Il pensiero unico non c'entra niente, era solo per evidenziare che, in un qualsiasi discorso di un qualsiasi ambito, dire all'interlocutore "non hai capito" è veramente scortese, in quanto sottende il "io te l'ho spiegato bene, sei tu che proprio non riesci a capire", ossia definisce un "capace" ed un "incapace" nel rapporti a due. Ma tant'è, ognuno si esprime come vuole, nessuno giudica nessuno, tantomeno lo posso fare io; qui in Campania abbiamo un detto "'A cunferenza è 'a mamma d''a mala criànza"" che mi sembra molto appropriato in questo caso. Chiudo qui.
Sul fatto che chi fa un ordine chieda una data di consegna concordo, penso sia abbastanza naturale farlo. In questo caso non è tanto la domanda ad essere sbagliata, ma è la risposta (pure perchè, diciamocelo francamente, molti rivenditori, specialmente quelli grossi, ostentano sicurezza che a volte è vera e propria presunzione, quasi a volerti far credere di essere i migliori del pianeta, che per loro le dinamiche commerciali mondiali non si applicano, che loro sono speciali e vengono trattati diversamente rispetto al negozio di fronte, il classico "tipo buono" all'italiana).
Se io fossi un rivenditore lo direi chiaramente, ma il problema è che il rivenditore del negozio di fronte invece non lo fa, millanta, ed io perdo il cliente. Quindi, anziché l'onesta, in Italia premiamo la furbizia, ed è questo di cui l'acquirente si lamenta. E questo comportamento denota anche una insicurezza di fondo del rivenditore: se sei sicuro, e lo sei, che il problema è di tutti, allora perchè non dici la verità? Invece ogni rivenditore teme di essere trattato peggio dal distributore, di avere la merce in ritardo, e millanta per pararsi.