[Maratona dles Dolomites] Il sole splende sempre sui monti pallidi

[Maratona dles Dolomites] Il sole splende sempre sui monti pallidi

04/07/2012
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04/07/2012

Ogni anno gli organizzatori della Maratona dles Dolomites propongono un tema a cui la manifestazione si ispira, lo scorso anno era l’ ecologia, quest’ anno il sorriso, che ha accompagnato ciclisti e accompagnatori durante la durata della manifestazione.
Ma il vero tema che caratterizza la Maratona negli ultimi anni è il sole.
Infatti anche quest’anno il clima è stato favoloso, con una giornata spettacolare, con temperature gradevoli sin dalle prime ore del giorno, che hanno però fatto penare un po’ durante le ore più calde.
Già dalla sveglia, ciclisti e accompagnatori si sono trovati davanti ad uno spettacolo maestoso, con il sole che faceva capolino sopra le montagne, senza neanche una nube a rovinare lo spettacolo.

Pian piano le griglie si riempiono, i più fortunati sono a pochi passi dalla linea di partenza, gli ultimi sono nella zona degli impianti del Gardenaccia, in mezzo 9000 ciclisti, tutti in attesa di poter prendere il via e immergersi nello spettacolo dei passi dolomitici.

Sbrigate le formalità, alle 6 e 30 in punto viene dato il via.
Qualcuno prova subito lo scatto, per essere magari ripreso in diretta dalla Rai, che copre l’ evento con 6 ore di diretta, gli altri procedono del proprio passo, ognuno seguendo i propri obbiettivi, chi per vincere, chi per migliorare il tempo dell’ anno precedente, chi solo per finirla e farsi un bel giro in bici, godendosi il paesaggio e i ristori assieme ai propri amici.
Al primo passaggio a Corvara l’ atmosfera è bellissima, si passa in mezzo al paese in un silenzio rotto solo dagli incitamenti di amici e parenti che hanno fatto la levataccia per assistere al passaggio dei propri amici o parenti.

Lo spettacolo del serpentone umano che si arrampica su per i tornati del Campolongo e poi del Pordoi è indescrivibile e andrebbe vissuto almeno una volta nella vita, da protagonista o semplicemente da spettatore.

In vetta al Pordoi, nonostante siano a malapena le 8 di mattina un bus di turisti Giapponesi incita tutti i partecipanti, e cosi fa anche un gruppo di tifosi con campanacci e altri strumenti all’ imbocco del Passo Sella.
Giunti a metà Passo Gardena ecco finalmente il primo ristoro.
I primi non si fermano nemmeno, altri invece ne approfittano, assaporando tutto il ben di Dio che l’ organizzazione ha preparato.

Al primo passaggio dal traguardo si trova il primo bivio, chi è già soddisfatto di aver fatto il Sellaronda tiene la sisnistra e finisce la propria gara.
Gli altri proseguono dritti, iniziando la seconda scalata al Passo Campolongo, che poi porterà, dopo un tratto in discesa, al secondo bivio tra percorso medio e lungo.

Chi opta per il medio dovrà affrontare la scalata al Falzarego seguita dall’ ultimo tremendo km del Valparola prima di iniziare la picchiata verso il traguardo.

Chi invece sceglie il percorso lungo affronta il Colle di Santa Lucia come antipasto del piatto forte di giornata: il Passo Giau.
La salita non presenta pendenze estreme, ma ha una pendenza costante sempre intorno al 9/10% che la rende durissima, soprattuto se affrontata con già sei salite nelle gambe.
Per fortuna una nuvoletta di passaggio da un po’ di sollievo, mentre lo spettacolo che si para di fronte ai ciclisti negli ultimi 3km di salita ripaga di tutti gli sforzi fatti finora, con l’ Averau e il Nuvolao che dominano il passo.

In cima si trova un altro ristoro fondamentale per chi arriva con le energie al lumicino, una fetta di Strudel e un bicchiere di Coca e poi via in discesa, dieci chilometri tecnici che esaltano le doti dei discesisti.
Finita la discesa si torna subito a salire verso l’ ultima ascesa di giornata: il Passo Falzarego, molto più facile rispetto al Giau appena affrontato.
In cima al passo svolta a destra e ultimo tremendo dente verso il Passo Valparola, un chilometro con pendenze arcigne che sembra non finire mai.

Per fortuna appena scollinati inizia l’ ultima veloce picchiata verso La Villa, per poi affrontare il falsopiano che porta all’ arrivo posto a Corvara.
Lì, in mezzo ad un pubblico degno di una tappa del Giro, termina questa bellissima emozione che è la Maratona.
Di sicuro sul volto di chi ha tagliato il traguardo ci sarà stato un sorriso e la voglia di tornare il prossimo anno, perchè di uno spettacolo così non ci si stanca mai.

 

 

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