Penso che la riflessione non sia tanto sulle modalità di utilizzo da parte del singolo ciclista ma, bensì, su una tecnologia che è stata oggetto di osservazione da parte di un addetto al settore (non un semplice opinionista) e che anche UCI ha messo sotto discussione.
A me verrebbe da dire che (è una mia personale opinione non scientifica) ed al netto delle "paranoie cicloamatoriali" da perfomance, che i cerchi con uncino sono più sicuri e più flessibili nell'utilizzo: ci monto quello che voglio (tubeless o camera d'aria) senza tanti patemi d'animo e/o preoccupazioni (devo forse munirmi di una tabella che in relazione alla temperatura e alla quota - rispetto al punto dipartenza - mi ridetermin la pressione di esercizio?).
Se questa tecnologia è utile o inutile non rileva a mio modo di vedere (mi verrebbe da dire che così tanti vantaggi non li ha visto che non c'è stata una totale virata dei produttori di
ruote verso di essa).
Comunque se è possibile sceglierla oppure no va bene: la decisione è nosta.
Quello che trovo discutibile sono alcune condizioni "imposte" da chi la propone (pneumatici di un certo tipo - preferibilmente quelli prodotti da loro - pressioni, etc.) non riconducibili a standard (ad esempio nel caso delle automobili/moto posso montare qualsiasi pneumatico - di qualsiasi marca - nel rispetto delle pressioni e dimensioni) e, trattandosi di sicurezza, non mi sembra banale.