[Test] Lightweight Urgestalt

[Test] Lightweight Urgestalt

31/03/2014
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31/03/2014

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Mentre usavo questa Lightweight Urgestalt una domanda mi assillava continuamente: cosa dire di una bici di cui l’unico argomento di discussione sarà il prezzo?

In effetti questa bici estremizza i due aspetti cardine nel considerare una bicicletta al grado zero: prezzo e peso. Sul peso poco da aggiungere oltre ai 5,6kg in taglia 58 della bici in test (senza pedali).

Per quanto riguarda il prezzo, argomento che di questi tempi è diventato fonte di scontri violenti nel forum, si sta di poco sotto i 12.000eu.

Per il resto la risposta alla domanda di apertura è quella di non fare niente di diverso dal solito.

Caratteristiche

La Lightweight è la nota azienda tedesca produttrice delle celebri ruote omonime. Vere “game changer” nel mondo delle ruote da molti anni ormai. Per completare la loro offerta hanno aggiunto a catalogo anche un telaio, l’Urgestalt della prova, ed un manubrio, il RennBugel.

Come scritto sul tubo orizzontale del telaio si è trattato quindi per Lightweight di completare le loro ruote.

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Le specifiche tecniche essenziali dell’Urgestalt sono:

  • Peso del telaio: 790 grammi.
  • Peso Kit Telaio URGESTALT 1340 grammi incluso Forcella serie sterzo e reggisella con bloccaggio integrato
  • Movimento centrale, Pressfit 86,5 x 41 mm.
  • Tubo sterzo, 1,5” x 1 1/8”, conico (“tapered”)

Il telaio è stato studiato per essere confortevole, con geometrie non troppo esasperate, in modo da fornire una “piattaforma” piuttosto neutra per le ruote che vi verranno montate, ruote Lightweight ovviamente, che sono note per essere ruote piuttosto rigide.

Un telaio quindi per distanze medio-lunghe ed un uso “sportivo”, ovvero non prettamente agonistico o per circuiti ed affini. Una proposta dunque per il grande pubblico delle Granfondo e Mediofondo.

La finitura è assolutamente minimalista, con il carbonio unidirezionale lasciato a vista e le sole scritte sull’obliquo laserate in un elegante nero-su-nero.

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passaggi cavi con piastrine a scelta per meccanico o elettronico

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scritte laserate

Molto ben realizzato il serraggio del reggisella, grazie ad una vite sotto la parte terminale dell’orizzontale, che serra un expander che ferma il reggisella. Senza pezzi che possono cadere o girarsi o complicare (relativamente) le cose, come nel caso della Scott Foil per es. o con doppie chiusure e brugole stile Wilier Cento1.

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vite per serrare il reggisella -8Nm-

Reggisella dedicato, con un profilo troncoconico. Anche lui in finitura unidirezionale e con un morsetto reggisella molto pratico che si avvale di una sola vite. Nel caso specifico sul reggisella era montata una sella Ax-Lightness Leaf da 76gr. Che personalmente non ho trovato scomoda, perlomeno fino alle 4h di utilizzo, che sono stato il massimo tempo in sella trascorso sopra.

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Ax-Lightness Leaf, 76grammi

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forcellino personalizzato

Il gruppo scelto per il montaggio è il Campagnolo Super Record. Inutile dilungarsi su questa trasmissione. E quando si parla di trasmissione si intende proprio solo deragliatori, catena, pignoni e comandi, perché per guarnitura e freni si è andati più sull’esoterico con i prodotti della tedesca THM, in particolare la guarnitura Clavicula ed i freni Fibula.

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THM Clavicula

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Niente da segnalare sulla guarnitura Clavicula, oltre che era montata con corone Stronglight in versione compact. Aldilà della leggerezza niente da rilevare. Unico dettaglio per chi può esserne interessato è che, visto lo spessore delle pedivelle, non è compatibile con i Garmin Vector.

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Molto belli i freni monoscocca in carbonio Fibula, oltre che leggerissimi (120gr la coppia!). Componente che ci preoccupava un po’ vista la funzione essenziale che sono tenuti a svolgere, ed invece la sorpresa è stata totale: sono decisamente potenti. Anzi. in accoppiata con le LW Meilenstein offrono una frenata molto aggressiva, tanto che basta solamente sfiorare le leve con lievi tocchi per modulare la frenata.

C’è un rovescio della medaglia però, oltre al prezzo “titanico”: con la loro imponente struttura vanno a sfiorare praticamente di molto meno di 1mm il copertone. Basta passare su una strada con un po’ di ghiaino o semplicemente su una strada sporca, per esempio dopo una pioggia, è si sentono rumori continui del brecciolino che va a colpire il grande perno metallico centrale di montaggio. Come si può evincere dalle foto si vede anche che è segnato infatti.

