Cioè stai dicendo che quando hanno inventato le SFR, nell'équipe che ha contribuito a sviluppare il metodo, non c'era nessuno con competenze di fisica di base capace di fare quattro conti e calcolare la coppia che avrebbero prodotto a 40 RPM ? (roba che si sa calcolare da secoli).
Non lo sapevano perchè non aveva il misuratore di potenza ?
Come dire che senza un cronometro non si è capaci di dire quanto tempo impiega un'auto che viaggia a 100 km/h a percorrere 50 km.
No perchè il quel caso mi sento di rivalutare sempre più in negativo certi preparatori atletici dei professionisti...
Calcolare / prevedere la Forza (Coppia) e la Potenza che si sviluppa a 40 RPM è banale, così come è banale (e lo era anche negli anni '80, ma anche nel 1800...) raffrontarla con ciò che si sviluppa a 60 RPM o 80 RPM.
Penso e sono convinto che conoscessero i valori MEDI, presupponendo appunto che servissero e fossero utili valori elevati di forza. Il tutto mitigato dall'intensità, cito "non oltre il medio".
Parafrasando: "applico più forza perchè il più è sempre meglio..."
Il problema di fondo e più volte l'ho sottolineato è che il puro calcolo algebrico Forza/velocità non è sufficiente: l'applicazione e gli angoli* di picco di applicazione della forza non sono costanti e per questo tipo di analisi non è sufficiente nè una (semplice) formula nè un grafico che rappresenti F/V proveniente da un mis di potenza
*in funzione dell'angolo so, per esempio, che muscolatura è attivata, la fisica non è sufficiente
probabilmente quello che voleva dire è che senza misuratori di potenza i preparatori non sapevano esattamente quanti fossero i watt espressi dall'atleta, e neanche la coppia espressa. potevano calcolare di quanto aumenta la coppia variando rpm, ma non il suo valore assoluto
Il valore assoluto MEDIO quasi sicuramente era noto perchè banalmente calcolabile.
Come (nei 180+180°) si raggiunge (non solo il "quanto assoluto" FISICO) no, appunto perchè non è sufficiente il calcolo F/V ma serve un'analisi (e strumentazione: mis di forza) che permetta un elevato campionamento.
Esempio pratico: la relazione tra forza media (calcolata fisicamente come media di forza e velocità sui 180+180°) e picco di forza (misurabile SOLO con mis di forza) è spesso e per convenzione riportato come in rapporto di 1:2.
Ciò non è però vero e verificato per ogni relazione F/V : in un'azione a bassa cadenza il rapporto si riduce e/perchè gli archi di spinta cambiano rispetto a cadenze superiori. Questo non può essere desunto dalla semplice F/V
Ultima modifica:
senza tanti esperimenti il succo dell'allenamento penso sia questo.il problema x chi non ha le competenze necessarie,e' come distribuire queste fasi a medio e lungo termine




ovviamente,i rapporti no....io le sfr a 40 rpm ho iniziato a farle nei primi anni 90.i primi anni di mediofondo le facevo col 39/53,poi ho sentito l'esigenza di agilizzare un pochino e sono passato alla compact.con il rapporto minimo 34/23 facevo tutte le mediofondo(non salite come il mortirolo),in qualche frangente mi stava un po stretto,ma non mi sono mai spaccato le gambe.col passaggio alle granfondo ho dovuto aggiungere il 25,che mi dava la tranquillita' di superare agevolmente qualsiasi salita.dalla fine dello scorso anno ho abbandonato le sfr a 40 rpm e mi sono portato a 55/60,unendole a tratti a 80/90 fatte al vo2max.durante questa stagione e' successo che in parecchie gf mi sono trovato incapace di fare salite sotto le 70 rpm,le mie gambe non spingevano piu'.nelle corse con salite oltre il 15% dove l'anno scorso me la cavavo col 25,quest'anno ho dovuto mettere il 27,anche x questo motivo ho incominciato a evitare gare tipo il medio della giordana.e' risultato evidente un netto calo sulla resistenza a pedalare a lungo a basse cadenze,quindi sull'uso della forza ,comunque mulinare a 70-75 rpm su salite dure e' pur sempre molto dispendioso e non e' detto che si facciano piu' watt.quest'inverno non dico che tornero' alle origini,ma sicuramente vedro' di correggere il tiro
ognuno ha le proprie, bisogna solo testarsi come ha detto Roberto in precedenza.