Due campioni UCI Gran Fondo sospesi per doping

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Raúl Portillo campione UCI Gran Fondo nella categoria Master 45-49 anni ai campionati del mondo di Varese 2018, e José Antonio Larrea, 36 anni, entrambe baschi, sono stati sospesi per essere stati trovati positivi ad una sostanza non specificata dall’agenzia antidoping basca (AVA). Secondo il quotidiano El Correo Español , la sostanza sarebbe EPO.

Raul Portillo

Portillo, che corre per la squadra Norinver de Cabanas, ha vinto i campionati del mondo Gran Fondo UCI a Varese sia a cronometro sia nella prova in linea (135km). Nella cronometro ha coperto i 22,5km del percorso alla media di 46, 7km/h.


Portillo, classe 1973, risiede e si allena ad Andorra, dove ha vinto la locale gara Volta als Ports d’Andorra, nel 2016-2017 e 2018. Nel 2016 davanti Simon Clarke (EF Education First), nel 2017 davanti Ángel Madrazo Ruiz (Burgos-BH) e nel 2018 davanti George Bennet (Jumbo-Visma).

Clarke in carriera ha vinto due tappe alla Vuelta España, l’Herald Sun Tour, e quest’anno è arrivato 2° all’ Amstel Gold Race. George Bennett in carriera ha vinto un Tour of California e tra l’altro proprio l’anno scorso è arrivato 8° al Giro d’Italia, 5° al Tour of the Alps, 8° alla Tirreno-Adriatico e 4° al giro di Polonia.

Già nel 2015 il rapporto redatto dalla commissione indipendente per la riforma del ciclismo dell’UCI sottolineava come “il doping nelle corse amatoriali sia ormai endemico” e “nelle corse Master si trovano uomini d’affari di mezza età che vincono grazie all’EPO, con alcuni di loro che si allenano duramente come atleti professionisti e con prestazioni comparabili”. Tanto che sempre nello stesso report si dichiarava che i professionisti evitano queste granfondo per via dell’altissimo livello dovuto al numero di atleti dopati.

Portillo nega di essersi dopato e ha chiesto le controanalisi.

 

 

88 Comments

    • Buon giorno sono daccordo quasi su tutto io ho partecipato a Vrese contro il signor Portillo che ha fatto un numero incredibile premetto che la media oraria è di 46,7km/h e come crono uno pensa i prof fanno di più vi posso assicurare che per fare un tempo del genere io ho penensato ad un allenamento professionale ed un peso potenza esagerato, era una cronometro con 350 metri di dislivello su 22km e posso assicurarvi che la salita era molto impegnativa per essere in una cronometro un percorso per niente agevole credo che un professionista non sarebbe riuscito asfondare il muro dei 50 km/h un Dennis avrebbe fatto al max 49km/H,sono daccordo con chi dice che il livello dei cicloamatori è altissimo questo è uno che si cimentava a livello internazionale, però non concordo sui controlli a domicilio non vengono fatti a noi amatori io ne ho sostenuto uno il 22/01/2018 alle 6:30 di mattina e vi posso assicurare che uno come Portillo a parere mio è stato preso a domicilio è l’unico modo per prendere i furbetti perchè alle gare solo uno sprovveduto si fa “beccare”.

  1. “il doping nelle corse amatoriali sia ormai endemico” e “nelle corse Master si trovano uomini d’affari di mezza età che vincono grazie all’EPO, con alcuni di loro che si allenano duramente come atleti professionisti e con prestazioni comparabili”. Tanto che sempre nello stesso report si dichiarava che i professionisti evitano queste granfondo per via dell’altissimo livello dovuto al numero di atleti dopati.

    CAZZATE! ma quali prestazioni comparabili…

  2. JFBERNARDI

    “il doping nelle corse amatoriali sia ormai endemico” e “nelle corse Master si trovano uomini d’affari di mezza età che vincono grazie all’EPO, con alcuni di loro che si allenano duramente come atleti professionisti e con prestazioni comparabili”. Tanto che sempre nello stesso report si dichiarava che i professionisti evitano queste granfondo per via dell’altissimo livello dovuto al numero di atleti dopati.

    CAZZATE! ma quali prestazioni comparabili…

    tutto vero putroppo

  3. JFBERNARDI

    ma quali prestazioni comparabili…

    Le gare vinte ad Andorra da Portillo le ha vinte su Clarke e Madrazo in volata…109km, 3200mt di dislivello con arrivo in quota ad Arcalis. Oltre 29km/h di media. Dietro sono arrivati dei Pro livello continental.
    Non male per un 43enne amatore.

    • solo pane e acqua ovviamente. Tutti talenti scoperti troppo tardi, come quell’altro figlio del dottor frankenstin che doveva diventare pro per le sue magiche prestazioni

  4. Che pena…dei poveri vecchi vanitosi pieni di medicine, soldi e tempo libero. L’unica cosa che non hanno è l’intelligenza e la gioventù, cose che purtroppo non si comprano ne’ imparano.

  5. Ai campionati mondiali GF 2018 nella cronometro ha fatto il miglior tempo di tutte le categorie. Compresi i 19-34 anni.
    Idem nella corsa in linea, tranne nella categoria 19-34 (vinta da Elettrico), in cui sarebbe arrivato 50°.

  6. marco

    solo pane e acqua ovviamente. Tutti talenti scoperti troppo tardi, come quell'altro figlio del dottor frankenstin che doveva diventare pro per le sue magiche prestazioni

    Bisognerebbe conoscere panificio e fonte dove si procurano pane e acqua tanto portentosa!

  7. essere a casa con la febbre e sfogliare il magazine oggi regala di quelle gioie..se fossi un non appassionato che legge per caso le news quotidiane starei ben accorto da apprezzare il ciclismo, questa decisamente la lettura più penosa.

  8. Contenti loro contento pure me . Fosse per me renderei il doping libero sia per amatori che per pro cosi’ da vedere gente schiantarsi al suolo dopo aver fatto i 40 orari in salita !!! Se si vogliono distruggere liberi di farlo !

  9. Lightwave

    Allora è vero che ci sono degli amatori che vanno come i professionisti!
    ………

    Certo che è vero. Solo chi poco se ne intende non lo sa…..poi ovviamente non come i migliori professionisti, o magari in salita anche meglio anche dei professionisti quelli buoni che però in salita non vanno (Cavendish e sìmilia per capirci). Va comunque fatto un distinguo. I professionisti (tutti) hanno la reperibilità h24 e 365 gg all'anno e il passaporto biologico. Ciò limita molto la loro eventuale libertà d'azione. Gli amatori, male che va, vengono controllati in qualche gara, ma extragara no, e ciò fa tutta la differenza del mondo. Il poter caricare senza ritegno a dicembre, gennaio e febbraio, senza remore perchè non si corre, per poi ripulirsi un attimo prima delle prime gare dà un grosso vantaggio……il poter magari fare un mese o due no gare per rabboccare quello che si è caricato in inverno e poter fare una seconda parte di stagione a "bomba" idem….tutte cose che i prò non possono fare. Microdosi, controlli mancati…..problemi che gli amatori che fanno le cose "per bene" non hanno. Loro basta che stiano attenti quando corrono. Per il resto giù senza limiti.

  10. ancora con i coccodrilli che volano stiamo, si dopano i pro più giovani, prestanti, più tutto e gli amatori che fanno, stanno a guardare. il doping c’è, naturalmente tanti soldi modalità più sopraffine e non alla bovino maniera, poi ogni tanto pizzicano pure tra i pro.

  11. Non che in Italia la situazione sia molto diversa….Da frequentatore di garette locali ne vedo di tutti i colori, e non solo di maglie iridate,tricolori….

  12. VECCHIA

    Contenti loro contento pure me . Fosse per me renderei il doping libero sia per amatori che per pro cosi' da vedere gente schiantarsi al suolo dopo aver fatto i 40 orari in salita !!! Se si vogliono distruggere liberi di farlo !

    Ma sì, i controlli peraltro costano, quindi se nelle gare professionistiche si vogliono stabilire delle regole perché in fondo è un lavoro (e i controlli antidoping diventano quasi una forma di assicurazione per la salute dell'atleta, come le visite mediche e i presidi per la sicurezza per un normale lavoratore) per gli amatori lascerei proprio tutto libero. E queste notizie mi lasciano quasi indifferente, anzi mi spiace perché probabilmente queste persone hanno dei seri problemi:roll:.

  13. scusate, mi era scappato il mess. completo il pensiero
    Per me possono doparsi fino a scoppiare, il ciclismo amatoriale è quello delle pippe, quello di chi fa altro per campare.
    senza mancare di rispetto dal primo, che si allena duramente per impiegare il meno possibile e primeggiare ,all’ultimo che parte senza condizione, ma con il coraggio di partire, si può affermare che nel mondo ce ne sono tanti meglio che sanno fare quel mestiere, e di quel mestiere ne hanno fatto un lavoro.
    Per togliere il doping sarebbe semplice: togliere i premi in denaro, smettere di esaltare la competività e favorire la partecipazione e il pedalare esaltando e raccontando l’evento , gli aneddoti, dando voce a chi partecipa. Togliere visibilità a chi arriva primo insomma.
    Perche chi si dopa nel mondo amatoriale ha effettivamente qualche problema comportamentale, derivato dal desiderio di visibilità. A me fanno pena, non rabbia. Ne giustifico le mie scarse prestazioni con il doping degli altri. Se tutti mi arrivano davanti è certo che la maggior parte di essi sono più bravi.
    Tolta l’equazione, arrivi primo finisci su tutti i giornali , il doping amatoriale sarebbe …quasi… sparito. dico quasi perche qualcuno lo farebbe anche solo i kom o i kudos su strava.
    vedere articoli a 10 giorni dall’evento del tipo “chi vincerà la novecolli quest’anno?” è ridicolo. perche banalmente la risposta è e sarà sempre la stessa: una pippa del ciclismo!

