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I boss del W52-FC Porto condannati al carcere

Talmente raro che succeda nel mondo del ciclismo che la notizia ha una certa rilevanza almeno storica: Adriano Quintanilha, team manager del W52-FC Porto, e Nuno Ribeiro, direttore sportivo, sono stati condannati a 4 anni di carcere per traffico di sostanze e metodi proibiti, più un anno e nove mesi per la loro somministrazione. In via cumulativa il tribunale ha stabilito un’unica pena di quattro anni e nove mesi di reclusione effettiva per entrambi.

Nuno Ribeiro

Il giudice ha sentenziato che “la gravità dei fatti non ci consente di sospendere queste condanne“. I fatti in questione sono stati provati nell’economia dell’operazione Prova Limpa, ovvero che Quintanilla abbia fornito le coperture finanziarie per l’acquisto delle sostanze dopanti ed incoraggiato il loro utilizzo, mentre Ribeiro le abbia materialmente comprate e somministrate agli atleti. Ribeiro è stato anche interdetto da cariche sportive per 25 anni.

La corte del tribunale ha ritenuto che “tutto passasse attraverso di lui (Ribeiro -ndr-) e che fosse uno degli elementi chiave del sistema doping”, evidenziando la “molteplicità di azioni” attribuite all’ex direttore sportivo: dall’acquisto e distribuzione alla ricezione, preparazione e istruzione sull’uso dei prodotti.

I vari ciclisti coinvolti nell’operazione (già tutti risultati positivi all’antidoping) e andati a processo: João Rodrigues, Rui Vinhas, Ricardo Mestre, Samuel Caldeira, Daniel Mestre, José Neves, Ricardo Vilela, Joni Brandão, José Gonçalves, Jorge Magalhães e André Freitas, sono stati tutti condannati a 2 anni e mezzo, ma con pene sospese con la condizionale, in ragione del fatto che “i ciclisti facevano parte della squadra e hanno aderito al piano, tuttavia a un livello non così elevato come gli altri imputati. Alcuni hanno confessato. Le pene sono molto più basse anche perché erano gli unici a rischiare la propria salute. Erano l’anello debole di questa catena legata al doping“, come spiegato dai giudici. Altri due sono stati assolti.

L’avvocato di Ribeiro ha detto che farà appello. In ogni caso si chiude così una delle pagine più scandalose del doping nel ciclismo, con un’operazione che è durata 4 anni.

 

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Pubblicato da
Piergiorgio Sbrissa

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