Intervista agli italiani della BMC

Intervista agli italiani della BMC

24/07/2015
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24/07/2015

I nostri inviati Matteo Secci e Ryan Siu hanno avuto la possibilità di intervistare i tre italiani della formazione svizzera BMC al Tour de France durante il giorno di riposo. Grazie alla disponibilità di Jeff Kolkmann, possiamo offrirvi questa chiaccherata con Daniel Oss, Manuel Quinziato e Damiano Caruso.

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BDC MAG: Questo per te è il Tour numero?

Daniel Oss: 5

BDC MAG: Quanti anni hai?

Daniel Oss: 28

BDC MAG: Quindi hai fatto il primo a 23 anni. Prima avevi fatto il Giro?

Daniel Oss: No, il tour è stato il primo.

BDC MAG: Il Tour è il tuo preferito?

Daniel Oss: Yeah! …o meglio, per noi (italiani -ndr-) il Giro è importante…ci sentiamo a casa…ma per un ciclista professionista il Tour è il massimo. E’ il meglio.

Manuel Quinziato: si, il Giro per noi é molto importante. Girare per l’Italia, vedere la gente…é casa nostra, ci sentiamo a casa.

BDC MAG: Daniel, dove vivi attualmente?

Daniel Oss: Vivo a Torbole, sul Lago di Garda.

BDC MAG: Fai windsurf?

Daniel Oss: No. Ho provato, ma è dura (ride). Spesso il vento cambia…se c’è poco vento provo, ma ho poco tempo per allenarmi…

BDC MAG: Manuel per te questo che numero di gran tour è?

Manuel Quinziato: Il 16°

BDC MAG: Hai progetti per il futuro?

Manuel Quinziato: Ho ancora un anno di contratto. Poi non lo so.  Vedro’ se fare un altro anno ancora o no. Per ora penso a questo anno ancora.

BDC MAG: Damiano, per te che Tour è?

Damiano Caruso: E’ il mio primo Tour

(Quinziato): E’ una verginella (-ride-)

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BDC MAG: Come ti senti?

Damiano Caruso: Bene! Un po’ stanco, ma bene

BDC MAG: E tu Daniel?

Daniel Oss: Per me è al momento è il Tour più duro. Sono stati 9 giorni davvero stressanti e duri. Piu’ del solito…il livello dei corridori è coi’ alto…è la differenza col Giro…un giorno c’è la Katusha che tira, il giorno dopo la Garmin…e tutti forte e ad un livello cosi’ alto…ma anche noi stiamo bene, stiamo davanti…bisogna continuare a tirare…

BDC MAG: E l’Astana? Cosa ne pensi?

Daniel Oss: Ha perso pezzi. Due corridori. Lars Boom e Taramae…forse per stanchezza.

BDC MAG: Come sono i rapporti tra i corridori delle varie squadre? Avete ovviamente relazioni anche amichevoli e personali con gli altri corridori di squadre avversarie. Cosa comporta in corsa?

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Daniel Oss: Ci rispettiamo gli uni con gli altri. In particolare le squadre da classifica, le 5 favorite come Astana, Sky, Katusha, Movistar…di base c’è un profondo rispetto dall’inizio della corsa. Il rispetto che dai è poi il rispetto che avrai. Questo quando la corsa non è nel vivo.

BDC MAG: Il vostro leader è chiaramente TJ VanGarderen. Com’è lavorare per un americano?

Daniel Oss: E’ bello lavorare per un’ottima persona e per un capitano forte. Quando hai un leader forte sei incentivato a dare il massimo. Tutto si basa sulla motivazione. Nel ciclismo come nella vita. Il punto fondamentale è che un nice guy ed un leader forte.

BDC MAG: Una sua vittoria è una vostra vittoria?

Daniel Oss: Certo. E’ il nostro obiettivo. Alzare le braccia tutti assieme. Se le alza lui le possiamo alzare noi. E che le alzi lui è anche reso possibile da noi.

BDC MAG: Cosa ne pensate delle categorie minori in Italia? Come funziona in quelle categorie in Italia?

Daniel Oss: Ci sono un sacco di squadre in cui poter crescere. In Alto Adige, in Toscana, Lombardia, Veneto…Emilia Romagna. Tutto il centro-nord, in altre regioni non c’è molto.

BDC MAG: E Sardegna e Sicilia?

-Tutti-: (Ridono), non c’è molto… e poi ci sono Aru e Nibali!

