Colnago: "molti non capiscono il valore reale di una bici"

Shinkansen

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Colnago 50 Anniversary
Prima devi creare il gruppo però...ovvero dare un'identità al tuo brand. Cosa facile da fare, a parole.
Per sfruttare il senso di appartenenza devi avere un brand riconoscibile e affermato. O perlomeno alla moda. Un prodotto che sia facilmente riconoscibile dai consumatori.
Se mi metto io a produrre telai e sono nuovo non punto certo sul senso di appartenenza. O meglio, posso puntarci se lo rendo una cosa esclusiva ed unica e spingo le persone a spendere il 30/40% rispetto ad un telaio di alta gamma.
Il senso di appartenenza sfrutta il desiderio del consumatore ad acquistare quel prodotto. Alla base di tutto però ci deve essere sostanza, altrimenti si sgonfia.
Apple, per esempio, è un marchio che sfrutta molto il senso di appartenenza. I suoi prodotti sono molto più cari della concorrenza, ma i suoi clienti se ne fregano di spendere di più. Sono consapevoli di acquistare prodotti di qualità e altrettanto consapevoli di far parte di una comunità (di eletti).
 
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lupin IV

Velocista
21 Settembre 2008
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Rose X-Lite, Canyon Ultimate CF10
Secondo me si lamenta solo di telai che costano (quasi) come i suoi, ma che hanno costi di produzione (e relativa qualità) inferiori. E dicendo "più economici" non ha scelto le parole giuste. Non si riferiva certo ad aziende che producono telai che non sono nemmeno in concorrenza con i suoi prodotti...
Purtroppo la gente non la cambierà certo lui con queste dichiarazioni. Se c'è gente che compra un soprabito o una borsa di plastica a 6/700 euro anzichè uno sartoriale allo stesso prezzo non c'è verso di fargli cambiare idea. Poi il fatto di essere o no "in concorrenza" anche questo non lo stabilisce nessuno, ogni cosa che ti fa perdere fatturatto è in qualche modo tua concorrente anche se tra le due cose c'è un abisso in termini di qualità e non di prezzo.
 
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Shinkansen

Moderatore Xeneize
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20 Giugno 2006
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Colnago 50 Anniversary
...eh si, fosse facile o ci fosse la formula per farlo...
Non è mica una scienza esatta.
A volte due prodotti perfettamente identici vengono percepiti dai consumatori in modo differente. Hai voglia a dire che X è uguale a Y se i consumatori li percepiscono come diversi.

In ogni caso, si parte da una ricerca di mercato e da quella si procede. Uno dei sistemi per rendere esclusivo un prodotto è l'utilizzo dei testimonial. Ci sono diverse tecniche per affermare il proprio marchio sul mercato.

Non è detto che vadano a buon fine. C'era uno studio molto interessante di Procter & Gamble sugli spazzolini elettrici, credo. Non ricordo i dettagli, sono passati molti anni, ma quelli della Oral-B avevano messo a punto una campagna, risultata poi vincente.
Avevano cercato di replicarla sugli altri prodotti della galassia P&G, ma erano rimbalzati, non aveva più funzionato.

Un altro esempio era quello di Hertz e Avis. Credo che Hertz fosse la numero due e per anni aveva cercato di convincere che erano i numeri uno.
I loro affari migliorarono quando affermarono di essere i numeri due. Quella campagna stabiliva che stavano dietro Avis e il pubblico li ricompensava.

Vai a vedere come ragionano i consumatori. Poi, tiri fuori una bici in bambù e fai il botto di vendite (in ogni senso, con tutti i ciclisti spiaccicati ad ogni curva :-)xxxx ).
 

Ser pecora

Diretur
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dove capita
Purtroppo la gente non la cambierà certo lui con queste dichiarazioni. Se c'è gente che compra un soprabito o una borsa di plastica a 6/700 euro anzichè uno sartoriale allo stesso prezzo non c'è verso di fargli cambiare idea. Poi il fatto di essere o no "in concorrenza" anche questo non lo stabilisce nessuno, ogni cosa che ti fa perdere fatturatto è in qualche modo tua concorrente anche se tra le due cose c'è un abisso in termini di qualità e non di prezzo.
Si, ma io mi riferivo a chi pensa che Colnago si riferisse a Decathlon...magari gli farà pure perdere fatturato, ma non è certo un suo competitor...
 