  14. longjnes

    vedere articoli a 10 giorni dall'evento del tipo "chi vincerà la novecolli quest'anno?" è ridicolo. perche banalmente la risposta è e sarà sempre la stessa: una pippa del ciclismo!

    Esattamente, poi che un amatore, riempiendosi come una cavia da laboratorio fino a farsi scoppiare il cuore, possa ottenere risultati comparabili a un professionista è un altro discorso. Perché la comparazione delle prestazioni avviene alla luce di un contesto (fatto di controlli, rintracciabilità, passaporto biologico) totalmente diverso.
    Anche io posso battere Vettel in un giro di pista se ho a disposizione una Ferrari e lui un'ape con 4 quintali di pietre nel cassone.

  15. scusate ma dissento da chi afferma:" che facciano quello che vogliono, che prendano tutto il possibile e scoppino"
    c@__o, questi (riferito ai due presunti casi in questione) si sono sparati medicinali essenziali per alcuni, che servono a dare speranza di vita e/o di poter combattere una malattia.
    io mi incavolo per questo. sarà perché ho avuto parenti stretti che con quelle medicine hanno vinto la malattia, ed alcuni che hanno perso invece quella sfida, ma santo cielo, usare medicinali salva vita per un cosa così "inutile"……mi fa veramente venire il sangue alle vene

    poi, visto che sconfiggerlo del tutto il problema, secondo me, è utopia, almeno si potrebbe cominciare ad eliminare premiazioni per chi vince, celebrazioni ect ect

    perché una manifestazione come la MDD, invece che inquadrare sempre i primi, con didascalie su curriculum ed altro, non comincia lei a fare da apripista e magari evita le premiazioni, le interviste ai primi……
    di certo non avrebbe un calo degli iscritti. ed anche i giornali, che se hanno 20 righe per descrivere la corsa, ne impiegano 15 per spiegare chi ha vinto, e con quale azione meravigliosa

  16. longjnes

    Perche chi si dopa nel mondo amatoriale ha effettivamente qualche problema comportamentale, derivato dal desiderio di visibilità.

    Il che contraddice il discorso dei soldi. L'amatore non lo fa per soldi, né per i premi. Lo fa per vanità, per non essere l'ultimo del gruppo, per essere "qualcuno", etc.etc.

    Le randonnée non hanno classifiche, non sono nemmeno gare, ma c'è gente che si bomba pure li. O che taglia i percorsi (che è come fare una competizione di sollevamento pesi, ma metterli finti sul bilanciere).

    Idem quelli che si pompano come vitelli di steroidi per essere "fisicati" ed acquistare abbastanza autostima da fare il ganzo con una donna/uomo. Autostima comprata sotto forma di pillole o fialette.

    Io ho conosciuto un tizio che si bombava e non faceva nemmeno mezza gara. Solo per "farsi bello" nelle uscite di gruppo. E la cosa più triste è che funzionava, perché tanti compagni di uscita lo prendevano ad esempio e gli chiedevano consigli su come mangiare, come allenarsi, la tal bici, etc.. tanto che un tot di questi hanno montato le O'Symetric quando le ha montate lui….manco fosse Froome…
    Poi, dopo un paio d'anni si è stufato ed ora corre a piedi.

    Secondo me i soldi c'entrano poco. E ad un certo livello persino per i pro. Perché il vero sportivo, quello con la fame di vittoria, non lo fa per i soldi, lo fa per vincere, per l'adrenalina di alzare le braccia sul traguardo, di salire sul gradino più alto del podio. I soldi arrivano dopo e casomai possono anche togliere questa fame.

    Ci sono i pro che corrono solo per i soli e per i contratti, e non sono i cannibali. Anzi, sono quelli che alla prima cosa che va storta vanno a casa. Uno noto per essere così è Landa ad es.

    La risposta più onesta proprio di un pro è stata quella di Johnatan Vaughters, il team manager della EF, che ha smesso da corridore perché: "quando sei abituato ad andare veloce, non riesci più a tornare indietro". Intendendo che una volta imboccata la strada del doping non torni indietro.

    Altri due centesimi:

    -il doping libero sarebbe un'istigazione al suicidio. Nel contesto descritto sopra ci sarebbe gente che pur di vincere si farebbe arrivare l'ematocrito a n+1

    -fermo restando che i soldi non sono il male assoluto che inquina tutto come molti pensano, trovo che certi sponsor potrebbero risparmiarsi di fornire soldi e materiale a gente che è palesemente piena come uova di pasqua. Solo per una questione etica e di dignità.
    Fermo restando che se lo fanno vuol dire che funziona dal punto di vista economico. Quindi i cretini sono quelli che si comprano la bici del tal fenomeno delle GF (che magari poi sono gli stessi che ragliano contro "il marketing", di cui sono le vittime per eccellenza…).

    • ragione su tutto…non e’ questione di soldi…e’ questione di vincere e sentirsi forti……io non mi dopo per paura per la salute pero si che riesco a capirli…..la sensazione di vincere una gara e’ incredibile!!!! sono del parere che chi viene scoperto deve essere sospeso a vita. Pero non farei tanto scandalo. Io non mi sono mai drogato neanche da giovane per uscire con gli amici pero scommetto che di tutti quelli che gridano allo scandalo ce ne sono molti che qualcosa hanno preso….
      poi diciamoci la verita…….un asino per dopato che sia non diventa un cavallo da corsa….questo Portillo (che mi e’ anche parecchio antipatico) si dedica a tempo pieno alla bici, mangia e vive come un pro e ha delle qualita fisiche superiori……
      pero ha voluto fare il furbo e adesso deve pagare……

  17. Ser pecora

    Il che contraddice il discorso dei soldi. L'amatore non lo fa per soldi, né per i premi. Lo fa per vanità, per non essere l'ultimo del gruppo, per essere "qualcuno", etc.etc.

    Le randonnée non hanno classifiche, non sono nemmeno gare, ma c'è gente che si bomba pure li. O che taglia i percorsi (che è come fare una competizione di sollevamento pesi, ma metterli finti sul bilanciere).

    Idem quelli che si pompano come vitelli di steroidi per essere "fisicati" ed acquistare abbastanza autostima da fare il ganzo con una donna/uomo. Autostima comprata sotto forma di pillole o fialette.

    Io ho conosciuto un tizio che si bombava e non faceva nemmeno mezza gara. Solo per "farsi bello" nelle uscite di gruppo. E la cosa più triste è che funzionava, perché tanti compagni di uscita lo prendevano ad esempio e gli chiedevano consigli su come mangiare, come allenarsi, la tal bici, etc.. tanto che un tot di questi hanno montato le O'Symetric quando le ha montate lui….manco fosse Froome…
    Poi, dopo un paio d'anni si è stufato ed ora corre a piedi.

    Secondo me i soldi c'entrano poco. E ad un certo livello persino per i pro. Perché il vero sportivo, quello con la fame di vittoria, non lo fa per i soldi, lo fa per vincere, per l'adrenalina di alzare le braccia sul traguardo, di salire sul gradino più alto del podio. I soldi arrivano dopo e casomai possono anche togliere questa fame.

    Ci sono i pro che corrono solo per i soli e per i contratti, e non sono i cannibali. Anzi, sono quelli che alla prima cosa che va storta vanno a casa. Uno noto per essere così è Landa ad es.

    La risposta più onesta proprio di un pro è stata quella di Johnatan Vaughters, il team manager della EF, che ha smesso da corridore perché: "quando sei abituato ad andare veloce, non riesci più a tornare indietro". Intendendo che una volta imboccata la strada del doping non torni indietro.

    Altri due centesimi:

    -il doping libero sarebbe un'istigazione al suicidio. Nel contesto descritto sopra ci sarebbe gente che pur di vincere si farebbe arrivare l'ematocrito a n+1

    -fermo restando che i soldi non sono il male assoluto che inquina tutto come molti pensano, trovo che certi sponsor potrebbero risparmiarsi di fornire soldi e materiale a gente che è palesemente piena come uova di pasqua. Solo per una questione etica e di dignità.
    Fermo restando che se lo fanno vuol dire che funziona dal punto di vista economico. Quindi i cretini sono quelli che si comprano la bici del tal fenomeno delle GF (che magari poi sono gli stessi che ragliano contro "il marketing", di cui sono le vittime per eccellenza…).

    Il tuo discorso non fa una piega, complimenti!

  18. Ser pecora

    Il che contraddice il discorso dei soldi. L'amatore non lo fa per soldi, né per i premi. Lo fa per vanità, per non essere l'ultimo del gruppo, per essere "qualcuno", etc.etc.

    Le randonnée non hanno classifiche, non sono nemmeno gare, ma c'è gente che si bomba pure li. O che taglia i percorsi (che è come fare una competizione di sollevamento pesi, ma metterli finti sul bilanciere).

    Idem quelli che si pompano come vitelli di steroidi per essere "fisicati" ed acquistare abbastanza autostima da fare il ganzo con una donna/uomo. Autostima comprata sotto forma di pillole o fialette.

    Io ho conosciuto un tizio che si bombava e non faceva nemmeno mezza gara. Solo per "farsi bello" nelle uscite di gruppo. E la cosa più triste è che funzionava, perché tanti compagni di uscita lo prendevano ad esempio e gli chiedevano consigli su come mangiare, come allenarsi, la tal bici, etc.. tanto che un tot di questi hanno montato le O'Symetric quando le ha montate lui….manco fosse Froome…
    Poi, dopo un paio d'anni si è stufato ed ora corre a piedi.

    Secondo me i soldi c'entrano poco. E ad un certo livello persino per i pro. Perché il vero sportivo, quello con la fame di vittoria, non lo fa per i soldi, lo fa per vincere, per l'adrenalina di alzare le braccia sul traguardo, di salire sul gradino più alto del podio. I soldi arrivano dopo e casomai possono anche togliere questa fame.

    Ci sono i pro che corrono solo per i soli e per i contratti, e non sono i cannibali. Anzi, sono quelli che alla prima cosa che va storta vanno a casa. Uno noto per essere così è Landa ad es.

