il concetto di potenza così utilizzato è (palesemente) incorretto
Potenza= forza x velocità IN OGNI SPORT e movimento la componente di velocità dell'azione è fondamentale quindi in questa semplice equazione.
Gli esercizi in palestra non aumentano la potenza, non rappresentano alcun potenziamento sono finalizzati (in modo più o meno aspecifico) ad un incremento di forza e quindi ad una sola componente, spesso avulsa poi da un contesto di intensità aerobica.
Nel caso specifico che riporti la forza, in tutte le sue componenti (rapida, massimale e resistenza alla forza che, si badi bene, non è da sovrapporre al concetto di forza resistente che è un principio non canonizzato) NON è un fattore limitante la prestazione se questa ha una durata indicativamente superiore ai 90'', ossia nello specifico del ciclismo in azioni che si svolgono in ambito anaerobico con massima richiesta di potenza neuromuscolare.
I ~90'' (e per soggetti con spiccate capacità di lavoro anaerobico anche oltre fino ad una tempistica doppia) rappresentano lo spartiacque tra un carico che può essere completamente anaerobico e l'ingresso in ambito aerobico massimale (dai 3' agli 8' in questo caso a seconda delle capacità aerobiche del soggetto).
Nell'esempio che riporti il soggetto sta eseguendo un carico che rientra in un massimale aerobico quindi 1) la limitazione di potenza non è vincolata alla capacità di esprimere forza ma nella capacità di ripetere consecutivamente e ripetitivamente una forza nel tempo senza flessioni nella prestazione e quindi 2) il fattore limitante, viste le forze in gioco, è la capacità di fornire o2 ai muscoli e quindi Vo2max.
Molti confondono poi la richiesta di forza nella pedalata con la richiesta/necessità di tensione muscolare, riprendendo il tuo esempio: per mantenere 300W per 5' ad una cadenza "ragionevole" (70 rpm, ipotizzando una salita) sono necessari 480N (49Kg) di picco per un intervallo di applicazione compreso tra 0.2 e 0.3'' per singola spinta sx dx. Valori di forza quindi esigui anche in proporzione al peso corporeo del soggetto ma come espresso precedentemente cioè che differenzia una prestazione di
elite da una di livello inferiore è la capacità di mantenere tale potenza più a lungo nel tempo e/o con una minor % di utilizzo rispetto a Vo2max con tale ripetibilità e ritmo senza quindi flessione.
Per fare un esempio pratico e "irriverente", non è che Wiggins o Cancellara (così accontento 2 somatotipi differenti...) sono campioni del mondo alla pressa, anzi non si discostano/ebbero dal sollevare a parità di rip tanto quanto un soggetto "normale" e meno di un pistard (specialità di velocità).... La differenza è nel combinare forza x velocità/ripetibilità dell'azione nel tempo, cioè compiere un lavoro quantitativamente superiore o a parità di lavoro...compierlo con minor utilizzo di o2.
Togliamo quindi dal lessico che palestra è potenziamento....essa, generalmente, può essere utile a migliorare una componente richiesta (anche se poi il rapporto normalizzato Vo2max/massa magra va a deteriorarsi, così come la concentrazione mitocondriale se ci si concentra troppo e/o inutilmente sulla sola componente forza tralasciando il miglioramento aerobico...ma questo è un discorso tangente....) ma tale componente non è il fattore limitante la prestazione di ambito aerobico.
FC in questo ed in altri casi è un parametro indiretto di carico/risposta ad esso, inoltre un miglioramento di fc/W ad un determinato riferimento potenza include automaticamente che il soggetto è migliorato nella sua economia e possibilità di esprimere potenze superiori
PS questa "dissertazione" non è "secondo me" ma è semplice e lineare fisiologia.