Morto al giro del Portogallo Finlay Tarling

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Il giovane ciclista britannico Finlay Tarling è morto in seguito a un incidente avvenuto oggi pomeriggio alla Volta a Portugal.


Il mondo del ciclismo è ancora in lutto dopo il tragico avvenimento di oggi: nell’ottava tappa del giro del Portogallo, nella tappa da Megalaço a Fafe,  il 19enne britannico della NSN Development è stato investito da un’auto entrata nel percorso in senso inverso a quello dei corridori. L’impatto è stato fatale.

Finlay era il fratello minore di Joshua, corridore della Netcompany-Ineos.

Condoglianze alla famiglia.

Commenti

  1. WNC2:

    Comunque siamo in Europa, nell'ambito UE, non penso che le leggi siano chissà quanto diverse per quanto riguarda il codice della strada, magari in Eritrea o a Dacca potrebbe essere diverso.....
    Noi pero’ abbiamo Salvini a ministro dei trasporti :-)xxxx
  2. WNC2:

    Comunque siamo in Europa, nell'ambito UE, non penso che le leggi siano chissà quanto diverse per quanto riguarda il codice della strada, magari in Eritrea o a Dacca potrebbe essere diverso.....
    Il codice della strada non è affatto uguale fra paesi dell'EU. Nell gare ciclistiche da quel che ho capito le chiusure fanno riferimento (in Italia) al codice della strada (credo regolamentate dall'articolo 9.) ma poi l'attuazione coinvolge diverse figure (Sindaco, prefetto, enti locali ecc...) per questo dico che non ha molto senso un confronto fra stati diversi, perché non c'é omogeneità fra leggi ed enti locali coinvolti nell'attuazione delle stesse.
  3. pshyco otter:

    Il codice della strada non è affatto uguale fra paesi dell'EU. Nell gare ciclistiche da quel che ho capito le chiusure fanno riferimento (in Italia) al codice della strada (credo regolamentate dall'articolo 9.) ma poi l'attuazione coinvolge diverse figure (Sindaco, prefetto, enti locali ecc...) per questo dico che non ha molto senso un confronto fra stati diversi, perché non c'é omogeneità fra leggi ed enti locali coinvolti nell'attuazione delle stesse.
    In una gara professionistica voglio sperare che sia UCI a imporre il minimo da rispettare a prescindere da dove corri, non penso che abbiano fatto i mondiali in Ruanda standosene delle leggi locali, che magari ci sono anche, ma chissà come sono applicate?
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