Negli ultimi giorni sull’internet era difficile capire quanto di vero ci fosse nelle notizie riguardo delle montagne artificiali che sarebbero in costruzione negli Emirati Arabi in vista dei campionati del mondo su strada nel 2028. Voci iniziate da un commento che a sua volta non si capiva se fosse una battuta o meno da parte di Tim Merlier, quando ha detto, durante una chiacchierata informale con Jan Bakelants, di aver visto “crescere ogni anno” una collina proprio accanto alle zone attraverso le quali si svolgerà la gara. Il quotidiano sportivo spagnolo Marca ha indagato, ed a quanto pare non si trattava di una battuta.

In effetti si tratta non di una, ma varie colline costruite artificialmente, una, quella a cui si riferiva Merlier è quella di Al Wathba, una quarantina di kilometri nell’entroterra di Abu Dhabi, altre sono in costruzione sull’isola di Hudayriyat. di fronte al centro di Abu Dhabi.
La salita di Al Whatba è cresciuta costantemente dal 2023, grazie ad accumuli di sabbia e rocce portate in loco, fino a farla diventare una salita di una lunghezza di 2 chilometri per 92 metri di dislivello con una pendenza massima dell’11% negli ultimi 500 metri. Il terrapieno è stato realizzato con sabbia proveniente da antiche dune fossili, strati di geotessile per evitare spostamenti, e un asfalto appositamente compattato, progettato per resistere alle alte temperature. Ma da documenti interni dell’emirato consultati da Marca, per il 2028 l’idea è quella di realizzare una salita molto più impegnativa, di circa 3,8 km, con una pendenza media vicina al 6,5% e un finale che sarà intorno all’11% in quasi un chilometro. Gli ultimi 250 metri potrebbero addirittura raggiungere il 13%.
Per quanto riguarda le salite in costruzione sull’isola di Hudayriyat la pendenza è più varia: da dolci rampe del 4-5% a muri che raggiungono puntualmente il 10%. Colline progettate e pensate per dare al paesaggio una terza dimensione e per offrire al ciclismo un elemento che semplicemente non esiste in natura nel Golfo.
Ma Marca conferma che non si tratta di decorazioni temporanee, i pendii sono stabilizzati con sistemi di drenaggio in grado di resistere a piogge torrenziali – rare, ma violente in loco – e la finitura comprende vegetazione resistente al sale del mare, sentieri e aree di passaggio pubblico. Se il circuito dei campionati del mondo passerà da lì, l’isola diventerà uno stadio all’aperto per migliaia di tifosi quindi.

L’Abu Dhabi Sports Council ha confermato la costruzione di queste strutture nonché del velodromo, sempre sull’isola di Hudayryat, ma non ha dato conferme che il circuito del mondiale affronterà quelle salite artificiali. C’è da presupporre che non le costruiscano solo per il piacere dei locali in ogni caso. Quindi i timori di Tim Merlier sul fatto che non avrà mai l’occasione di vestire la maglia iridata potrebbero rivelarsi fondati. Per la gioia invece dell’eroe locale Tadej Pogačar, che potrebbe avere ben 4 mondiali di fila adatti a lui, dopo quello di quest’anno, quello di Montreal del 2026, Alta Savoia 2027, anche Abu Dhabi 2028.



l'omino in fondo ha in mano un AK-47?
:roll::shock:
Una volta sono anche andato a sciare a Xanadù, il megaimpianto artificiale vicino Madrid. Anche se era più divertente sciare all'aperto, a Valdesquì
Me le tengo come esperienze di vita, in ogni caso.
Uno fa le cose con quel che ha a disposizione.
Ora: bici in Valpolicella e sci in Dolomiti di Brenta:-)xxxx