    La risposta più onesta proprio di un pro è stata quella di Johnatan Vaughters, il team manager della EF, che ha smesso da corridore perché: "quando sei abituato ad andare veloce, non riesci più a tornare indietro". Intendendo che una volta imboccata la strada del doping non torni indietro.

    Altri due centesimi:

    -il doping libero sarebbe un'istigazione al suicidio. Nel contesto descritto sopra ci sarebbe gente che pur di vincere si farebbe arrivare l'ematocrito a n+1

    -fermo restando che i soldi non sono il male assoluto che inquina tutto come molti pensano, trovo che certi sponsor potrebbero risparmiarsi di fornire soldi e materiale a gente che è palesemente piena come uova di pasqua. Solo per una questione etica e di dignità.
    Fermo restando che se lo fanno vuol dire che funziona dal punto di vista economico. Quindi i cretini sono quelli che si comprano la bici del tal fenomeno delle GF (che magari poi sono gli stessi che ragliano contro "il marketing", di cui sono le vittime per eccellenza…).

    Tutto giusto e condivisibile, ma a mio avviso di fronte a "notizie" del genere un grandissimo STICAZZI sarebbe la risposta più adeguata.

  19. Ser pecora

    -il doping libero sarebbe un'istigazione al suicidio. Nel contesto descritto sopra ci sarebbe gente che pur di vincere si farebbe arrivare l'ematocrito a n+1

    Va be' di modi leciti per farsi del male ce ne sono un po', non è nemmeno questo il principale.

    Ser pecora

    -fermo restando che i soldi non sono il male assoluto che inquina tutto come molti pensano, trovo che certi sponsor potrebbero risparmiarsi di fornire soldi e materiale a gente che è palesemente piena come uova di pasqua. Solo per una questione etica e di dignità.
    Fermo restando che se lo fanno vuol dire che funziona dal punto di vista economico. Quindi i cretini sono quelli che si comprano la bici del tal fenomeno delle GF (che magari poi sono gli stessi che ragliano contro "il marketing", di cui sono le vittime per eccellenza…).

    Naturalmente

  20. Ser pecora

    Il che contraddice il discorso dei soldi. L'amatore non lo fa per soldi, né per i premi. Lo fa per vanità, per non essere l'ultimo del gruppo, per essere "qualcuno", etc.etc.

    Le randonnée non hanno classifiche, non sono nemmeno gare, ma c'è gente che si bomba pure li. O che taglia i percorsi (che è come fare una competizione di sollevamento pesi, ma metterli finti sul bilanciere).

    Idem quelli che si pompano come vitelli di steroidi per essere "fisicati" ed acquistare abbastanza autostima da fare il ganzo con una donna/uomo. Autostima comprata sotto forma di pillole o fialette.

    Io ho conosciuto un tizio che si bombava e non faceva nemmeno mezza gara. Solo per "farsi bello" nelle uscite di gruppo. E la cosa più triste è che funzionava, perché tanti compagni di uscita lo prendevano ad esempio e gli chiedevano consigli su come mangiare, come allenarsi, la tal bici, etc.. tanto che un tot di questi hanno montato le O'Symetric quando le ha montate lui….manco fosse Froome…
    Poi, dopo un paio d'anni si è stufato ed ora corre a piedi.

    Secondo me i soldi c'entrano poco. E ad un certo livello persino per i pro. Perché il vero sportivo, quello con la fame di vittoria, non lo fa per i soldi, lo fa per vincere, per l'adrenalina di alzare le braccia sul traguardo, di salire sul gradino più alto del podio. I soldi arrivano dopo e casomai possono anche togliere questa fame.

    Ci sono i pro che corrono solo per i soli e per i contratti, e non sono i cannibali. Anzi, sono quelli che alla prima cosa che va storta vanno a casa. Uno noto per essere così è Landa ad es.

    La risposta più onesta proprio di un pro è stata quella di Johnatan Vaughters, il team manager della EF, che ha smesso da corridore perché: "quando sei abituato ad andare veloce, non riesci più a tornare indietro". Intendendo che una volta imboccata la strada del doping non torni indietro.

    Altri due centesimi:

    -il doping libero sarebbe un'istigazione al suicidio. Nel contesto descritto sopra ci sarebbe gente che pur di vincere si farebbe arrivare l'ematocrito a n+1

    -fermo restando che i soldi non sono il male assoluto che inquina tutto come molti pensano, trovo che certi sponsor potrebbero risparmiarsi di fornire soldi e materiale a gente che è palesemente piena come uova di pasqua. Solo per una questione etica e di dignità.
    Fermo restando che se lo fanno vuol dire che funziona dal punto di vista economico. Quindi i cretini sono quelli che si comprano la bici del tal fenomeno delle GF (che magari poi sono gli stessi che ragliano contro "il marketing", di cui sono le vittime per eccellenza…).

    beh leggendoti come non darti ragione, il fenomeno è molto articolato, però quando parli di bici date parli di soldi.
    alle rando io non vedo tutti questi bombati l'ambiente mi sembra molto più tranquillo, pulito, intendo per pulizia dei valori del ciclismo.
    Se Togli la visibilità a chi vince,in un colpo gli togli anche la bici, l'iscrizione, i materiali e gli togli anche il 90% del chattering a contorno. sulla gazzetta il 10 maggio non scrivere che la pippa xxx del team yyy ha vinto la gara di quelli che erano andati a cesenatico a fare una pedalata. e vedi che il doping lo dimezzi in un colpo. ma più che dimezzi. lo porti a livello di quello che c'è nelle rando. toglierlo del tutto purtroppo non è possibile. c'è chi si droga anche senza fare sport, e lo fa anche in solitudine, come giustamente dici.
    che poi per dirla tutta, io penso di stare discretamente economicamente, le manifestazioni son belle, ma costano tra trasferta hotel.. piu di 3-4 eventi non mi va di investirci perche non sarebbe giusto. invece c'è chi se le fa tutte, pagato da amatore. tutto questo è ridicolo nel senso vero del termine. togli visibilità e hai tolto anche questo.
    e poi basta con questa storia della staffetta ai primi, del cambio ruota per i primi, del traffico chiuso per i primi, dei privilegi ai primi (forniti anche dagli organizzatori) per chi va più forte, della diretta per i più forti, tra amatori siamo tutti amatori. Ci sono più ciclisti nelle retrovie che nel primo gruppetto. non credere che gli organizzatori non abbiano le lore colpe "indotte" o in buona fede nell'istigare il fenomeno del bombarsi.
    Citi un pro che dice che quando andavi forte poi è difficile andare piano. siamo amatori, il tempo passa. a 30 vai a 100, a 40 a 90, a 50 vai a 70.

  21. cronotime

    vi posso assicurare che uno come Portillo a parere mio è stato preso a domicilio è l'unico modo per prendere i furbetti perchè alle gare solo uno sprovveduto si fa "beccare".

    Ma chiaro che lo hanno preso perché sono andati a cercarlo. Alla fine è il classico esempio di quello che la fa talmente fuori dal vaso che rompe le palle a tutti.

    longjnes

    non credere che gli organizzatori non abbiano le lore colpe "indotte" o in buona fede nell'istigare il fenomeno del bombarsi.

    Certo che non lo credo. E sinceramente non credo che fare spallucce sia la cosa migliore. Come non credo che gli organizzatori dovrebbero girarsi dall'altra parte, tipo quelli della Oetztaler che mettono i poster giganti dei vincitori anche quando si sa perfettamente che tanti sono stati beccati ed erano taroccati. Che segnale è?

    Ma non credo nemmeno che si possa togliere il doping togliendo la competizione. Anche perché la competizione è il motore dello sport. Inutile girarci attorno.
    Un po' proprio come i randonneur, che in Italia sono prevalentemente "granfondisti delusi" dall'ambiente, la competitività esasperata, etc.etc.. delle GF. Col fischio però che poi non sono competitivi….spesso trasferiscono solo il celodurismo delle medie orarie a quello dei km/dislivello…

    L'operazione da fare sarebbe "culturale" e ridare la giusta dimensione alla competizione. In particolare ancorandola a dei valori o dei concetti base condivisi da tutti. Ma è chiaro che al momento sia un'operazione fallimentare, perché la società tutta è competitiva in quel modo li. Dove conta solo "farsi vedere" e "uscire dal mucchio" costi quel che costi.
    Non si può pensare che lo sport rappresenti un'isoletta felice in mezzo a tutto questo.
    O meglio, c'è chi lo vorrebbe e si indigna, ma personalmente non capisco il perché. Se non c'è Fair Play sempre, tutti i giorni, di sicuro non ci sarà nello sport.

  22. pedalone della bassa

    scusate ma dissento da chi afferma:" che facciano quello che vogliono, che prendano tutto il possibile e scoppino"
    c@__o, questi (riferito ai due presunti casi in questione) si sono sparati medicinali essenziali per alcuni, che servono a dare speranza di vita e/o di poter combattere una malattia.
    io mi incavolo per questo. sarà perché ho avuto parenti stretti che con quelle medicine hanno vinto la malattia, ed alcuni che hanno perso invece quella sfida, ma santo cielo, usare medicinali salva vita per un cosa così "inutile"……mi fa veramente venire il sangue alle vene

    poi, visto che sconfiggerlo del tutto il problema, secondo me, è utopia, almeno si potrebbe cominciare ad eliminare premiazioni per chi vince, celebrazioni ect ect

    perché una manifestazione come la MDD, invece che inquadrare sempre i primi, con didascalie su curriculum ed altro, non comincia lei a fare da apripista e magari evita le premiazioni, le interviste ai primi……
    di certo non avrebbe un calo degli iscritti. ed anche i giornali, che se hanno 20 righe per descrivere la corsa, ne impiegano 15 per spiegare chi ha vinto, e con quale azione meravigliosa

    sicuramente come dici avere accesso a farmaci "ospedalieri" configura anche un reato di contrabbando di medicinali. ma non era questo il senso del mio pensiero. voglio sperare e credere che chi si dopa non sottragga risorse a chi si cura. anzi forse paradossalmente, aumentando i volumi ne abbassa i costi.
    sul resto, vedere la telecronaca dei primi alla mdd fa ridere. come vedere il derby di calcio castiglioncello-cecina. Ma vai dietro, a riprendere chi si diverte davvero, a riprendere quelli che si fermano ai ristori (ecco togliamo anche i rifornimenti volanti….)

