Trek-Segafredo 2018: intervista ad Alafaci, Brambilla e Nizzolo

Trek-Segafredo 2018: intervista ad Alafaci, Brambilla e Nizzolo

23/12/2017
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23/12/2017

Cosa c’è di meglio che pedalare con 18° a Dicembre potendo godere della superba vista dell’Etna imbiancato di neve da una parte e del mare dall’altra? La squadra Trek-Segafredo ha scelto una località nei pressi di Castiglione di Sicilia per il proprio Training-Camp pre-stagionale, e noi abbiamo passato un paio di giorni con loro.

I Training-Camp in questo momento dell’anno sono l’unica occasione per le squadre per avere tutti i 28 corridori assieme a tutto lo staff (80 persone) e per fare il punto su calendario, preparazione, materiali, e tutta la complessa logistica necessaria per una squadra World Tour. Finito questo appuntamento i corridori cominceranno a sciamare in ogni angolo del globo per le varie gare, ma sempre in gruppi di 8, divisi tra “gruppo classiche” e “gruppo scalatori”, con alcuni corridori che si rivedranno solo al prossimo training camp.

L’Etna e Jarlinson Pantano

E’ l’occasione per i nuovi corridori di prendere contatto con la nuova squadra, con le nuove bici, scarpe, pedali. E provare la nuova divisa, ma non potendo indossarla in allenamento, perché i contratti UCI durano 12 mesi  dal 1° Gennaio, e fino a fine anno i corridori sono obbligati ad indossare le divise della vecchia squadra.

In questo contesto è possibile vedere i corridori provare i nuovi materiali, mangiare con loro e farsi pure una pedalata, ma solo nel giorno di scarico, in quanto negli altri giorni “caricano” eccome, con uscite di almeno 4h con anche parecchia salita, e soprattutto a ritmo gara o quasi.

Di seguito una chiacchierata con tre corridori italiani della Trek-Segafredo: Eugenio Alafaci (EA), passista e parte del treno degli sprinter, Giacomo Nizzolo (GN), sprinter, ed il neo-acquisto Gianluca Brambilla (GB), scalatore e uomo di punta per il Giro d’Italia.

Avete già fatto un piano delle gare per la prossima stagione?

EA: Io vengo da una stagione in cui ho avuto un sacco di problemi fisici, e dopo il Giro ho deciso con la squadra di operarmi ad un’ernia alla schiena. Per il momento gli obbiettivi sono di supporto a Giacomo a  Gennaio in Argentina, poi Dubai, Abu-Dhabi e poi continueremo con le gare in Italia: Strade Bianche, Sanremo, Tirreno. Per le classiche del Nord non ne abbiamo ancora parlato. Dipenderà da come vado. Lì i capitani saranno sicuramente Degenkolb e Stuyvens, ma anche Giacomo può dire la sua.

GN: Si, cominceremo presto, ma l’idea è quella di partire bene, perché anche io ho avuto una stagione difficile e devo vedere dove sono ora. E poi da lì cercare di gestire le cose, con l’idea di andare forte sulle gare delle pietre. Da lì si vedrà tutto il resto, se andare al Giro o al Tour. Però il main goal per me è essere pronto per le classiche, ma dopo la stagione che ho avuto bisogna vedere come sto.

In effetti siete una squadra particolarmente sbilanciata sulle classiche. Avete veramente un bel po’ di corridori che possono fare bene. Non sarà difficile organizzarvi per questo?

GN: È vero. Se stanno tutti bene siamo una delle squadre più forti per le classiche. E’ chiaro che basta vedere l’anno scorso, per cui la stagione è stata pregiudicata da vari uomini infortunati o non al top, per capire che più siamo più opzioni abbiamo. Io spero che quest’anno potremo fare bene. Nel finale più si è meglio è.

GB: Per me l’obiettivo è il Giro. Cercare di fare una buona classifica. Sono già al lavoro ed ora qui sto facendo le prime uscite impegnative. Non ho un calendario definito, a parte l’inizio a Mallorca, Strade Bianche e Tirreno, poi un ritiro in altura e quindi il Giro, ma il resto è da definire.

Gianluca, hai già individuato dei compagni che ti possono aiutare in salita? 

GB: No, a dire il vero non ancora, ma fino all’anno scorso aiutavano Contador, quindi non mi faccio molto il problema.

Come vi tenete informato sulle novità tecniche? Con quali mezzi? Riviste, internet?

EA: Avendo questa squadra come sponsor principale Trek ci coinvolgono molto nello sviluppo dei prodotti. Testiamo spesso prototipi, ad esempio ultimamente coi freni a disco. Ma ultimamente, negli ultimi 5 anni le bici si sono evolute parecchio in termini di peso ed aerodinamicità, e credo che noi abbiamo in mano una delle bici top in questo senso, la Madone 9. Una bici aerodinamica, ma che ha anche dalla sua il fatto di essere leggera.

-Ne hai provate altre?

EA: no, ma altre bici pesano anche 8kg, mentre la Madone è bella leggera.

