Orbea alza i prezzi nel 2022. L’azienda basca non le manda a dire e affronta le conseguenze di una comunicazione diretta ai propri clienti e potenziali tali, cosa che aveva già fatto nel 2021.
[Comunicato stampa] Orbea si adatta ad un nuovo scenario e aggiorna le sue tariffe
- L’incremento del costo delle materie prime, del trasporto e la discontinuità o la mancanza delle fornitura sono i motivi che hanno portato il marchio basco a prendere questa decisione.
- L’azienda fa un ulteriore sforzo e mantiene i prezzi delle biciclette già prenotate dagli utenti e confermati dal proprio rivenditore nel sistema di Orbea.
Dall’arrivo della pandemia, l’economia mondiale sta subendo colpi continui che riguardano tutti i settori, incluso quello della bicicletta. Con trasparenza, Orbea comunica i motivi che l’hanno portata a prendere la decisione di aumentare i prezzi delle proprie biciclette:
- All’aumento costante del prezzo delle materie prime, come l’alluminio, l’acciaio e il carbonio, si aggiunge quello dei combustibili, che da mesi è sempre più alto.
- Anche i costi di trasporto hanno subito un aumento smisurato dovuto alla scarsità di container, navi e alla congestione dei porti.
- Il settore del ciclismo, come altri, subisce discontinuità o mancanza di fornitura dei componenti che ci obbligano a modificare le specifiche o a cercare alternative simili cercando sempre di mantenere la qualità.
Orbea, a differenza di altri marchi del settore, ha cercato di non applicare l’aumento dei prezzi, ma alla fine è stata costretta a modificare le sue tariffe per quest’anno.
“Siamo un’azienda che mantiene un impegno nei confronti della comunità di utenti e dei nostri negozi. Controlliamo costantemente l’evoluzione del mercato e abbiamo cercato di evitare a tutti i costi questo aumento, ma la tendenza di incremento dei costi non muta”, dichiara Gonzalo García de Salazar, Global Sales Manager dell’azienda.
Allo scopo di minimizzare l’impatto sia per i rivenditori che per gli utenti, Orbea ha adottato misure e ha fatto un ulteriore sforzo mantenendo i prezzi invariati delle biciclette prenotate dagli utenti e confermate dai propri rivenditori nel sistema di prenotazione Orbea.
“È stata una decisione difficile per Orbea, viste le conseguenze che ha sia per i nostri negozi che per la comunità di ciclisti che hanno fiducia nel nostro marchio, e comprendiamo cosa ciò significhi.”, conclude García de Salazar.


Anche perché il mondo ciclo è gelosissimo dei suoi "numeri" segretissimi....
Ma se si prende un altro esempio, tipo il mercato Automotive, questa è la situazione del più solido:
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La risposta di tutto il settore punta a "ridurre i volumi ed alzare i margini" (l'ha detto l'altro giorno il presidente di Stellantis), cosa peraltro anche imposta in parte dalla svolta "green" dell'elettrico (insostenibile sui grandi volumi -parole del presidente Toyota-).
Mi par di capire che l'atteggiamento del mercato ciclo sia sulla falsariga.
Che questo sia il toccasana per tutte le aziende ovviamente NO.
Ci sono aziende che questo riposizionamento "su volumi più bassi e margini più alti" lo possono fare, altri no.
Secondo me l'idea che la pandemia sia stata un toccasana per il settore ciclo, indistintamente, è stata vera nel cortissimo periodo, ma è un po' miope già sul medio periodo.
Aziende (o anche solo rivenditori) che si sono fatti prendere dal grande entusiasmo a fine lockdown con passi più lunghi della gamba credo ne pagheranno conseguenze salate.
Così van le cose, personalmente quello che mi preoccupa sono le conseguenze varie di tutto questo cambio di paradigma. E come si vede ampiamente sui social non sono cambiamenti indolori.
Nessun pasto è gratis.