  23. afterhours

    poi diciamoci la verita…….un asino per dopato che sia non diventa un cavallo da corsa….questo Portillo (che mi e' anche parecchio antipatico) si dedica a tempo pieno alla bici, mangia e vive come un pro e ha delle qualita fisiche superiori……

    Jacques Anquetil non concorda con questo:-x

  24. Io ho avuto la.fortuna di poter partecipare al mondiale uci amatori che si tenne in Francia 2 anni fà e ragazzi vi posso assicurare che in griglia sembrava di essere in farmacia. Gli inglesi la facevano da padroni con tramadol e altre pasticchette mese sotto la salopette. A che fine ? Boooooo, visto che man mano che correvo stavano stramazzati a bordo strada a 2 kmh . Vincere con il trucco ? Preferisco arrivare ultimo ma saper di aver dato tutto, ma non tutti la.pensano così . Io credo che se ad ogni gf ci fosse il controllo antidoping gran parte dei soliti noti si dedicherebbe alle cicloturistiche .

  25. Domani esco…: Che faccio?…Vado a una media (per me) straordinaria..?…Passeggio canticchiando…?…Sta qui il bello: poter liberamente scegliere quello che fare e godersi il piacere che questo sport trasmette… tanto lo stipendio rimane quello!

  26. ian

    Jacques Anquetil non concorda con questo:-x

    Nemmeno io, che non sono Anquetil, concordo. Il doping ti trasforma proprio e trasforma per l'appunto un asino in un cavallo da corsa. Abbiamo fulgidi esempi fra i prò che pure sono mediamente chiacchierati chi più e chi meno, che chi esagera oltre la media fa degli exploit fuori dalle righe. Santambrogio ce lo ricordiamo? Per citare l'ultimo che mi viene in mente. O Reda, misconosciuto, che fa secondo all'italiano e per poco non batte Nibali…..ci sarebbe anche qualche esempio molto più evidente di vincitori di gare grosse, ma non essendo formalmente stato trovato positivo, lascio a chi vuole l'immaginazione. Se tra i prò è così, figuriamoci quanta differenza può fare il doping professionale (perchè epo, ormoni, anabolizzanti questo sono, non parliamo dello spruzzino vietato magari assunto sul serio per una allergia) tra gli amatori, in cui già i valori sono molto eterogenei di base per età e tenore di vita extraciclistica (lavoro, famiglia ecc.). Le GF sono piene di amatori che "magicamente" passano da metà classifica alle posizioni di vertice in pochi mesi guadagnando sui medesimi avversari decine di minuti per poi tornare dopo qualche mese di nuovo nella metà classifica e poi di nuovo risalire……sono piene di gente che vola assurdamente a febbrario, marzo aprile, salvo poi sgonfiarsi incredibilmente (e non sono tutta gente che ha esagerato con gli allenamenti invernali o fatto il cx che dà gamba e il cui calo è fisiologico ma non sproporzionato). Salvo poi tornare di nuovo a fuoco a luglio o per le Gf di settembre ottobre dopo la "pausa estiva", o direttamente nella stagione successiva.

  27. Ser pecora

    Il che contraddice il discorso dei soldi. L'amatore non lo fa per soldi, né per i premi. Lo fa per vanità, per non essere l'ultimo del gruppo, per essere "qualcuno", etc.etc.

    Le randonnée non hanno classifiche, non sono nemmeno gare, ma c'è gente che si bomba pure li. O che taglia i percorsi (che è come fare una competizione di sollevamento pesi, ma metterli finti sul bilanciere).

    Idem quelli che si pompano come vitelli di steroidi per essere "fisicati" ed acquistare abbastanza autostima da fare il ganzo con una donna/uomo. Autostima comprata sotto forma di pillole o fialette.

    Io ho conosciuto un tizio che si bombava e non faceva nemmeno mezza gara. Solo per "farsi bello" nelle uscite di gruppo. E la cosa più triste è che funzionava, perché tanti compagni di uscita lo prendevano ad esempio e gli chiedevano consigli su come mangiare, come allenarsi, la tal bici, etc.. tanto che un tot di questi hanno montato le O'Symetric quando le ha montate lui….manco fosse Froome…
    Poi, dopo un paio d'anni si è stufato ed ora corre a piedi.

    Secondo me i soldi c'entrano poco. E ad un certo livello persino per i pro. Perché il vero sportivo, quello con la fame di vittoria, non lo fa per i soldi, lo fa per vincere, per l'adrenalina di alzare le braccia sul traguardo, di salire sul gradino più alto del podio. I soldi arrivano dopo e casomai possono anche togliere questa fame.

    Ci sono i pro che corrono solo per i soli e per i contratti, e non sono i cannibali. Anzi, sono quelli che alla prima cosa che va storta vanno a casa. Uno noto per essere così è Landa ad es.

    La risposta più onesta proprio di un pro è stata quella di Johnatan Vaughters, il team manager della EF, che ha smesso da corridore perché: "quando sei abituato ad andare veloce, non riesci più a tornare indietro". Intendendo che una volta imboccata la strada del doping non torni indietro.

    Altri due centesimi:

    -il doping libero sarebbe un'istigazione al suicidio. Nel contesto descritto sopra ci sarebbe gente che pur di vincere si farebbe arrivare l'ematocrito a n+1

    -fermo restando che i soldi non sono il male assoluto che inquina tutto come molti pensano, trovo che certi sponsor potrebbero risparmiarsi di fornire soldi e materiale a gente che è palesemente piena come uova di pasqua. Solo per una questione etica e di dignità.
    Fermo restando che se lo fanno vuol dire che funziona dal punto di vista economico. Quindi i cretini sono quelli che si comprano la bici del tal fenomeno delle GF (che magari poi sono gli stessi che ragliano contro "il marketing", di cui sono le vittime per eccellenza…).

    :ola: amen

  28. samuelgol

    Nemmeno io, che non sono Anquetil, concordo. Il doping ti trasforma proprio e trasforma per l'appunto un asino in un cavallo da corsa. Abbiamo fulgidi esempi fra i prò che pure sono mediamente chiacchierati chi più e chi meno, che chi esagera oltre la media fa degli exploit fuori dalle righe. Santambrogio ce lo ricordiamo? Per citare l'ultimo che mi viene in mente. O Reda, misconosciuto, che fa secondo all'italiano e per poco non batte Nibali…..ci sarebbe anche qualche esempio molto più evidente di vincitori di gare grosse, ma non essendo formalmente stato trovato positivo, lascio a chi vuole l'immaginazione. Se tra i prò è così, figuriamoci quanta differenza può fare il doping professionale (perchè epo, ormoni, anabolizzanti questo sono, non parliamo dello spruzzino vietato magari assunto sul serio per una allergia) tra gli amatori, in cui già i valori sono molto eterogenei di base per età e tenore di vita extraciclistica (lavoro, famiglia ecc.). Le GF sono piene di amatori che "magicamente" passano da metà classifica alle posizioni di vertice in pochi mesi guadagnando sui medesimi avversari decine di minuti per poi tornare dopo qualche mese di nuovo nella metà classifica e poi di nuovo risalire……sono piene di gente che vola assurdamente a febbrario, marzo aprile, salvo poi sgonfiarsi incredibilmente (e non sono tutta gente che ha esagerato con gli allenamenti invernali o fatto il cx che dà gamba e il cui calo è fisiologico ma non sproporzionato). Salvo poi tornare di nuovo a fuoco a luglio o per le Gf di settembre ottobre dopo la "pausa estiva", o direttamente nella stagione successiva.

    No. Lui no. Lui ha regalato una speranza, un sogno a tutti noi, splendidi 40nni. :bn:

  29. A parte che è sbagliato, immorale e pericoloso, ma questi individui dove li trovano $20.000 all’anno per queste cose?!? (Ho letto in un articolo online che si parla di queste cifre per una “fornitura” annuale”). Cose da matti.

  30. samuelgol

    Nemmeno io, che non sono Anquetil, concordo. Il doping ti trasforma proprio e trasforma per l'appunto un asino in un cavallo da corsa. Abbiamo fulgidi esempi fra i prò che pure sono mediamente chiacchierati chi più e chi meno, che chi esagera oltre la media fa degli exploit fuori dalle righe. Santambrogio ce lo ricordiamo? Per citare l'ultimo che mi viene in mente. O Reda, misconosciuto, che fa secondo all'italiano e per poco non batte Nibali…..ci sarebbe anche qualche esempio molto più evidente di vincitori di gare grosse, ma non essendo formalmente stato trovato positivo, lascio a chi vuole l'immaginazione. Se tra i prò è così, figuriamoci quanta differenza può fare il doping professionale (perchè epo, ormoni, anabolizzanti questo sono, non parliamo dello spruzzino vietato magari assunto sul serio per una allergia) tra gli amatori, in cui già i valori sono molto eterogenei di base per età e tenore di vita extraciclistica (lavoro, famiglia ecc.). Le GF sono piene di amatori che "magicamente" passano da metà classifica alle posizioni di vertice in pochi mesi guadagnando sui medesimi avversari decine di minuti per poi tornare dopo qualche mese di nuovo nella metà classifica e poi di nuovo risalire……sono piene di gente che vola assurdamente a febbrario, marzo aprile, salvo poi sgonfiarsi incredibilmente (e non sono tutta gente che ha esagerato con gli allenamenti invernali o fatto il cx che dà gamba e il cui calo è fisiologico ma non sproporzionato). Salvo poi tornare di nuovo a fuoco a luglio o per le Gf di settembre ottobre dopo la "pausa estiva", o direttamente nella stagione successiva.

