Essere un ciclista in Italia è sempre più pericoloso

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Non sono parole mie, quelle del titolo, ma quelle che Omar Di Felice, ciclista noto per le sue pedalate estreme, scrive in un post su Facebook, riferendosi alle sue esperienze sulle strade italiane e a quelle di pro del calibro di Wout van Aert, il quale aveva lanciato uno sfogo su Strava dopo una pedalata in bici da corsa nella zona a sud di Como.


Uno sfogo che trova riscontro nei commenti, sia su FB che su Strava, e nelle più disparate esperienze di chi si trova ad usare una strada italiana in bicicletta. È un argomento che si ripropone in continuazione, in particolare dopo gravi incidenti, ma che rimane attuale visto che non viene risolto.

Cosa ne pensate?

Commenti

  1. Bert5quant1:

    Sì! !
    Anche questo è uno dei problemi del CDS, spesso non è chiaro e a volte va in contraddizione e altre è interpretabile, quando invece dovrebbe essere chiaro e inopinabile!
  2. RamboGuerrazzi:

    non lo capiranno mai, se non con la forza. Basta vedere come si comportano gli automobilisti in coda per traffico intenso. Se tutti andassero piano, il traffico scorrerebbe. C'è però sempre il gruppo di fenomeni che va a scatti, e che finisce per bloccare tutti gli altri dietro.
    Non passa volta che sia in giro in macchina per lavoro che non trovi almeno un incidente.

    L'ultimo qualche giorno fa, triplo tamponamento (due furgoni + un'auto), chiaramente qualcuno non rispettava la distanza di sicurezza...
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