Essere un ciclista in Italia è sempre più pericoloso

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Non sono parole mie, quelle del titolo, ma quelle che Omar Di Felice, ciclista noto per le sue pedalate estreme, scrive in un post su Facebook, riferendosi alle sue esperienze sulle strade italiane e a quelle di pro del calibro di Wout van Aert, il quale aveva lanciato uno sfogo su Strava dopo una pedalata in bici da corsa nella zona a sud di Como.


Uno sfogo che trova riscontro nei commenti, sia su FB che su Strava, e nelle più disparate esperienze di chi si trova ad usare una strada italiana in bicicletta. È un argomento che si ripropone in continuazione, in particolare dopo gravi incidenti, ma che rimane attuale visto che non viene risolto.

Cosa ne pensate?

Commenti

  1. paolo25:

    Purtroppo parlo da ciclista che lo hanno appena investito(martedì) classico incidente quello dell auto dice di non avermi visto morale della favola auto con nemmeno un graffio io se sono fortunato ne avrò per 3 mesi!!!
    all’ estero se ti vedono in bici a 1 km di distanza si fermano o ti sorpassano a 2mt qui sembra che fanno di tutto per metterti sotto
    Auguri di pronta guarigione. per fortuna che sei qui a testimoniare . io a chi dice "non l'ho visto" toglierei la patente a vita. lo considererei un cieco e quindi non idoneo a guidare.
  2. EMAC:

    La mia opinione e' che si perseguano solo le cose che non danno adito a contestazioni e facciano entrare soldi in cassa senza perdere tempo.
    Io credo che spesso si tollerano i comportamenti sbagliati per scelta politica, per non perdere il consenso popolare, finché le infrazioni del CDS saranno considerate dal sentire comune solo un peccato veniale, anziché una causa di morti e feriti gravi, i controlli saranno sporadici e poco incisivi.
  3. Ocram86:

    Condivido.. bisognerebbe però interpretare i numeri non limitarsi a leggerli i numeri.il sample size ci dice la cosa più ovvia che ci sia: gli automobilisti son infinitamente di più dei ciclisti e quindi ovviamente causano più incidenti ect ect.
    Ed è proprio il punto 1 che citi che è la chiave.
    Qui si fa sempre il discorso che gli automobilisti sono contro i ciclisti e si batte su questa storia.
    quando, vedendo i numeri ,si nota che non è accanimento verso i ciclisti( o i pedoni ) ma proprio mancanza di rispetto delle regole in generale che si riporta sempre all educazione civica.
    Cmq c'è un accanimento con i ciclisti eccome...anche se vai per i cazzi tuoi qualcuno che inveisce o che ti passa a 1 mm senza motivo lo trovi sempre.
    Anche pedoni che senza motivo ti dicono qualcosa dietro se ne trovano sempre.
    Ieri a un passaggio pedonale vediamo 2 in procinto di attraversare rallentiamo,uno passa...eravamo fermi praticamente in surplace,la moglie o chi fosse, ferma come un ebete con una brioche in mano...a quel punto visto che non attraversava,ripartiamo e andiamo...il marito inizia ad inveire contro i ciclisti...ma se uno è ebete anche ad attraversar la strada,la colpa è dei ciclisti?????...c'è sempre pregiudizio contro chi va in bici...ma vorrei capire ma tutte le volte che c'è traffico automobilistico e dobbiamo rallentare o fermarci noi in bici,ci mettiamo a strombazzare o a inveire contro gli automobilisti?..a me non risulta.
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