    Be incide di più nei professionisti invece. Tra il primo e l'ultimo di una gara professionistica c'è una differenza percentuale nella prestazione minima rispetto a quanto accade negli amatori quindi un boost anche minimo può farti scalare moltissime posizioni. Ovviamente il boost che può conseguire il professionista (sfruttando tutte le pieghe del regolamento) è inferiore rispetto a quello che può ottenere un amatore, che ha meno controlli ecc ecc

  31. samuelgol

    Certo che è vero. Solo chi poco se ne intende non lo sa…..poi ovviamente non come i migliori professionisti, o magari in salita anche meglio anche dei professionisti quelli buoni che però in salita non vanno (Cavendish e sìmilia per capirci). Va comunque fatto un distinguo. I professionisti (tutti) hanno la reperibilità h24 e 365 gg all'anno e il passaporto biologico. Ciò limita molto la loro eventuale libertà d'azione. Gli amatori, male che va, vengono controllati in qualche gara, ma extragara no, e ciò fa tutta la differenza del mondo. Il poter caricare senza ritegno a dicembre, gennaio e febbraio, senza remore perchè non si corre, per poi ripulirsi un attimo prima delle prime gare dà un grosso vantaggio……il poter magari fare un mese o due no gare per rabboccare quello che si è caricato in inverno e poter fare una seconda parte di stagione a "bomba" idem….tutte cose che i prò non possono fare. Microdosi, controlli mancati…..problemi che gli amatori che fanno le cose "per bene" non hanno. Loro basta che stiano attenti quando corrono. Per il resto giù senza limiti.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Rik_Verbrugghe

    Nei primi anni 2000 venne a disputare una Fausto Coppi assieme a un suo compagno di squadra di cui mi sfugge il nome… Anche lui corridore di spessore da classiche e semiclassiche Belghe.
    Credo partecipassero per fare condizione dopo infortuni vari..

    Esito–:==… Andarono in fuga subito dopo partenza con due Amatori puri di età Over.. Si ritirarono dopo la prima salita…….
    Intendo i due professionisti Belgi..:-x… Erano scoppiati a mantenere quel ritmo sulla prima salita. Di aneddoti simili se ne possono raccontare a iosa..

    Questo dovrebbe far riflettere come i protocolli adottati da UCI, siano si efficaci ma anche molto forvianti…..

  32. ian

    Be incide di più nei professionisti invece. Tra il primo e l'ultimo di una gara professionistica c'è una differenza percentuale nella prestazione minima rispetto a quanto accade negli amatori quindi un boost anche minimo può farti scalare moltissime posizioni. Ovviamente il boost che può conseguire il professionista (sfruttando tutte le pieghe del regolamento) è inferiore rispetto a quello che può ottenere un amatore, che ha meno controlli ecc ecc

    Mettiti d'accordo. Inizi il discorso dicendo che incide di più fra i prò….però poi lo concludi che x via del regolamento incide meno.
    Incide di più o meno?

  33. utah

    https://it.wikipedia.org/wiki/Rik_Verbrugghe

    Nei primi anni 2000 venne a disputare una Fausto Coppi assieme a un suo compagno di squadra di cui mi sfugge il nome… Anche lui corridore di spessore da classiche e semiclassiche Belghe.
    Credo partecipassero per fare condizione dopo infortuni vari..

    Esito–:==… Andarono in fuga subito dopo partenza con due Amatori puri di età Over.. Si ritirarono dopo la prima salita…….
    Intendo i due professionisti Belgi..:-x… Erano scoppiati a mantenere quel ritmo sulla prima salita. Di aneddoti simili se ne possono raccontare a iosa..

    Questo dovrebbe far riflettere come i protocolli adottati da UCI, siano si efficaci ma anche molto forvianti…..

    anche rik, quello della crono ai 60 all'ora e del bestemmione al processo alla tappa, non è che ci andasse piano con la benzina super.

  34. marco

    solo pane e acqua ovviamente. Tutti talenti scoperti troppo tardi, come quell'altro figlio del dottor frankenstin che doveva diventare pro per le sue magiche prestazioni

    non so il figlio ma su cecchini padre c'è poco da dire. considerato il contesto in cui operò diciamo fu uno dei meno compromessi. ricordo che nell'ambiente pro tutto gira intorno a soldi e a gente consenziente che deve vincere per lavoro e che probabilmente in altri contesti aveva approcci al doping più easy rispetto alle cure di cecchini.
    non mi sentirei di parlarne in termini negativi.
    certo il fatto che il padre sia stato nel giro pro può far, giustamente, sorgere sospetti sul figlio amatore ma attualmente non c'è nulla.

  35. longjnes

    scusate, mi era scappato il mess. completo il pensiero
    Per me possono doparsi fino a scoppiare, il ciclismo amatoriale è quello delle pippe, quello di chi fa altro per campare.
    senza mancare di rispetto dal primo, che si allena duramente per impiegare il meno possibile e primeggiare ,all'ultimo che parte senza condizione, ma con il coraggio di partire, si può affermare che nel mondo ce ne sono tanti meglio che sanno fare quel mestiere, e di quel mestiere ne hanno fatto un lavoro.
    Per togliere il doping sarebbe semplice: togliere i premi in denaro, smettere di esaltare la competività e favorire la partecipazione e il pedalare esaltando e raccontando l'evento , gli aneddoti, dando voce a chi partecipa. Togliere visibilità a chi arriva primo insomma.
    Perche chi si dopa nel mondo amatoriale ha effettivamente qualche problema comportamentale, derivato dal desiderio di visibilità. A me fanno pena, non rabbia. Ne giustifico le mie scarse prestazioni con il doping degli altri. Se tutti mi arrivano davanti è certo che la maggior parte di essi sono più bravi.
    Tolta l'equazione, arrivi primo finisci su tutti i giornali , il doping amatoriale sarebbe …quasi… sparito. dico quasi perche qualcuno lo farebbe anche solo i kom o i kudos su strava.
    vedere articoli a 10 giorni dall'evento del tipo "chi vincerà la novecolli quest'anno?" è ridicolo. perche banalmente la risposta è e sarà sempre la stessa: una pippa del ciclismo!

    quei tanti che lo fanno per mestiere potrebbero avere prestazioni truccate dal doping. potrebbero essere pippe atletiche che sanno guidare bene la bici perché ci sono sopra ogni giorno da quando avevano 3 mesi di vita.

    dire che il ciclismo amatoriale è un ciclismo di pippe è una frase ad effetto ma a mio avviso di zero senso.
    lo scimmiottamento del ciclismo pro da parte dell'ambiente amatoriale, quello lo trovo a volte ridicolo anche io, giornali etc fanno parte del folklore, uno ci può ridere sopra (o prenderlo sul serio se ci guadagna).

    non trovo ridicole le prestazioni di un amatore a prescindere. trovo una scemenza dire sei un amatore quindi una pippa, vai a farti un giro in centro al posto di star lì a misurare le tacchette. e che discorso del piffero è?

    nel concreto.
    se tu fai 31 minuti sui 10 mila metri quella prestazione non è una prestazione di una pippa ma di uno che corre bene. non sei mo farah (grazie al c., se consentito) ma ciò non sposta di un millimetro il fatto che quella sia una prestazione atleticamente buona (se ottenuta senza aiuti chimici, sottointeso ma ovvio).

    ricordo di aver visto gente giocare molto molto molto bene a tennis, aver visto gente classificata giocare peggio ma mai mi sono permesso di dire ai primi: sei un amatore del tennis? sai giochi benino ma fai parte delle pippe. mi avrebbero portato via con l'ambulanza per il tso.

    un discorso senza senso. il problema del ciclismo e dell'atletica (tipo il mezzofondo) è che le prestazioni possono cambiare con gli additivi. ma se uno è natural quello è talento. atletico ma sempre di talento si tratta.

  36. gasht

    quei tanti che lo fanno per mestiere potrebbero avere prestazioni truccate dal doping. potrebbero essere pippe atletiche che sanno guidare bene la bici perché ci sono sopra ogni giorno da quando avevano 3 mesi di vita.

    dire che il ciclismo amatoriale è un ciclismo di pippe è una frase ad effetto ma a mio avviso di zero senso.
    lo scimmiottamento del ciclismo pro da parte dell'ambiente amatoriale, quello lo trovo a volte ridicolo anche io, giornali etc fanno parte del folklore, uno ci può ridere sopra (o prenderlo sul serio se ci guadagna).

    non trovo ridicole le prestazioni di un amatore a prescindere. trovo una scemenza dire sei un amatore quindi una pippa, vai a farti un giro in centro al posto di star lì a misurare le tacchette. e che discorso del piffero è?

    nel concreto.
    se tu fai 31 minuti sui 10 mila metri quella prestazione non è una prestazione di una pippa ma di uno che corre bene. non sei mo farah (grazie al c., se consentito) ma ciò non sposta di un millimetro il fatto che quella sia una prestazione atleticamente buona (se ottenuta senza aiuti chimici, sottointeso ma ovvio).

    ricordo di aver visto gente giocare molto molto molto bene a tennis, aver visto gente classificata giocare peggio ma mai mi sono permesso di dire ai primi: sei un amatore del tennis? sai giochi benino ma fai parte delle pippe. mi avrebbero portato via con l'ambulanza per il tso.

    un discorso senza senso. il problema del ciclismo e dell'atletica (tipo il mezzofondo) è che le prestazioni possono cambiare con gli additivi. ma se uno è natural quello è talento. atletico ma sempre di talento si tratta.

    evidentemente non hai letto bene il preambolo o non hai capito il senso. chi pensa di essere forte perché vince una gf, si sbaglia. perché ciclisticamente ci sono migliaia di pro e anche amatori più forti di lui. quindi è una pippa. poi se gli piace godere della bici é un altro conto. infatti è un amatore come tutti gli altri.
    detto questo domenica prossima alla novecolli (conosco quella) vincerà uno sconosciuto, che sarà trattato da campione. questo è semplicemente ridicolo.

