3h di pianura di salirla 7 o 8 volte ...potrebbe aiutarmi per essere piu' brillante in salita???
 

aledeluc

Pignone
13 Agosto 2012
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Oltre xr2, Cx1, Scale40
salve Massa, approfitto anche io della sua grande professionalità. Sono un amatore di 30 anni, in bici da quattro, con una attività intensa 12 - 14 ore settimanali nel periodo compreso tre marzo e ottobre. Nell'ultimo anno mi sono concentrato su mediofondo (max 3h e gare in circuito solo se non piatti) circa 35 gare all'anno. Volevo chiedere un suo parere sul metodo Tabata, mi consiglia di inserirlo una volta a settimana nel periodo di preparazione pre-agonistica (gennaio - febbraio) e in che modalità. Ho paura che una simile intensità anche se in brevissimo tempo possa compromettere la preparazione.
Premetto che durante il periodo agonistico inserisco spesso delle progressioni 30" x 30"mi danno una grande brillantezza nelle gare spesso intense che faccio. La ringrazio anticipatamente per gli utili consigli che dispensi (gratuitamente).
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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salve
io da circa 2 anni vado in bdc...l anno scorso in inverno in media uscivo 3 volte a settimana, facevo dei gran km, in settimana 3h ,la domenica anche 5 o 6.a ritmi subito bassi poi sempre piu intensi..avevo/ho resistenza .le lunghe distanze non mi fann paura.il mio problema e' stato che nelle prime gf di marzo aprile in salita ero fermo come un chiodo!!mentre in pianura mi difendevo...sino a maggio /giugno poi le gambe hanno cominciato a girare meglio anche in salita tanto da arrivare intorno al 50/60' assoluto ...ora volevo chiedere siccome vicino casa ho una salita di circa 2km al 10...12% con punte anche al 17..come potrei "utilizzarla"??pensavo.. magari una volta a settimana invece di farmi 3h di pianura di salirla 7 o 8 volte ...potrebbe aiutarmi per essere piu' brillante in salita???

1x settimana per lavorare su un punto debole/critico non è sufficiente. Se a livello logistico questa è l'unica opportunità per fare salita....usala considerando sua durata in relazione a 1) lavori che puoi svolgere come ripetute 2) intensità utili al fine di incrementare i ritmi sostenibili in gara. 7/8 rip? dipende sempre da finalità di lavoro a cui si vuol puntare, periodo della stagione e miglioramenti raggiunti
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Sono un amatore di 30 anni, in bici da quattro, con una attività intensa 12 - 14 ore settimanali nel periodo compreso tre marzo e ottobre. Nell'ultimo anno mi sono concentrato su mediofondo (max 3h e gare in circuito solo se non piatti) circa 35 gare all'anno. Volevo chiedere un suo parere sul metodo Tabata, mi consiglia di inserirlo una volta a settimana nel periodo di preparazione pre-agonistica (gennaio - febbraio) e in che modalità. Ho paura che una simile intensità anche se in brevissimo tempo possa compromettere la preparazione.
Premetto che durante il periodo agonistico inserisco spesso delle progressioni 30" x 30"mi danno una grande brillantezza nelle gare spesso intense che faccio.

personalmente consiglio la variante 30-30 (Serievel e sue indicazioni), non solo nel periodo pre agonistico ma prevalentemente in quello e nelle fasi di rifinitura poiché 1)è un carico intenso ma che va a toccare più capacità 2) è più gestibile e meno estenuante di un vero ed effettivo Tabata 20-10 che incide più favorevolmente su capacità puramente massimali.

A proposito di intensità: nessuna intensità deve spaventare SE viene inserita in un contesto di carico e progressione dello stesso che includa adeguato RECUPERO tra i lavori e quindi possibilità di miglioramento.
Il problema della stragrande maggioranza degli amatori non è la possibilità/adeguatezza del carico allenante ma l'insufficiente valore dato al RECUPERO.
L'incremento di intensità e gestione del volume è stata discussa in precedenza (funzione cerca in questa discussione, inserendo "tapering")
 

rasmussen

Novellino
18 Ottobre 2012
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cremona
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kuota kharma 2010, 1983 Colnago Mexico originale
ciao Roberto,
ti scrivo esponendo una problematica credo diffusa e dalla difficile soluzione:
la famigerata MANCANZA DI TEMPO per allenarsi..
dopo molti " l'importante non è allenarsi tanto ma bene" (affermazione un pò fumosa)..
vorrei sapere se ci sono sistemi che può adottare durante la settimana chi può fare una pedalata lunga solo sabato e domenica, mentre gli altri giorni ha solo miseri ritagli di tempo ( la sera tornato a casa) , sfruttando che so, la "ginnastica" a casa o i rulli..

io sono all'inizio, l'obiettivo per ora è un miglioramento generico e graduale per avvicinarmi in futuro (quando riuscirò ad organizzare diversamente la settimana e allenarmi come si deve) alle gare in salita, il terreno a me congeniale..
ovvio che i miracoli non si fanno, ma magari ci sono sistemi migliori di altri..

mi scuso davvero so che la domanda, rivolta a un preparatore della tua serietà, può far sorridere, ma non trovo altre soluzioni!
grazie mille, Max
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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sto finendo un (veloce) articolo su come impostare (è solo un esempio, tra l'altro pure molto radicale) un carico settimanale avendo...2h (due) ore/settimana a disposizione.
A dopo con il link all'articolo

Nello specifico della tua domanda: < tempo = è necessario concentrarsi maggiormente sul lavoro specifico, quindi ANCHE sacrificando tutto il resto (ginnastica, corsa, attività crosstraining) per la maggior parte della stagione onde evitare la perdita di ogni adattamento specifico. Quindi in molti casi il lavoro va svolto indoor (come da esempio articolo).

Se si ha poco tempo, l'unico vero percorso per il miglioramento è la specificità del carico, cioè se voglio migliorare in un ristretto e specifico ambito non posso tergiversare con carichi che non mi permettano un mirato e preciso obiettivo (nel tuo caso, salita), indicativamente ALMENO il 50% del carico settimanale dovrà essere finalizzato ad uno specifico obiettivo, ovviamente per vie e mezzi diversificati.

Link articolo
per essere sempre aggiornati su articoli e novità quotidiane (ricerche, altri articoli) sull'allenamento seguite la mia pagina FB: http://www.facebook.com/massarob.info
 
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