GN: Io ho provato l’anno scorso una Emonda coi dischi, ma in poche occasioni, quindi non ho grande esperienza coi freni a disco. Uso solo la Madone normalmente, magari per la Roubaix userò la Domane, ma la mia bici è la Madone.

GB: Conosco Bdc-Forum! Io userò la Emonda coi freni a disco per tutta la stagione. È una gran bici, molto rigida e mi trovo bene.

-E dei freni a disco quindi? Cosa ne dite?

EA: Io non sono particolarmente pro freni a disco. Alla fine anche con quelli classici si frena bene, però capisco anche le case costruttrici che devono vendere, per così dire. Però se fossi un amatore prenderei sicuramente i freni a disco. Invece correndo in gruppo, anche se ci sono vari studi in merito, ci sono dei problemi di sicurezza secondo me.

GB: Si, anche per me non sono una cosa indispensabile. Mi trovavo bene anche con quelli classici.

Eugenio Alafaci. Dietro: Peter Stetina

Quando vi allenate utilizzate copertoni o tubolari o tubeless? Che pressioni utilizzate?

EA: Io uso la classica ruota per copertoncino, con camera d’aria, niente tubeless. Anche perché con le strade che ci sono oggi…buchi due volte a giro (ride -ndr-). 25mm. Pressioni 8-8,5atm. Peso 78-79kg

GN: Io uso solo tubolari.

GB: Preferisco i copertoni per semplicità. In gara tubolari.

Ti ricordi della tua prima bici da professionista?

EA:  Io sono passato Pro nel 2012, quindi Trek, con la Madone 6 o 7…sempre usato Trek.

GN: Trek anche per me. La Madone.

GB: Colnago. La CX1 mi sembra…monoscocca. Può essere? L’ultima che ho usato è la C59 Italia. Mi sono sempre piaciute le Colnago.

Durante la stagione vari meccanici si occupano delle tue bici, ma chi si occupa delle vostre bici da allenamento? Fate voi la manutenzione o vi affidate a qualcuno?

GN: Mah, per le cose più importanti vado dal meccanico perché non sono super-esperto. Chiaramente un meccanico di cui mi fido. E oggi bisogna essere aggiornati per mettere le mani sulle bici.

GB: Mi affido a Ricky, un meccanico mio amico che me la tiene bene e me la lava pure. Io sono un po’ una frana…ed andrei pure sempre all’autolavaggio, ma so che non gli fa bene (ride-dr-). Poi tra freni disco e cambio elettronico comincia ad essere complicata.

Siete sensibili alla questione peso o è un fattore secondario per voi? 

EA: Io non percepisco molto le differenze di peso, ma l’aerodinamicità si, oltre che la rigidità. Ad esempio la Emonda da salita è una bici fantastica, ma per gente che pesa come me, rispetto la Madone senti che perdi un po’ in rigidità.

GN: Importante, ma non fondamentale come per gli scalatori. Ma non ci sono problemi ad arrivare vicino al peso limite anche per noi con la Madone. Per me l’importante sono la rigidità e l’aerodinamicità. Per me sono fondamentali.

GB: Si, si, per me è importante. Se il limite è 6,8kg la bici deve essere 6.8. Per fortuna la Emonda anche coi dischi ci arriva. Taglia 52.

Giacomo, essendo uno sprinter adotti componenti specifici più rigidi, tipo l’attacco manubrio o il manubrio?

GN: No, uso il manubrio integrato della Madone, con cui mi trovo molto bene. Prediligo le ruote alte. Prima usavo le 70mm, ora le 60mm, ma è difficile vedermi con ruote più basse.

Tu Gianluca?

GB: Io utilizzo tutti i materiali Bontrager e devo dire che mi trovo molto bene. Si vede che sono ben studiati e di buona qualità.

Per quanto riguarda scarpe e pedali hai attenzioni particolari come sprinter?

GN: Shimano come pedali e Bontrager come scarpe. Zero problemi.

Quali sono le vostre salite preferite?

EA: Io abitando a Gallarate esco spesso con Giacomo e facciamo di preferenza il Monte Bisbino o S. Fermo, altrimenti dalle mie parti Arcumeggia o Sette Termini. Comunque quando facciamo lavori in salita, essendo passisti-sprinter non facciamo mai più di 15-20 minuti di salita. Chiaro, prima del Giro facciamo anche salite  di 1h. Rapporti uso 53-39 e 11-28, che è quasi lo standard.

GN: Si, il Bisbino è vicino casa mia, cosi come il Monte Generoso. Val d’Intelvi anche. Quella che prediligo è il Bisbino perché è vicino a casa, ed è quasi sempre al sole. Anche per me 11-28.

GB: io ho varie salite test vicino casa (Marostica -ndr-) ho il S.Michele ed il Costo che sono le mie salite test. Se no il Monte Corno, il Monte Grappa ed il Tonezza se parliamo di salite lunghe, ma per i test non faccio oltre 15-20 minuti. Se so che a certi riferimenti come battiti e Watt vedo certi valori so che in gara arrivo davanti, quindi non faccio salite lunghe a tutta. Rapporti 11-28, ormai è quello che usano tutti tutto l’anno.

