[Test] Casco Santini by Lazer Z1

[Test] Casco Santini by Lazer Z1

20/01/2016
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20/01/2016

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Abbiamo avuto l’occasione di provare per circa 1 mese il nuovo casco Santini by Lazer Z1. Un casco che presenta alcune caratteristiche innovative.

Vediamole subito. All’interno del casco, nella parte frontale é collocato un sensore ottico denominato LifeBEAM, che registra la frequenza cardiaca. Attraverso un antenna ANT+ e Bluetooth 4.0 compatibile collocata nella parte posteriore del casco i dati vengono inviati al ciclocomputer.

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Basta indossare il casco e premere il pulsante in gomma posto sulla trasmittente. Una luce blu indicherà l’accensione accompagnata da un bip sonoro. L’unità trasmittente si collega al sensore tramite un jack, e si fissa al supporto trasparente intercambiabile del casco tramite due elastici incorporati. La ricarica avviene tramite una presa micro-USB.

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La chiusura del casco avviene tramite un sistema a rotellina chiamato Advanced Rollsys System (ARS). La peculiarità di questo sistema é che la suddetta rotella é posizionata sopra il casco, e non dietro.F75R6965 F75R6962

Altra caratteristica del casco Z1 è il sistema a magneti che permette di fissare degli occhiali compatibili. Questi occhiali non hanno stanghette laterali (sono comunque comprese nella dotazione), ma due “monconi” con una parte metallica che si va ad agganciare ai magneti posizionati sulle fettucce di ritenzione del casco, a livello delle tempie, e su altri magneti “satelliti”, che si possono posizionare a piacimento sulle bocchette di ventilazione, ad esempio nella parte posteriore del casco quando non si voglia indossare gli occhiali (salita).

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La trasmittente LifeBEAM si aggancia ad un supporto trasparente sostituibile. Si tratta di un pezzo che si incastra longitudinalmente al casco e su cui si fissa il LifeBEAM. Lo si può sostituire con un altro su cui è presente una luce a led di sicurezza. La luce prodotta da questo led é di grande intensità e può essere molto utile nelle uscite con scarsa visibilità.

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Prova

Il casco calza bene in testa e si regola agevolmente. La rotellina per stringerlo è ben posizionata. Nella parte superiore del casco la si trova facilmente ed è regolabile senza difficoltà anche con guanti.

La forma del casco è “spiovente” e piuttosto bassa sulle tempie, quindi la protezione su questa parte dovrebbe essere molto buona.

Il sistema LifeBEAM è facile da utilizzare: una volta indossato il casco, basta premere il pulsante sulla trasmittente ed il ciclocomputer ANT+ compatibile (Garmin Edge nel nostro caso) lo rileva subito e comincia a leggere i dati, che sono coerenti e stabili, senza interruzioni o “buchi” nella lettura. La sensazione di non indossare la fascia toracica, dopo molti anni di utilizzo, é strana, e sembra quasi di essere “nudi” senza, ed in effetti il sistema LifeBEAM é molto confortevole. La durata della batteria è di circa 15h. Se non lo si usa si spegne automaticamente dopo 30 minuti. La ricarica è molto veloce, tramite presa micro-USB, anche se questo rappresenta uno strumento in più da ricaricare.

Il sensore frontale è posizionato all’altezza dell’imbottitura, quindi non ostruisce prese d’aria. Il peso di tutto il sistema, trasmittente compresa, è di circa 50gr.

Nel complesso il sistema LifeBEAM ci è parsa una buona idea, ben realizzata e ben funzionante.

Un po’ più macchinoso il sistema Magneto per fissare gli occhiali compatibili. Gli occhiali si posizionano molto velocemente sui magneti posti sul laccio di ritenzione del casco, nel senso che basta calzarli sul naso ed in modo quasi automatico si agganciano ai magneti. Pur stringendo bene i lacci però il posizionamento non ci è parso ben saldo. In particolare basculando la testa gli occhiali vanno abbastanza facilmente fuori posizione, e fa innervosire il doverli continuamente aggiustare sul naso. Inoltre, la comodità data dal non avere le stanghette degli occhiali che premono da qualche parte non é totale, visto che gli occhiali in posizione premono leggermente dove sono posizionati i magneti. La cosa non é particolarmente fastidiosa, ma comunque non totalmente trascurabile. Ottima idea invece quella dei magneti “satellite” dove posizionare gli occhiali quando non li si usa.

Col casco viene anche fornita una copertura in plastica trasparente per coprire le 31 prese di ventilazione, che rendono lo Z1 ben aerato, rendendolo “aerodinamico”.

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Questo tipo di copertura è stata utilizzata ad esempio da André Greipel (Lotto-Soudal).

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Per un uso amatoriale è un accessorio non indispensabile, ma ad esempio nella stagione invernale può rivelarsi utile e tutt’altro che disprezzabile.

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Nel complesso quindi un ottimo casco che integra alcune novità tecniche interessanti.

Prezzo: 250eu

Sito Santini