Un problema riconosciuto del pubblico del ciclismo è l’età media degli spettatori.
In particolare il pubblico televisivo pare avere ormai un’età media di oltre 50 anni. C’è un interesse da parte del pubblico più giovane (o meno vecchio), ma questo è interessato solo agli ultimi kilometri delle gare (da qui le numerose proposte online in merito).
Così dicono le statistiche.
L’UCI conosce le statistiche e da tempo sta lavorando silenziosamente per porvi rimedio, ad esempio facendo pressioni su ASO, organizzatore del Tour e della Vuelta e di un buon numero di gare importanti del calendario, per accorciare le gare. Pressioni che ASO, per ora, rigetta ostinatamente.
Un’altra delle novità che l’UCI sta promuovendo pare però essere meglio accolta dal conservativo mondo del ciclismo e riguarda l’identificazione dei corridori in televisione.
L’UCI vorrebbe infatti, per ora informalmente, che ai corridori venisse assegnato un numero da tenere per tutta la stagione, con tanto di nome sulla maglia, in stile NBA, o calcio. Idea che pare essere molto ben recepita anche dagli stessi corridori, in particolare i più giovani, che la stanno caldeggiando. E così l’associazione internazionale dei giornalisti di ciclismo.
Il ciclismo incredibilmente si trova ad affrontare ora problemi che in altri sport sono stati risolti 10 e più anni fa, e pure in contesti (il basket ad es.), dove sono in 10 in campo simultaneamente, non in 200 come ad un grande giro.
Per ora solo la Sky ha anticipato i tempi, stampando il nome dei propri corridori sul fianco delle magliette. Ma i numeri di gara devono essere ancora attaccati con le spille di sicurezza come 50 anni fa.




18 team world tour + 17 continental per almeno 30 tesserati da mettere a preventivo, fanno 1050 numeri… forse li spaventa il dover mettere numeri a 4 cifre!!! haahahahah
Perchè piuttosto non lasciare libero sfogo alla personalizzazione dei caschi? rimane sempre l’oggetto di più immediata individuazione anche in mezzo al gruppo.
Figatissima!!!!
Sarebbe bello vedere le maglia dei corridori col loro nome….
Potrebbero scrivere solo il nome e cambiare il numero ad ogni corsa
UCI si dovrebbe preoccupare a ben altro, risolvere il problema del doping, poi gli appassionati al ciclismo aumenteranno automaticamente.
Altro che queste stupidaggini del nome e numero. Poi accorciare le gare e ridicolo, ma che vogliono far diventare i prof dei cicloturisti ?
Ridicolo.
Anche questi sono “problemi”.
Certo, ce ne sono di più importanti ma la rivendibilità del prodotto non può essere trascurata, a maggior ragione a fronte della necessità di ringiovanire fortemente l’audience.
Comunque se vogliamo parlare di “anticipare i tempi” in merito al nome sulle maglie, la Sky arriva ben in ritardo, visto che la Mercatone Uno le aveva introdotte nel 1998…
nome sulle maglie in alto sulla schiena, nelle riprese dall alto risulterebbe un minimo più chiaro.
piuttosto far evitare colori troppo ambiti come il nero quest anno: sky ma soprattutto trek opqs giant non le distinguo
Secondo me è una trovata commerciale per far entrare un po’ di sponsor e soldi.
E’ un modo per fare branding come succede in altri sport, vedi motociclismo lo sa anche mia madre che Rossi porta il 46 ….
Si creano così loghi e simboli da associare ad atleti che in questo modo diventano delle star…. ed a seguire merchandising, interesse mediatico, audience …
Ben venga, basta che non mi prendano per i fondelli ed ammettano per quello che è … puro business.
La mercatone uno di Pantani i nomi li aveva messi gia’ nel 1998!