Il giro di Svizzera introduce nuove misure di sicurezza

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Dopo al morte di Gino Mäder 2 anni fa, e quella di Muriel Furrer l’anno scorso, gli organizzatori del giro di Svizzera hanno deciso di introdurre delle nuove misure di sicurezza per la corsa di quest’anno.

Oliver Senn

Il direttore del Tour de Suisse, Olivier Senn, ha fornito i dettagli del sistema che sarà in funzione dal 15 al 22 giugno: “Per localizzare i corridori ogni bicicletta sarà dotata di un piccolo localizzatore GPS che darà l’allarme in caso di anomalia” (se non si muoverà per più di 30″ -ndr-). Tre specialisti centralizzeranno le informazioni provenienti da ciascuno dei tracker, che tutte le squadre hanno accettato di indossare (gli organizzatori non possono obbligare i corridori ad indossarli, e c’era stata anche una piccola polemica riguardo la privacy dei dati ed il loro potenziale utilizzo commerciale -ndr-), e saranno in grado di inviare aiuti il più rapidamente possibile, se necessario con l’aiuto di telecamere e radar meteorologici“. Il tutto integrato da uno staff rafforzato rispetto gli standard correnti: “In passato uno o due persone erano responsabili di questo aspetto. Oggi è un team di cinque specialisti che ispeziona ogni tappa, identifica le aree a rischio e definisce misure mirate. I rischi del ciclismo sono cambiati negli ultimi cinque-dieci anni e dobbiamo tenerne conto.


Questa misura sarà integrata anche da una nuova segnaletica prima delle curve pericolose. Senn si esprime a tutto tondo sulla problematica:

“Le biciclette e gli stili di guida si sono evoluti enormemente. Le biciclette di oggi sono più veloci e leggere, ma anche più difficili da gestire. Ciò è dovuto principalmente a cerchi più alti, manubri più stretti e freni a disco. Una folata di vento in curva o un piccolo sasso sulla strada possono causare una caduta. Le curve larghe sono ancora più pericolose di quelle strette, perché i ciclisti viaggiano ad alta velocità. Dobbiamo identificare queste curve ad alta velocità per poter effettuare misurazioni precise“.

La curva dell’Albula in cui è caduto Gino Mäder

“Posizioneremo dei segnalatori prima delle curve critiche per avvisare chiaramente i ciclisti e incoraggiarli a frenare. Inoltre installeremo tappeti protettivi e informeremo in anticipo le squadre sulle aree pericolose. Le cadute non si possono mai evitare del tutto, ma facciamo tutto il possibile per ridurne al minimo le conseguenze“.

“La sicurezza assoluta non esiste“, ha dichiarato Senn:  “Non possiamo evitare completamente gli incidenti, ma facciamo tutto il possibile per garantire che le squadre abbiano tutte le informazioni necessarie e che le conseguenze siano il più possibile ridotte al minimo“.

In ogni caso, questa prima mondiale sarà tenuta sotto stretta osservazione dall’UCI.

 

 

Commenti

  1. Bellissima iniziativa per la sicurezza, speriamo che seguano tutti!!!

    Non ho sinceramente capito questa frase:
    e c’era stata anche una piccola polemica riguardo la privacy dei dati ed il loro potenziale utilizzo commerciale
    Privacy di che? si presume che il corridore stia sul percorso e non vada a fare le corna alla moglie...
    Per quale ragione si dovrebbero usare i dati a fini commerciali, visto che il gps traccia il percorso che è noto a tutti?
  2. Lupin III:

    Bellissima iniziativa per la sicurezza, speriamo che seguano tutti!!!

    Non ho sinceramente capito questa frase:
    e c’era stata anche una piccola polemica riguardo la privacy dei dati ed il loro potenziale utilizzo commerciale
    Privacy di che? si presume che il corridore stia sul percorso e non vada a fare le corna alla moglie...
    Per quale ragione si dovrebbero usare i dati a fini commerciali, visto che il gps traccia il percorso che è noto a tutti?
    Concordo in pieno sulla privacy: già sono ripresi in tv mentre accostano per fare pipì, quindi che privacy ci deve essere quando dovrebbero stare tutti tra l'auto di inizio e fine corsa .... a meno che uno voglia tagliare il percorso sperando di non essere sgamato .... roba da amatori coppa cobram.

    Secondo me "ai fini commerciali" non è riferito tanto alla posizione del ciclista ma al fatto che se lo prendono di una marca unica come penso, potrebbe diventare un ottimo oggetto da vendere commercialmente sia per ritrovare la propria bici in caso di furto (come esistono già alcuni dispositivi) sia per localizzare noi amatori. Su questo aspetto mi porto il cellulare con posizione condivisa così a casa sanno dove mi trovo (a parte qualche passo alpino dove non c'è segnale), però averlo sulla bici fisso non sarebbe male.
  3. Ser pecora:

    La società che gestisce questi tracker e la raccolta dati è privata (ovviamente) e qualcuno aveva paura che poi si vendesse i dati a qualche azienda...comunque alla fine hanno accettato tutti, quindi problema rientrato.
    ma alla fine di che dati stiamo parlando? Se tracciano la posizione e di conseguenza la velocità, finisce lì. Possiamo solo dedurre che Pidcock va giù più veloce Kruijswijk :==
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