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  37. longjnes

    evidentemente non hai letto bene il preambolo o non hai capito il senso. chi pensa di essere forte perché vince una gf, si sbaglia. perché ciclisticamente ci sono migliaia di pro e anche amatori più forti di lui. quindi è una pippa. poi se gli piace godere della bici é un altro conto. infatti è un amatore come tutti gli altri.
    detto questo domenica prossima alla novecolli (conosco quella) vincerà uno sconosciuto, che sarà trattato da campione. questo è semplicemente ridicolo.

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    come ripeto dipende.

    io parlo di prestazioni atletiche. non c'entra nulla la posizione in classifica nella gf. per semplificare ulteriormente puoi avere un kom su strava ed essere fermo come puoi avere il 50 tempo ed aver fatto una superprestazione. mi sembra abbastanza pacifico.

    dire come nel preambolo che il" ciclismo amatoriale è quello delle pippe" è una frase che a mio avviso non ha senso.

  38. gasht

    come ripeto dipende.

    io parlo di prestazioni atletiche. non c'entra nulla la posizione in classifica nella gf. per semplificare ulteriormente puoi avere un kom su strava ed essere fermo come puoi avere il 50 tempo ed aver fatto una superprestazione. mi sembra abbastanza pacifico.

    dire come nel preambolo che il" ciclismo amatoriale è quello delle pippe" è una frase che a mio avviso non ha senso.

    purtroppo invece ha senso, perché prestazionalmente è così. come vedere una gara di amatori 100m piani dove chi arriva primo impiega 13sec e l'ultimo 18.
    vedere uno che vince l'ex pantani scalando il mortirolo in 50-55min è una prestazione ridicola rispetto a quello che l'umanità mette a disposizione in alcune (direi tante) sue varianti.
    quindi essere trattato da campione per questo ha poco senso. mettendomi nei panni dei primi ci sarebbe quasi da vergognarsi a essere trattati cosi.
    poi ognuno ha le sue opinioni ci mancherebbe.

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  39. longjnes

    purtroppo invece ha senso, perché prestazionalmente è così. come vedere una gara di amatori 100m piani dove chi arriva primo impiega 13sec e l'ultimo 18.
    vedere uno che vince l'ex pantani scalando il mortirolo in 50-55min è una prestazione ridicola rispetto a quello che l'umanità mette a disposizione in alcune (direi tante) sue varianti.
    quindi essere trattato da campione per questo ha poco senso. mettendomi nei panni dei primi ci sarebbe quasi da vergognarsi a essere trattati cosi.
    poi ognuno ha le sue opinioni ci mancherebbe.

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    tutte le prestazioni atletiche sono valutabili con scienza e coscienza.
    dire che tutti gli amatori sono pippe è ben altro tipo di affermazione, è un colpo di pistola sparato a caso, difficile centrare il bersaglio.
    mi pare chiaro.

  40. gasht

    tutte le prestazioni atletiche sono valutabili con scienza e coscienza.
    dire che tutti gli amatori sono pippe è ben altro tipo di affermazione, è un colpo di pistola sparato a caso, difficile centrare il bersaglio.
    mi pare chiaro.

    se ne conosci di amatori uno che non lo è , avrebbe facilmente un contratto. tour, giro, classiche, coppe continentali, il mondo è pieno di gare c'è posto per migliaia. forse decine di migliaia. essere il 10000° del rancking o il 10000000° cambia qualcosa nella sostanza? a volte è semplice eh. poi come ho detto nel preambolo, massimo rispetto per tutti, dal primo che si allena duro, all'ultimo che in più ha pure il coraggio di partire! faccio parte anche io della barca.

  41. longjnes

    se ne conosci di amatori uno che non lo è , avrebbe facilmente un contratto. tour, giro, classiche, coppe continentali, il mondo è pieno di gare c'è posto per migliaia. forse decine di migliaia. essere il 10000° del rancking o il 10000000° cambia qualcosa nella sostanza? a volte è semplice eh. poi come ho detto nel preambolo, massimo rispetto per tutti, dal primo che si allena duro, all'ultimo che in più ha pure il coraggio di partire! faccio parte anche io della barca.

    c'è gente che non sa guidare la bici ma che atleticamente è molto forte e potenzialmente lo sarebbe di più.
    c'è gente che potrebbe correre tra i pro ma a cui non interessa prendere uno stipendio più basso di quello che prende o per le più svariate ragioni.
    schiacciante minoranza quello che si vuole. ma esistono.

    diverso è il discorso se questa forza atletica sia il risultato di additivi chimici. lì il discorso è diverso e francamente mi interessa meno di zero.
    se portillio con addizione va il 10% più o il 5% in più è un discorso senza interesse per me. nel momento in cui si ricorre a incrementi farmacologici della prestazione quella prestazione smette ai miei occhi di essere valutabile perché il guadagno diventa esponenziale.
    se in quella crono vai il 5% in più all'inzio della salita il tuo guadagno è esponeziale, tipo prendi il muro ai 40 all'ora invece che ai 35 all'ora hai un abbirvio maggiore tutto si stravolge etc etc. di quella roba lì ottenuta così mi interessa zero.

  42. Ser pecora

    Lo fa per vanità

    Autostima comprata sotto forma di pillole o fialette.

    Solo per "farsi bello" nelle uscite di gruppo. i.

    di salire sul gradino più alto del podio.

    pur di vincere si farebbe arrivare l'ematocrito a n+1

    Non è facile accettare di sentirsi nessuno.. frutto del concetto bacato del doversi affermare sugli altri, come se la vita desse solo quella come opzione 🙄

  43. parajba

    A parte che è sbagliato, immorale e pericoloso, ma questi individui dove li trovano $20.000 all’anno per queste cose?!? (Ho letto in un articolo online che si parla di queste cifre per una “fornitura” annuale”). Cose da matti.

    Si vede che hanno molto nero da smaltire ;pirlùn^

  44. samuelgol

    Mettiti d'accordo. Inizi il discorso dicendo che incide di più fra i prò….però poi lo concludi che x via del regolamento incide meno.
    Incide di più o meno?

    Allora è semplice: che boost può darti l'Epo? 6-7%? Ecco variare la prestazione del 6-7% tra professionisti, dove alla fine hanno tutti doti fisiche fuori dal comune, tutti curano l'alimentazione, tutti sono preparati a puntino, tutti fanno vita monastica, incide più che fra gli amatori dove la forbice tra massimo e minimo di tutti elementi è molto più dilatata. Per contro ovviamente le regole rendono più difficile conseguire quel vantaggio tra i professionisti piuttosto che fra i dilettanti. Però secondo me guadagnare uno 0,5% nel gruppo livellatissimo dei professionisti incide almeno quanto un 5% nel gruppo variegato degli amatori, se non di più. Spero di essermi spiegato

  45. gasht

    non so il figlio ma su cecchini padre c'è poco da dire. considerato il contesto in cui operò diciamo fu uno dei meno compromessi. ricordo che nell'ambiente pro tutto gira intorno a soldi e a gente consenziente che deve vincere per lavoro e che probabilmente in altri contesti aveva approcci al doping più easy rispetto alle cure di cecchini.
    non mi sentirei di parlarne in termini negativi.
    certo il fatto che il padre sia stato nel giro pro può far, giustamente, sorgere sospetti sul figlio amatore ma attualmente non c'è nulla.

    Mi pare che nel suo libro Hamilton dica di Cecchini, in epoca di trasfusioni, che sostenesse che in salita è più importante avere un kg in meno che un punto di ematocrito in più. Per dire quale fosse il suo pensiero sulla preparazione dei pro (ovvero il doping è un male irrinunciabile, ma non spingo gli atleti a farne uso)

  46. gasht

    …….
    c'è gente che potrebbe correre tra i pro ma a cui non interessa prendere uno stipendio più basso di quello che prende o per le più svariate ragioni.
    schiacciante minoranza quello che si vuole. ma esistono………..

    Condivido. Tra un buon avvocato e un prò continental, passano migliaia di euro al mese. Il buon avvocato può farlo fino a che ne ha voglia, il prò continental può farlo fino a 35 anni? E poi con quei 4 soldi cosa sa fino a che campa?
    Ci possono essere tranquillamente, tra gli amatori, gente che per talento e possibilità fisiche è (o sarebbe stata a 25 anni) più forte di molti prò e che per ragioni sue di vita ha scelto altre strade, fosse anche il non volersi dopare per forza in un momento in cui lo facevano tutti e ammesso che anche ora non sia ancora così. Escluderei che uno che avesse le prospettive di talento di un Nibali, Froome, Sagàn o comunque di quei 30/40 che col ciclismo si possono assicurare anche il futuro post carriera, abbia parato altrove. Se hai una passione ed eccellenti prospettive che quella ti dia da campare per sempre, al 99.99% fai quella. Quindi il dire che fra gli amatori ci son solo pippe è falso….ovvio mediamente molti lo sono.
    Comunque guadagnano più gli amatori top che moltissimi che hanno il tesserino da prò. In questo un Elettrico (sia chiaro non lo sto tacciando di doping) è stato molto più furbo. Ha seguaci, follower e prebende varie molto più di molti prò. E ciò è ovvio….è conosciuto da molti più praticanti di quanto lo siano molti prò, quindi lo spirito di emulazione che muove i soldi in questo settore da parte dei mammalucchi che pendono dalle gesta di queste persone, è molto più appetibile per gli sponsor.
    Prendete qualche squadra italiana prò. Bardiani, Androni…..squadre che saranno al Giro. Scorrete i nomi che corrono per queste squadre. Quanti di loro sono più conosciuti dai praticanti di un Elettrico che va in giro con la maglia di campione del mondo, vince a braccia alzate la MdD e dà consigli su Twitter e FB manco fosse il Papa….e fa sul Giovo alla Oetztaler tempi migliori di quasi tutti i prò che a loro volta hanno corso la Oetztaler…..gente che magari paga lei per correre mentre lui è servito e riverito.

