Ti ringrazioha senso, ciò che non ha senso è l'opposto, ossia riprendere con intensità dopo uno stop prolungato
Per la ripresa ho già pianificato uscite incrementali nella durata e intensità.
Ti ringrazioha senso, ciò che non ha senso è l'opposto, ossia riprendere con intensità dopo uno stop prolungato
dipende se l'obiettivo è di gara su quelle distanze di salite (bisogna vedere se singole o ripetute e come), inevitabilmente una componente più o meno marcata di lavoro anaerobico è sempre presente; diversamente se il profilo potenza dimostra delle lacune su Z5 è prioritario, indipendentemente da obiettivi agonistici o no, accentuare l'attenzione su questi lavori massimali aerobici.

Effettivamente quello che ho rilevato è il "traslare" verso il basso della forbice: non a caso, oltre all'inerzia della FC nel salire sotto carico di lavoro, faccio fatica a raggiungere pulsazioni oltresoglia. Quando avviene è perchè il carico sostenuto dura a lungo.il miglioramento a livello cardiocircolatori avviene, in relazione a fc basale, quando questo valore si abbassa e in una prima fase si dilata la possibilità di lavoro rispetto ad fc massimali, in un secondo momento questo processo di adattamento vede il mantenimento di questa forbice ma "traslato" sia per valore min che max, verso il basso.
In genere il momento ideale per la misurazione è a letto appena aperti gli occhi (non erve fascia o altro semplice misurazione a carotide o polso) così da evitare ogni elemento che può deviare la misurazione da un procedimento sempre ripetibile.
ciò che descrivi mi è perfettamente noto e per nulla anomalo tanto che la strategia post gara che suggerisco (e quanto non viene seguita poi mi arrabbio...) prevede nelle 24h un'uscita di riposo attivo e nelle 48h riposo passivo.
Ciò che avviene dopo una gara e che tu hai descritto non è altro che una risposta ormonale ed endogena (endorfine, noradrenalina) che nell'arco delle 24h ci fa percepire un minor senso di affaticamento ma che, finito tale effetto, ci fa arrivare in un forte senso di spossatezza ed affaticamento, da qui la FONDAMENTALE importanza di un corretto scarico post gara per non avere ricadute nella prestazione nei gg successivi.
Il riposo assoluto nell'immediato gg post gara è poco utile e anzi non serve a velocizzare il processo di recupero (possibile grazie alla risposta ormonale ancora in atto).




concordo bene o male su tutto aggiungo che
- a livello puramente biomeccanico gli Speedplay lasciano un ampio margine di lavoro e possibilità di soddisfare le esigenze di postura di molti, considerando anche l'opzione di usare perni di differente lunghezza; il punto debole è l'usura tacchetta e conseguente gioco laterale; ottimo pedale ma se trattato con cura e/o si ha ampia disponibilità nel cambiare le (non economiche) tacchette
- i Look permettono una libertà di regolazione, specie in senso laterale, inferiore rispetto ad altri concorrenti, compensano però con 3 tipologie di tacchette; quest'ultima è il grosso punto debole del sistema perché la più alta tra le opzioni su mercato e non eccellono per durata pur essendo economiche e di facilissima reinstallazione; i cuscinetti sono meno solidi di quelli Shimano
- Shimano è un pedale quasi indistruttibile ma nelle versioni "top" la superficie d'appoggio reale non è così ampia come potrebbe apparire dall'esterno, tutto un pò sovradimensionato rispetto al reale risultato, corpo pedale (nelle versioni metalliche) e cuscinetti praticamente indistruttibili
- i Time sono un buon compromesso, riduzione distanza piede-perno pedale quasi come gli Speedplay ma con una tacchetta su cui poter camminare e con un buon peso, struttura e peso simile ai Look; la libertà laterale (così come Shimano con tachetta gialla) può risultare fastidiosa.
Gli Exustar hanno corpi pedale Look-compatibile con perno e cuscinetti forse un pò più ridefiniti e duraturi, in proporzione al prezzo sono i più leggeri e/o in linea con gli entry level xpresso.