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E’ vero che i tubolari montati erano i Continental Force Comp da 24mm, che in realtà sono dei 25mm reali, ma come si può vedere in foto la luce tra battistrada e freno è veramente inesistente. Obiettivamente un difetto.

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Per il posto di pilotaggio la scelta è il manubrio RennBugel dellea Ligthweight in accoppiata con un attacco manubrio 3T in alluminio.

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Per concludere una menzione alle ruote LW Meilenstein tubolare. Queste ruote sono ormai un componente iconico su cui si sono sprecate pagine di discussioni. A giudizio di chi scrive si tratta di un prodotto eccellente, in cui la combinazione di leggerezza e rigidità è veramente di altissimo livello.

A questo si aggiunge che tutti i problemi del passato riguardo la frenata sembrano risolti: nessuna frenata a scatto. Solo se veramente “maltrattate” facendole surriscaldare cominciano ad avere qualche impuntamento. L’occasione si è presentata in una discesa su una strada stretta e tortuosa (Costa Imagna-S.Omobono per chi conosce -ndr-) in cui sono rimasto “incastrato” dietro un camion della forestale. Il dover frenare in modo continuo ha cominciato a far sentire qualche “fischio” e rendere la frenata un po’ meno modulabile. Ma si tratta di una situazione limite sconsigliata con qualunque ruota. Decisamente il pezzo forte del “pacchetto”.

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Prova

E’ la prima volta che ho provato una bici di questo peso totale, abbondantemente sotto i 6kg persino con i pedali e computerino.

Se in pianura le differenze si sentono solo scattando sui pedali, notando accelerazioni più pronte, ma che rientrano nelle sensazioni, in salita le cose si fanno piacevoli ed i riscontri cronometrici sono evidenti.

Ci si trova quasi sempre ad utilizzare un pignone più duro di quanto si userebbe normalmente e pure senza forzare oltremodo i buoni tempi su salite conosciute vengono fuori facilmente. Purtroppo non abbiamo potuto utilizzare misuratori di potenza visto che sulla Clavicula non si possono montare i Garmin Vector e montarne uno diverso avrebbe voluto dire togliere componenti fondamentali di questo “sistema bici”, come una ruota o la guarnitura.

Aspetto assolutamente positivo è il comportamento in discesa, che non risente minimamente nel basso peso. La bici è sempre ottima da guidare con un comportamento molto neutro. Sicuramente questo è merito della geometria, davvero indovinata nelle intenzioni di un utilizzo “sportivo” di tipo granfondistico. La bici infatti non è inutilmente troppo rigida o scomoda, e filtra bene le piccole asperità di manti stradali rovinati (sempre più frequenti purtroppo). Persino la minimale sella Ax-Lightness non è punitiva nel complesso della bici.

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Come già segnalato l’unico difetto è la scarsissima luce lasciata dai freni Fibula col battistrada. Sentire il brecciolino che impatta su freni da 1000eu è davvero un pessimo suono….

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Nel complesso quindi una bici che unisce davvero il meglio di quello che un amatore può desiderare: facilità di guida, comodità e peso piuma. Segno che il progetto di questo telaio è stato ben pensato proprio in funzione dell’utilizzo con il pezzo forte di casa Lightweight, ovvero le ruote.

Dopo aver provato una bici del genere viene da chiedersi il perché non tutte le bici pesino tra i 5 ed i 6 kili….la risposta, purtroppo, è presto detta: il prezzo.

Il prezzo della bici completa in test è di 11.890eu. A cui vanno ascritti 4500eu per il telaio e 3540eu per le ruote Meilenstein.

Obiettivamente tanti soldi. In particolare per il telaio, che seppur molto ben concepito e realizzato non offre soluzioni tecniche “uniche” o un peso fuori dalla norma o un valore aggiunto particolare dato da una realizzazione artigianale. Ad opinione di chi scrive alla Lightweight avrebbero potuto offrire un telaio più in linea con l’esclusività delle ruote, realmente fatte a mano in Germania, facendolo anche pagare di più, tanto su questi livelli non sarebbero stati i 500-1000eu in più a fare la differenza per il target di questo brand, come dimostrato dal successo delle ruote, che sicuramente offrono qualcosa “in più” dal punto di vista realizzativo e di immagine.

Per quanto riguarda il resto del montaggio si tratta di componenti esoterici dal costo fenomenale, ma allo stesso tempo si tratta anche di componenti che sono realizzati e funzionano in modo davvero eccellente, cosa che su componenti di questo peso non è propriamente scontato.

Peccato per il difetto della luce dei freni, che è però da verificare se sia una sfortunata coincidenza nell’accoppiata con l’Urgestalt ed i tubolari da 24mm.

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