  47. ian

    Mi pare che nel suo libro Hamilton dica di Cecchini, in epoca di trasfusioni, che sostenesse che in salita è più importante avere un kg in meno che un punto di ematocrito in più. Per dire quale fosse il suo pensiero sulla preparazione dei pro (ovvero il doping è un male irrinunciabile, ma non spingo gli atleti a farne uso)

    Il punto è che arriva un momento in cui il kg in meno non ce lo hai più da togliere senza che diventi controproducente ed è quello il momento in cui ti fai tentare dal punto di ematocrito in più.
    Peraltro, vado a memoria, potrei sbagliare, il dottor Cecchini mi pare sia stato coinvolto in inchieste che alla fine non sono sfociate in una condanna definitiva, dunque ci andrei piano ad associarlo pubblicamente al doping con certezza.

  48. samuelgol

    In questo un Elettrico (sia chiaro non lo sto tacciando di doping) è stato molto più furbo. Ha seguaci, follower e prebende varie molto più di molti prò. E ciò è ovvio….è conosciuto da molti più praticanti di quanto lo siano molti prò, quindi lo spirito di emulazione che muove i soldi in questo settore da parte dei mammalucchi che pendono dalle gesta di queste persone, è molto più appetibile per gli sponsor.

    N'altro influencer 😉

  49. ian

    Allora è semplice: che boost può darti l'Epo? 6-7%? Ecco variare la prestazione del 6-7% tra professionisti, dove alla fine hanno tutti doti fisiche fuori dal comune, tutti curano l'alimentazione, tutti sono preparati a puntino, tutti fanno vita monastica, incide più che fra gli amatori dove la forbice tra massimo e minimo di tutti elementi è molto più dilatata. Per contro ovviamente le regole rendono più difficile conseguire quel vantaggio tra i professionisti piuttosto che fra i dilettanti. Però secondo me guadagnare uno 0,5% nel gruppo livellatissimo dei professionisti incide almeno quanto un 5% nel gruppo variegato degli amatori, se non di più. Spero di essermi spiegato

    Mica tanto…se gli amatori possono variare di quanto gli pare perché tanto i controlli non li hanno alla fine possono fare tutta la differenza del mondo…l'epo può tranquillamente dare un "boost" del 20% in termini di watt, se preso a macrodosi. Un buon amatore con una ftp di 310-320w, senza essere un fenomeno, può arrivare a wattaggi che gli consentirebbero tranquillamente di stare in un gruppo di pro.

    Perché poi non si capisce perché questi paragoni debbano essere sempre fatti tra l'amatore e Froome o Nibali….quando si parla di "prestazioni da pro" si parla anche di quelli che arrivano a metà classifica…o quelli non sono pro?
    Basti prendere gare fatte sullo stesso percorso (chessò, la Oetzy 5000 Pro vs la Oetzy radmarathon): i tempi dei migliori amatori gli avrebbero consentito di stare tranquillamente a metà classifica tra i pro. Quindi le prestazioni sono paragonabili? Mi pare proprio di si.

    Poi ovvio che il discorso si allarga a quanto siano "amatori" quelli che vincono le gf più prestigiose, dato che la maggior parte sono "amatori-professionisti" con ammiraglie, radioline, gregari, training camp di mesi in inverno, etc.etc.. Quell'aspetto forse dovrebbe essere "fustigato", non tanto dare credito all'amatore (vero) che invece pare dovrebbe vergognarsi di alzare la coppa o essere menzionato su un giornale…

  50. Ser pecora

    Mica tanto…se gli amatori possono variare di quanto gli pare perché tanto i controlli non li hanno alla fine possono fare tutta la differenza del mondo…l'epo può tranquillamente dare un "boost" del 20% in termini di watt, se preso a macrodosi. Un buon amatore con una ftp di 310-320w, senza essere un fenomeno, può arrivare a wattaggi che gli consentirebbero tranquillamente di stare in un gruppo di pro.

    Perché poi non si capisce perché questi paragoni debbano essere sempre fatti tra l'amatore e Froome o Nibali….quando si parla di "prestazioni da pro" si parla anche di quelli che arrivano a metà classifica…o quelli non sono pro?
    Basti prendere gare fatte sullo stesso percorso (chessò, la Oetzy 5000 Pro vs la Oetzy radmarathon): i tempi dei migliori amatori gli avrebbero consentito di stare tranquillamente a metà classifica tra i pro. Quindi le prestazioni sono paragonabili? Mi pare proprio di si.

    Poi ovvio che il discorso si allarga a quanto siano "amatori" quelli che vincono le gf più prestigiose, dato che la maggior parte sono "amatori-professionisti" con ammiraglie, radioline, gregari, training camp di mesi in inverno, etc.etc.. Quell'aspetto forse dovrebbe essere "fustigato", non tanto dare credito all'amatore (vero) che invece pare dovrebbe vergognarsi di alzare la coppa o per essere menzionato su un giornale…

    infatti. esiste una zona grigia tra i migliori amatori e i peggiori prof. non stiamo ovviamente parlando di top level ma di un livello basso.
    michele ferrari, per tagliare la testa al toro, parlava dello spartiacque dato dai 6 watt kg 20 minuti condizione necessaria (non sufficiente) per poter aspirare a correre tra i professionisti. aspirare a correre eh. non vincere il tour de france ma stare in gruppo…

  51. gasht

    infatti. esiste una zona grigia tra i migliori amatori e i peggiori prof. non stiamo ovviamente parlando di top level ma di un livello basso.
    michele ferrari, per tagliare la testa al toro, parlava dello spartiacque dato dai 6 watt kg 20 minuti condizione necessaria (non sufficiente) per poter aspirare a correre tra i professionisti. aspirare a correre eh. non vincere il tour de france ma stare in gruppo…quella misura, quel dato non è tanto ma neanche poco. è poco per i top level (tipo un bernal li tiene 40 minuti in gara…) è abbatanza per un gregario. poi ci vuole la tecnica.
    ci saranno sicuramente tra i pro gente che tiene i 6.5 watt kg ma che ha poco manico e gente che ha 6.1 e sta davanti perché sa limare etc…

    Con tutte le varianti e variabili del caso, anche perché non mi pare ci siano tante corse amatoriali a tappe di 3 settimane. Ed è anche difficile vedere i granfondisti a gare in circuito e contrario. Mentre i pro, tendenzialmente corrono un po' di tutto.
    Quindi i parametri vanno considerati in base ad una certa "iperspecializzazione" che hanno gli amatori.

  52. Ser pecora

    Con tutte le varianti e variabili del caso, anche perché non mi pare ci siano tante corse amatoriali a tappe di 3 settimane. Ed è anche difficile vedere i granfondisti a gare in circuito e contrario. Mentre i pro, tendenzialmente, corrono un po' di tutto.
    Quindi i parametri vanno considerati in base ad una certa "iperspecializzazione" che hanno gli amatori.

    anche il livello di chi affronti ti fa migliorare. ossia in ambiente professionistico c' èun abitudine a determinati ritmi che fa fare il salto di qualità che magari in campo amatoriale con ritmi più umani non è possibile.
    quel numero da me citato prima è un primo punto di partenza non certo quello di arrivo.

  53. gasht

    infatti. esiste una zona grigia tra i migliori amatori e i peggiori prof. non stiamo ovviamente parlando di top level ma di un livello basso.
    michele ferrari, per tagliare la testa al toro, parlava dello spartiacque dato dai 6 watt kg 20 minuti condizione necessaria (non sufficiente) per poter aspirare a correre tra i professionisti. aspirare a correre eh. non vincere il tour de france ma stare in gruppo…quella misura, quel dato non è tanto ma neanche poco. è poco per i top level (tipo un bernal li tiene 40 minuti in gara…) è abbatanza per un gregario. poi ci vuole la tecnica.
    ci saranno sicuramente tra i pro gente che tiene i 6.5 watt kg ma che ha poco manico e gente che ha 6.1 e sta davanti perché sa limare etc…

    Qualche tempo fa.. Ho avuto modo di discutere di prestazioni, atleti, amatori, professionisti con un Medico che si occupa sopratutto di Test valutativi.
    Al riguardo prestazioni Atleti Professionisti/Amatori, mi spiegava che ormai aveva smesso di dare una classificazione tra queste due categorie. sempre in funzione ai numeri( che da soli non fanno un Atleta ma molto dicono..)
    Classifica in Atleti di Fascia altissima chi puo' ambire al professionismo.. Mi spiegava che qualche caso di Atleti che evidenziano quel livello nei test lo si trova anche in chi non fa e non ha fatto il professionista, poi magari neppure fa attività amatoriale intensa..

    In questo era la netto del discorso doping..
    Infatti il ricorso ad un doping diciamo piu' grossolano e tradizionale.. un professionista che è in quel mondo da molto tempo ha tutti i mezzi per valutarlo.

    Altro discorso se forme di doping piu' sofisticato, a cui credo il mondo professionistico di prima fascia faccia ricorso..
    Questa frase è attribuibile a chi scrive e non ad altri…:==

  54. Ser pecora

    Con tutte le varianti e variabili del caso, anche perché non mi pare ci siano tante corse amatoriali a tappe di 3 settimane. Ed è anche difficile vedere i granfondisti a gare in circuito e contrario. Mentre i pro, tendenzialmente, corrono un po' di tutto.
    Quindi i parametri vanno considerati in base ad una certa "iperspecializzazione" che hanno gli amatori.

