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Il CEO e co-fondatore di Strava si dimette

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Il CEO e co-fondatore di Strava, Michael Horvath, si dimette e lo rende pubblico con un post nel blog del suo popolare sito. Non è la prima volta che lo fa, visto che nel 2013 era uscito dall’azienda per stare vicino alla moglie che stava combattendo un tumore. È rientrato sei anni dopo.

Le dimissioni vengono date in un momento in cui Strava è oggetto di molte critiche per l’aumento dei prezzi dell’abbonamento, fatto in modo poco chiaro e senza avvisare gli utenti paganti, come documentato da DC Rainmaker in questo video e dopo aver licenziato il 15% dei propri dipendenti.

Questo il suo annuncio.

Questa settimana ho comunicato a Strava, l’azienda, che stiamo iniziando la ricerca del mio successore come CEO. Ritengo importante condividere la stessa notizia con voi, la comunità Strava.

Quando Mark Gainey e io, insieme al team fondatore composto da Davis Kitchel, Chris Donahue, Mark Shaw e Pelle Sommansson, abbiamo fondato Strava nel 2009, abbiamo deciso di riunire le persone intorno a ciò che amavano fare per essere attivi. Nel corso degli anni abbiamo fatto crescere il team e la nostra comunità ben oltre le aspettative che ci eravamo posti all’epoca. Sono molto grato alle centinaia di persone che si sono unite a noi nel corso degli anni per trasformare Strava in quello che è oggi, il servizio a cui vi affidate per avere una connessione e una motivazione quotidiana. Sono estremamente orgoglioso che nel mio secondo mandato come CEO, grazie alla dedizione di questo team e sotto la mia guida, abbiamo ampliato i destinatari di Strava, investito in persone e tecnologie per aiutare più persone a trovare la motivazione per essere più attive e trasformato il nostro successo commerciale attraverso il semplice principio di migliorare il prodotto.

Sono molto fiducioso che questi investimenti porranno Strava e il nostro abbonamento al centro del fitness connesso per molte, molte più persone nel prossimo decennio e oltre. Questo rappresenta un’enorme opportunità per aiutare il mondo a essere più attivo e più sano! Tuttavia, in qualità di cofondatore e CEO, è solo una parte del mio lavoro garantire che stiamo scegliendo la strada giusta per raggiungere questa destinazione. L’altra parte consiste nel garantire che reclutiamo e sosteniamo sempre i leader giusti per i tempi giusti. Ciò che ci ha portato qui non sarà esattamente lo stesso di ciò che ci porterà lì. Ho deciso che Strava ha bisogno di un CEO con l’esperienza e le capacità necessarie per aiutarci a sfruttare al meglio il prossimo capitolo. La ricerca del prossimo CEO di Strava è in corso e non vedo l’ora di vedere come Strava diventerà l’azienda e il servizio che motiva il mondo a muoversi.

Mark e io siamo impegnati come sempre per il futuro di Strava. Abbiamo in serbo cose entusiasmanti per tutti voi nel 2023. Insieme al supporto del nostro team di leadership e del consiglio di amministrazione, voglio assicurarmi che Strava non perda un colpo da qui a quando troveremo il nostro nuovo leader.

Commenti

  1. leandro_loi:

    Se è quello che ha portato Strava da zero a prima app per il fitness al mondo, evidentemente non era proprio l'ultimo scappato di casa.
    Il che non e' assolutamente quello che ho detto. Era semplicemente per notare che nonostante quanto detto nel comunicato stampa molte volte un CEO non si dimette, viene costretto a dimettersi.
  2. Corvo Torvo:

    Solito film che vedremo spesso:
    Un fondo di investimento (private equity o meno) rileva una azienda promettente o con il solo scopo di rivenderla o quotarla in borsa, ovviamente gente dal pelo, che passerebbe sul corpo della propria madre per 1000 dollari. Poi succede che nonostante gli utili record degli ultimi anni (vedi mercato bici), le prospettive peggiorano, e magari nell'ultimo anno non hai garantito agli investitori i guadagni promessi. Allora, siccome non siamo più di fronte all'Ernesto Colnago di qualche tempo fa',aziende in cui il "padrone" accetta di avere un utile inferiore alle aspettative e nemmeno si sogna di lasciare a casa qualcuno a meno di non andare in crisi, siccome questa è tutta gente che abbiamo mandato a scuola e magari ha pure fatto l'MBA, eccoli pronti a dare subito quanto promesso agli investitori facendo una semplice sottrazione (le sapeva fare anche mia nonna che dalla scuola nemmeno ci passava davanti) trasferendo il rischio ai dipendenti di quella azienda. Licenzio il 15%, se serve dare un segnale cambio il CEO, e do quello che "spetta" ai miei investitori, che così hanno rischiato ZERO.
    che film hai fatto? non mi risulta che Strava sia stato acquisito da nessun fondo di investimento...
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