Daniel Oss: Pero’ sono cresciuti ciclisticamente al nord. Al sud non c’è la tradizione del ciclismo da corsa che c’è al nord. Al nord comunque ci sono un sacco di squadre in cui poter crescere e formarsi una buona base. C’è molta passione in queste regioni per il ciclismo. Ogni domenica puoi andare a fare una corsa.

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BDC MAG: E com’è la presenza di tifosi italiani a questo Tour?

Daniel Oss: Penso ne vedremo di più sulle alpi. Sono vicine al confine. Li si vedranno piu’ italiani.

BDC MAG: Come vi sentite fisicamente in questi grandi giri, dopo molte tappe?

Daniel Oss: Parlo per me. Ci sono giorni in cui mi sento molto bene, poi magari ho un paio di giorni in cui mi sento stanco o stanchissimo, pero’ poi magari mi sento meglio…è un po’ altalenante. E’ una questione fisica, ma anche mentale…nel ciclismo puoi avere un pessimo giorno e poi il giorno dopo averne uno buono. E’ importante in ogni caso essere forte mentalmente.

BDC MAG: Essendo un corridore veterano hai imparato a risparmiarti?

Daniel Oss: Si, risparmiarsi è essenziale. Capire quando poterlo fare, che sia una salita o una volata. Ad esempio per me è fondamentale riuscire a portare in posizione TJ per metterlo al sicuro nel finale di tappa. Poi me la prendo comoda per arrivare al traguardo e mi risparmio.

BDC MAG: E per te Damiano?

Damiano Caruso: Per me è dura. Al Giro era molto diverso. Lottavo per un piazzamento, qui è molto differente. Verso i finali di tappa consumo molte energie per stare con TJ. Nelle tappe importanti è difficile, ma cerco di stare sempre con lui.

BDC MAG: Cosa ci dite di Luca Paolini? Avete avuto occasione di parlargli?

Daniel Oss: Si, ci siamo scambiati dei messaggi…ma è sempre molto difficile parlare con lui…non parla molto…capisci, lui dice che è innocente…quindi o c’è qualcosa che è stato fatto nel modo sbagliato come dice lui, o lui ha un problema…come amico cerco di essere di supporto in ogni caso…ma voglio essere chiaro, secondo me il doping non c’entra niente in questo caso. O qualcosa è andato storto o ha un problema. In quel caso spero che la sua famiglia ed i suoi amici gli siano vicini, se ha un problema.

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BDC MAG: Quanto vi siete allenati in preparazione di questo Tour?

Damiano Caruso: Io non ho fatto grandi allenamenti visto che venivo dal Giro. Nel periodo tra giro e tour ho fatto riposo e solo un periodo di mantenimento in altura. Ma non ho svolto grandissimi allenamenti.

Manuel Quinziato: Io dopo la Parigi-Roubaix ho staccato e poi ho ricominciato ad allenarmi, quindi Giro del Belgio, Delfinato e poi con loro due sono andato in altura a Livigno per rifinire la preparazione. Quindi dopo le classiche abbiamo mollato un pochino, anche perché ci cominciamo ad allenare a Novembre…dopo le classiche abbiamo riposato e quindi costruito la condizione per arrivare al Tour al meglio.

Daniel Oss: Io ho fatto come Manuel. Dopo le classiche un po’ di riposo, quindi California e Delfinato e poi una parte in altura molto graduale per arrivare al Tour.

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BDC MAG: C’è una grossa differenza tra Giro e Tour?

Daniel Oss: Mah, dal punto di vista delle forze in campo no…il livello è sempre alto, pero’ c’è una questione di prestigio…il Tour è la corsa più ambita per tutti.

Manuel Quinziato: Altimetricamente il Giro è anche più duro, ma la differenza è lo stress…al Tour anche nelle tappe in pianura hai uno stress che al Giro non c’è. Dal kilometro zero all’arrivo. Secondo me il livello é più alto perché ci sono più ragazzi che cercano di stare davanti. Quindi si lotta sempre e non ci sono tappe facili.

BDC MAG: Cosa ci dite del vostro chef italiano Massimo?

Daniel Oss: Siamo molto contenti! Con i piani di allenamento come Italiani magari non siamo fortissimi, ma con la cucina si! Avere buon cibo è bene per la salute, ma soprattutto per il morale. Ho passato anni a mangiare pasta scotta e non è buono…

BDC MAG: Quando finite le tappe mangiate come maiali quindi?

Daniel Oss: Ci puoi contare (ridono).

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