A proposito, cosa ne pensate del Giro di quest’anno?

EA: Duro, ma ogni anno è sempre duro. L’anno scorso secondo me era pure peggio, alla fine l’ultima settimana sono venuti fuori 4000mt di dislivello in media al giorno…

GB: Io voglio vedere la tappa friulana dello Zoncolan. Non tanto lo Zoncolan, ma la salita prima che mi hanno detto che è dura. E poi ricognizioni a Cervinia e quei tapponi lì. Oltre alla cronometro Trento-Rovereto.

Gianluca, temi la cronometro?

-GB: in un grande Giro la crono è diversa che una crono singola o nelle piccole corse a tappe. E credo di essere competitivo. Anche l’anno scorso ho tenuto la maglia rosa su una crono di 38km contro Jungels che è uno specialista. Anche se solo per 1″. Ma credo di sapermi difendere bene.

Quanti kilometri fate in media in un anno?

EA: Mah, l’anno scorso ne ho fatti circa 35.000 e qualcosa. GN: 35.000 in una stagione normale. GB: Dai 35 ai 38.000.

Utilizzi un misuratore di potenza in allenamento? Come gestite i dati?

EA: Noi usiamo un’applicazione australiana, che si chiama Today’s Plan, dove scarichiamo in automatico l’SRM ed i file vanno direttamente a tutto lo staff: allenatori, medici, etc.. Ed ogni giorno hai il programma da fare. Dopo ogni blocco di allenamento, circa 10gg, hai dei feedback: sei andato bene, sei stanco, etc.. e viene modificato in base a quello. Alla fine non siamo delle macchine quindi va tutto adattato di continuo.

GN: Anche io carico i file e li invio quasi quotidianamente, ogni 3gg. Ed ho un rapporto molto intenso con il mio preparatore (Losu Larrazabal -ndr-) che mi dà dei feedback.

GB: Si, anche io mando i file giorno per giorno a Steven De Jongh, che è il mio preparatore in Trek.

-Giacomo, se non è un segreto, qual’è la potenza massima che sviluppi in uno sprint?

GN: Beh, è un po’ un segreto (ride -ndr-). Diciamo più di 1500W (ride ancora -ndr-).

Una settimana di allenamento tipo per te com’é? Mattino o pomeriggio? Allenamento solo o con altri?

EA: Adesso facciamo blocchi da 2 o 3 giorni, con anche un po’ di palestra dopo il giorno di riposo. Alternando giorni con 4-5h con esercizi di forza in salita a giorni di sola sella (senza esercizi specifici -ndr-) di 5-6h. Mi alleno quasi sempre con Giacomo, avendo lo stesso calendario ed abitando non lontani. Non mi dispiace allenarmi da solo, ma preferisco andare in gruppi di massimo 2 o 3, non per altro, ma perché almeno dove vivo io (Gallarate -ndr-) è sempre più pericoloso uscire in strada.

GN: Io normalmente esco dalle 10 del mattino alle 3 del pomeriggio. Palestra pura, pesi, non ne faccio, solo qualche esercizio la sera. Ogni 2-3 giorni faccio un giorno di riposo.

GB: Io ora faccio anche palestra, 3 volte a settimana. Subito dopo la palestra 2-2,5h di bici. Gli altri giorni giri più  lunghi. Tengo sempre un giorno di riposo che faccio coincidere con la Domenica per stare con la famiglia. Negli ultimi anni vado via massimo in 2-3 perché c’è questo accanimento contro i ciclisti…quindi per non farsi ammazzare…ma mi piace anche allenarmi da solo. Quelli da solo sono gli allenamenti migliori (ride-dr).

Per chiudere. L’alimentazione. Quanto pesate?

EA: Quello è un po’ un mio limite. Io ho la sfortuna di avere un metabolismo per cui ingrasso tanto. Da allievo ero 93kg…appena sto fermo un attimo ingrasso, quindi mi limito su dolci, carboidrati e privilegio le verdure. Però non sono uno tanto pignolo…se mi dici di uscire a mangiare una pizza non mi faccio problemi, anche perché per quello che faccio io il peso è importante, ma fino ad un certo punto. Abbiamo la nutrizionista, ma nessuno ci controlla. Ti devi gestire te. Ora peso 79kg.

GN: Per me è molto importante. Mi affido alla nutrizionista belga della squadra, ma anche a casa ho i miei riferimenti. Peso 74kg.

GB: Io la curo molto ed ogni anno sempre di più. A casa sto anche più attento. Peso 58-59kg.

Chiudo con una nota di curiosità e per far ridere: abbiamo fatto un giro con la squadra nel loro giorno di riposo, 45km per circa 600mt di dislivello attorno all’Etna. La velocità media è stata di 28,5km/h, ma era evidente come ad ogni salitella tutti stessero diligentemente in Z1, cioè al “minimo dei giri”. Loro. Per confronto ecco l’analisi delle zone cardiache mie e di Jesper Stuyvens, con cui condivido peso e circa l’altezza (ma non l’età ovviamente) del giro fatto. Uno in preparazione al WorldTour ed uno in preparazione al cenone di Capodanno 🙂