    Ma alla fin fine l'iperspecializzazione c'è anche tra i prò…..Froome o Dumoulin (cito stranieri così i fanboy son tranquilli) al Fiandre o alla Roubaix allo stato attuale non sono competitivi, da vedersi se lo sarebbero allenandosi specificamente per quelle. Dubito. Un Quintana sicuramente è ancor più specialista.
    Al contrario in un GT anche un fuoriclasse cristallino come Sagàn difficilmente sarebbe mai competitivo.
    Tra gli amatori è discorso similare, ma forse lo è meno. I big da Gf tendenzialmente sono ottimi scalatori e non può essere altrimenti, visto che sul Giau o sul Rombo se non sei scalatore ti pianti. Così come i circuitari da volata sono più Sagàn. Ma nel mondo amatoriale, proprio perchè il doping, almeno da parte di chi ne fa ricorso è incontrollato, si vedono numeri fuori dai canoni classici. Granfondisti che dopo aver fatto la differenza in salita, si mettono in pianura alla Cancellara e da soli resistono al ritorno di gruppi più o meno numerosi che gli corrono appresso (e non gruppi di tapascioni, ma di gente che magari si gioca il secondo posto) magari distanziandoli. imprese stile Froome su Finestre, tra gli amatori se ne vedono tot all'anno :))):. Ricordo ancora il buon Sorrenti Mazzocchi che un mese prima di essere pizzicato, vinse con 3 minuti sul secondo (a sua volta pizzicato per doping un paio di anni dopo) e 16 minuti sul 3, la Straducale dopo 180 km di fuga solitaria. Da notare che vinse con 32 di media una gara in cui condusse da solo 180 dei 201 km con 4600 metri di dislivello. Questo consente il doping fra gli amatori!!!!!
    Idem alcuni circuitari che dici: …quello con quelle cosce ti fulmina in pianura, ma al primo cavalcavia si stacca e invece reggono pure sulle salite al 10%.
    Nel mondo amatoriale vedi di quei fenomeni veramente paranormali che paradossalmente fra i prò non vedi e dove tutto è più lineare per cui tra Sagàn e Quintana il primo vincerà 100 volate e il secondo 100 granfondo.

  55. samuelgol

    P.S. Il duca di Urbino lo hanno chiamato. Roba da far sembrare gli 80 km di fuga di Froome sul Finestre una roba da pippe :))):
    http://www.marchemarathon.it/news/100-e-il-trevigiano-sorrenti-mazzocchi-il-duca-di-urbino.html
    Sorrenti, quello che alla MdD fece il Giau un minuto meglio di Riccò e Piepoli (:roll:) che poi vinsero la tappa delle 3 Cime di Lavaredo. Riccò e Piepoli!!!!!

    Andrebbe riabilitato anche solo per il fatto di aver rallegrato il forum con i suoi interventi deliranti [emoji23]

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  56. samuelgol

    Ma alla fin fine l'iperspecializzazione c'è anche tra i prò…..Froome o Dumoulin (cito stranieri così i fanboy son tranquilli) al Fiandre o alla Roubaix allo stato attuale non sono competitivi, da vedersi se lo sarebbero allenandosi specificamente per quelle. Dubito.

    C'è specializzazione, ma non fanno solo un tipo di gare. Van Avermaet lo vedi anche al Tour per dire. Chi vince oggi le Gf non mi pare si dedichi più che tanto ad altro, anche proprio per com'è strutturato "il business" delle Gf. E contrario con chi fa circuiti, che non dico scoppierebbe ad una Mdd, ma perlomeno non me lo vedo per niente competitivo. Un Viviani un Giro se lo sciroppa tutto, e per non finire fuori tempo massimo in salita non può guardare il paesaggio…

    ps
    Sorrenti la Straducale l'ha vinta davanti Krys, che il pro l'ha fatto per davvero, per 3 stagioni.

  57. longjnes

    se ne conosci di amatori uno che non lo è , avrebbe facilmente un contratto. tour, giro, classiche, coppe continentali, il mondo è pieno di gare c'è posto per migliaia. forse decine di migliaia. essere il 10000° del rancking o il 10000000° cambia qualcosa nella sostanza? a volte è semplice eh. poi come ho detto nel preambolo, massimo rispetto per tutti, dal primo che si allena duro, all'ultimo che in più ha pure il coraggio di partire! faccio parte anche io della barca.

    Scusa ma che c'entra? Stai parlando di professionisti, quindi dell'eccellenza che il genere umano produce per quel tipo di attività sportiva. Ciò non toglie che chi non rientri nell'élite sia automaticamente da classificare come carta igienica. Chi lo pensa a mio modo di vedere ha un problema di invidia latente che risolve minimizzando o banalizzando le prestazioni altrui ( smaccatamente superiori alle proprie, ma pur sempre da catalogare nel medesimo scatolone, quello delle pippe appunto)

  58. A leggere i resoconti delle granfondo sembra di essere su Strava dove vedi gente di 45 anni che pubblica giri di 150 chilometri e 2000 di dislivello in solitaria a 35 all'ora di media e fa i kom sui segmenti a 60 all'ora di media, tutto pulitissimo insomma.

  59. samuelgol

    Peraltro, vado a memoria, potrei sbagliare, il dottor Cecchini mi pare sia stato coinvolto in inchieste che alla fine non sono sfociate in una condanna definitiva, dunque ci andrei piano ad associarlo pubblicamente al doping con certezza.

    Cito il libro "La corsa segreta":
    "E aveva un approccio nuovo, rivoluzionario, nei confronti del doping, vale a dire: mi incoraggiava a doparmi il meno possibile. Non mi ha mai dato EPO, mai passato neanche un'aspirina.[…] Per vincere il Tour bastava seguire tre regole: 1. Essere molto, molto in forma. 2. Essere molto, molto magri. 3. Mantenere alto l'ematocrito. Agli occhi di Cecco, la regola numero 3 era deplorevole ma fondamentalmente inevitabile, così è la vita. Cecco lo aveva subito messo in chiaro: lui non era di quel giro, non lo era mai stato."

    Parafrasando un po' ricordavo bene, è quello che ho scritto

  60. samuelgol

    Ma alla fin fine l'iperspecializzazione c'è anche tra i prò…..Froome o Dumoulin (cito stranieri così i fanboy son tranquilli) al Fiandre o alla Roubaix allo stato attuale non sono competitivi, da vedersi se lo sarebbero allenandosi specificamente per quelle. Dubito.

    Sì, comunque sarebbe difficile valutare il valore di un Froome in una Roubaix, nel senso che partecipasse e non fosse competitivo per vincere, una volta staccato non spingerebbe a fondo per arrivare a 7 minuti invece che a un quarto d'ora. E anche nelle gare a tappe chi non corre per la classifica mira a restare nel tempo massimo: se chi fa gruppetto spingesse a fondo (ovviamente al netto di chi non sta bene e a stento tiene il gruppetto) andrebbe sensibilmente più forte…

  61. Ser pecora

    ………
    ps
    Sorrenti la Straducale l'ha vinta davanti Krys, che il pro l'ha fatto per davvero, per 3 stagioni.

    e il bello che Krys è stato squalificato x doping da amatore…..cioè un ex prò che tra gli amatori se non si dopa non vince. Questo la dice tutta 1 su quanta differenza faccia il doping 2 su quanta differenza minima ci sia fra gli amatori migliori e molti prò.
    Poi è ovvio che i pro big sono un altro pianeta. Lo dimostra Rumsas che i primi anni da amatore faceva corsa del tutto a sè rispetto a tutti e gli organizzatori dovevano chiedergli di rallentare perché mandava fuori copertura dalla chiusura delle strade (1/4 d'ora di norma) tutti gli altri troppo presto.

  62. ian

    Cito il libro "La corsa segreta":
    "E aveva un approccio nuovo, rivoluzionario, nei confronti del doping, vale a dire: mi incoraggiava a doparmi il meno possibile. Non mi ha mai dato EPO, mai passato neanche un'aspirina.[…] Per vincere il Tour bastava seguire tre regole: 1. Essere molto, molto in forma. 2. Essere molto, molto magri. 3. Mantenere alto l'ematocrito. Agli occhi di Cecco, la regola numero 3 era deplorevole ma fondamentalmente inevitabile, così è la vita. Cecco lo aveva subito messo in chiaro: lui non era di quel giro, non lo era mai stato."

    Parafrasando un po' ricordavo bene, è quello che ho scritto

    Vabbè il fatto che lo ritenesse inevitabile ammesso che sia vero, è realistico vista la situazione del tempo, ma non lo scagionerebbe…..equivale a dire: lo faccio perché lo fanno tutti.

  63. samuelgol

    Vabbè il fatto che lo ritenesse inevitabile ammesso che sia vero, è realistico vista la situazione del tempo, ma non lo scagionerebbe…..equivale a dire: lo faccio perché lo fanno tutti.

    Sì ma lui non era parte attiva nel conseguire l'innalzamento dell'ematocrito… Cioè da come è riportato nel libro sembra qualcosa tipo: devi stare in quella condizione… Come fai non mi interessa, non farlo qua e cmq io mi giro dall'altra

  64. samuelgol

    e il bello che Krys è stato squalificato x doping da amatore…..cioè un ex prò che tra gli amatori se non si dopa non vince. Questo la dice tutta 1 su quanta differenza faccia il doping 2 su quanta differenza minima ci sia fra gli amatori migliori e molti prò.

    Be' è chiaro che il diverso accesso al doping faccia tanta differenza. Anche nel mondo professionistico vediamo sacche di maggiore lassismo e corridori che in quel contesto si inventano numeri da top rider, magari massacrando qualche big se passa da quelle corse. Se per caso poi questi corridori passano in una squadra WT (per caso… perché se c'è puzza di bruciato penso che la squadra WT se ne accorga facendoti due esami del sangue) chissà perché certe prestazioni non vengono ripetute. Vedi il caso di Tiernan Locke

  65. ian

    Be' è chiaro che il diverso accesso al doping faccia tanta differenza. Anche nel mondo professionistico vediamo sacche di maggiore lassismo e corridori che in quel contesto si inventano numeri da top rider, magari massacrando qualche big se passa da quelle corse. Se per caso poi questi corridori passano in una squadra WT (per caso… perché se c'è puzza di bruciato penso che la squadra WT se ne accorga facendoti due esami del sangue) chissà perché certe prestazioni non vengono ripetute. Vedi il caso di Tiernan Locke

    Chi era costui?

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  66. ildoppingnonvincemai

    Chi era costui?

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    Meteora venuta fuori da una squadra continental nella primavera 2012 (vinse un mare di corse). L'anno dopo lo ingaggia la Sky e i risultati finiscono; poi anomalie al PB, sospensione e addio.

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