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golias

Scalatore
28 Marzo 2018
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mia
E colnago in questo è sempre stato maestro (marketing, sponsorizzazioni, cura dell'estetica/dettaglio)
Le ha fatte anche pagare però, come prò bisogna almeno considerare che c'è della consistenza.. non solo marketing fine a sè stesso o quanto meno ai soli fini reddituali.
Certo che un uscita del genere da parte del Cavaliere fa un pò specie in tempi attuali.
Produrre qualcosa di qualitativo e restare in un range di prezzo concorrenziali non è cosa da tutti.. neppure per Colnago che fa ottime bici.
 

lupin IV

Velocista
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Si, ma io mi riferivo a chi pensa che Colnago si riferisse a Decathlon...magari gli farà pure perdere fatturato, ma non è certo un suo competitor...
Le ipotesi nei ragionamenti ho sempre evitato di farle, parlo delle cose che leggo e sono certe.
Colnago non ha nominato (a mio avviso giustamente) nessuno ma così facendo ha coinvolto tutti nel ragionamento.

PS: poi bisogna vedere qual'è la fascia di bici su cui Colnago fa effettivamente il suo fatturato e in quel caso si può dire se Decathlon è o meno un suo competitor
 

Bertoglio

Pignone
17 Novembre 2016
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colnago E1
Ovviamente, Colnago tira l'acqua al suo mulino ed elogia i suoi telai. E fa bene a magnificare i suoi prodotti, dato che Colnago è uno dei marchi di riferimento.
Lui pone l'accento su quella clientela a cui interessa solo il prezzo e si fa ammaliare da caratteristiche che in sede costruttiva non sono importanti. Molto spesso si tratta di telai dietro ai quali non c'è una filosofia costruttiva, ma vengono acquistati da terzisti, con tutti i pro e i contro del caso.
Colnago dice: «I miei telai sono costruiti a regola d'arte. Costano tanto proprio perché ci mettiamo moltissima attenzione.»
All'utente medio, tutto questo interessa poco. Magari si fa abbagliare da una colorazione moderna, dal giudizio dell'amico sulla reattività e magari presta pochissima attenzione alla fragilità del telaio (che non vuol dire che si spezza in discesa, ma che a determinate sollecitazioni potrebbe rompersi, mentre i telai Colnago no) o a quello che c'è dietro al prodotto finito.
Una bici è come una macchina. Le differenze sono fra un'utilitaria e una di alta gamma. Entrambe ti portano a destinazione, ma con la prima ci arrivi un po' più scomodo, più stanco, non hai le stesse prestazioni, non hai quel comfort che hai quando sali sulla seconda.
....concordo in toto...ma COLNAGO lavora ancora con la logica dei vecchi artigiani...e con materiali di assoluta qualità (...ho una vecchia E1 fantastica...) la bici è come la fidanzata ... la scegli e la monti perchè è lei quella che ti fa impazzire...!!!!! o-o
 

Ipercool

Moderator
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13 Agosto 2012
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Atina (Fr)
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Trek (alcune)
Uhm, per commentare le dichiarazioni del proprietario di questo marchio direi che, in generale, non ho mai apprezzato chi dice "comprate il mio perché è migliore dell'altro", ho sempre preferito chi dice "comprate il mio perché è molto buono".
Salvo poi verificare, ove possibile.

Ampliando però il tema proposto più in generale direi che:
Per ciò che riguarda nello specifico le biciclette invece non credo più a niente, da molti anni, i comunicati stampa e le "prove" non le guardo nemmeno, neanche quelli delle marca che acquisto abitualmente.
Tanto gli uni e le altre sono tutte molto simili, quasi uguali.
Figuriamoci quindi se posso dare credito ad uno slogan diffuso direttamente dal proprietario.
Chi apprezza Colnago è in genere molto legato al marchio, basta leggere un poco le pagine del thread dedicato a questa casa, i commenti sono costantemente acritici, anche chi ha avuto qualche noia lo dice (se lo dice) sommessamente, cosa che accade molto meno in quelli di altri marchi, dove qualcuno che smadonna lo si trova sempre.

Pur apprezzando la realtà aziendale in quanto Italiana, il marchio Colnago non mi attrae per nulla, non c'è un motivo tecnico (non c'è mai per me nello scegliere una biciletta), non c'è un motivo economico, l'ultima biciletta che ho comprato costerebbe ben più di quanto costi la Colnago più cara.
La motivazione principale è che mi pare che queste bicilette, come moltissime altre anche di altri marchi, abbiano l'irrimediabile difetto di essere sempre troppo simili ad una bicicletta.
Quindi accade questo:
A me piacciono le biciclette dalla linea "innovativa", non tutte ovviamente, alcune si altre no, alcune più, altre meno, mentre le classiche non piacciono e basta.
Come potrebbe correttamente dire qualcuno, le bicilette dalle linee "innovative" tra pochi anni ti avranno stufato, si, esatto, infatti tra qualche anno avrò (se potrò) una biciletta che sarà, a sua volta "innovativa" rispetto a quella che ho adesso.
Altri mi diranno che invece il classico non stanca mai, invece a me purtroppo il classico ha stancato già quando era attuale, una biciletta di 40 anni fa mi aveva stufato abbondantemente già ben prima di 35 anni fa.
Se la guardo oggi mi sembra esprimere la dinamicità di carro agricolo.
Una di 50 anni fa mi sembra anche peggio, quindi non vi è speranza che la tendenza si inverta.

