Lucie Jounier investita volontariamente

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Gli incidenti stradali con coinvolti ciclisti in allenamento e automobilisti sono ormai da tempo all’ordine del giorno (proprio oggi cade l’anniversario di uno dei più nefasti purtroppo), ma quanto successo a Lucie Jounier (Arkéa Pro Cycling) è di un altro livello, in quanto la 23enne ciclista francese ha testimoniato di essere stata volontariamente investita da un automobilista:

Martedì ero in allenamento e sono stata volontariamente travolta da un’auto in discesa. Senza motivo siamo stati sorpassati e poi ci hanno stretto quindi l’autista ha frenato. Purtroppo non ho potuto evitare la caduta. Risultato: perdita di coscienza + frattura del trapezio. La stupidità umana non finirà mai…

 

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La sua squadra ha comunicato che la Jounier è vittima di un trauma cranico senza emorragie e si è fratturata il trapezio della mano destra.

Un augurio di pronto recupero per la sfortunata ciclista bretone.

Commenti

  1. comunque è inutile chiedere pene severe ogni volta che succedono episodi di questo tipo
    bisogna iniziare ad educare le persone fin da bambini come dice bene @Ser pecora ... educazione civica al rispetto delle regole e, soprattutto, rispetto della vita degli altri, ciclisti, pedoni, altri automobilisti ecc
    lo fanno all'estero, lo possiamo fare anche noi, subito, da domani, meglio da ieri, perchè ci vorranno anni per il cambio di mentalità
    ma si può fare
    poi, quando il 99% degli automobilisti sono stati educati, allora puoi pensare di beccare l'1% rimasto e colpirlo duramente
  2. il punto è che...esiste la legge penale che punisce l'incidente stradale (fin a 10 anni) e di casi di gente ce ne è stata vedi per il caso delle 2 povere ragazze morte a corso francia.
    altra cosa è la volontarietà dove si puo prefigurare l'omicidio preterintenzionale o addirittura volontario...ma credo che nel caso specifico e nella maggior parte dei casi, appurare che ci sia stata vera volontarietà è difficile...chi ti stringe puo sempre dire che ha dovuto stringere per x y z motivi o che non si era accorto che stava stringendo etc etc etc.
  3. samuelgol:

    Educazione fin da piccoli sul rispetto verso il prossimo a 360°


    Confermo. Quando una macchina, magari dopo qualche istante di paziente attesa, mi affianca a distanza di sicurezza, con velocità circospetta, quando finisce il sorpasso, ha quasi sempre targa straniera (DE o AT principalmente visto dove abito, ma anche BE). Quando me ne passa una correndo e sfiorandomi, 99% dei casi ha targa italiana. In verità quasi mai italiana di dove abito (BZ/TN), ma di altre parti.
    Pedalando spesso sul lago di Como, confermo che gli stranieri sono molto più pazienti e tolleranti, anzi a volte sono io a dirgli di superarmi perché mi fanno impazzire il Varia :mrgreen: stando dietro di me anche km.

    I “pelatori di gomito” hanno esclusivamente targa nostrana.
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