In conclusione il tanto vituperato marketing, quello classico o quello "estemporaneo" di Colnago, fanno ciò che possono, ma credo (spero?) che, comunque, una buona fetta di acquirenti compri quello che più gli piace e che sia compatibile con il proprio budget, e che in buona misura lo faccia a prescindere dal contenuto dei comunicati stampa.

Poi ci sono anche quelli che comprano una biciletta che non gli piace perché "va meglio", ma questo è un altro discorso che, magari, facciamo un'altra volta. :mrgreen:
 
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Raven

Pignone
3 Novembre 2018
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milano
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Cannondale
In ogni caso, si parte da una ricerca di mercato e da quella si procede. Uno dei sistemi per rendere esclusivo un prodotto è l'utilizzo dei testimonial. Ci sono diverse tecniche per affermare il proprio marchio sul mercato.

Non è detto che vadano a buon fine. C'era uno studio molto interessante di Procter & Gamble sugli spazzolini elettrici, credo. Non ricordo i dettagli, sono passati molti anni, ma quelli della Oral-B avevano messo a punto una campagna, risultata poi vincente.
Avevano cercato di replicarla sugli altri prodotti della galassia P&G, ma erano rimbalzati, non aveva più funzionato.

Un altro esempio era quello di Hertz e Avis. Credo che Hertz fosse la numero due e per anni aveva cercato di convincere che erano i numeri uno.
I loro affari migliorarono quando affermarono di essere i numeri due. Quella campagna stabiliva che stavano dietro Avis e il pubblico li ricompensava.

Questo approccio funzionava a fine anni 80 inizio 90, infatti gli esempi che porti sono tipici dei libri di testo di marketing universitario dei primi anni 2000.
Ormai siamo a km di distanza, si deve lavorare sul senso di appartenenza e di missione, se preferisci di purpose e di mission, valori un po piu profondi e complessi. Non facili da creare in laboratorio e rivendere al pubblico con semplici testimonial. La difficoltà di molti brand è questa. fare questo passaggio che significa anche non avere piu una comunicazione ad una via ma coltivare la fantomatica crescita organica e la community da qui il focus su customer experience e tutte le fuffe (alcune piu di altre) ora in voga. Pensa nel settore automotive, ora la velocità non va piu di moda ma meglio sicurezza ed ecologia, alcuni brand sono avvantaggiati ed altri naturalmente svantaggiati, un'inversione a u rispetto al passato!
Purtroppo o per fortuna il mercato va anticipato e cavalcato se si aspettano le ricerche di mercato per muoversi si muore al giorno d'oggi. Famosa la "mitologica citazione" di Ford, se avessi chiesto ai clienti che cosa volevano mi avrebbero chiesto cavalli piu veloci..
 
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cbr70

Apprendista Velocista
6 Giugno 2018
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genova
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Specy
comunque io penso che il telaio sia la parte più importante della bici . forse psicologicamente ma avvertivo la totale mancanza di fiducia e di feeling che avevo con un telaio cinese leggero , che andava per la maggiore qui sul forum qualche tempo fa. soprattutto quando mi gettavo in discesa.
preferisco da allora orientarmi su prodotti più costosi ma che abbiamo un po di storia, ricerca, esperienza , collaudi e certificazioni serie.
 

Mauro1988

Apprendista Cronoman
31 Gennaio 2011
3.147
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Bici
MCipollini RB1000
scusami Mauro ma ho solo sottolineato una pratica commerciale ovvia e scontata, è come chiedere all'oste se il vino è buono...
Se trovi che abbia insulato qualche divinità, mi dispiace.
Se invece vuoi informati ti lascio questo link interessante:

Inoltre va anche detto che le Colnago non so certo famose per leggerezza e quel materiale in più testimonia la robustezza del prodotto.
eh? Mi riferivo alla conclusione tirare acqua al mulino sparando a zero sugli altri, non a te.
 

golias

Scalatore
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Questo approccio funzionava a fine anni 80 inizio 90, infatti gli esempi che porti sono tipici dei libri di testo di marketing universitario dei primi anni 2000.
Ormai siamo a km di distanza, si deve lavorare sul senso di appartenenza e di missione, se preferisci di purpose e di mission, valori un po piu profondi e complessi. Non facili da creare in laboratorio e rivendere al pubblico con semplici testimonial. La difficoltà di molti brand è questa. fare questo passaggio che significa anche non avere piu una comunicazione ad una via ma coltivare la fantomatica crescita organica e la community da qui il focus su customer experience e tutte le fuffe (alcune piu di altre) ora in voga. Pensa nel settore automotive, ora la velocità non va piu di moda ma meglio sicurezza ed ecologia, alcuni brand sono avvantaggiati ed altri naturalmente svantaggiati, un'inversione a u rispetto al passato!
Purtroppo o per fortuna il mercato va anticipato e cavalcato se si aspettano le ricerche di mercato per muoversi si muore al giorno d'oggi. Famosa la "mitologica citazione" di Ford, se avessi chiesto ai clienti che cosa volevano mi avrebbero chiesto cavalli piu veloci..
Dipende poi da quale è il tuo target di clientela, Colnago ha decisamente puntato in alto sia come fascia di prezzo sia come corrispettivo della qualità, forse oggi dovrebbe aggiornarsi ma con i suoi trascorsi di successo non è semplicissimo.. anche perchè ciò che ha detto rappresenta un fondo di verità, le sue bici durano nel tempo.
 

Alberto Baraldi

Gregario
16 Settembre 2014
643
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Modena
Bici
Colnago CLX 3.0
Ho letto il thread e, visto che guarda caso in più punti viene citata la verniciatura come sintomo di qualità, mi è venuta voglia di andare in garage per fare due foto ai miei foderi sinistri:

20200114_175248 (FILEminimizer).jpg

20200114_175409 (FILEminimizer).jpg

Non è la foto o il riflesso, i colori sono diventati così. Inutile dire che il resto della bici è giallo fluo come i foderi destri. Tra compagni e conoscenti con cui esco regolarmente avrò in mente una cinquantina di esemplari di biciclette, alcune anche più datate, e non ho memoria di cose simili.
Ah, la qualità.
 

Paolillo

Apprendista Passista
7 Maggio 2009
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234
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Piacenza
Bici
Olmo
A mio parere forse Colnago ha peccato un po' di presunzione ma all'età di 88 anni è un lusso che si puo' ampiamente permettere. Effettivamente le sue bici durano una vita ( io ho un C50 con piu' di 120000 Km che a vederlo sembra nuovo...). Sempre a mio parere, il suo discorso non era riferito ai Brand top ( Bianchi Trek Specialized bmc Pinarello e il resto della compagnia...) ma a quei telai no brand cinesi e a quei telai sempre cinesi ma di presunti meccanici italiani. Quest'ultimi infatti hanno una fascia di prezzo che si posiziona tra i cinesi ,dichiarati, e il brand top, ma in realtà sono tali e quali ai cinesi. Cambia la colorazione e il nome , che ovviamente è quello dell meccanico presunto telaista.
A me è capitato di vedere alcuni di questi telai rimasti vittima di incidenti stradali e sono rimasto veramente scioccato. Qualcuno mi spiega com'è possibile tamponare un'auto e non rompere la ruota anteriore, ma disintegrare forcella e ovviamente denti e faccia...ho vissto carri tranciarsi di netto solo per aver preso una buca e altre cose del genere. ...
 
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Paolillo

Apprendista Passista
7 Maggio 2009
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Piacenza
Bici
Olmo
Ho letto il thread e, visto che guarda caso in più punti viene citata la verniciatura come sintomo di qualità, mi è venuta voglia di andare in garage per fare due foto ai miei foderi sinistri:

Vedi l'allegato 193854

Vedi l'allegato 193855

Non è la foto o il riflesso, i colori sono diventati così. Inutile dire che il resto della bici è giallo fluo come i foderi destri. Tra compagni e conoscenti con cui esco regolarmente avrò in mente una cinquantina di esemplari di biciclette, alcune anche più datate, e non ho memoria di cose simili.
Ah, la qualità.
Con cosa l'hai lavata ? Dalla pulizia della catena e da come l'ha appoggi sul carro non direi che ne hai molto cura ...
 
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THE MATRIX M+

Passista
15 Novembre 2012
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Konstanz
Bici
Wilier zero 7 black/red Record
L'affermazione di colnago è puro marketing, non vedo cosa ci sia di strano. Un pò come "l'iphone migliore di sempre".

Colnago fa ottime bici ma oggi sono tantissime le bici buone e tante quelle ottime. Sicuramente colnago non è la migliore (non credo ci sia una migliore degli altri) ma una delle migliori.
 
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balance

Apprendista Passista
12 Settembre 2011
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Bici
biomeccanica
Ma questa uscita di colnago non è certo "nuova". Lui ha sempre affermato ciò. Famoso, a Roma, l aneddoto di quando andò a fare visita ad un famoso suo concessionario, molti anni orsono: io miei telai pesano di più , ma non si rompono etc... Poi ,narra la leggenda, la relativa segatura di un orizzontale di un notissimo brand... A dimostrazione di quanta resina c era al posto del carbonio...